Le cantina star del turismo del vino
Sono le cantine e i produttori italiani più famosi del mondo i luoghi dove ogni wine lover vorrebbe entrare e proprio per questo sono anche le più inaccessibili
Di Donatella Cinelli Colombini esperta in turismo del vino
Continuiamo la nostra panoramica sulle cantine italiane aperte al pubblico e parliamo dei luoghi cult, quelli che producono i vini da mito destinati alle tavole dei miliardari, degli attori famosi, delle rock star e dei wine lover più esigenti. Non mi riferisco però ai produttori come Bruno Giacosa oppure Quintarelli che ottengono altissime quotazioni nelle aste dei vini di lusso ma sono noti soprattutto ai collezionisti e grandi esperti di vino.
Mi riferisco a vini come Sassicaia, Gaja, Biondi Santi, Ornellaia … Quando
Madonna è stata intervistata nel programma tv “Che tempo che fa”, il giornalista Fabio Fazio le ha offerto una bottiglia di Sassicaia, lei l’ha presa in mano e l’ha riconosciuta immediatamente. Questo è un vino da mito
SASSICAIA
La Doc Bolgheri Sassicaia è l’unica denominazione italiana interamente compresa in una sola azienda, la Tenuta San Guido: 2.500 ettari di cui 75 a vigneto.
E’ insomma un piccolo mondo a se.
Si trova a 13 km dal mare, sulla costa fra Livorno e Grosseto. L’arrivo è uno dei più spettacolari al mondo per il viale di 5 chilometri reso celebre da Giosuè Carducci -I cipressi che a Bolgheri alti e schietti/ Van da San Guido in duplice filar/ Quasi in corsa giganti giovinetti/ Mi balzarono incontro e mi guardar-
Tutto è mito in questo posto di straordinaria bellezza: le stalle dei cavalli purosangue razza Dormello Olgiata la scuderia del famoso Ribot, il castello di Bolgheri costruito nel XIII secolo dai Della Gherardesca, la famiglia del Conte Ugolino descritto da Dante mentre mangia i figli nella prigione in cui è condannato a morire di fame, l’Oasi che nel 1959 fu la prima area privata protetta in Italia ed è rifugio di moltissime specie di animali selvatici. Persino il ristorante ha quel sottile fascino, fatto di eleganza e semplicità, che caratterizza i luoghi della grande aristocrazia toscana.
La nuova cantina del Sassicaia è progettata dall’architetto Agnese Mazzei vicino a
quella bruttina degli anni sessanta. E’ una costruzione in mattoni, bassa e quasi invisibile nella vegetazione. Colpisce il contrasto fra l’esterno molto tradizionale e l’interno con le scale in cristallo e acciaio.
Sassicaia è un mito in bottiglia. I primi vigneti di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc furono piantati dal Marchese Mario Incisa della Rocchetta nel 1944 e per anni dettero un vino usato esclusivamente per il consumo privato. La prima annata commercializzata fu la 1968 e da quel momento inizia una ascesa inarrestabile che negli ultimi mesi ha visto Sassicaia crescere nelle aste dei vini di
lusso mentre i First Growth francesi arrancavano.
Essere accettati per una visita alla cantina del Sassicaia è piuttosto difficile, ma non tutti escono soddisfatti e i giudizi su TripAdvisor sono bassi. Ricordo che anch’io ebbi la stessa reazione quando arrivai davanti a Pétrus … ma ora capisco la grandezza di quella semplicità.
GAJA
E’ il produttore italiano più famoso nel mondo. Nel 2015 gli è stato assegnato il “Lifetime Achievement Wine Star Award” da Wine Enthusiast.
Angelo Gaja, il re del Barbaresco, vuole essere l’ultimo produttore italiano ad avere un sito web. Anche questo è un segno evidente della forza del suo brand e del carattere esclusivo dei suoi vini.
Gaja è sempre stato contrario al turismo del vino benchè abbia delle cantine capolavoro. Cà Marcanda a Bolgheri (progettata da Giovanni Bo) e Santa Restituta a Montalcino (pieve del 650 D,C.), entrambe in Toscana, associano modernità e cultura, trasgressione e amore per la terra. Quella di Barbaresco, nella sua terra d’origine è la cantina principale, fondata dal suo bisnonno nel 1859. E’ la più legata al territorio e al passato ma la bottaia è un
capolavoro moderno con tetto a gradoni e sculture a presidiare la scala .
Una cantina segreta, neanche in Google ci sono molte fotografie. Forse anche per questo tutti i wine lovers del mondo chiedono di visitarla. La pressione è fortissima e Angelo ha fatto una scelta generosa e coraggiosa. Mette un filtro potente alle visite e chiede un biglietto di ingresso costosissimo ma poi dona tutto in beneficenza.












