Romano e Giorgio Prodi e la sfida asiatica
Arezzo, sala dei Grandi. Sotto gli affreschi con Michelangelo, Mecenate e Piero della Francesca c’è Romano Prodi in forma smagliante che ci parla della <<Sfida asiatica>>.
L’invito arriva da Donato Palarchi generoso e infaticabile animatore del “Circolo verso l’Europa” di Olmo, nei pressi di Arezzo. Ogni anno Donato organizza un appuntamento di altissimo livello per far riflettere istituzioni, cittadini e soprattutto giovani sul futuro che ci attende
di Donatella Cinelli Colombini
Quest’anno il tema era la Cina. Inizia Giorgio Prodi – professore a Ferrara – degno figlio dell’ex Primo Ministro.
10 anni fa la produzione cinese era orientata su commodity a basso costo, oggi la Cina produce anche tecnologia. Il Paese è in rapidissima evoluzione – 10% del pil mondiale – ed ha cambiato il modo di produrre e di consumare in tutto il mondo. Oggi, anche qui in Italia, nessuno ripara più i piccoli elettrodomestici, costa meno sostituirli.
La Cina sta passando da un’economia basata sugli investimenti a un’economia basata sui consumi e nelle zone industriali le retribuzioni aumentano del 15% l’anno. Questo significa grandi opportunità di esportazione, ma attenzione <<per i cinesi la pizza è americana e il vino è francese>> dice Prodi Jr. << il Ministro francese Alain Juppé è andato in Cina con un esercito di produttori della Borgogna>>.
Tuttavia la Cina è uno dei pochi Paesi che ha continuato a importare dall’Italia allo stesso ritmo anche durante la
crisi. Ma cosa compra? << meccanica e lusso>> dice Giorgio Prodi << E’ un mercato enorme dal quale non bisogna restare fuori ma non bisogna neanche abbassare la guardia>>.
La parola passa a Romano Prodi e il discorso diventa più politico inquadrandosi in uno scenario mondiale di forze, equilibri e opportunità. << Le sfide del futuro sono 3: cibo, energia e materie prime>> dice l’ex Presidente del Consiglio. << Quando una popolazione enorme come quella cinese o indiana, passa da un’alimentazione frugale e vegetariana a un’alimentazione a base di carne, questo richiede un’espansione grandissima del terreno agricolo e un immenso fabbisogno d’acqua. Per capirlo è bene saper che per produrre ciò che mangia un normale cittadino italiano in un giorno ci vogliono 4.000 litri d’acqua >>. Il cambiamento dello stile alimentare cinese spiega la strategia espansionistica della Cina verso l’Africa dove c’è terreno agricolo.
Tuttavia la Cina non ha alcuna velleità militare anzi spera nella pace e nella prosperità dei popoli per poter crescere e fare affari.
E noi europei che ruolo possiamo avere? Prodi non ha dubbi, siamo l’elemento equilibratore fra la Cina che cresce e gli Stati Uniti che si ridimensionano come superpotenza economica.









