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DOVE I DAZI CRESCONO L’EXPORT SCENDE

I DAZI NON SONO TUTTI UGUALI, SE RIGUARDANO PRODOTTI NECESSARI FANNO PIU’ MALE AL PAESE CHE IMPORTA MENTRE PER VINO E MODA DANNEGGIANO SOPRATTUTTO CHI ESPORTA

Russia un export di vino ostacolato dai dazi Donatella Cinelli Colombini a Mosca con i sommelier

Russia un export di vino ostacolato dai dazi Donatella Cinelli Colombini a Mosca con i sommelier

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne

I dazi sono tasse applicate sulle merci che attraversano i confini. Hanno due obiettivi principali: proteggono le imprese nazionali dalla concorrenza estera creano entrate fiscali.

COSA SONO I DAZI

Generalmente è l’importatore che paga i dazi delle merci che compra all’estero ma spesso viene chiesto al produttore di condividerne almeno una percentuale della spesa.
La situazione è diversa a seconda del tipo di merce: quando il dazio riguarda prodotti essenziali o materie prime difficilmente reperibili in altre zone allo stesso prezzo, come le uova o le componenti elettroniche cinesi, chi importa è costretto a pagare il dazio e poi deve riversarlo nel prezzo al consumatore finale oppure rinunciare a una parte del proprio guadagno. Entrambe le soluzioni danneggiano la popolazione del Paese che impone i dazi.
E’ diverso per i generi voluttuari come il vino o la moda, specialmente nei periodi di consumi calanti come avviene adesso con il vino e i capi griffati. In questo caso i produttori dei Paesi colpiti dai dazi, se vogliono mantenere la loro presenza nel mercato, sono costretti a incamerare gran parte della tassa perdendo tutti o parte dei loro guadagni.

Il vino del futuro per me e per Ferraro

Come saranno i vini del futuro? Per me le parole chiave sono cannabis, stranezza e Cina. Luciano Ferraro invece dice: clima e rispetto ambientale

Donatella-Cinelli-Colombini-vino-del-futuro

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Di Donatella Cinelli Colombini,

Ho preso spunto da un articolo di Luciano Ferraro che, come sempre, anticipa e commenta le tendenze con spirito da pioniere, per una personale riflessione su cosa berranno i consumatori cioè il vino del futuro.
Prima delle opinioni di Luciano Ferraro vi propongo le mie tre: cannabis, noia e Cina.

IL VINO DEL FUTURO SECONDO DONATELLA: CANNABIS, STRANEZZA E CINA

La marijuana sta entrando a passi veloci nel mondo del vino e l’investimento di 4 miliardi del maggiore gruppo enologico mondiale – Costellation – nel colosso canadese Canopy Growth. Rob Sands è un chiaro segnale, al pari del calo di consumi di vino in USA. Chi beve per sballarsi usa più volentieri la marijuana che viene aggiunta a cibi e bevande con scopo “ricreativo” e in modo del tutto legale in tantissimi Paesi.
Altra tendenza è il “famolo strano” cioè la corsa alla stravaganza al solo scopo di offrire ai consumatori qualcosa di diverso. La stessa tendenza è presente nella pittura, nella moda, nel design… Una deriva barocca che nell’esagerare trova lo stimolo e, spesso, la chiave del successo.

Borgogna-il-vino-del-futuro-sarà-diverso

Borgogna-il-vino-del-futuro-sarà-diverso

LA CINA E IL VINO

Terzo elemento di grande cambiamento, nel mercato mondiale del vino, è la Cina che adesso produce oltre 12 milioni di ettolitri di vino l’anno e vuole che il suo stile – derivante dai terroir locali, dai vitigni e dagli ibridi cinesi – sia più apprezzato per cui ha dichiarato di voler introdurre il suo sistema di rating.

Si tratta di una decisione della China Alcoholic Drinks Association (CADA) cioè di un organo governativo sul consumo in risposta ai giudizi negativi delle giurie internazionali dei concorsi e dei grandi giornali rispetto alle produzioni tipicamente cinesi. La Cina è ormai il 5° mercato mondiale, con prospettive di ulteriore crescita nel breve termine.
L’introduzione di un parametro di giudizio influente, che penalizza il vino di importazione e premia quello locale, potrebbe essere un problema per le nostre bottiglie e anzi diffondere uno stile nuovo a livello mondiale, un “famolo strano all’asiatica” come è avvenuto nella moda che ha adottato i pantaloni larghi e corti, i disegni a tinte pastello e altri elementi di gusto esotico.

                                                                       
Cinelli Colombini
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