Gli enologi sognano la Borgogna

Aubert-de-Villaine Romanée Conti

Gli enologi sognano la Borgogna

Un sondaggio di Decanter fra i 133 più prestigiosi enologi del mondo mette la Borgogna e il Barolo in cima alle regioni dove vorrebbero lavorare

Aubert-de-Villaine Romanée Conti

Aubert-de-Villaine Romanée Conti

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

C’è anche la Toscana ma molto staccata rispetto alle 23 preferenze accordate alla Borgogna e alle 8 +8 date a Barolo e Piemonte. Nei sogni dei più grandi enologi del mondo c’è dunque la mitica terra del Pinot Noir mentre la Nuova Zelanda ha 7 preferenze, la Valle del Rodano 6 e i distretti viticoli di Bordeaux e della Spagna 4. Decanter, ha dato solo un’anticipazione delle opinioni dei grandi enologi riservando una spiegazione più estesa alla rivista di luglio che sarà davvero un boccone ghiotto per i wine lovers: fra le altre ci saranno le opinioni di

Alberto Antonini

Alberto Antonini

Aubert de Villaine, co direttore di Romanee-Conti, il nostro enologo volante Alberto Antonini, il mitico Michel Rolland. Apparentemente i wine maker che non lavorano già in Borgogna vorrebbero lavorarci.
Ma le domande di Decanter non si esaurivano ai sogni dei wine makers, altri quesiti riguardavo gli effetti del global warming in termini di gestione delle vigne e contenuto d’alcol nei vini. Praticamente tutti hanno minimizzato gli effetti dell’innalzamento delle temperature, anzi il 18% lo giudica un vantaggio e la stragrande maggioranza lo considera qualcosa di

Michel Rolland

Michel Rolland

gestibile al pari di altre problematiche della vigna. Solo il 24% ammette una crescita nel contenuto d’alcol dei vini e qui inizio a vedere allungare qualche naso, perché rispetto agli anni ottanta del Novecento il fenomeno è generalizzato ed evidente. Tuttavia adesso, con la fine della moda per i vini potenti, c’è un deciso ritorno a tipologie più eleganti con alcolicità più contenuta.
Dove i nasi di pinocchio sono davvero cresciuti è alla domanda << quanto pesa il giudizio della critica e dei giudici nelle tue decisioni di wine maker?>>. Solo uno su dieci ha detto di si. Invece tutti sappiamo che i grandi enologi, quelli di grande fama

Decanter Cover Feb 2012

Decanter Cover Feb 2012

interpellati nel sondaggio di Decanter, creano i vini destinati ai ristoranti stellati, alle aste internazionali, ai collezionisti e alle enoteche con clientela milionaria. Un trade e un tipo di consumatori fortemente influenzati dalle grandi riviste del vino per cui gli enologi sono costretti a tenere conto della loro opinione. L’ultima domanda del sondaggio riguarda la tendenza a produrre vini che arrivano alla piena maturità con qualche anno di anticipo rispetto ai 10 anni di attesa tradizionalmente necessari per i mitici  “claret”. I consumatori più giovani sono infatti restii a aspettare così tanto. La risposta degli enologi è un coro di no (68%). Come dire “viva la tradizione” niente cambi! Non so se sia la risposta più giusta ma certamente affascina!
Ora non ci resta che attendere l’uscita del numero di Decanter di luglio per goderci interamente le interviste ai super enologi.



                                                                       
Cinelli Colombini
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