Zucche paura si o no?
Zucche intagliate per Halloween anche all’agriturismo della Fattoria del Colle. Ma c’è chi storce il naso perché non è una tradizione toscana. Di Bonella Ciacci
Quando l’anno scorso ho intagliato la mia prima zucca, l’ho fatto male, sporcandomi tutta e con poca convinzione. Perché io sono una di quelle cresciute con l’idea che no, Halloween è una festa americana, da noi non c’entra niente. Anzi, mi sentivo ridicola nello scimmiottare un’usanza d’oltre oceano, che mi pareva così poco adatta alle nostre campagne.
Poi qualcosa è scattato dentro di me. Ho fatto qualche ricerca e per prima cosa va detto che anche noi italiani avevamo le nostre tradizioni per la vigilia del giorno dei santi. Nei racconti della mia famiglia, qui in Toscana, nella campagna intorno a Siena, ci si radunava a vegliare vicino al fuoco, e si raccontavano storie di paura nell’attesa di andare a letto. Avevamo anche i nostri “dolcetti”, gli ossi di morto, biscotti forse non belli da vedere, ma buonissimi. Ed anche il pan coi santi, pane molto speziato e pepato, con dentro noci e uvetta, che dava una bella carica energetica per affrontare i primi freddi.
Sì, è vero, queste tradizioni sono diverse dall’interpretazione americana di Halloween, ma è poi così importante? Quale è il vero scopo
di questi diversi modi di vivere questa festa? Sicuramente non quello di evocare il maligno, come dice la Chiesa Cattolica. Altrimenti cosa dovremmo pensare, che forse anche le figure grottesche, i gargoyle di Notre Dame a Parigi che ne arricchiscono le grondaie, servono forse a evocare il diavolo? In ogni cultura, compresa la nostra, si sono usate figure paurose, demoniache, per esorcizzare il male, temerlo, e quindi evitarlo. Penso ai demoni induisti, o agli spettacoli di marionette dalle forme distorte e paurose di Bali, solo per fare alcuni esempi, che da secoli raffigurano nei loro racconti il male, sotto forma di demoni, che si scontrano con le figure positive della loro religione, in un’eterna lotta tra il bene e il male.
In quest’ottica, allora, intagliare le zuccheperché rappresentino facce demoniache, grottesche, mi è sembrato molto più sensato, ed anche divertente. Così, armata di cucchiai, coltelli appuntiti e un po’ di fantasia, ho aggredito le zucche, svuotandole dal loro contenuto e poi iniziando a disegnare sul lato una faccia, quando impaurita, quando stupidotta, quando
cattivella. Mentre intagliavo parlavo con un collega, che ricordava di quando un tempo, svuotando le zucche da dare ai maiali, si prendevano i semi e si mettevano a seccare insieme ad un po’ di sale… Già, quanto suono buoni i semi di zucca salati, da sgranocchiare nelle sere autunnali mentre seduti davanti al fuoco si chiacchiera, o magari si sorseggia un buon bicchiere di vino, e perché no, il nostro Drago e le 8 Colombe?
Ed ecco, che anche alla Fattoria del Colle, quest’anno, per il weekend del Ponte di Ognissanti, accoglieremo i nostri clienti con un piccolo brivido, e le zucche paura illuminate ci aiuteranno a tenere lontano il male, e ci proteggeranno. Un po’, anche grazie a me.
Bonella.









