Vino, passione e…un nuovo lavoro

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Vino, passione e…un nuovo lavoro

Siete dei winelover? Amate il vino e vorreste fare della vostra passione una professione? Sempre di più le cantine oggi ricercano figure nuove da inserire nel proprio organico.

Letto per voi da Bonella Ciacci

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Fino a poco tempo fa le figure ricercate dalle cantine erano ben specifiche, e limitate a quelle che sono le varie fasi del processo produttivo del vino, fino a raggiungere la sua commercializzazione: enologi, agronomi, cantinieri, operai agricoli capaci di vendemmiare o potare…fino a responsabili commerciali sia per l’Italia che per l’estero.

Ma oggi, per vendere un vino, non basta più soltanto un prodotto di qualità, e dei buoni agenti. La comunicazione, i new media, e l’accoglienza in cantina sono i nuovi settori che si stanno sviluppando sempre di più, facendo nascere l’esigenza di nuove figure professionali. Non a caso, nel sito italiano specializzato nell’incontro domanda/offerta per il lavoro nel settore del vino WineJob.it, tra 8 offerte di lavoro al momento aperte, ben 4 sono riferite al settore marketing. Come non sorprende che tra il personale ricercato negli USA, tramite il sito winejobsusa.com, ci sia una specifica richiesta per i wine enthusiasts. Queste figure dovranno lavorare in modo indipendente, organizzando a casa o comunque privatamente eventi di degustazione, e percepiranno un compenso a percentuale sulla base degli ordini raccolti dopo questi eventi. E non solo. Sono richiesti molti consulenti, la cui mansione principale è accogliere clienti in cantina e presentare e vendere i vini dell’azienda, così come assistenti nelle sale degustazioni, e la principale caratteristica del candidato deve essere una grande passione per il vino e una spiccata personalità entusiasta e coinvolgente. Sono almeno una decina le richieste di questo genere, e questo soltanto tra le prime 50 di 234 totali che ci sono al momento sul sito.

Per quanto riguarda la comunicazione, ci sono mille sfaccettature di cui tenere conto, come illustra un articolo sul sito mywinemarketing. Una cantina al

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passo coi tempi deve avere un buon sito, un utilizzo corretto delle SEO e una buona indicizzazione, per non rimanere sommersa nel mare infinito che è la rete, e spiccare nei motori di ricerca ai primi posti. Soprattutto in territori importanti, come ad esempio quello di Montalcino, dove in un ristretto territorio si trovano più di 200 produttori, non basta più avere una storia alle spalle e un territorio affascinante a fare da cornice. Bisogna distinguersi, e far sì di arrivare a più persone possibili, a cui raccontare la propria cantina. E se voi doveste cercare qualche informazione su un buon Brunello, dove andreste a cercarlo, se non facendo una ricerca su Google?

Ma comunicazione è anche, e sempre di più, sinonimo di social networks. Per questo oggi una cantina che ci tiene a non rimanere invisibile al grande pubblico, deve avere account sui vari social, e far sì che questi canali siano utilizzati propriamente. Blog, Facebook, Twitter, Pinterest, Flickr…e altri ancora. Quali scegliere e come utilizzarli sarà una scelta della cantina, ma poi sarà necessario assumere un social media manager, o un wine writer, che in modo saltuario, da freelance o interno all’azienda, segua la comunicazione e la strategia comunicativa. Certo, come sottolinea anche Intravino in un suo post, forse non è il lavoro a tempo indeterminato di una volta, ma se ben sviluppato, può aprire mille opportunità.

L’enoturismo è l’altro settore in enorme crescita, che richiede figure apposite in cantina e fuori dalla cantina, e ce lo racconta anche la wine blogger toscana Maddalena Marchioni sul suo sito Teladoiofirenze.it. La figura che mi interessa è quella dell’enoguida: esperta e competente, prende contatti con varie cantine del suo territorio, organizza in collaborazione con loro una proposta ad hoc, prepara un pacchetto per attirare gli appassionati di vino e poi vende queste proposte con agenzie e online. Giornate o mezze giornate in giro per le campagne, visitando le migliori cantine, degustando ottimi vini direttamente dal produttore e spesso garantendo vendite di bottiglie alla cantina e la soddisfazione del cliente di aver fatto un’esperienza unica che si porta a casa un bel souvenir.

Valley-First-Winery-Tour-Slides-03

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Perché però questa formula funzioni, serve che le cantine siano attrezzate con un’altra figura: una guida, una persona esperta di accoglienza, che con professionalità, simpatia e competenza sappia presentare la cantina, guidare i turisti in un tour ricco di informazioni sui prodotti della cantina, farcendo il racconto con accenni alla storia dell’azienda e magari qualche aneddoto simpatico. Attenzione però, non basta imparare la storiella a memoria e raccontarla sempre uguale a tutti. Ci vuole sensibilità ed estro. Bisogna saper capire chi si ha davanti, e di volta in volta colpire la sua attenzione sugli aspetti che più gli interessano, coinvolgendolo. Bisogna sempre tener presente che il winelover non visiterà solo la nostra cantina, e probabilmente avrà già sentito decine di altre volte tutte le nozioni sterile sul processo produttivo. La forza di una cantina, e di chi la presenta, sarà esaltare la sua unicità. Ed ovviamente la qualità del vino offerto.

Una piccola ultima nota curiosa. Ho trovato online una cantina in Francia che ricerca degustatori a domicilio. Con un contratto a tempo indeterminato, un po’ come un venditore porta a porta, porterà dai singoli acquirenti, direttamente a casa loro, i vini ad assaggiare, prendendo poi gli ordini per il produttore. Con tutta sincerità, non credo che sia una figura professionale che si possa diffondere poi molto, ma staremo a vedere…

Adesso non rimane che rimboccarsi le maniche, mie cari winelover…e buttarsi!