L’OLIO NUOVO NEGLI ORCI DI TERRACOTTA ANTICHI
UN RITORNO ALLE ORIGINI: IL RESTAURO DELL’ANTICA TRADIZIONE DEGLI ORCI NELLA CONSERVAZIONE DELL’OLIO EXTRAVERGINE ALLA FATTORIA DEL COLLE DI TREQUANDA
Per secoli, l’olio extravergine di oliva è stato conservato in orci di terracotta, un metodo antico che oggi rischia di perdersi per la difficoltà di adattare gli orci alle norme sanitarie e preservare l’olio dall’ossidazione. Donatella Cinelli Colombini ha deciso di riportare in vita questa tradizione con un ambizioso e complesso restauro, dando nuova linfa alla cultura olearia di Trequanda.
L’ISPIRAZIONE: VILLA LE CORTI E L’ORCIAIA DI IMPRUNETA
Tre anni fa, una visita a Villa Le Corti di Duccio Corsini ha acceso la scintilla di questa avventura. In quella storica tenuta, l’olio viene ancora conservato per qualche settimana in enormi orci di terracotta di Impruneta, un materiale tradizionale toscano. Il Principe Corsini ha confidato a Donatella che il suo olio si vende rapidamente e a prezzi altissimi, facendole intravedere una straordinaria opportunità.
LA RICERCA DEGLI ORCI E LA CREAZIONE DELLA NUOVA ORCIAIA
Alla Fattoria del Colle, Donatella ha iniziato a contare gli orci antichi, usati perlopiù come elementi decorativi, trovandone ben 24. Ma dove realizzare l’orciaia? La soluzione è arrivata in modo inaspettato: un servizio televisivo sui ladri di banche e sulle seghe con cui tagliano il cemento armato ha dato l’idea giusta. Con l’aiuto del suo tecnico, Fabio Ligioni, Donatella ha trovato una ditta in grado di utilizzare lo stesso strumento per aprire una porta in due vecchi tini affiancati, di cemento armato, realizzati dal suo bisnonno e inutilizzato da anni. Così sono nati due nuovi spazi, rivestiti e igienizzati, pronti per accogliere gli orci e garantire le condizioni ottimali per la conservazione dell’olio.
IL RESTAURO DEGLI ORCI ANTICHI
Il passo successivo è stato il restauro dei primi tre orci, vecchi di oltre cento anni. Un’operazione non priva di sfide: sabbiatura, vetrificazione interna per renderli lavabili e, soprattutto, il problema della chiusura ermetica. Nessuno aveva mai provato a rendere questi antichi contenitori completamente conformi ai bisogni dell’olio e dei consumatori.
Grazie al lavoro minuzioso coordinato Cecilia Sacchi e realizzato da Nicola della Barba per la vetrificazione e alla collaborazione con artigiani esperti come Simone Bernardini di ENOS e Pierluigi Coppi, si è trovato il modo di garantire la perfetta conservazione dell’olio. Un sistema di chiusura con bordo in silicone e un doppio anello d’acciaio stretto da morsetti, permette una chiusura ermetica e quindi di saturare gli orci con gas inerte, proteggendo l’olio dall’ossidazione.
IL SOGNO: UN OLIO DI TREQUANDA DAL CARATTERE UNICO
Questo progetto di restauro non è solo un’operazione nostalgica, ma una vera e propria scommessa per il futuro. Trequanda, con i suoi terreni di sabbie plioceniche, è un territorio eccezionale per la produzione di olio EVO. Qui gli oliveti sono biologici da sempre, grazie alla naturale assenza della mosca olearia. E la produzione di orci di terracotta, attiva sin dal Rinascimento nella frazione di Petroio, completa il quadro di una tradizione che merita di essere valorizzata.
L’obiettivo finale è dare nuovo slancio alla produzione olearia locale e proteggere dall’abbandono il paesaggio rurale di Trequanda, riconosciuto nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici per la sua straordinaria biodiversità agricola.
GLI ORCI DI TERRACOTTA TOSCANI
E’ giusto spiegare che gli orci sono giare a forma di oliva di diverse dimensioni e di diverse età. In Toscana vengono prodotti soprattutto a Impruneta, vicino a Firenze, ma esiste anche una piccola produzione a Petroio nel comune di Trequanda dove ha sede la Fattoria del Colle. Si distinguono facilmente: quelli di Impruneta sono rosa e quelli di Petroio sono gialli.
La parte più complicata nel riuso degli orci per la conservazione dell’olio, è la loro chiusura ermetica per saturarli con gas inerte e garantire la perfetta conservazione dell’olio. Fino a questo momento, infatti, nessuno ci aveva provato. A Villa Le Corti, gli orci vengono chiusi con coperchi ceramici senza tenuta stagna e l’olio vi rimane pochi giorni. Alla Tenuta di Vignamaggio invece gli orci hanno all’interno un cilindro in acciaio.
L’ORCIAIA: UNA NOVITÀ PER I VISITATORI DELLA FATTORIA DEL COLLE
Oltre a rappresentare un’importante sfida produttiva, l’orciaia diventa anche una nuova tappa nelle visite turistiche alla Fattoria del Colle. Un luogo che racconta una storia di rinascita e innovazione nel rispetto della tradizione. E presto, i visitatori potranno degustare in anteprima l’olio EVO conservato negli orci, un’esperienza che unisce storia, gusto e sostenibilità.
Un progetto ambizioso, quello di Donatella Cinelli Colombini, che potrebbe trasformarsi in un tratto distintivo per Trequanda e il suo prezioso olio extravergine.






