Il vero costo di una bottiglia
Come e perché una bottiglia di vino esce dalla cantina a 2 Euro e arriva al consumatore USA a 10 Dollari. Poco valore nella vigna e forse troppo nel mercato
Di Donatella Cinelli Colombini
Un interessantissimo articolo di Wine Seracher ci mostra come il prezzo del vino in USA cresce a causa del trasporto per nave, le tasse e la complessa catena commerciale in cui la legge statunitense, nata durante il proibizionismo, ha diviso la catena di vendita: importatore, distributore e dettagliante. La sequenza dei ricarichi moltiplica il prezzo: importatore applica aumenta del 35%, il distributore aggiunge il 40% sulla cifra precedente che viene poi raddoppiata dal dettagliante.
Anche le tasse contribuiscono a aumentare il prezzo del vino e si concentrano su quelli di bassa qualità mentre sono più leggere sui premium e super premium (I numeri del vino). Per esempio in USA è mediamente del 10% ma scende fino al 3% per vini costosi come il Brunello Riserva. Il carico fiscale più forte è in Irlanda 141%, Finlandia 119%, Gran Bretagna 116% e Svezia 96%. Il prezzo del vino tende quindi a aumentare molto nell’ ultima parte del ciclo che dalla
cantina arriva al consumatore. Ma se andiamo a vedere cosa succede ancora prima, cioè dalla vigna fino alla bottiglia, ci troviamo un’ulteriore compressione del valore. Nel rapporto Nomisma uscito alla metà di marzo, vediamo una sorta di divaricazione fra le imprese enologiche più focalizzate sul processo produttivo e quelle dove << una maggiore propensione all’export corrisponde una più elevata redditività>>. In altre parole nel nostro bicchiere di vino la parte di valore che riguarda proprio il vino.
Chiudo con una nota più tecnica tratta dallo stesso report di Nomisma e riguardante l’export del vino 2014. Nuovo record con un + 1 % che porta a 5,1 miliardi di Euro il valore del vino che ha varcato i confini. Calano gli sfusi, scende il business verso Russia e Germania ma volano le bollicine ( +14%). Ormai l’Italia esporta la stessa quantità di vino commercializzato nel mercato interno dove, purtroppo, i consumi pro capite continuano a scendere e sono ora a 35 litri annui.








