Il Brunello alla conquista del Brasile
Uno squadrone di 32 produttori di Montalcino, guidati da me, in qualità di vicepresidente del Consorzio, e dal Direttore Stefano Campatelli è appena tornato da San Paolo, capitale economica del gigante sudamericano, dove ha presentato il Brunello alla stampa e agli operatori.
Un vero trionfo, con afflussi record di operatori e vip a tutte le iniziative: nel workshop per importatori e dettaglianti all’Hotel Unique (tempio del lusso e della grande architettura in cui soggiornano i piloti di F1 durante il gran premio di Interlagos) erano attese 200 persone e ne sono arrivate 500. All’happy wine del Brunello per la “Societade Brasileira Amigos do Vinho” organizzato nell’esposizione di design italiano Casa Cor sono intervenute 150 persone invece delle 50 previste e tutta la San Paolo che conta.
Se il Brunello voleva fare colpo sui brasiliani che fanno tendenza, indubbiamente c’è riuscito.
Ecco i partecipanti: Banfi, Barbi, Camigliano, Canneta, Capanna, Caparzo, Caprili, Castelli-Martinozzi, Castello di Romitorio, Col d’Orcia, Collemattoni, Corte Pavone, Donatella Cinelli Colombini, Fanti, Gianni Brunelli, Il Poggione, La Gerla, La Magia, Le Chiuse, Mocali, Poggio di Sotto, Poggio il Castellare, Salvioni, Sassodisole, Siro Pacenti, Talenti, Tassi, Tenuta di
Collesorbo, Tenute Friggiali e Pietranera, Val di Cava, Verbena, Villa le Prata.
Il Brasile è fra gli stati Bric – cioè fra i grandi Paesi in boom economico – il solo con una fortissima e influente presenza italiana. Nel solo stato di San Paolo ci sono 16.000.000 di persone con discendenza italiana.
Qui le cantine del Brunello sono arrivate con il preciso obiettivo di allargare le loro esportazioni e la propria immagine che, peraltro, è già forte. In Brasile il Brunello è sinonimo di qualità, prestigio e esclusività. Molti lo conoscono ma mai prima d’ora avevano avuto l’opportunità di assaggiare e confrontare così tanti Brunello tutti insieme. E’ appunto a questo pubblico competente di formatori di opinione che le cantine toscane intendono rivolgere le loro attenzioni: importatori, sommelier, stampa specializzata e opinion leader.
Il programma della missione commerciale in Brasile è stato intensissimo: 5 giorni (5-9 giugno 2011) comprensivi anche di didattica per i produttori di Montalcino con una lezione sul mercato brasiliano e una visita agli enormi supermercati di eccellenze gastronomiche che costituiscono un segmento riservato alla clientela con maggiore capacità di spesa. Il Consorzio del Brunello non aveva mai fatto missioni commerciali in Brasile e, proprio per questo, l’azione in corso è stata studiata per colpire tutti i segmenti strategici. 2 degustazioni riservate ai Sommeliers ABS di San Paolo e Campinas, una serata con la stampa specializzata, un workshop con gli importatori e uno per dettaglianti, una degustazione per l’associazione amici del vino e 3 seminari
didattici con video e dati informativi. La preparazione della missione commerciale in Brasile ha richiesto mesi di lavoro per la definizione del programma – in collaborazione con ICE e Enoteca Italiana– ma soprattutto per la preparazione di depliant, taccuini di degustazione e due video anch’essi in lingua portoghese.
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