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L’immagine del vino in America è sexy?

L’amletico dubbio ci arriva da Snooth uno dei portali sul vino più visitati del mondo e la risposta è NO. Niente pubblicità sessista in USA mentre in Europa si

Etichetta sessista

Etichetta sessista

Di Donatella Cinelli Colombini 
Molti pensano che in America tutta la pubblicità sia basata sul sesso e che quella del vino non faccia eccezione ma un’analisi più approfondita ci dimostrerà che non è vero e non è mai stato così. Oggi le bottiglie a stelle e strisce sono presentate, nei messaggi pubblicitari, quasi solo i due modi: in primo piano con i vigneti sullo sfondo oppure in mezzo a un gruppo di giovani felici di bere vino. Mentre le immagini della birra sono più sexy quelle del vino suggeriscono un messaggio di natura e benessere.
Dunque poco sesso nella comunicazione del vino, almeno in USA, perché un articolo del marzo scorso pubblicato su Drinks Business elencava 10 etichette di vino sessiste e otto erano europee.

Pubblicità-Lepore

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NEL PASSATO

Andando a cercare in archivio vengono fuori delle sorprese. Anche nella prima metà del Novecento la pubblicità più osé era europea non Americana e in parte italiana come mostra uno splendido manifesto del Marsala Florio con una procace bellezza mediterranea che sembra offrire lo spettacolo dei seni più che il vino.

I wine lover USA: molti acquisti e pochi social

Il sondaggio on line del Wine Spectator apre grandi interrogativi sull’importanza dei social per chi compra e beve vini ad alto livello

expensive-wine

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Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini 
Il 34% dei consumatori di vini di lusso non usa nessuna piattaforma social per informarsi sul vino, il 33% usa Facebook, solo il 13% Twitter e ancora meno (11%) preferisce le immagini di Instagram. Questo il risultato del sondaggio on line effettuato dal Wine Spectator, maggior periodico di vino del mondo.
Il potentissimo giornale americano, si rivolge all’ élite mondiale dei consumatori, usa massicciamente internet e non snobba i social, tutt’altro. Infatti l’account Twitter del Wine Spectator ha 168.000 follower ed è fatto benissimo.
Il sondaggio ci rivela un consumatore decisamente ferrato nei vini premium: il 53% compra volentieri un vino quando conosce la cantina da cui proviene, cioè non si basa solo sulla denominazione, il prezzo o il vitigno ma sceglie il brand. Addirittura il 6% compra solo vini che gli sono ben noti.

I super tuscan e la loro vera storia

Nati 40 anni fa come reazione alla tradizione si basano sull’uso di vitigni francesi anche in blend con il Sangiovese e sulla maturazione in barriques.

Giacomo Tachis

Giacomo Tachis

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Tignanello Sassicaia, Ornellaia … i super tuscan  nascono in un momento difficile per il Chianti quasi come l’esplosione della voglia di rinnovamento e di internazionalità. Hanno un padre geniale, l’enologo Giacomo Tachis e un talent scout James Suckling il grande assaggiatore che, in quel momento, giudicava i vini italiani per Wine Spectator.

Tignanello-e-Antinori-e-Kemp

Tignanello-e-Antinori-e-Kemp

E’ il 1944 il Marchese Incisa pianta sui suoli argillosi di Bolgheri, le viti di Cabernet e Merlot da cui nascerà il più celebre dei supertuscan: Sassicaia. Nel 1968 arriva al suo fianco Tachis. Nel 1970 suo cugino Antinori aggiunge Cabernet nel suo Tignanello. Nel 1985 nasce Ornellaia e un anno dopo Masseto.
Sono queste le star che creano la moda dei vini da tavola toscani di alto livello con un prezzo e una clientela nettamente superiori rispetto ai vini DOC della stessa regione. Modaioli, apprezzati dalla critica e dai grandi collezionisti di tutto il mondo cominciano a imporsi some esempi di raffinatezza italiana al pari di Gucci, Ferragamo e Prada.  

I siti del vino più letti del mondo, ecco la rivoluzione

Wine Searcher ha quasi mezzo milione di traffico mensile ed è in cima alla lista seguito da Snooth e Cellar Tracker, seguono Wine Spectator e Wine Enthusiast

Wine searcher vini

Wine searcher vini

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Vale 213.608$ il sito del vino più letto del mondo Wine Searcher con oltre sei milioni di offerte provenienti da 45.000 negozianti di vino di 110 Nazioni del mondo. Una sorta di enoteca virtuale enorme dove ci sono bottiglie e prezzi ma anche news, manuali e persino giochi. Molte funzioni sono gratuite ma per navigarlo interamente bisogna pagare 39$.
La classifica dei top wine sites viene da blog.Cellarer e si basa sul traffico presunto in base all’incrocio dei dati sul traffico mondiale. La lista è una sorta di rivoluzione nel mondo del vino e evidenzia l’avanzata di una nuova generazione di “influencer” rispetto a quelli che hanno dominato la scena alla fine del Novecento.