Io e Platinette storia di una doppia intervista

Platinette.

Io e Platinette storia di una doppia intervista

Donatella Cinelli Colombini ci racconta le sue conversazioni con la giunonica diva gay dei programmi radiotelevisivi Platinette

Platinette.

Platinette.

Visto per voi

Tutto comincia un giovedì pomeriggio a Montalcino nello studio dove viene realizzato un video sul nostro paese prima che il Brunello lo trasformasse in una star internazionale. Ho con me tre amici che, arrivati per farmi visita, sono stati risucchiati nella mia vita movimentata. Nel piccolo studio siamo in otto concentratissimi sulle immagini del video. Quando mi telefonano da Radio Deejay per l’intervista caccio fuori la maggior parte di loro ma sono ancora frastornata e la prima domanda di Platinette mi mette subito in difficoltà <<Donatella Cinelli Colombini nota produttrice di vini pregiati … mi scusi ma come devo chiamarla: marchesa, contessa, altezza?>> vignaiola, rispondo io e Platinette prontissima <<solo vignaiuola?>> io insisto <<Si vignaiola di Montalcino fa molto fino>> <<a, non sapevo>> risponde lei <<credevo che voi dei vino foste tutti di nobili famiglie con augusti natali>> a quel punto mi sento punta nel vivo perché anch’io ho augusti natali e avrei voluto spiegarglieli ma proprio in quel momento le persone rimaste nella stanza si mettono a far rumore coi telefonini e io mi impappino.Accidenti che figura!

Platinette

Platinette

Volevo dire che forse ho nelle vene il sangue di un Papa visto che una mia antenata fu l’amate del giovane Pio II Piccolomini, e invece faccio un arruffo di parole. Parliamo ancora un po’ e l’intervista finisce lasciandomi delusa per l’occasione persa. Con i miei amici andiamo al Casato Prime Donne dove troviamo il punto vendita della cantina allagato per un tubo rotto. Che serata!
Il giorno dopo mi telefonano da Radio Deejay <<Platinette si è divertita molto a parlare con lei e vuole intervistarla di nuovo, fra tre giorni, è disponibile?>> certo che sono disponibile, salto di gioia!
Il mio secondo incontro telefonico avviene a Verona alle dieci e mezzo di sera fuori di un ristorante. Platinette è divertente come il solito <<non è stata eletta Miss Vinitaly? No? Che peccato>> mannaggia, ribatto io. Platinette mi chiede della fiera e poi se ne esce con la frase <<scusi le mie domande da provincialotta>> a quel punto non mi tengo <<provincialotta lei! Provincialotti noi che siamo di campagna>> lui ride e mi racconta di essere nato in un paesino del parmese.

Platinette Mauro Coruzzi

Platinette Mauro Coruzzi

Dopo questi due brevi colloqui posso dire di aver scoperto un lato inaspettato di Platinette, qualcosa che dalle trasmissioni Tv non si vede: la gentilezza. Mi aspettavo un intellettuale arguto, spiritoso e capace di far domande, anche imbarazzanti, ma non una persona così garbata e attenta a mettere gli altri a proprio agio.

In un’epoca di giornalismo aggressivo trovare chi, ha abbastanza cultura, ironia e autoironia, da incuriosire il pubblico senza alzare i toni, lascia stupefatti. Soprattutto se questo personaggio ha fatto della trasgressività la sua bandiera.

E’ questo che mi ha sorpreso e mi ha spinto a leggere tutto quello che ho trovato su Mauro Coruzzi in arte Platinette e la sua metamorfosi da ragazzo magro e sgobbonne della provincia di Parma in animale da palcoscenico esibizionista e graffiante. Alla fine devo ammettere di ammirarlo infinitamente; ha fatto della sua vita e persino del suo corpo, un’opera d’arte di coraggio e fantasia.