Marzo mese di consuntivi: 2011 di grandi successi e magri bilanci
6 vini con un rating superiore ai 90 punti sul “Wine Spectator” nell 2011, è qualcosa di eccezionale, quasi incredibile in una piccola cantina come la nostra
di Donatella Cinelli Colombini
Qualcosa di cui siamo orgogliosi e che premia l’enorme lavoro di reimpianto dei vigneti fatto dal 1998 ad oggi. Un lavoro che lo staff tutto femminile della cantina ha saputo usare al meglio. Anche “l’effetto Lavigne” nella convinta valorizzazione delle specificità locali sta iniziando a dare i suoi frutti.
Insomma un risultato straordinario che ha avuto un effetto immediato sui mercati stranieri. Nel 2011 la cantina ha chiuso l’anno con un progresso nel fatturato del 5,4% interamente merito dei mercati esteri che hanno segnato un +44% capace di colmare le perdite del mercato italiano. Il Brunello ha letteralmente volato con un +19% da mettere in relazione con l’ottima qualità dei vini, la vendemmia 5 stelle e gli ottimi punteggi della stampa estera più autorevole: Wine Spectator e Wine Advocate.
La difficoltà di operare in questi anni di profonda crisi economica generale sono evidentissimi nei bilanci con i costi che crescono molto più delle entrate. I maggiori costi per immondizia, luce, acqua, interessi bancari, trasporti …… pesano ormai sulle aziende colorando di rosso i risultati economici.
Speriamo che il Governo alleggerisca l’IMU su cantine, rimesse agricole e simili evitando un 2012 segnato da chiusure e licenziamenti.
Per competere sui mercati internazionali ai più alti livelli il vino italiano ha bisogno di investimenti, basse produzioni e personale qualificatissimo in tutti i reparti: dalle potature, all’imbottigliamento. Forse le nuove tasse risolveranno un problema immediato ma potrebbero pregiudicare il futuro del vino italiano in modo permanete.
Insomma, nel progetto “Sviluppo Italia” c’è anche l’agricoltura?







