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Il valore dei vigneti italiani

E’ il terreno agricolo più caro e complessivamente il valore della vigna italiana è di 32 miliardi di Euro. Ma il valore di ogni ettaro varia da 10mila a 2 milioni 

Montalcino-vigneti-Argiano

valore-dei-vigneti-Montalcino-vigneti-Argiano

Di Donatella Cinelli Colombini

I 625mila ettari di vigneto hanno un prezzo medio di 51.000€ Euro e il loro valore è continuamente cresciuto dal 2000 ad oggi con un ritmo di circa l’1% l’anno e punte del 2% in Piemonte e Friuli Venezia Giulia mentre in Veneto  il fenomeno Prosecco ha fatto lievitare domanda e prezzi per cui un ettaro di Cartizze, il top del Prosecco, arriva a costare 1,5 milioni di Euro.

I dati CREA  (Consiglio per la ricerca in Agricoltura) riproposti dal portale I numeri del vino, mostrano uno scenario molto vasto e quindi necessariamente poco preciso nei dettagli. Ecco che la Toscana (-0,5%) e la provincia di Siena hanno un segno

Barolo area Cannubi

valore-vigneti-Barolo area Cannubi

leggermente negativo mentre posso assicurare che mai come ora ci sono investitori a caccia di vigneti di Brunello a prezzi che variano da mezzo a un milione di Euro a seconda della qualità, prestigio, età … Ancora in Toscana, fra le denominazioni più note, i prezzi più abbordabili sono nella Vernaccia di San Gimignano 70-90.000€ l’ettaro e nel Chianti con valori simili mentre dopo la zona montalcinese le quotazioni più alte sono a Bolgheri (350-450.000€ l’ettaro).

Dopo le vendite milionarie nel Barolo il valore dei vigneti della maggiore DOC piemontese è schizzata al primo posto nella classifica dei più cari d’Italia superando Bolzano che tradizionalmente era in cima alla lista. Di recente i fratelli Mirko e Federica Martini hanno comprato mezzo ettaro del cru Cerequio pagandolo 2 milioni di Euro. Tuttavia normalmente un ettaro di Barolo oscilla fra uno e due milioni di Euro.

Consumatori e Paesi consumatori di vino

USA saldamente in testa fra i Paesi che bevono più vino con 3.217.000.000 litri in un anno ma per il consumo pro capite vince il Vaticano con 54 litri

consumi di vino

consumi di vino

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello Casato Prime Donne

Prendo da Wine News lo spunto per esaminare le classifiche dei consumi di vino. Curiosamente lo stato del Papa è quello dove le percentuali sono più alte: 54,26 litri all’anno. Ovviamente non dipende dalle Sante Messe quanto piuttosto dai turisti in rapporto alla popolazione residente. Infatti al secondo posto troviamo un altro micro stato, Andorra con 46,26 litri e poi una sorprendente Croazia con 44,20 litri seguita a ruota alla vicina Slovenia 44,07. Anche in questo caso, tuttavia, si tratta di Paesi con bassa popolazione in rapporto alle presenze turistiche e quindi a consumi che sebbene statisticamente imputati ai residenti, non vengono fatti solo da loro.

Numeri del vino consumo-francia-2015-2

Numeri del vino consumo-francia-2015-2

Molto più interessante la classifica dei Paesi consumatori di vino: primo posto per gli USA che supera i tre miliardi di litri e batte la Francia che è scesa a 2,7 e l’Italia poco sopra i due. Quello che colpisce soprattutto è il calo delle percentuali dal 2011 al 2014, nelle due nazioni principali produttrici che è stato rispettivamente del 4,8 e di un disastroso 11,5%. Parlare di un crollo, specialmente in Italia, non è esagerato. Sono invece con segno più dei mercati strategici per le nostre bottiglie come Germania, Cina e Giappone, quest’ultimo con uno spettacolare incremento del 21% negli stessi tre anni.

Caccia al sito quasi perfetto, consigli per l’uso

Design, scelta del CSM e e-commerce, le indicazioni di Fabio Italiano Bereilvino, Gian Piero Staffa CentoVigneItalia, Italy Fine Wines e I numeri del vino

Tanti vini una scelta difficile

Tanti vini una scelta difficile

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne
Riprendiamo l’argomento iniziato due giorni fa partendo dal post “15 siti web di cantine da utilizzare come modelli” scritto da Fabio Italiano, per esaminare tre aspetti decisivi: design, CSM e e-commerce. Infine qualche consiglio per chi deve fare un sito nuovo, tanto per diventare più resistenti alle fregature.

social media e vino

social media e vino

DESIGN
Ovviamente il sito deve essere bello, ma anche semplice e compatibile con il maggior numero di browser, soprattutto deve essere responsive, cioè adatto ad essere visualizzato in tutti i dispositivi mobile, tipo smartphone e tablet. Il visitatore va letteralmente catturato al primo colpo d’occhio – effetto wow!!- e spinto a continuare a guardare e soprattutto a comprare, quindi il sito deve “convertire” trasformando il navigatore in compratore.

Per questo la ricerca dei contenuti deve essere facilissima e intuitiva. Rimanendo sull’argomento aggiungo qualche notizia tratta da Italy Fine Wines, nell’articolo ”Cosa vogliono gli importatori”.

Il vero costo di una bottiglia

Come e perché una bottiglia di vino esce dalla cantina a 2 Euro e arriva al consumatore USA a 10 Dollari. Poco valore nella vigna e forse troppo nel mercato

Esquin Wine Mercian

Esquin Wine Mercian

Di Donatella Cinelli Colombini
Un interessantissimo articolo di Wine Seracher ci mostra come il prezzo del vino in USA cresce a causa del trasporto per nave, le tasse e la complessa catena commerciale in cui la legge statunitense, nata durante il proibizionismo, ha diviso la catena di vendita: importatore, distributore e dettagliante. La sequenza dei ricarichi moltiplica il prezzo: importatore applica aumenta del 35%, il distributore aggiunge il 40% sulla cifra precedente che viene poi raddoppiata dal dettagliante.
Anche le tasse contribuiscono a aumentare il prezzo del vino e si concentrano su quelli di bassa qualità mentre sono più leggere sui premium e super premium (I numeri del vino). Per esempio in USA è mediamente del 10% ma scende fino al 3% per vini costosi come il Brunello Riserva. Il carico fiscale più forte è in Irlanda 141%, Finlandia 119%, Gran Bretagna 116% e Svezia 96%.

Quanto rendono le cantine?

Il vino è davvero un mondo dorato? Si per le 229 cantine con oltre i 50.000 hl di produzione no per le 66mila piccole e medie in chiara difficoltà

Costellation Brands

Costellation Brands

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
I colossi esteri quotati in borsa letteralmente volano: Costellation Brand ha un valore di 16 miliardi di Euro e si aspetta oltre 700 milioni di utili nel 2015. Tutti gli altri sembrano pigmei di fronte al colosso statunitense ma, escluso le cantine cinesi, hanno moltiplicato il loro valore di borsa: Concha y Toro e Distell, Trearury Wine Estate. Insomma anche il mercato azionario crede nel vino e ci investe volentieri …. se le imprese sono grandi. I numeri del vino, sito informatissimo e attendibile su ogni analisi eno-economica, scrive infatti << le due piccole che abbiamo nel

Ospitalità contadina

Ospitalità contadina

campione, Delegat’s e Baron de Ley sono il 40% meno care in termini di prezzo utili e valore di impresa su MOL e EBIT, mentre viaggiano sulla medesima valutazione in base alle vendite (2.4 volte). Ciò sta a significare che la loro “superiore profittabilità” non viene attualmente riconosciuta dal mercato.>> Ovviamente si tratta di “piccoli giganti” non di piccoli davvero piccoli come la stragrande maggioranza delle cantine italiane.
Da noi il comparto vino è composto da un mosaico di 383.000 viticoltori con poco più di un ettaro e mezzo ciascuno. Coriandoli che, per fortuna sono aggregati in larga misura all’interno delle cantine sociali. Una situazione che certo non ci avvantaggia quando affrontiamo la sfida globale come un esercito di pigmei rispetto, ad esempio al Cile, dove il grado di concentrazione nelle 4 più grandi cantine è dell’ 85%, Nuova Zelanda 80%, Australia 61%, 50% USA … Italia 7,6%.

I debiti delle grandi cantine italiane

Antinori è la più indebitata ma sta recuperando sull’enorme investimento della cantina del Chianti Classico. Ancora nei guai Lavis mentre sfavilla Frescobaldi

Cantine Antinori nel Chianti Classico

Cantine Antinori nel Chianti Classico

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
I numeri del vino è un sito fra i più interessanti dell’intero panorama enologico web e qualche volta indaga argomenti davvero scottanti come l’indebitamento delle grandi cantine italiane. Ovviamente i debiti non sono tutti uguali <<se investi i debiti non devono farti paura>> diceva mio nonno Giovanni Colombini. Infatti quelli di Antinori, legati alla realizzazione della cantina del Chianti Classico, un capolavoro assoluto di architettura e una delle più geniali infrastrutture enoturistiche mondiali, non hanno spaventato il marchese fiorentino. In un anno ha già recuperato quasi il 10% della sua esposizione, che ora è di 170 milioni di Euro. Incrociamo le classifiche dei numeridelvino con quelle di Mediobanca e Anna Di Martino, dove Piero Antinori risulta terzo in Italia come performance economica e solidità patrimoniale (con un indice di 0,9 superato solo da Masi e Carlo Botter) passiamo dalla preoccupazione all’ammirazione: non solo ha creato un’infrastruttura in grado di rilanciare tutta l’immagine del Chianti Classico, ma il Marchese Piero la sta pagando velocemente. Infatti la sua azienda è di gran lunga la prima in Italia per utile operativo. 

Quante tasse ci sono nel tuo bicchiere di vino

Il vino è tassato il doppio della birra ma i vini più cari e pregiati sono quelli con aliquote più basse. Dunque per pagare meno tasse bisogna bere bene

tax-wine-2014 I numeri del vino

tax-wine-2014 I numeri del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Il vino base con il 64,5% ha un’aliquota addirittura più alta dei superalcolici al 57%.  Sembra un argomento da addetti ai lavori ma in realtà non lo è, infatti queste tasse le pagano i consumatori. Se cumuliamo l’intero carico fiscale, in Italia, una bottiglia su due va nelle casse dello stato. E il nostro non è fra i Paesi che tartassano di più i winelover!
I numeri del vino, blog sempre informatissimo, che vi invito a leggere, affronta il tema delle tasse nel bicchiere e ci fa scoprire un mondo sorprendente. Lo studio è dell’ American Association of Wine Economists– AAWE – e rivela che i grandi Paesi produttori Francia, Italia e soprattutto Stati Uniti tassano poco il vino. Solo l’Australia si discosta da questa logica.

tasse

tasse

Sorprendentemente i vini più colpiti sono quelli comuni mentre i premium e soprattutto i superpremium pagano “solo” il 26,7% di tasse. In sostanza i vini pregiati, nel mondo, sono le bevande alcoliche meno tassate di tutte. Se invece andiamo a vedere quali sono le nazioni che tartassano maggiormente il vino mettiamo in fila Irlanda 267%, Finlandia 220% e Gran Bretagna 218%. Un’enormità se consideriamo che la media mondiale è 64%. Il povero John residente a Dublino che amerebbe bere un bicchiere di vino a pasto finisce per diventare un grande contribuente dell’EIRE. Persino in questi Paesi i vini hanno una tassazione progressivamente più bassa via via che il vino sale di qualità e prezzo. Insomma per essere tassati di meno l’unico modo è bere meglio!
Vediamo adesso i Paesi virtuosi, quelli che mettono tasse leggere sul vino: USA 10% (con i superpremium come il Brunello Riserva scende fino al 3%), Germania 19%, Sud Africa, Austria e Slovacchia al 20%. L’Italia è solo leggermente più alta al 22%

Le wine lover indiane e il calice con-turbante

L’emancipazione delle donne indiane passa attraverso il vino? La moda dei brindisi fra donne dopo il lavoro segna una svolta nei costumi sociali

consumatrici di vino in India

consumatrici di vino in India

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

1.237 milioni di abitanti, il secondo Paese del mondo per popolazione, con i consumi più bassi del mondo 1,12 litri all’anno pro capite, l’India è un gigante quasi astemio. Appena quattro anni fa il blog “I numeri del vino” paragonava i consumi indiani di vino a quelli di un piccolo mercato europeo, ma rilevava una certa importazione di vini bianchi di elevatissima qualità. Insomma un consumo da maharaja.
Tuttavia qualcosa sta cambiando velocemente.

India wine testing

India wine testing

A Mumbai è nato, nel 2009, un Women wine club con il nome di 3W Wine, Women and Wit cioè vino, donna e sfizio. E l’India ha cominciato a esportare i vini di sua produzione. Nella catena britannica Waitrose, specializzata in gastronomia di lusso è possibile acquistare vini indiani adatti per accompagnare la cucina più speziata e piccante. Si tratta di vino bianco Ritu, parola che significa stagione, e un rosso a base di Syrah che si chiama Zampa.

La classifica 2013 delle maggiori griffe del vino nel mondo

Pavie, Angelus, Petrus, ecco il podio mondiale delle cantine con le migliori performance commerciali nel 2013 secondo Liv Ex

Pavie bottaia

Pavie bottaia

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ il borsino dei vini di lusso, il sito di Liv Ex pare quello di un broker di borsa con in alto una stringa in cui scorrono le quotazioni delle bottiglie da sogno come fossero titoli. Fantastico! Vedi scorrere Petrus 2009 a 12.343£, Lautor 2000 a 7.050, Margaux 1996 a 4.150 e Sassicaia 2010 a un modesto 1.033 Sterline…insomma prezzi da supermercato!
Come ogni anno Liv Ex Power 100 propone la classifica dei brand più forti, quelli che fanno segnare i giudizi qualitativi, i prezzi e gli incrementi di valore più vertiginosi. Un olimpo dominato dai vini di Bordeaux dove il primo italiano è Masseto al 33° posto. Quest’anno il sistema di calcolo della classifica è cambiato e questo ha favorito le “seconde linee” portando in vetta Pavie, al secondo posto Angelus e solo al terzo Pétrus. 9 cantine di Bordeax nei primi nove posti seguite dall’australiana Penfolds e Chapoutier della Cotes du Rhone.

Costellation Brands ecco i più grande del mondo nel vino

Primo produttore di vini di lusso nel mondo, primo importatore di birra mondiale, questo super colosso produce anche Brunello a Montalcino

Costellation Brands portafoglio

Costellation Brands portafoglio

Di Donatella Cinelli Colombini
Costellation Brands è una multinazionale di dimensioni davvero enormi e continua a crescere. I suoi fatturati del primo semestre 2013 pubblicati da I numeri del vino mostrano come ormai i profitti generati dalla birra abbiano superato quelli del vino: 220 milioni i primi e 155 i secondi prima dei costi corporate e degli aggiustamenti. Cifre da capogiro che corrispondono a volumi in crescita di oltre il 15%.
Il vino ha fatto un fatturato 629 milioni di Dollari in 6 mesi ed ha un mercato prevalentemente statunitense anche se la Costellation vende in 100 Paesi del mondo.