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Campionato mondiale di degustazione: Italia ultima

Superati dallo Zimbabwe i nostri 4 sommelier sono arrivati ultimi su 24 squadre nazionali. Non sarà che i nostri assaggiatori bevono quasi solo vini italiani?

Campionato mondiale di degustazione team svedese vincitore

Campionato mondiale di degustazione team svedese vincitore

Di Donatella Cinelli Colombini

Il”Championnat du monde de dégustation de vin” assomiglia ai campionati di calcio dove ogni Paese schiera la squadra nazionale. E’ organizzato ogni anno da “La Revue du Vin de France” ed ha un carattere itinerante. Quest’anno, per la quinta edizione, la gara avveniva in Borgogna Maison Jean-Claude Boisset de Nuits-Saint-Georges nello splendido Château de Gilly e riguardava 24 nazioni con quattro new entry: Brasile, Danimarca, Zimbabwe e Olanda.
12 bottiglie da assaggiare alla cieca per capire i vitigni, il Paese di origine, la denominazione, il produttore e l’annata. Oltre ai vini francesi di Bordeaux e Borgogna c’erano vini tedeschi, spagnoli e qualche trabocchetto come un Nebbiolo messicano e un Cabernet Sauvignon libanese.

Championnat du monde de dégustation de vin

Championnat du monde de dégustation de vin

La scorsa edizione aveva visto prevalere la squadra cinese, risultato clamoroso che aveva mostrato al mondo come lo studio unito al talento personale permetta, anche alle nazioni giovani nella cultura enoica, di raggiungere e battere quelle veterane.
Il team italiano aveva fatto un brutta figura e per questo tutti speravano che, nel 2017, i responsabili della sommellerie avrebbero mandato dei super assaggiatori, capaci di tenere alta la bandiera nazionale. Invece sono arrivati ultimi. Una Caporetto in piena regola e in mondo visione perché al concorso era presente anche una troup australiana che diffonderà le immagini mentre i risultati sono già in tutti i giornali francesi e nei grandi portali del vino internazionali come The Drinks Business.

Un’ alga nelle vigne sostituirà i pesticidi?

Per chi crede nel Bio come me la notizia strepitosa: alga è capace di preservare le vigne contro le malattie da funghi: peronospora, bortrite e mal dell’esca

Di Donatella Cinelli Colombini

Un’alga nelle vigne sconfigge le malattie: brutte notizie per la Bayer che da pochi giorni ha comprato la Monsanto per la piccola cifra di 66 miliardi di Dollari diventando il colosso mondiale dell’agribusiness con il 24% degli agrofarmaci (soprattutto erbicidi) e del 30% di quello delle sementi OGM (Organismi Geneticamente Modificati).

Botrite-addio-arriva-l'alga-nel-vigneto-per-mantere-sana-l'uva

Botrite-addio-arriva-l’alga-nel-vigneto-per-mantere-sana-l’uva

Come nelle favole, questo colosso planetario che sembra stendere le sue braccia tentacolari sopra i campi di tutto il mondo, trova una microscopico oppositore che potrebbe persino sconfiggerla. Una piccola società di Bordeaux che si chiama ImmunRise. Ha scoperto che una microalga che cresce a largo delle coste bretoni e una volta ridotta in polvere, produce una molecola che, in laboratorio, sconfigge le malattie fungine della vite meglio dei pesticidi.

Basta antidepressivi bevi un gottino!

Il resveratrolo contenuto soprattutto nei vini rossi aiuta a combattere lo stress e forse c’è una relazione fra il calo dei consumi e l’aumento degli antidepressivi

Cena con gli amici

Cena con gli amici

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’esperimento è stato fatto con i topi costretti a vivere con un topo – bullo molto aggressivo, si tratta quindi solo di una fase preliminare della ricerca, ma conferma quello che tutti sospettavano: c’è una stretta correlazione fra leffetto tonico di una piccola quantità giornaliera di vino e il “vivere meglio” nella società, in famiglia e persino nel luogo di lavoro. Avete presente il proverbio “il vino è il latte dei vecchi” ebbene indicava proprio l’effetto benefico di quel bicchiere di vino, magari consumato al bar con gli amici, di chi deve sopportare gli inevitabili acciacchi e la perdita di ruolo sociale, propri della terza età.

Bevute d'altri tempi 2008 - olio su tela

Bevute d’altri tempi 2008 – olio su tela

Gli studi di Susan Wood professore dell’ University of South Carolina School of Medicine e pubblicati nella rivista dell’ateneo, sugli effetti antidepressivi e complessivamente antiinfiammatori del resveratrolo sembrano dunque confermare l’ironica battuta di Denis Saverot editore della “La Revue du Vin de France << The village bar are gone, replaced by a pharmacy>> le osterie dei paesi chiudono e vengono rimpiazzate dalle farmacie.

Come il calo dei consumi di vino fa crescere la depressione

Meno osterie e più farmacie, sembrava una butade de “La Revue du Vin de France “ e invece è provato da una ricerca spagnola su vino e depressione

Mario Soldati all'osteria

Mario Soldati all'osteria

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Piccole dosi di vino giornaliero prevengono la depressione, l’ansia e lo stress. Questo l’esito di una ricerca dell’Università di Navarra a Pamplona pubblicata su “BMC Medicine journal”. Le indagini sono durate 7 anni su un campione di 5500 soggetti fra i 55 e gli 80 anni di età, riguardavano anche la dieta mediterranea con specifico riferimento all’olio. Martinez-Gonzalez che ha diretto gli studi è giunto alla conclusione che “un consumo moderato può ridurre l’incidenza della depressione mentre i forti bevitori sembrano avere un rischio più alto”. Bere 2 a 7 bicchieri di vino la settimana, dosandoli in giorni diversi, riduce dunque la probabilità di cadere nelle grinfie della depressione. Un rischio che le attuali condizioni dell’economia aumentano a dismisura.

BBC News spiega perchè i francesi bevono meno vino

La BBC commenta il calo dei consumi di vino in Francia e propone il vino come strumento dell'”art de vivre” ma anche come antidepressivo

Carta del vino in Francia

Francia carta geografica del vino

Il 26 marzo Hugh Schofield, corrispondente della BBC dalla Francia ha pubblicato un pezzo intitolato << Why are the French drinking less wine?>> dove spiega che nel Paese dove il vino è una sorta di bandiera nazionale i bevitori abituali sono passati dal 50% al 17% della popolazione in poco più di trent’anni mentre il consumo pro-capite è precipitato dai 160 litri del 1965 ai 30 del prossimo anno. Non che in Italia stiamo meglio, anzi da noi e in Spagna, negli ultimi vent’anni la, scivolata in basso ha toccato il meno 34%.
La cosa interessante è la ricerca dei motivi di questo rapido cambio di stile di vita e di consumo che potremo riassumere in una frase lapidaria di Denis Saverot editore della “La Revue du Vin de France “ << The village bar are gone, replaced by a pharmacy>> il luogo di consumo del vino è stato sostituito dalla farmacia.

                                                                       
Cinelli Colombini
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