LA DOP ECONOMY ITALIANA DI MAURO ROSATI
LE INDICAZIONI GEOGRAFICHE E LA LORO CAPACITA’ DI TUTELARE ALIMENTI DI QUALITA’ E TRADIZIONE MA ANCHE DI RIGENERARE I TERRITORI E LE COMUNITA’ RURALI DOVE NASCONO

Mauro Rosati riceve il Premio Casato Prime Donne 2009
Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda
Conosco Mauro Rosati da oltre 25 anni e all’inizio mi spaventava. Io vignaiola di Montalcino diventata assessore al turismo al Comune di Siena senza avere uno schieramento politico. Lui senesissimo e voce nuova del PD con una creatività rivoluzionaria che lo faceva emergere rispetto al tradizionalismo locale. Lui si muoveva nella politica come un pesce nell’acqua mentre io facevo fatica.
QUALIVITA LA FONDAZIONE DELLE INDICAZIONI GEOGRAFICHE
L’ho visto creare Qualivita all’ombra di Paolo de Castro la migliore mente “agricola” in Italia e al Parlamento Europeo. All’inizio Qualivita sembrava un centro di catalogazione che raccoglieva, ordinava e divulgava dati sulle produzioni alimentari DOP-IGP. Poi ha preso sempre più slancio fino a diventare un motore di sviluppo capace di affiancare il Ministro su decisioni strategiche come il contrasto all’italian sounding online. Qualivita ha promosso ricerche, organizzato eventi, agevolato le azioni di promozione e tutela della produzioni più piccole e fragili…..L’obiettivo è sempre rimasto lo stesso: tutelare le tradizioni alimentari e fare in modo che creino sviluppo diffuso e sostenibile nei territori di origine oltre che alimenti buoni e sani.
IL DIFFICILE EQUILIBRIO FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE PER LE DOP IGP
Sembra facile ma non lo è. Carlo Petrini diceva <<i ricchi mangiano cose buone prodotti da contadini poveri e i poveri mangiano cose cattive prodotte da agricoltori ricchi>>. Una frase che riassume la difficoltà di trovare un equilibrio ambientale, sociale e economico. Ma lavorare a questo obiettivo è importante e Mauro Rosati è fra coloro che lo fa con maggiore impegno, coerenza e efficacia.
Il volume La filosofia della Dop Economy (pp. 363 € 18.03)
scritto da Mauro Rosati è un affresco delle 180.000 imprese italiane legate alle Indicazioni Geografiche. Inizia con una prefazione di Umberto Galimberti e una brevissima storia dell’alimentazione dalle cotture che segnano la differenziazione fra l’alimentazione umana e quella animale, al cibo come status sociale, all’attuale culto della magrezza che arriva a <<un’ansia che toglie la gioia del gusto>>.
QUANDO GLI ALIMENTI CONTENGONO SAPORE E VALORI ETICI
Sappiamo tutti che le produzioni animali e vegetali sono piegate da logiche di profitto fino a ingabbiare in modo atroce maiali o polli, inquinare terreni e sorgenti… producendo alimenti poco ma proprio poco salutari. Questo porta Mauro Rosati a declinare nel cibo “l’utilità marginale dei valori” individuata da Hanno Sauer. Se un tempo la principale utilità del cibo era consentire la sopravvivenza oggi questo elemento è dato per certo e l’attenzione si sposta su altri valori culturali e morali. Questo significa chiedersi l’origine di un determinato alimento e le condizioni delle popolazioni che lo producono. Le indicazioni geografiche nascono nella logica di tenere insieme culture materiali, territori, popoli e dare loro una prospettiva di sviluppo sostenibile. Questo significa far convivere tutele e cambiamenti. Un equilibrio difficile che è l’essenza della filosofia Dop Economy perché, come è ben ribadito nel libro, la parola “tradizione” e il verbo “tradire” hanno la stessa origine dal latino tradere cioè consegnare.
ECONOMIA, CULTURA, IDENTITA’, COMUNITA’, ISTITUZIONI E DEMOCRAZIA DELLA DOP ECONOMY
Il libro di Mauro Rosati accompagna i lettori a capire la storia, l’economia e il funzionamento del sistema produttivo delle Indicazioni Geografiche ma io mi fermerò sui concetti fondanti.
L’economia intesa come sistema produttivo capace di rigenerare i luoghi creando condizioni di vita e di lavoro migliori di quelle passate senza distruggere identità locale e ambiente.
La Cultura capacità di una comunità di produrre alimenti mettendoci dentro anche valori condivisi che sono alla base della sua storia e del suo stare insieme.
L’identità costruire il senso di appartenenza intorno a un nome e una specificità produttiva che si afferma a livello internazionale
La comunità capacità di condividere un percorso unendo le forze solidamente
Le istituzioni e la democrazia come strumenti e garanzie di diritti, doveri e fiducia.
Ringrazio Mauro Rosati di avermi citata due volte in questo libro riconoscendo il mio contributo al successo del Turismo del vino e della Doc Orcia. Non lo meritavo ma mi ha fatto piacere.





