Natale con le bollicine per i giovani del vino AGIVI

Natale con le bollicine per i giovani del vino AGIVI

Vi racconto lo scambio degli auguri AGIVI, Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani, una festa del vino, dell’amicizia e del piacere di stare insieme
Di Violante Gardini (Cinellicolombini Jr)

Cà del Bosco

Dopo L’appuntamento estivo in Toscana con l’assemblea annuale e la visita alle cantine in Maremma e a Montalcino, meeting che ha portato gli amici AGIVI anche al Casato Prime Donne, il “ritrovo prenatalizio” di AGIVI è avvenuto in un’altra località  rinomata per la produzione di vini di alta qualità, la Franciacorta.

L’incontro è avvenuto a Erbusco alla cantina Cà del Bosco, azienda fondata da Maurizio Zanella negli anni ’70 e divenuta una delle realtà più rappresentative dell’enologia italiana. Dopo la visita della cantina, dove le attrezzature produttive si  alternano ad opere d’arte contemporanea, l’enologo Stefano Cappelli ci ha fatto degustare delle bollicine da sogno.

Riunione di Consiglio breve e incisiva con la Presidente Carlotta Pasqua,

Cà del Bosco

 poi corsa in camera per cambiarsi e via a cena.
Il Ristorante Il Priore, è immerso nei vigneti della Franciacorta ma ha una strada d’accesso così stretta che il nostro bus ci ha lasciato lontanissimo. Per noi ragazze, con tacchi e scarpe da sera, è stato un piccolo dramma ma tutto è stato cancellato dalla bontà del cibo ed brindisi con gli splendidi vini che i soci AGIVI hanno fatto arrivare da tutta l’Italia. La serata è andata avanti in modo “danzante” in una discoteca di Brescia. Siamo tornati in albergo quasi all’alba ma alle 10,30 quasi tutti i soci erano presenti nella hall dell’hotel per continuare il viaggio nel mondo delle bollicine.

Ferghettina

Ferghettina

 
Il programma prevedeva la visita dell’azienda Ferghettina ad Adro, una delle realtà più nuove e dinamiche della Franciacorta. Ci ha accolto un membro della famiglia titolare, Laura Gatti.
Mi ha incuriosito l’uso, per uno dei vini migliori, di una bottiglia quadrata; grazie alla forma della base i lieviti si depositino su di una superficie più ampia influenzando l’evoluzione del vino. Purtroppo non abbiamo potuto assaggiare i frutti di questa innovazione perché in cantina non avevano più bottiglie di questo tipo, in ogni caso la degustazione è stata notevole tanto che, prima di salutare gli manici, ho fatto scorta di bollicine.
A quel punto per me è arrivata l’ora di tornare a casa, dopo due giorni pieni di stimoli, di buoni esempi e di novità, proprio quello che ci vuole per i giovani del mondo del vino come me.