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Monte dei Ragni una cantina che fa riflettere

Hanno intitolato i video su Zeno Zignoli la “la coscienza di Zeno” e la sua cantina Monte dei Ragni è la realtà produttiva più singolare della Valpolicella

 

Amarone-Monte-dei-Ragni

Amarone-Monte-dei-Ragni

di Donatella Cinelli Colombini

Mi hanno parlato di lui degli amici produttori veronesi dicendo <<i vini sono molto cari, vai li per comprarli ma non sai se te li vende, perché se non gli piaci ti manda via>>. Un racconto che mi ha incuriosito ed ho scoperto un poeta innamorato nella terra che qui vorrei presentarvi.

 

MONTE DEI RAGNI A FUMANE

Monte dei Ragni è nel comune di Fumane, in Veneto, il podere è coltivato dalla famiglia Ragno, quella della moglie di Zeno Zignoli, da cinque generazioni.
I 7 ettari di vigne con la tipica sistemazione a pergola semplice sono inframmezzati dai tradizionali muretti a secco, gli olivi e i ciliegi come all’epoca dei nonni. Per arrivare all’azienda si percorre una stradina fra due muri di pietre, nella località Marega, un borgo del 1450 nato come guarnigione militare.

 

UN CAVALLO NELLA VIGNA E TANTA MANUALITA’ IN CANTINA

La coltivazione della vite ha origini antichissime e in questa fascia pedecollinare offre il meglio di sé. I vigneti contengono varietà autoctone e sono coltivati con una cura da contadini ottocenteschi. <<Se viene più buono vale la pena>> e nelle foto vediamo Zeno, con il cavallo per la lavorazione dei campi.
Una propensione alla tradizione che, in cantina, si traduce in una manualità totale. L’uva per l’appassimento che serve per l’Amarone è scelta nella vigna grappolo per grappolo e poi messa ad appassire sulle reti metalliche verticali, ancora una volta, appendendola grappolo per grappolo. Una filosofia che Zeno Zignoli spiega come una scelta di vita <<bisognerebbe fare una distinzione fra le cose costose e le cose care. Le cose costose hanno dei costi alle spalle>> intendendo la manualità dei suoi processi produttivi <<mentre le cose care sono vendute al più alto prezzo possibile>> con un esplico riferimento alle azioni di marketing e comunicazione che fanno lievitare i cartellini anche senza un vero valore intrinseco dei prodotti. E alla fine esce il cuore di questa idea della vita e del lavoro <<la terra va meritata, il vino va meritato ……. E vale la pena farlo se poi il risultato è interessante>>.

 

Tre momenti di vini di Donatella Cinelli Colombini

Momenti di vini: a casa Pellucci assaggiando vini di tutto il mondo, consorzio dei consorzi toscani AVITO e la degustazione Brunello – Amarone a Treviso

Momenti "di vini" a casa Pellucci cena con grandi vini di tutto il mondo

Momenti di vini  a casa Pellucci cena con grandi vini di tutto il mondo

Di Donatella Cinelli Colombini

Tre momenti di vini indimenticabili in poco più di ventiquattro ore che voglio condividere con voi. Prima tappa a Fiesole in casa dei miei amici Emanuela e Emanuele Pellucci. Amici di una vita con cui ho condiviso l’infanzia delle figlie e, soprattutto con Emanuele, uno sviscerato amore per il Brunello –lui come giornalista io come produttrice. Vini incredibili per qualità e origine. Il giorno dopo Emanule ha scritto su Facebook << neppure Jancis Robinson e Debra Meiburg, due tra le più note Masters of Wine al femminile, avrebbero saputo riconoscere la provenienza di alcuni vini>> E infatti noi commensali abbiamo padellato tutte le regioni di origine e gran parte dei vitigni. Con me e mio marito Carlo c’erano i Francois del Castello di Querceto Niccolò e

Emanuela e Emanuele Pellucci a cena con i vini del mondo

Emanuela e Emanuele Pellucci a cena con i vini del mondo

Simonetta Magnelli delle Chiuse di Montalcino, l’enologo Vittorio Fiore con sua moglie. Ed ecco i vini
Champagne Vielle Réserve Premier Cru Sadi Malot (l’unico servito non alla cieca),
Sauvignon Pequenas Producciones 2015 Casas del Bosque (Cile), vincitore di una gran medaglia d’oro al concorso Catad’Or 2015
Riesling Edition Grainhuebel 2014 Winzerveirein Deidesheim (Germania),

Marilisa Allegrini la First Lady dell’Amarone

Storie e assaggi del più blasonato vino veneto, l’Amarone, per i soci dell’Union Européenne des Gourmet al Castello di Modanella con Marilisa Allegrini

Marilisa Allegrini ai Gourmet di Siena 2

Marilisa Allegrini ai Gourmet di Siena

Di Donatella Cinelli Colombini

Modanella è un castello del XII secolo che ancora oggi mantiene il carattere del borgo fortificato. Nelle sale affrescate in cui risiedeva la nobile famiglia Piccolomini, che ha posseduto il casello fino alla metà del Novecento, c’è adesso un ristorante. E’ in questa raffinata cornice che Alessandro Bonelli, console dei Gourmet di Siena, ha voluto organizzare la serata dedicata a Marilisa Allegrini ed ai suoi vini.
Ed eccoci in presenza di questa donna straordinaria per vitalità, managerialità ed estro creativo. E’, come me, membro del Consiglio nazionale delle Donne del Vino.

Vigna delle mie brame qual è la più cara del reame? Cartizze

E’ il Veneto la star dei vigneti con prezzi in ascesa nell’Amarone e nel Prosecco, il vigneto più caro d’Italia a Cartizze seguito dal lago di Caldaro a Bolzano

Cartizze

Cartizze

Di Donatella Cinelli Colombini

Nonostante la crisi i migliori terreni vitati d’Italia hanno mantenuto anzi aumentato i loro valori, questo il verdetto di Assoenologi, l’associazione presieduta da Riccardo Cotarella che riunisce 4 mila tecnici delle cantine italiane. Ecco che nella zona della Valpolicella dove nasce l’Amarone il prezzo di un ettaro è di 530-550.000€ con un incremento di +5% che gli fa superare di slancio persino Montalcino dove i terreni vitati a Sangiovese per il Brunello vengono venduti a 4-500mila Euro l’ettaro. Ancora in Veneto, volano in alto anche i prezzi del vigneto del Prosecco, forte del successo planetario delle sue bollicine, nella zona di Conegliano Valdobbiadene un ettaro costa 3-400 mila Euro e la metà nel trevigiano anche se entrambi hanno accresciuto i loro valori del 5 e il 10% rispetto al 2009. Cala solo la zona Cartizze che, nel caso ci sia qualcun che vende, costa la cifra astronomica di 1.200.000€ l’ettaro.

Anche la collina di Cannubi ha vigneti carissimi e rarissimi. Parliamo di 700.000€ cioè quasi il doppio di un normale vigneto di Barolo. Svettano i vigneti dell’Alto Adige intorno al lago di Caldaro dove i prezzi oscillano fra 600.000 e un milione di Euro.

Bonella sceglie la musica per il Brunello: Grandi & Bollani

Se il vino sta diventando un mezzo di socializzazione, allora ha anche il suo giusto momento, la giusta cornice e la giusta musica.

Happy wine alla Fattoria del Colle

Bonella e Riccardo happy wine

Forse influenzati dalla nuova passione americana per il vino, sdoganandolo da quell’immagine un po’ elitaria e snob, e donandogli una nuova valenza culturale, giovanile, di oggetto di culto (cult) e anche, se si vuole, di status symbol di una nuova generazione di giovani (i millennials), ecco che il vino anche in Italia entra in ambienti sociali dei più disparati.
Dal pub, alla discoteca, al bar per gli aperitivi, senza mai aver lasciato il suo posto nei ristoranti più ricercati, il vino è entrato nella cultura di tutti. Il vino è diventato pop.

Ma quale vino va bene in quale luogo? E soprattutto, quale è la sua giusta cornice? Perché se comunemente un Prosecco è adatto ad un aperitivo con gli amici, tra risate e stuzzichini, non lo è altrettanto un Amarone. Se un vino liquoroso come un Porto, o un vino dolce come un Aleatico, si addicono ad una serata in un pub/enoteca o a casa tra amici dopo una bella cena, è altrettanto vero che non proporrei mai il Vino Nobile di Montepulciano in un sushi-bar.

                                                                       
Cinelli Colombini
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