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VIGNETI E SICURAZZA IN VIGNA

E’ PERICOLOSO LAVORARE NELLA VIGNA? IL RISCHIO E’ LEGATO AI TRATTORI, TUTTAVIA, GLI INFORTUNI GRAVI NELLE VIGNE ITALIANE SONO MENO DI QUELLI TEDESCHI

Trattore in vendemmia, Toscana Fattoria del Colle Trequanda

Trattore in vendemmia, Toscana Fattoria del Colle Trequanda

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Sapete quando avvengono la maggior parte degli infortuni in vigna? Nel weekend e riguardano quegli anziani che coltivano la loro terra quasi per hobby con trattori vecchi, non più a norma, perché privi dei moderni sistemi di sicurezza. Non sono sottoposti ai controlli delle imprese con dipendenti e sono esentati dai corsi …. Circostanze che sembrano un vantaggio e si trasformano in una trappola.

I TRATTORI SULLE STRADE E GLI INCIDENTI CAUSATI DAL LORO SORPASSO

Un altro punto critico è la strada. Da noi, nella campagna toscana, le strade sono piene di curve. Quando sulla strada c’è un trattore con rimorchio, e in estate è molto frequente, forma file lunghissime. I tentativi di sorpasso si trasformano spesso in incidenti.
Un articolo di Matthias Stelzig per Wein.Plus
descrive dettagliatamente questo problema e mette l’accento sul rischio maggiore in vigna: il trattore che si ribalta.
Oggi i trattori a ruote per i vigneti sono cabinati e questo impedisce lo schiacciamento, ma quanti vignaioli indossano la cintura di sicurezza? E cosa succede alle persone intorno?

LA FORMAZIONE DEI SOMMELIER IN ITALIA E ALL’ESTERO

FRA LE TANTE FORMAZIONI PROFESSIONALI QUELLA DEL VINO E’ LA SOLA SVOLTA DA PRIVATI. IN GERMANIA AMMETTE SOLO PROFESSIONISTI E ARRIVA A LIVELLO UNIVERSITARIO

Sommelier-Fisar-Donatella Cinelli Colombini-Fattoria-del-Colle

Sommelier-Fisar-Donatella Cinelli Colombini-Fattoria-del-Colle

di Donatella Cinelli Colombini, #winedestination 

In Italia la formazione professionale sul vino è interamente privata salvo gli istituti agrari, qualche scuola alberghiera e le università di agraria e enologia. In altre parole, per fare il Sommelier, è necessario frequentare dei corsi che costano complessivamente introno a 2.000€. Si tratta dell’unico caso nella formazione professionale italiana interamente a pagamento e questo avviene perché una grossa fetta dei corsisti non intendono diventare professionisti ma sono wine lovers desiderosi di migliorare le proprie competenze.
Molto diversa la situazione all’estero dove i Sommelier sono solo professionisti e in tutte le scuole “alberghiere” il personale destinato a lavorare in sala frequenta i corsi da Sommelier o quelli Wset con impronta più commerciale.
Questa fondamentale differenza ha escluso i sommelier italiani dal circuito internazionale ASI
che designa, ogni anno, il campione del mondo dei Sommelier. Infatti i vincitori italiani, come Paolo Basso, hanno gareggiato sotto bandiere straniere, nel caso di Basso quella Svizzera. 

LE EMOZIONI DEL VINO SI POSSONO MISURARE

ALL’UNIVERSITA’ DI BORDEAUX HANNO MISURATO LE REAZIONI SUSCITATE DAL VINO E L’INFLUENZA DELLO STATO EMOTIVO DELL’ASSAGGATORE SULLE SUE PERCEZIONI

 

ISVV bordeaux sala da degustazione

ISVV bordeaux sala da degustazione- misurazione delle emozioni prodotte dal vino

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Ovviamente lo studio è solo agli inizi ma promette bene e dimostra, una volta di più, l’importanza del neuromarketing nello studio del consumo del vino. Infatti gli strumenti sono gli stessi: misurazione della frequenza cardiaca, della sudorazione, dei movimenti involontari del volto.

 

STUDI DELL’UNITERSITA’ DI BORDEAUX SULLA MISURAZIONE DELLE EMOZIONI SUCSCITATE DAL VINO

All’Università di Bordeaux 65 persone hanno assaggiato sette vini rossi che non conoscevano, diversi per qualità e caratteri gustativi. Le emozioni generate durante l’assaggio sono state misurate soggettivamente mediante questionari, ma anche mediante la conduttanza cutanea, la frequenza cardiaca e la motricità delle espressioni facciali.

PERONOSPORA: COSA INSEGNA IL TRAGICO 2023

VIGNA ITALIANA CON UN CALO PRODUTTIVO DEL 40% CAUSATO DALLA PERONOSPORA E GLI INTERROGATIVI SU COME IMPEDIRE IL RIPETERSI DI UN SIMILE DISASTRO

 

peronospora

peronospora

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

Dopo un 2023 che rimarrà come un incubo ricordi dei vignaioli biologici, come me, tutti ci chiediamo: cosa abbiamo sbagliato? E’ ancora possibile fare agricoltura biologica con il nuovo clima?
Il portale Wein.plus che vi invito a leggere per intero riporta l’intervista a Randolph Kauer professore di viticoltura biologica all’Università di Geisenheim e viticoltore biologico. <<Era solo questione di tempo prima che accadesse qualcosa del genere, perché gli estremi climatici sono in aumento>> ha detto il docente dando subito un’indicazione pratica: quando gli acini sono della dimensione di un pisello e vengono infettati da peronospora difficilmente possono essere salvati. L’infezione passa anche dai graspi per cui il disseccamento dei grappoli avviene anche quando il vignaiolo pensa di essere al sicuro.

DRY OPPURE BRUT SAI LA DIFFERENZA?

Spesso i nomi scritti sulle bottiglie di Spumante o di Champagne ci mettono in difficoltà.  Brut nature, Pas Dosé, Extra brut,Brut, Saten, Dry, Extra Dry …

 

 

Wine-destination-spumante-brut-metodo-classico-Fattoria-del-colle-Toscana

preparazione per la sboccatura- spumante-brut-metodo-classico-Fattoria-del-colle-Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini #Wine Destination

Il magazin Wein.plus e il portale italiano mezzocalice.it ci aiutano a capire i nomi che distinguono il sapore dello Spumante e dello Champagne. Tutto dipende dal residuo zuccherino presente nel liquido cioè dal “ liqueur d’expédition anche detto “sciroppo di dosaggio” che viene aggiunto dopo la sboccatura cioè la rimozione del tappo a corona, per il metodo classico, oppure dopo la filtrazione per il metodo Charmat. Prima di ritappare la bottiglia con il caratteristico tappo a funghetto si aggiunge un liquido segretissimo e diverso in ogni cantina. E’ il dosaggio a base di vino e zucchero di canna che caratterizza la maison e lo trasforma in un vino secco o dolce.

QUANTO DURA UNA BOTTIGLIA DI VINO APERTA?

Dipende dal vino e dal modo con cui viene tenuta la bottiglia aspirando l’aria oppure immettendo un gas inerte. Meglio i grandi rossi dei bianchi

 

quanto dura una bottiglia aperta? Fattoria del Colle Doc Orcia Cenerentola

quanto dura una bottiglia aperta? Fattoria del Colle Doc Orcia Cenerentola

Di Donatella Cinelli Colombini

Ormai nessuno consuma una bottiglia in un solo pasto. Nel rispetto delle norme salutistiche (mezza bottiglia al giorno in due pasti per gli uomini e ancora meno per le donne) persino in due è difficile finire la bottiglia prima di alzarsi da tavola. Per questo è necessario conservare il vino in modo ottimale fino al momento di consumo successivo.
Ma per quanto tempo è possibile conservarla?

 

DA COSA DIPENDE LA DURATA DEL VINO DI UNA BOTTIGLIA APERTA

Per rispondere a questa domanda seguo la traccia di wein.plus invitando i più appassionati a leggersi per intero l’articolo che qui riassumo.
Ci sono componenti nel vino che lo rendono durevole: gli estratti, l’alcol e gli acidi.
Gli estratti sono le parti nobili della buccia del vino che si solubilizzano durante la fermentazione e passano nel vino. Ovviamente la loro presenza nel vino varia a seconda del vitigno e del terroir, ma esiste una diretta correlazione fra la maturazione, il calibro degli acini e il clima. Se l’uva è perfettamente matura, le piogge non hanno accresciuto la dimensione dei chicchi d’uva e non ci sono state forti perturbazioni che, facendo crollare le temperature, hanno irrigidito le bucce…allora avremo mosti e vini ricchi di colore e estratti. Un tempo questo avveniva raramente, mentre oggi è quasi la normalità, almeno qui a Montalcino e nella Doc Orcia.

Annacquare il vino: in certi Paesi è permesso

In Italia e in tutta Europa, le cantine non possono aggiungere acqua nel vino ma in USA e in Australia è permesso e i vini annacquati vengono esportati da noi

 

nozze-di-Cana-l'acqua-diventa-vino-in-Italia-è-proibito-aggiungere-acqua-in-USA-no

nozze-di-Cana-l’acqua-diventa-vino-in-Italia-è-proibito-aggiungere-acqua-in-USA-no

di Donatella Cinelli Colombini

Ci sono Nazioni, come USA e Australia, che consentono di aggiungere acqua al vino e produttori europei famosissimi come Michel Chapoutier che già nell’aprile 2021 chiedeva di fare altrettanto.

Annacquare il vino non è più un tabu, non è un argomento da sofisticatori inseguiti dagli agenti della Repressione Frodi.
Si tratta, invece, di un’ipotesi di cui si discute fra chi produce, studia e governa a livello mondiale.
In effetti l’aggiunta d’acqua non mira ad aumentare la produzione ma a ridurre il contenuto alcolico del vino, che è molto aumentato a causa del cambiamento climatico.

                                                                       
Cinelli Colombini
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