Il Brunello 2008 piace e sorprende New York

NewYork-anteprima-Brunello2008

Il Brunello 2008 piace e sorprende New York

Il Brunello 2008 piace agli americani più di quanto si aspettassero. Ha 4 stelle ma sta conquistano la quinta sul campo

NewYork-anteprima-Brunello2008

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Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

500 clienti per 41 cantine di Montalcino sotto la monumentale cupola del Gotham Hall per il primo brindisi newyorkese del Brunello 2008
Siamo nel cuore della grande mela, nella sede ottocentesca di una grande banca d’affari, una sorta di Panteon moderno dove tutto – dalle porte ai lampadari -trasmette l’opulenza dell’America degli anni d’oro. Un luogo divenuto cult per il film Batman e entrando ti sembra proprio di riveder volare il celebre pipistrello sotto l’enorme volta centrale.

I banchi d’assaggio dei 41 produttori di Brunello sono disposti ad anello

MelanieYoung_GothamHall_Brunello_anteprima

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intorno a un buffet centrale  con all’esterno i tavoli per mangiare. Alle 12 comincia l’assalto. File lunghissime davanti al desk degli accrediti e un affollamento crescente di fronte ai tavoli dei produttori che per 5 ore non hanno neanche il tempo di andare in bagno. Importatori, buyer, giornalisti e bogger, ristoratori, dettaglianti ….. una conferma che il Brunello è una star sempre più brillante nel primo mercato del vino del mondo. E’ anche evidente che l’annata 2008 incontra perfettamente i gusti della migliore

Piero_Antinori_NY_degustazione_Brunello

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clientela locale: è un vino “friendly” cioè più pronto e comprensibile di altre annate montalcinsei. Soprattutto piace più di quanto tutti si aspettassero. E’ arrivato qui con 4 stelle segnate nel rathing delle vendemmie ma sta conquistando la quinta sul campo.
2 seminari -il secondo dei quali con posti aggiunti nei tavoli del pranzo- e partecipanti quasi ipnotizzati da Kevin Zraly che fa loro imparare i nomi di tutte le cantine. Gli insegna anche “l’aroma terapia” del Brunello: copri il bicchiere con una mano, fai ruotare il vino, chiudi gli occhi e annusa lasciandoti trasportare dalle sensazioni.
Nel mio soggiorno a New York ho anche visitato ristoranti e incontrato donne del vino formidabili. E’ evidente che anche nella ristorazione molto è cambiato: il nuovo locale di Tony May SD26ha una hall piena di giovani che sembra un wine bar di tendenza con musica a palla, anche i clienti che consumano la cena sono quasi solo millennials sotto i 35 anni. E’ evidente

NewYork-Ristorante di-TonyMay

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che oggi la ristorazione che conta deve essere meno paludata e più socializzante e Tony, come sempre, ha anticipato le mode.
Colpisce la crescita, in termini di numeri e di autorevolezza, delle donne incaricate di scegliere e comprare vino. Tutte giovani, belle e decise a diventare master Sommelier.
Fra i luoghi che ho visitato vale la pena ricordare l’ University Club, un posto che ti aspetteresti a Oxford e non lungo la Prima Strada.  Sale immense coperte di mosaici preraffaelliti, una biblioteca stile club inglese, 5 cucine … insomma spettacolare.
Una cosa è certa: se qui c’è la crisi economica, si vede pochissimo.

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