birre artigianali Tag

La parola artigianale che fa lievitare i prezzi

Il successo delle birre artigianali e ora degli artisan wine ma non tutte le bionde sono come sembrano e la categoria dei vini artigianali in realtà non esiste

birre artigianali

birre artigianali

Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Alcune bionde industriali sembrano artigianali  poi ci sono colossi della birra che comprano le craft beer. Infine gli artisan wine e la moda del piccolo e diverso innescata dai clienti millennials. Che confusione!

Ma tutte le craft beer sono davvero fatte a mano in piccoli laboratori? Le prime avvisaglie di un pastrocchio ci sono. Ed ecco che persino il colosso irlandese Guinness sta valutando la produzione di lattine “per divertirsi un po” e nelle carte delle birre proposte da pizzerie o dai pub si nota una crescente confusione fra le

FABBRICA DELLA BIRRA APERTA IN DARSENA

FABBRICA DELLA BIRRA APERTA IN DARSENA

vere microproduzioni d’eccellenza e le linee particolari all’interno delle produzioni industriali.
Succede proprio come con i souvenir tarocchi di cui sono piene le bancarelle e i negozi delle zone turistiche: sono fatti in fabbrica o addirittura all’estero ma assomigliano agli oggetti di artigianato locale per cui vengono acquistati dal turista inconsapevole e desideroso di contenere le spese. Una concorrenza che fa chiudere le botteghe dei veri artigiani alle prese con i prezzi delle materie prime e della manodopera nostrana.
Nel caso della bionda non si tratta di finte birre artigianali ma piuttosto dell’industrializzazione di ex artigiani; c’è una vera corsa dei colossi all’acquisizione delle craft beer.

La sfera di cristallo del vino: cosa ci aspetta nel 2015

Wine Searcher e The Drinks business svelano il futuro del vino e della buona tavola. Avanzata dei cocktail, delle birre artigianali, dei vini dolci e dei dolci

cocktail-e-birra

cocktail-e-birra

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

<<più di ogni altro prodotto il vino richiede tempo>> Dunque il vino non è fra le cose effimere. Eppure mai come ora c’è la ricerca di vini unici, diversi da ogni altro e soprattutto di momenti unici, multisensoriali …. con luci, suoni, oggetti da toccare e ovviamente sapori capaci di creare emozioni indimenticabili.

Champagne birra e ribes e aragosta

Champagne birra e ribes e aragosta

• L’informalità domina la buona tavola, basta con le tovaglie bianche. A Londra molti ristoranti stellati hanno “fratellini” più a buon mercato. Le culture gastronomiche si mescolano in modo impressionate … La capitale britannica che è stata recentemente invasa da una sorta di “mania dell’aragosta” servita anche in panini e take away a prezzi più che abbordabili.
• Spazio ai vini unici e soprattutto all’assaggio di grandi bottiglie che, grazie a Coravin, potranno essere anche vendute a bicchieri… o meglio a gocce ..visto il prezzo.
• Nei ristoranti i sommelier diventano sempre più importanti nella scelta dei vini mentre diminuisce l’influenza dei critici.
• La decisione della Corte Suprema mette le ali alle spedizioni di vino, fa crescere le piccole cantine e calare le vendite delle enoteche perché diventa più conveniente ordinare le bottiglie al produttore
• Global warming apre nuove opportunità alle zone fredde come l’Ontario in Canada e mette in dubbio le prospettive dello Chardonnay a Napa Valley.

E’ la birra la bevanda alcolica più diffusa nel mondo

Rinforzata dalla nuova moda delle birre artigianali che ha contagiato anche Obama, la bionda domina incontrastata fra le bevande alcoliche più bevute del mondo

Birra al miele del Presidente Obama

Birra al miele del Presidente Obama

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Euromonitor prevede una crescita del 15% delle bevande alcoliche da ora al 2017 con un aumento nell’area Asia – Pacifico quasi doppio rispetto alla media mondiale. La birra rimarrà ancora per qualche anno la bevanda alcolica più diffusa ma il suo primato va pian piano scemando ovunque salvo in Sud America e dell’Europa dell’Est.
Un grosso apporto alla tenuta commerciale della birra arriva dai birrifici artigianali. E’ un vero boom anche in USA dove recentemente c’è stata una dura diatriba sul titolo craft beer cioè birre artigianali e crafty cioè birre industriali camuffate da artigianali. Le prime devono provenire da birrifici piccoli, indipendenti e tradizionali. Delle birre crafty è stata redatta una black list che ha scatenato un autentico putiferio soprattutto da parte delle piccole birrerie.
La moda di fare birra in casa ha contagiato anche il Presidente Obama che ha acquistato personalmente un kit fai da te per la cucina della Casa Bianca e dolcifica la sua Ale con il miele delle arnie dell’orto della moglie Michelle.

                                                                       
Cinelli Colombini
Privacy Overview

Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito ritieni più interessanti e utili.