Il Drago e le 8 colombe
Siamo nel capodanno cinese e inizia l’anno del drago. L’anno magico per questo vino che cambia completamente.
Nuova annata, nuovo uvaggio, nuovo nome e nuovo packaging per il Drago di Donatella Cinelli Colombini.
Le colombe del nome simboleggiano le donne e fanno riferimento allo staff, caso unico in Italia, tutto femminile delle cantine. Con l’arrivo dell’enologa Valerie Lavigne le colombe aumentano di numero e il nome del vino cambia: era “Il Drago e le 7 colombe” ed è diventato “Il Drago e le 8 colombe”
Al contrario il Drago evidenzia la presenza maschile in azienda – nessuno ha mire discriminatorie – ed è impersonato da Carlo Gardini, marito di Donatella e grande appassionato di vino.
L’arrivo di Valerie Lavigne segna l’inizio di una seria riflessione sui vitigni italiani e le loro possibilità di bland per la produzione di vini di alta qualità e capaci di affrontare i mercati stranieri. Da qui la valorizzazione del Sagrantino, un vitigno molto usato in Umbria che dista circa 20 km dalla Fattoria del Colle e appartiene allo stesso ambito geografico. Per il momento la coltivazione del Sagrantino è limitata a pochi filari di vite ma presto sarà possibile vendemmiare l’uva di un secondo piccolo vigneto.
La decisione di usare il Sagrantino nella produzione del “Drago e le 8 colombe” è un piccolo passo verso vini con maggiore identità e continuerà nei prossimi anni.
Il cambiamento di uvaggio è interpretato come ricerca di eleganza, armonia e pienezza. Il vino risulta più morbido, più raffinato, più moderno. Una svolta qualitativa che guarda all’estero e beneficia di una grandissima vendemmia, la 2007 che
viene considerata 5 stelle.
I numerosi cambiamenti sono sottolineati da un restyling dell’etichetta fatta da Alessandro Grazi, il pittore senese che ha disegnato anche la prima versione del packaging.
Tipologia: rosso secco.
Zona di produzione: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle
Classificazione: Igt Toscana Rosso
Caratteri dell’annata: Inverno molto piovoso che ha consentito alle viti di sopportare le temperature eccezionalmente calde del luglio senza soffrire di stress idrico. Le piogge di agosto e di settembre e le temperature insolitamente fresche hanno favorito una maturazione regolare dell’uva che è arrivata alla vendemmia in condizioni perfette con alta concentrazione di polifenoli e ottima estraibilità.
Uvaggio: Sangiovese (lo stesso clone usato per il Brunello) 60%, Merlot 20%, Sagrantino 20%
Vendemmia: dal 6 settembre al 12 ottobre con raccolta manuale e attenta scelta dei grappoli. Le migliori uve di sono arrivate dal vigneto Poggione che è coltivato per metà a Merlot e per metà a Sangiovese.
Vinificazione: in tini di acciaio termoregolati. La fermentazione ha avuto un inizio velocissimo e la cantiniera Barbara Magnani ha dovuto raffreddare l’uva con il ghiaccio secco via via che arrivava dalla vigna. Invecchiamento: 18 mesi in tonneaux di rovere francese.
Colore: rosso rubino scuro
Profumo: fine, ampio, complesso, nettissimo richiamo ai frutti rossi maturi.
Gusto: pieno, armonico, intenso, persistente, morbidamente tannico.
L’alcool bilancia una solida struttura acida e polifenolica con un effetto molto piacevole e potente. Analisi: 14,5 %, Ac. Tot. 5.1 g/l, Ac. V. 0.53 g/l, So2 Tot136 mg/l, estratto 29 g/l.
Abbinamento gastronomico: piatti importanti di carne e formaggi stagionati.
Servizio in tavola: vino da grandi occasioni. Servire a temperatura ambiente (18-20°C) in calici di cristallo con coppa ampia. Capacità di invecchiamento: 25 anni e oltre. Tenere le bottiglie distese, al buio e al freddo. Provvedere alla sostituzione dei tappi nella cantina di Donatella Cinelli Colombini intorno all’anno 2020.








