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FOLIAGE DEI VIGNETI E LA TERAPIA DEL PAESAGGIO

CAMMINARE IN UN LUOGO BELLO RIGENERA PSICOLOGICAMENTE E FISICAMENTE ECCO LA TERAPIA DEL PAESAGGIO CHE IN AUTUNNO IN TOSCANA È AL MASSIMO DELL’INTENSITÀ

cantina con vista Toscana Fattoria del Colle

cantina con vista Toscana Fattoria del Colle

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination

Il mio amico Angelo Gaja dice che il foliage nei vigneti toscani ha un colore solo e quindi è meno bello di quello dei distretti del vino dove ci sono molti vitigni e quindi molte tonalità.
Ma non è vero!
La mente umana ha bisogno di immagini semplici e armoniose per stare bene. Certi territori come la Val d’Orcia, patrimonio Unesco dal 2004 proprio per la bellezza del suo paesaggio agricolo, offre questo tipo di scenari. Quasi una medicina per l’anima.
Le foglie delle viti cominciano a ingiallire subito dopo la vendemmia e cadono alla fine di dicembre. Un periodo breve in cui la Toscana del vino, dove il Sangiovese è il sovrano incontrastato, si mostra coperta da un broccato giallo oro. Il paesaggio del Brunello, del Chianti Classico o del Vino Nobile è rimasto intatto per secoli. C’è qualche grande fabbrica, residuo del sogno di industrializzazione della metà del Novecento, ma sono pochissime, non come in Piemonte.
Il paesaggio ha un’armonia austera fatta di storia, natura e amore dell’uomo. Boschi, terreno arato per la semina, vigneti di Sangiovese che diventano un mantello dorato. Venite a vederlo!

SARANNO FAMOSI NEL VINO 3-4 DICEMBRE

FIRENZE – STAZIONE LEOPOLDA: IN PASSERELLA 124 CANTINE E VINI NATI DA POCO MA DESTINATI A UN GRANDE FUTURO. DEGUSTAZIONI, ESPERIENZE, SCOPERTE E APPRENDIMENTO

 

Saranno-Famosi-nel-Vino-Stazione-Leopolda-Firenze-3-4-dicembre 2022

Saranno-Famosi-nel-Vino-Stazione-Leopolda-Firenze-3-4-dicembre 2022

E’ un evento che rivoluziona lo schema classico degli appuntamenti del vino incentrati sui “soliti noti”. Saranno Famosi nel Vino è quasi un talent show di emergenti dell’enologia italiana: cantine sorte negli ultimi anni o vini creati nelle ultime 5 vendemmie.
Dal 3 al 4 dicembre, i nuovi wine lover che hanno lo spirito degli esploratori, potranno scoprire e in molti casi comprare, dei piccoli gioielli in bottiglia.

 

PARTECIPIAMO CON LO SPUMANTE BRUT ROSE’ METODO CLASSICO

Io partecipo con lo Spumante Brut Rosè metodo classico prodotto con le uve di Sangiovese, della Fattoria del Colle, nella vendemmia 2018 in sole 1.433 bottiglie. Una bollicina da tutto pasto, creata per accompagnare il tartufo bianco delle Crete Senesi in cui si mischiano la freschezza degli spumanti italiani all’intensità gustativa delle bolle a lungo affinamento.

 

Poolwine vino da piscina

Una categoria inventata dal giovane sommelier Vincenzo Donatiello nel 2018 che comprende i vini per la piscina: freschi, immediati e piacevoli ma non banali

 

Poolwines-vini-da-piscina-Spumante-Rosè-Metodo-Classico-Donatella-Cinelli-Colombini

Poolwines-vini-da-piscina-Spumante-Rosè-Metodo-Classico-Donatella-Cinelli-Colombini

di Donatella Cinelli Colombini

Gli esperti di vino li snobbano bollandoli come dissetanti senza una vera qualità ma in realtà esistono in tutto il mondo. I francesi li chiamano vins de soif cioè vini della sete, in inglese prendono il nome di poolwine che corrisponde ai vini da piscina proposti dal sommelier lucano Vincenzo Donatiello.

 

VINCENZO DONATIELLO E I VINI DA PISCINA

E’ stato questo professionista trentenne a proporli per la prima volta in Italia nel 2018. Vincenzo era il maître del ristorante Piazza Duomo di Alba fino al febbraio 2022, con lo chef stellato Enrico Crippa.

La ricerca del tartufo è un patrimonio Unesco

La ricerca del tartufo, come l’arte dei pizzaioli napoletani, diventa Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità tutelato dall’Unesco

 

tartufo bianco delle Crete Senesi

ricerca-del-tartufo-diveta-patrimonio-immateriale-dell’umanità-Unesco

di Donatella Cinelli Colombini

Le terre dei grandi vini rossi da invecchiamento – Langhe e Montalcino – possono ora fregiarsi di due riconoscimenti Unesco: uno per il paesaggio modellato dalla mano dei contadini e dei vignaioli nel corso dei secoli e l’altro per la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali”, cioè i “trifulau” e i loro cani. Parliamo di circa 150.000 cercatori di tartufi sparsi ovunque in Italia e custodi di una cultura tramandata oralmente generazione dopo generazione. Una tradizione millenaria, che affonda le sue radici fino ai Sumeri.

 

LA RICERCA DEL TARTUFO DIVENTA PATRIMONIO DELL’UMANITA’ NELL’ANNO CON I PREZZI ALLE STELLE

ricerca del tartufo patrimonio dell'Umanità Unesco

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L’iscrizione Unesco arriva in un anno particolarmente scarso per la produzione dei tartufi che, a causa della bassa produzione, hanno raggiunto quotazioni commerciali altissime che WineNews, usando come fonte Centro Nazionale Studi Tartufo, ha indicato in 4.800 Euro al chilo (per pezzature da 15-20 grammi) per il tartufo bianco di Alba, tra 2.100 e 4.000 Euro al chilo ad Acqualagna e tra i 3.500 ed i 5.500 Euro al chilo, a seconda della pezzatura, a San Giovanni d’Asso – Montalcino.

 

IN ITALIA 150.000 CERCATORI DI TARTUFI

Ovviamente l’iscrizione nella lista ufficiale dei patrimoni dell’umanità da parte dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, riguarda tutti i territori tartufigeni italiani da Acqualagna a San Miniato, fino a Norcia con il suo tartufo nero.

                                                                       
Cinelli Colombini
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