AIRBNB, COLDIRETTI E L’ENOTURISMO

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AIRBNB, COLDIRETTI E L’ENOTURISMO

AIRBNB FORMA UN ACCORDO CON COLDIRETTI PER I PERNOTTAMENTI NEI VIGNETI CHE SONO AUMENTATI DEL 400% IN UN SOLO ANNO

Conegliano-Valdobbiadene

accordo Coldiretti Airbnb per il territorio del Prosecco Conegliano-Valdobbiadene

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

L’enoturismo non può crescere a dismisura. Lo sanno bene i sindaci delle piccole città del vino dove il “carico turistico” cioè il rapporto fra residenti e posti letto turistici è già troppo alto mentre gli escursionisti, che arrivano per poche ore trasformano i centri storici dei grandi vini. La popolazione locale si sente scippata dei suoi spazi, non riesce più a pagare l’affitto di casa e a fare shopping in un tessuto commerciale “a misura di turista”.

OVERTOURISM: IL PROBLEMA DELLE CITTA’ D’ARTE SI SPOSTA NELLE CITTA’ DEL VINO

Un problema che da anni affligge Venezia come Amsterdam, Firenze come Barcellona…. E ora si sta spostando nei territori del vino che sono molto meno attrezzati ad affrontare il problema rispetto alle amministrazioni comunali delle grandi destination.
Per questo sono rimasta sbalordita leggendo dell’accordo fra Coldiretti e AirBnb che è stato annunciato durante Vinitaly

LA TIPOLOGIA VIGNE IN AIRBNB

Andiamo per ordine. La categoria “Vigneti” è stata inserita fra le opzioni di scelta nel portale AirBnb nel 2022 ed ha ottenuto un enorme successo. Contiene 33.000 offerte di pernottamento nelle zone del vino italiane. Nel 2023, le prenotazioni sono aumentate del 400% sull’anno precedente, hanno generato un business di 200 milioni di euro ed hanno riguardato 880.000 turisti che hanno sostato una media di 3,8 notti quindi facendo soggiorni nettamente più lunghi rispetto a quelli dei viaggiatori normali.

ACCORDO COLDIRETTI AIRBNB SU PROSECCO, CASTELLI ROMANI E POLLINO

L’accordo con Coldiretti parte è mosso dalle migliori intenzioni, mira infatti a promuovere e far scoprire i distretti del vino fuori dalle tradizionali mete turistiche con una campagna di comunicazione incentrata sulle tradizioni locali che userà gli HOST cioè i gestori di camere e alloggi, come “ambasciatori del proprio territorio.
I primi 3 distretti viticoli scelti per le campagne promozionali sono Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene; i Castelli Romani ed il Parco del Pollino.
In tutta franchezza il territorio del Prosecco non mi sembra bisognoso di accrescere i propri flussi, anzi, forse ha bisogno di qualificare, destagionalizzare e decentrare i turisti come richiede la sua presenza nel patrimonio dell’Umanità Unesco.

DAL DECENTRAMENTO DEI FLUSSI AL DECENTRAMENTO DELL’OVERTOURISM

Un forte incremento di viaggiatori AirBnb cozza con l’intento dichiarato per l’iniziativa cioè la <<dispersione di flussi turistici>> come ha spiegato Valentina Reino, Head of Public Policy & Campaign di Airbnb Italia, presentando la strategia come volta a << promuovere un turismo sostenibile che rispetti le comunità locali e l’ambiente. La nostra collaborazione mira a rafforzare l’economia dei micro e piccoli agricoltori in Italia attraverso questi percorsi dedicati>>. Voglio sperare che il progetto punti sulla bassa stagione come è avvenuto con il progetto riguardante Ryanair e l’aeroporto Canova di Treviso messo in campo negli anni del Covid.

6 MILIONI DI PERNOTTAMENTI NEI TERRITORI DEL VINO NEL 2023

In occasione della presentazione dell’accordo con AirBnb, Coldiretti/Ixè  ha illustrato anche l’analisi dei dati di Terranostra Campagna Amica e Airbnb, riferiti a oltre 6 milioni di pernottamenti nelle zone del vino nel 2023 in strutture agrituristiche, bed & breakfast e case vacanza. Un numero questo che deve far riflettere sulla necessità immediata di una gestione e qualificazione dei flussi che, se fatti crescere senza controllo, porteranno fare più male che bene alle popolazioni rurali.
L’illusione che il turismo possa crescere a dismisura senza creare danni, soprattutto in aree a bassa densità abitativa, come sono le campagne, è pericolosa e può produrre danni irreversibili all’identità dei territori e persino all’immagine dei vini. Basta andare in Alsazia, la strada del vino più vecchia in Europa, per vedere paesi diventati cartoline di loro stessi con un effetto parodia che non nobilita il suo Riesling.