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Donatella e Trequanda un amore forte

20 anni di delusioni e successi alla Fattoria del Colle. Donatella racconta il cambiamento del territorio di Trequanda e le sue speranze per il futuro

vasi di terracotta Petroio

Petroio Trequanda vasi di terracotta

In vent’anni la fatica è stata tanta e anche le delusioni, come quando cercai di convincere i produttori di terracotta, attività di cui Petroio, frazione di Trequanda, ha una tradizione che affonda fino al Rinascimento, di scegliere un marchio collettivo e puntare sul turismo come primo mercato. Ricordo che la presidente del consorzio della terracotta mi disse <<ma se devo stare aperta al pubblico la domenica come faccio a trovare marito?>> E non fu l’unica reazione negativa. I produttori affissero anche un manifesto contro il sindaco che mi appoggiava e alla fine rinunciammo anche al contributo della Camera di Commercio. Perdemmo una cifra che potrebbe corrispondere a 100.000 Euro di oggi e che vent’anni fa avrebbe permesso di realizzare un’azione importante e probabilmente capace di salvare le fabbriche di terrecotte dal tracollo che hanno avuto negli anni seguenti.

TREQUANDA E LA DOC ORCIA PER UN FUTURO DA VIGNAIOLI

Vendemmia-Fattoria-del-Colle-17-settembre-2018-Fattoria-del-Colle

Vendemmia Fattoria del Colle settembre 2018

In altri campi invece la reazione positiva c’è stata anche grazie alla nascita della Doc Orcia, la denominazione che riguarda i vigneti sulle colline comprese fra i territori del vino Nobile e del Brunello. Oggi anche a Trequanda c’è la capacità e la volontà di coltivare le viti in modo impeccabile cercando ogni mezzo per accrescere la qualità dell’uva. Un enorme cambiamento rispetto ai primi anni in cui gli operai della Fattoria del Colle lasciavano la vendemmia per andare a cercare i funghi oppure per partecipare al “fierone di Sinalunga”. Nel Novecento la vendemmia arrivava sempre alla metà di ottobre e il fierone era il mio incubo <<ma come si fa a mettere a rischio l’uva migliore per andare al fierone? >> Per una come me, cresciuta fra le botti di Brunello era una cosa inconcepibile. Per fortuna adesso la trovano inconcepibile anche loro.
Attualmente esportiamo in 39 Paesi del mondo e, anche se il Brunello della cantina del Casato Prime Donne, ha fatto da traino ai vini della Fattoria del Colle ora questi ultimi hanno cominciato a brillare di luce propria e quest’anno hanno messo a segno un risultato spettacolare: 4 etichette oltre i 93 centesimi su Wine Spectator e Wine Advocate-Robert Parker.

TREQUANDA: il borgo che domina la Val d’Orcia e le Crete

Olio extravergine di oliva, terrecotte e le crete senesi a far da palcoscenico: Trequanda un paese che conserva ancora il suo sapore antico

di Alice Bracciali, Fattoria del Colle

Trequanda

Trequanda

Non è una capitale, né un’isola in mezzo al Pacifico, né una metropoli. Trequanda era addirittura la stazione ferroviaria più piccola d’Europa, adesso dismessa. Situato su un colle che domina tutta la vallata intorno, è un piccolo borgo medievale scampato miracolosamente all’industrializzazione e all’omologazione che spesso comporta il turismo di massa. Trequanda negli anni si è fatta conoscere per il suo olio extravergine di oliva eccellente e senza pesticidi e per la produzione di terrecotte famose in tutto il mondo. Non meno importante la sua posizione: nel cuore della Toscana, immersa tra le Crete Senesi e la Val d’Orcia e a pochissimi Km dalla Val di Chiana. Trequanda guarda uno scenario maestoso. Trequanda ha ricevuto il prestigiosissimo riconoscimento Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, marchio di qualità turistico-ambientale conferito ai piccoli comuni dell’entroterra italiano che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità.
Per essere così piccolo, Trequanda possiede un ricettario davvero ricco e interessante. Donatella Cinelli Colombini ha raccolto ben 40 ricette originarie di Trequanda, chiedendo direttamente alle massaie del paese. La cucina trequandina è caratterizzata da cibi poveri e da lunghissime cotture e ha come suo punto di forza l’uso del pane (ovviamente sciocco, senza sale) e l’olio extravergine di oliva. All’Osteria di Donatella la chef Roberta propone molti di questi piatti tipici locali come il peposo dei fornaciai o il picchio pacchio, per far conoscere la gastronomia del territorio e le eccellenze di questo piccolo borgo. Dalla veranda dell’Osteria di Donatella si può ammirare Trequanda che si erige su una collina, molto suggestivo soprattutto la sera.
L’olio extravergine di Trequanda è sicuramente uno dei migliori del mondo. Una vera e propria eccellenza! Gli oliveti sono spontaneamente biologici perché, grazie all’altitudine in cui si trovano, non vengono attaccati dalla micidiale mosca olearia. In più la raccolta è manuale ed avviene quando le olive sono ancora acerbe e attaccate alla pianta. Tra ottobre e novembre gli oliveti vengono coperti da reti verdi che servono ad accogliere le olive staccate manualmente dagli alberi, reti ben diverse da quelle che si vedono nel resto d’Italia in cui si attende che le olive cadano a terra naturalmente. I coglitori di oggi, così come i nostri nonni un tempo, “brucano” le olive arrampicati sulle scale e le trasportano al frantoio entro la giornata. La straordinaria qualità di questo olio risedie proprio nella naturalezza dei processi produttivi. È infatti abbastanza normale qui avere qualche olivo, giusto per fare un po’ di olio da consumare in casa e ritrovarsi nel fine settimana in famiglia o con gli amici a cogliere le olive, magari dopo una panella e un buon bicchiere di vino. Ogni anno a Castelmuzio si tiene la Festa dell’Olio Novo, per l’occasione vengono organizzate degustazioni di olio extravergine e altri prodotti tipici, e visite guidate ai frantoi della zona.

Terrecotte-di-Petroio

Terrecotte-di-Petroio

“Vai a Petroio, lì te lo fanno su misura!” Ecco cosa si dice quando qualcuno non riesce a trovare l’amore ed è di gusti difficili. Petroio è una frazione di Trequanda e si distingue da molti secoli per la produzione di articoli in terracotta. Orci, cassette da fiori e vasi, tutti decorati a rilievo con disegni tramandati dal ‘400. Questa attività artigianale è dovuta principalmente alla bontà dell’argilla che si trova in questa zona e con molta probabilità è tramandata dall’epoca etrusca.

Orvieto, turismo slow e aromi rari dell’orto

Basilico liquirizia, napoletano, dark opal, limonato, greco … l’arometo di Donatella Cinelli Colombini nasce per caso a Orvieto e poi a Petroio

Orvieto Palazzo del Gusto ortaggi

Orvieto Palazzo del Gusto piante da orto rare

<<Era il mio sogno da tanti anni: avere 20 tipi di basilico e 20 di salvia … insomma riscoprire i profumi dell’orto e forse ci sono riuscita>> dice Donatella Cinelli Colombini arrivando alla Fattoria del Colle con la macchina piena di vasi. E’ il 15 giugno e lei è appena stata a un convegno sul turismo slow organizzato nel “Palazzo del gusto”, nel cuore di Orvieto. Interessanti le relazioni ma soprattutto entusiasmante il profumo delle essenze esposte nel chiostro rinascimentale: basilico liquirizia, napoletano, dark opal, limonato, greco … Una tentazione irresistibile e l’inizio dell’arometo che trasformerà l’orto della Fattoria del Colle in un’autentica attrazione turistica. Ma non finisce qui: per dare un carattere locale all’arometo ci vogliono i vasi di terracotta di Petroio, il delizioso villaggio, nel comune di Trequanda a 8 km dalla fattoria del Colle, dove c’è una produzione ceramica che inizia nel Rinascimento e continua fino ad oggi.

Cecilia Sacchi e 92 trequandini da Papa Francesco

L’emozione di essere davanti Papa Franesco un uomo straordinario che emana calore, veste semplicemente e ci chiede di amare anche chi non ci ama 

Papa Francesco Roma udienza in Piazza San Pietro

Papa Francesco Roma udienza in Piazza San Pietro

Dai racconti di Cecilia Sacchi della Fattoria del Colle 
Me lo ha detto il giorno prima ed era già commossa. Cecilia Sacchi e suo figlio Matteo sono partiti la mattina alle tre con il parroco di Castelmuzio (frazione di Trequanda) Don Sergio e 92 pellegrini, sindaco compreso, per incontrare il Papa.
Come sempre Papa Francesco scatena nell’animo un grande sentimento religioso, ispira amore e voglia di fare del bene. Ecco che famiglie e persone toccate dalla sofferenza e da scelte difficili arrivano a quell’incontro con le lacrime agli occhi. A Cecilia era stato diagnosticato un figlio gravemente disabile, lei ha portato avanti la gravidanza ed è stata premiata con un bambino perfettamente sano e intelligente di nome Matteo che ora ha otto anni.
Era prevista la Santa Messa del Papa ma è saltata, perché lui ha cambiato programma e quindi l’incontro è avvenuto in Piazza San Pietro dove il Santo Padre ha parlato del valore della famiglia e di quanto sia importante volersi bene e perdonare le persone che non sanno amare.

L’Arca di Noè arriva in fattoria

Alla Fattoria del Colle 15 bambini della Scuola dell’infanzia Arca di Noè di Petroio nel Comune di Trequanda guidati dalle maestre Cosetta e Cristina[caption id="attachment_12950" align="alignleft" width="300" caption="Scuola materna Arca di Noè Petroio Trequanda"][/caption]Conoscere la vita in campagna come era un tempo e come è oggi, assaggiare l’olio entrare nell’orto e nel fantabosco. Ecco un giorno speciale per 15 bambini educatissimi, attenti e allegri. La scuola di Petroio si è sempre distinta per la quantità e la creatività delle realizzazioni fra cui il progetto "frutta e verdura" che prevedeva una recita in cui i genitori dei bambini impersonavano la melanzana,...

Una vacanza in Toscana fra i limoni

Era l’antica limonaia della  del FattoriaColle e si apre su un giardino all’italiana con siepi di bosso e limoni in vaso per un’esperienza dell’antica Toscana

agriturismo Toscana Fattoria del Colle limonaia

agriturismo Toscana Fattoria del Colle limonaia

I limoni in vaso furono una delle più geniali invenzioni dei Granduchi di Toscana. La moda di utilizzare gli enormi vasi di terracotta fatti a Impruneta, vicino a Firenze e a Petroio a 10 km dalla fattoria del Colle, per coltivare i limoni dette un’impronta distintiva ai giardini delle ville toscane e permise di combattere lo scorbuto, la terribile mancanza di vitamina C che era un autentico flagello.

Gli inverni toscani sono troppo freddi per consentire ai limoni di sopravvivere all’ esterno ma i vasi di terracotta, che qui vengono chiamati conche, consentono di trasportarli nelle limonaie dove trascorrono i mesi freddi.

Peposo, la ricetta di un piatto che racconta un territorio

E’ fra i piatti di carne più saporiti e facili della Toscana ma anche fra quelli con la storia più bella. Ecco la ricetta dei “cocciari” di Petroio

 

Consigli golosi di Donatella Cinelli Colombini

Peposo_ricetta_tipica_Toscana_FattoriaDelColle

Peposo – ricetta tipica Toscana – FattoriaDelColle

Petroio (Siena), delizioso borgo a 10 km dalla Fattoria del Colle, è conosciuto per la produzione di terrecotte fin dal Rinascimento. Vasi, orci, cassette decorate con festoni, volute, amorini … oggetti artistici ma anche materiali da costruzione come tegole e pavimenti . Come la più celebre Impruneta vicino a Firenze.

Due territori che sfruttano banchi di argilla di grande qualità per creare oggetti di terracotta rossa a Impruneta e ambrata a Petroio. Due territori che hanno in comune la ricetta del peposo, il saporitissimo spezzatino che veniva cotto nei forni delle terrecotte e dava ai maestri “cocciari” la forza per il loro faticosissimo lavoro. Pare che l’invenzione del peposo sia legata alla costruzione della cupola del Duomo di Firenze e all’enorme sforzo produttivo imposto dall’architetto Filippo Brunelleschi alle fornaci di Impruneta. Storia o leggenda, il peposo è ormai per sempre legato alla più bella cupola mai realizzata al mondo e ai mattoni rossi con cui è costruita.
Inutile dire che il vino rosso è alla base della preparazione e del servizio in tavola del peposo. Quello che vi consiglio è il Cenerentola DOC Orcia prodotto alla Fattoria del Colle con uve autoctone – Sangiovese e Foglia Tonda.

 

Museo di Trequanda ceramiche dal IX secolo all’età romana

Trequanda è una delle città toscane della ceramica e ha ora un nuovo museo archeologico con opere d’arte e oggetti d’uso in ceramica di oltre duemila anni fa

Vasi greci e coppe con scene mitologiche a figure rosse, contenitori per oli aromatici e cosmetici, versatori da vino … Il nuovo

Trequanda-Collezione Pallavicini-Marilena Caielli guarda i vasi pugliesi

Trequanda-Collezione Pallavicini-Marilena Caielli guarda i vasi pugliesi

Museo di Trequanda – il paese dove si trova la Fattoria del Colle – contiene reperti  ceramici capaci di insegnare molto sull’arte e lo stile di vita dei nostri antenati anche grazie ai pannelli didattici in italiano e inglese che intercalano le vetrine.

E’ la collazione Giancarlo Pallavicini acquisita alcuni anni fa dal Comune di Trequanda grazie al contributo della Fondazione MPS e ora esposta in due sale scavate nel perimetro esterno delle mura del castello Cacciaconti.

Trequanda- Museo- Sindaco Trequanda machetti Preidente Mancini Fondazione MPS,

Trequanda- Museo- Sindaco Trequanda machetti Preidente Mancini Fondazione MPS,

Come ogni raccolta privata anche questa contiene opere di provenienza diversa, soprattutto dal Sud d’Italia e segue i filoni che maggiormente interessavano al collezionista. In questo caso abbondano gli oggetti d’uso artisticamente decorati e collegabili all’olio e al vino. Oli aromatizzati  per cospargere il corpo dei defunti, oli misti a essenze per la cosmesi o l’igiene personale. Le terrecotte da olio sono un soggetto caro a Treqaunada perché si ricollegano alle produzioni di orci e ziri per olio della frazione di Petroio.

Tale attività ha origini antiche ma crebbe soprattutto dopo il Settecento in concomitanza con la diffusione della coltivazione dell’olivo. Oggi continua in una decina di piccole industrie artigiane ed ha un museo a lei dedicato proprio a Petroio.