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Ibridi resistenti o viti OGM modificate dal genome editing

Come rendere sostenibile la viticultura? Ibridi resistenti e Genome editing sono le risposte della ricerca guardate con sospetto da vignaioli e consumatori

 

Ibridi_resistenti_campi-sperimentali

Ibridi_resistenti_campi-sperimentali

di Donatella Cinelli Colombini

Oggi il clima mette i viticultori davanti a due problemi: ridurre ciò che surriscalda il pianeta, quindi bisogna limitare i fitofarmaci e l’uso dei trattori. Insieme produrre eccellenze enologiche nonostante l’innalzamento delle temperature e il calo delle piogge.
Una delle prime risposte al problema di rendere più ecologica la coltura della vite è stata l’introduzione di ibridi resistenti ad oidio e peronospora.
Il consenso sugli ibridi è arrivato dalla Comunità Europea che ha approvato in Parlamento e in Consiglio il Regolamento 2021/2117. Con la nuova normativa i vini con “denominazione di origine” possono essere ottenuti “da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera o da un incrocio tra la specie Vitis vinifera e altre specie del genere Vitis”. Quindi è ora possibile modificare i disciplinari e introdurre gli ibridi fra i vitigni ammessi.

 

GLI IBRIDI RESISTENTI CONQUISTANO LA FRANCIA: BORDEAUX

La famosa classificazione di Bordeaux del 1855 coincide con l’inizio del riscaldamento del pianeta (il periodo freddo chiamato piccola glaciazione va dal 1300 al 1850) che, negli ultimi 25 anni, per effetto delle attività umane, ha avuto un’autentica impennata. Ma la classificazione è ancora valida, anzi sembra difficilissimo cambiarla anche se la “vocazione” alla vite dei terreni è evidentemente cambiata.
Come fare?

Château Lafite Rothschild il re del Bordeaux 2016

E’ Lafite il miglior Bordeaux del 2016. E’ l’anno dei vini a dominanza Cabernet e del St Emilion dopo che il 2015 aveva visto brillare il Pomerol

Chateau-Lafite-Rothschild

Chateau-Lafite-Rothschild

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

La classifica viene da The Drinks Business e Liv-Ex che ha interpellato i 400 più importanti mercanti di vino del mondo.
Ed ecco i magnifici Château di Bordeaux con in testa Lafite e tutti  i first growth cioè le cantine indicate come migliori nella famosa classifica del 1855 che, allora come oggi, è una garanzia di prestigio e qualità enologica.

Questo è l’anno della riva destra del bordolese e della rivincita del distretto vinicolo

Chateau-Mouton-Rothschild

Chateau-Mouton-Rothschild

più importante del mondo che riprende a dominare i mercati, soprattutto asiatici. Tutti aspettano un rialzo dei prezzi di oltre l’8% e questo ha innescato una vera corsa all’acquisto.
10) Cos D’Estournel 120 € a bottiglia
9) Château Montrose 102 € a bottiglia
8) Château Latour

Cité du Vin e l’enoturismo in Francia mette il turbo

La Francia crea la più prestigiosa destinazione enoturistica la Cité du Vin. Ministro Franceschini vai a vederla e valorizza anche il nostro vino per il turismo

Cité du Vin

Cité du Vin

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
La chiamano la Guggenheim del vino riferendosi allo spettacoloso museo di Bilbao di Frank Gehry ma questo diventerà ancora più famoso: un decanter di 55 metri, progettato da Xtu alle porte di Bordeaux e coperto di pannelli di vetri e alluminio iridescente.

Cité du Vin, sette anni di lavori, 81 milioni di Euro di investimento e 14 mila metri quadri di esposizioni, esperienze sensoriali di odori, video e immagini in 3D, sale da degustazione, auditorium, museo, tanti schermi e tecnologia, un’immensa enoteca con di 14.000 bottiglie di 80 Paesi del mondo scelte dal sommelier campione del mondo Andreas Larsson e

Cité du Vin Bordeaux

Cité du Vin Bordeaux

l’enologo Michel Rolland. Bottiglie parlanti perché il loro codice a barre apre video in inglese sottotitolato in 3 lingue. Al piano belvedere sulla Garonna, che scorre accanto, ci sono il bar e il ristorante. Costo di ingresso 20€ e biglietto famiglia di 50€. Sono attesi mezzo milione di visitatori l’anno.
Dire che invidio i francesi non basta, ho un’invidia furiosa, ma proprio esagerata.

Bordeax i pesticidi nei vigneti e la salute dei bambini

Il programma shock di France 2 <<Produits chimiques, nos enfants en danger>> ha scosso la Francia i pesticidi nei vigneti mettono a rischio la salute dei bambini

pesticidi nei vigneti esempio di trattamento antiparassitario

pesticidi nei vigneti esempio di trattamento antiparassitario

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Altro che paradiso degli amanti della natura e dei grandi vini! Bordeaux si rivela come un territorio fortemente inquinato proprio a causa dei pesticidi nei vigneti. Nella Gironda terra di chateau e di grandi brand del vino i bambini si ammalano di cancro il 20% in più della media nazionale.
Il volto più nero della viticultura francese è arrivato nelle case dei francesi con la violenza di un ciclone. Scatenando le proteste dei genitori delle zone viticole e forse allertando le autorità sanitarie.

vini-di-Bordeaux

vini-di-Bordeaux

Cancro, malformazioni prenatali, disturbi nello sviluppo e autismo… malattie molto diverse fra loro che possono avere la stessa causa: i pesticidi.
Ma da dove arrivano questi pesticidi? 6 aziende si spartiscono un business da 50 miliardi di Euro Bayer, Dupont, Monsanto, Syngenta, Dow, Basf.
97% di alimenti contaminati, Francia primo consumatore di pesticidi in Europa dove si vendono ogni anno 65.000 tonnellate di pesticidi puri.
Gli autori dei programma di France 2 hanno lavorato con una tecnica da 007, mettendo le mani su migliaia di dati sensibili e, fino ad oggi, segreti. Confrontando migliaia di numeri è stata realizzata una mappa delle regioni più inquinate. 3 sono segnate in nero come più contaminate e una di esse è quella dei vigneti bordolesi: la Gioronda.

Dalla Russia con amore … per il vino

Ristoratori, enotecari, assaggiatori, venditori e buyers … di Mosca e San Pietroburgo sono i nuovi wine lovers russi che scoprono l’Italia molto dopo la Francia

Fattoria del Colle cantina vinsantaia

Fattoria del Colle cantina vinsantaia

La delegazione dei nostri importatori è composta da 11 donne e 3 uomini e non poteva che essere diversamente nelle cantine tutte al femminile di Donatella Cinelli Colombini. Entusiasti per il sole estivo, affascinati dall’arte e dal cibo ma soprattutto dal vino. Apprezzano particolarmente il Brunello riserva e i vini armonici e eleganti, sembrano invece meno colpiti dai bland “american style” potenti e legnosi. Questi esperti di vino russi sono la cortesia in persona e incredibilmente non sono mai stanchi ma fumano come turchi e sono attratti irresistibilmente dallo shopping di griffe della monda.
Molti di loro sono in Italia per la prima volta e invece conoscono Bordeaux e lo Champagne. C’era da aspettarselo! Ora scoprono che il nostro Paese, gli piace e anche la scoperta dei nostri vini li entusiasma.

Vinexpo prevede il futuro del vino nel mondo

Nei prossimi 3 anni + 9,1 i vini rossi, + 8,5% le bollicine, +7,5% i rosé e solo + 2,7% i bianchi. Cresceranno soprattutto le bottiglie sopra i 10 $ 

Fiera del vino di Bordeaux

Bordeaux fiera del vino

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il prossimo 16 -20 giugno, come avviene ogni due anni, ci sarà la grande fiera del vino di Bordeaux. Un appuntamento considerato imperdibile per produttori e operatori di tutto il mondo. E come ogni volta Vinexpo  è preceduta da una raffica di studi sulle tendenza del mercato.
Questa volta sono decisamente incoraggianti. L’indagine è condotta da Iswr e prevede un incremento dei consumi mondiali di vino del 5,3% nei prossimi 3 anni. Ancora più positiva la crescita del prezzo medio a bottiglia dell’8,7% che parte da un maggior apprezzamento (+ 30%) dei vini sopra i 10$ e una crescita più contenuta di quelli con scontrino fra i 5 e i 10$ (+10%).

Basta barriques il Brunello torna nelle botti

Esaltazione delle specificità del Sangiovese e ritorno alle botti ecco le indicazioni dell’enologa francese Valerie Lavigne per la perfetta armonia del più grande Brunello. L’affermazione è di quelle che fanno discutere soprattutto perché arriva da una francese come francesi sono le barriques che hanno imperversato nelle cantine italiane negli ultimi dieci anni. A parlare è Valerie Lavigne, la nuova strepitosa enologa delle cantine toscane di Donatella Cinelli Colombini. Docente della più celebre università di enologia del mondo, quella di Bordeaux, la Lavigne è consulente, insieme a Denis Dubordieu e Christophe Olivier, in alcune delle più importanti cantine del mondo come gli Châteaux d’Yquem, Margaux e...