Il vino al femminile secondo Jancis Robinson

Jancis Robinson MW

Il vino al femminile secondo Jancis Robinson

La più celebre Master of Wine Jancis Robinson chiede <<Le donne e gli uomini hanno un rapporto diverso con il vino? >> e le sue risposte lasciano basiti

Jancis Robinson MW

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Penserete a una rivista femminile? No, l’articolo è nel “Financial Times” il quotidiano dei banchieri, della finanza che conta e dei grandi imprenditori! Ed è una pietra miliare. Invito tutti a leggerlo, specialmente i maschietti. <<Quando sceglie una bottiglia da servire a casa un uomo si chiede – è abbastanza cara per il mio boss/cliente/amico? Una donna invece si chiede – ci piacerà berlo insieme?>> Verissimo. E’ una verità che è sotto gli occhi di tutti, le donne sono pragmatiche. Ma la botta forte viene dopo <<women have superior tasting abilities to man, performing more precisely and consistently in experiments>>. Letteralmente le donne sono più capaci degli uomini nell’assaggio, sono più attente e più sperimentatrici. Poi racconta della Digital Wine Comunication Conference, quella di cui ci ha parlato, tempo fa Gian Piero Staffa che era seduto proprio accanto a lei. I dati parlano chiaro: il 58% dei consumatori abituali USA sono donne, 7 bottiglie su 10 comprate nei supermercati inglesi sono acquistate da donne. Persino la diffusione dei vitigni nel mondo risente della “femminilizzazione” del mercato ed ecco che aumentano Chardonnay e Pinot grigio.Ma quello che fa tremare il palazzo è la notizia che le donne sbancano gli esami più difficili: quelli per la qualificazione a Master of Wine.

Jancis Robinson Alessandro Regoli

Jancis Robinson Alessandro Regoli

Ancora … tutti gli otto vincitori del concorso per migliori Wine educator (56.000 studenti nel mondo) sono donne. Anche all’Università di Davis in California metà dei laureati in viticultura e enologia sono donne. Insomma una crescita femminile che va dalla produzione al consumo. Jancis Robinson commenta << I don’t expect everyone to agree>> non mi aspetto che tutti siano d’accordo. Tuttavia lega al maggior protagonismo femminile l’evoluzione dei consumi verso vini freschi, con colori, alcool e legno meno intensi e soprattutto l’abbandono del gigantismo – un po’ maschile – che ha dominato la fine del Novecento. Questa è la conclusione <<the wine world feels less competitive and more co-operative – more stereotypically feminine, perhaps.>> Il mondo del vino si sente meno competitivo e più solidale con uno stereotipo più femminile. Forse. Speriamo che anche in questo abbia ragione.