A TAVOLA SOTTO LE STELLE DELLA TOSCANA
IL RISTORANTE DELLA FATTORIA DEL COLLE VI PRESENTA IL SUO MENU’ ESTIVO CON TANTA TOSCANA E UN PIZZICO DI FANTASIA. IL NUOVO PIATTO DELLA CHEF DORIANA MARCHI...
IL RISTORANTE DELLA FATTORIA DEL COLLE VI PRESENTA IL SUO MENU’ ESTIVO CON TANTA TOSCANA E UN PIZZICO DI FANTASIA. IL NUOVO PIATTO DELLA CHEF DORIANA MARCHI...
La zuppa di pane, la più classica delle ricette toscane cambia in ogni paese ma a Trequanda, vicino alla Fattoria del Colle, è speciale

Fattoria del Colle Zuppa di Trequanda
In genere la zuppa di pane toscana è una saporitissima minestra di verdure versata sul pane. E’ dunque vegana. Solo la ciancifricola e la minestra di Pasqua contengono anche l’uovo.
C’è tuttavia un’eccezione: a Trequanda. Il ricettario del piccolo borgo medioevale vicino alla Fattoria del Colle ci sono due minestre di pane con il maiale. La zuppa con lo zampino e la minestra trequandina.
Qui di seguito trascrivo la ricetta che ho ricevuto dalle massaie di Trequanda e che è stata illustrata da Silvia Argilli con straordinaria maestria. Silvia è una delle giovani poliglotte che accolgono i turisti nell’agriturismo della Fattoria del Colle ma ha un passato di pittrice e di illustratrice.
Mezzo chilo di fagioli bianchi
Una cipolla rossa
Due etti di prosciutto salato di cinta senese (è essenziale che sia molto grasso in alternativa usare prosciutto e rigatino) tagliato a fette molto spesse
Un mazzetto di prezzemolo,
Mezzo bicchiere di olio extravergine,
Un quarto di cavolo verza,
Una carota,

ricetta tipica di Montalcino
Due costole di sedano,
Un mazzetto di bietole,
Qualche cespo di spinaci,
Due o tre zucchini,
Un manciatino di fagiolini,
300 grammi di pane casalingo toscano senza sale
La cucina toscana è semplice ma per sprigionare i suoi intensi sapori ha bisogno di ingredienti di ottima qualità. Verdure appena colte e vero pane fatto con lievito madre. Venite al Ristorante della Fattoria del Colle per assaggiarla e capirete la differenza
Si chiama Alessandro Sironi ha un’esperienza trentennale in cucina ma anche un diploma di Sommelier AIS e uno di assaggiatore di birra

Alessandro Sironi Chef ristorante Fattoria del Colle Toscana
48 anni milanese, Alessandro Sironi, è il nuovo chef del ristorante della Fattoria del Colle nelle colline a sud del Chianti che si affacciano su Montalcino e la Valdorcia. Un territorio antico dove la gastronomia va pensata in abbinamento con il vino. Per questo Donatella Cinelli Colombini ha accolto con entusiasmo lo chef sommelier Alessandro Sironi nel ristorante della sua fattoria e ha iniziato subito a trasmettergli l’essenza della civiltà culinaria senese.
Alessandro Sironi, ha fatto la sua formazione in cucina dopo aver abbandonato il Liceo scientifico prima della maturità. Nel suo curriculum un periodo di quattro anni a La Bettolina a Gaggiano Milanese dove è cresciuto professionalmente fino ad arrivare al ruolo di chef. Segue un periodo ancora più lungo, come sous chef, nello stellato Michelin Marino alla Scala.
E’ in questo periodo che diventa Sommelier AIS e degustatore di birra. Le esperienze successive nella ristorazione lo vedono nella funzione di gestore oppure di executive chef in ristoranti anche molto grandi come il Quanta Sport Village di Milano.

Alessandro Sironi chef della Fattoria del Colle in Toscana
Alessandro Sironi arriva in Toscana, per amore, per creare la sua famiglia. Lavora prima a Castiglion del Lago e poi a Cortona in un ristorante tutto suo.
La sua cucina si basa sul rispetto delle materie prime, scelte con cura e valorizzate da cotture sapienti. Adora i grani antichi con cui realizza focacce e pane che richiamano i sapori delle nonne, paste fresche e specialmente paste ripiene che sono il suo cavallo di battaglia. Ha un’attenzione quasi maniacale ai tempi di cottura perché <<sono i dettagli a fare la differenza>> e esaltano i sapori. Della gastronomia toscana ammira la tradizione, le carni nobili e le spezie come lo zafferano tanto caro anche alla sua cultura d’origine. Il primo piatto che ha creato è una pasta di rape rosse condita con broccoletti. Una ricetta che va ad aggiungersi alle pappardelle con sugo di cinghiale e panforte, i ravioli ripieni di peposo e la mantovana antica e moderna …. Che sono i fiori all’occhiello della Fattoria del Colle.
Una festa sul tema Ricchezza e povertà della Valdorcia per i vincitori del Premio Casato Prime Donne: Bertocchini, Di Lazzaro, Pancera, Patanè e Rontini

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-vincitori-e-giuria
Il territorio e l’ambiente protagonisti come non mai nel Premio Casato Prime Donne che è stato consegnato a Montalcino, nel Teatro degli Astrusi, domenica 17 settembre. Una bomboniera settecentesca che ha ospitato la premiazione di Federica Bertocchini, scopritrice del bruco-mangia plastica e dei migliori contributi alla valorizzazione di Montalcino e dei suoi vini: Pietro di Lazzaro, Stefano Pancera, Vannina Patanè e Andrea Rontini. La foto di Rontini è stata scelta fra 5 finaliste da una giuria popolare che ha votato on line. La sua immagine della Valdorcia -fra realismo e fantasy- introduce il tema della festa in onore dei vincitori che

Federica-Bertocchini-Casato-Prime-Donne-2017
si è svolta alla Fattoria del Colle di Trequanda e ha celebrato la rinascita di questo territorio dalla miseria del passato al successo enologico e turistico di oggi.
Il Premio Casato Prime Donne ha una crescente notorietà come vetrina dei nuovi modelli femminili e delle azioni più incisive nella divulgazione dei territorio in cui nascono i vini Brunello e Orcia. Deve molta della sua reputazione al rigore della giuria che sceglie i vincitori, essa è presieduta da Donatella Cinelli

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-vincitori
Colombini ed composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione.
Quest’anno ha scelto come personaggio emblematico dell’universo femminile: Federica Bertocchini la microbiologa italiana che ha scoperto un bruco contenente l’agente capace di degradare la plastica dando una soluzione all’enorme inquinamento di questo materiale.
Nelle sezioni giornalistiche del Premio hanno vinto Pietro di Lazzaro per il servizio

Premio-Casato-Prime-Donne-lo-staff-organizzatore
televisivo dedicato al 50° anniversario del Consorzio del Brunello trasmessi dal TG3 RAI. Stefano Pancera con il servizio televisivo intitolato “Il futuro del vino italiano nelle mani dei giovani” trasmesso da Mattino 5 di Canale 5 che ha avuto il Premio Consorzio del Brunello sul tema “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino”. Premio “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino” per opere a firma femminile a Vannina Patanè per l’articolo intitolato “Montalcino acqua e vino” pubblicato in “In Viaggio”. Il vincitore del Premio per fotografie sul tema “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia” è Andrea Rontini, con l’immagine Val d’Orcia dicembre 2016.


