Supertuscan sono morti o sono vivi?

Masseto

Supertuscan sono morti o sono vivi?

Masseto, Ornellaia, Sassicaia, Solaia e Tignanello brillano nelle aste e sono fra le 100 cantine Fine wines di LivEx ma l’armata dei supertuscan sembra sparita

Masseto

Masseto

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Quindici anni fa ogni cantina toscana doveva avere un Supertuscan cioè un vino “creativo” fuori dai disciplinari. Generalmente erano blend di Sangiovese e vitigni internazionali come cabernet, merlot o chardonnay maturati in barrique, ricchissimi di alcool frutto e legno ma soprattutto più cari dei vini DOC. I capostipiti di questa schiera furono, intorno al 1970, Sassicaia e Tignanello grazie al genio dell’enologo Giacomo Tachis e alla penna di James Suckling che li fece conoscere al pubblico degli appassionati USA attraverso Wine Spectator.

Sassicaia

Sassicaia

Negli ultimi anni, il mercato ha mostrato una maggiore attenzione verso i vitigni autoctoni e, sul versante opposto, un crescente disinteresse per i vini meno capaci di raccontare il territorio e la sua specificità. C’è persino chi ha dato per morti i Supertuscan accusandoli di conformarsi a un gusto internazionale standardizzato per ingraziarsi i favori di una certa critica americana. In realtà c’è forse due scenari diversi: uno dei brand più affermati – Masseto, Ornellaia, Sassicaia, Solaia e Tignanello – che hanno un crescente apprezzamento

Tignanello

Tignanello

da parte dei grandi collezionisti internazionali e sono ormai dei simboli di raffinatezza italiana al pari delle griffe della moda. Dall’altro lato i supertuscan meno blasonati e meno cari che effettivamente sono meno richiesti dal mercato. Sembra un paradosso ma è solo il segmento del lusso esclusivo che sembra tirare. Lo prova anche l’elenco di vini più cercati in Wine searcher (1.000.000 richieste al giorno) dove troviamo i più blasonati francesi, qualche fuoriclasse come Panfolds e Opus One ma anche 5 italiani, gli stessi elencati sopra. Questo prova l’esistenza di un forte interesse all’acquisto perché Wine Searcher viene consultato proprio per sapere i prezzi nelle principali

Ornellaia bariccaia

Ornellaia bariccaia

rivendite mondiali. Il successo commerciale dei super supertuscan è comprovato dalla loro presenza fra i 100 vini usati da Liv Ex per l’indice dei valori del “lusso enologico”, quasi fosse il Nasdaq della borsa. Fra questi 100 fine wines c’è il meglio: Haut Brion, Pelfolds Grange, Cheval Blanc, Lafite Rothschild, Latour, Margaux, Mouton Rothschild, Petrus, Yquem, Romanée Conti, Opus One …. Ma la cosa bella, che deve renderci orgogliosi come produttori italiani ( nonostante una punta di invidia) è un recente commento pubblicato su Drinks Business i vini italiani hanno superato la Borgogna come vendite e sono secondi solo ai grandi chateau di Bordeaux. Un risultato ottenuto soprattutto grazie a un 2004 strepitoso che i collezionisti sono disposti a pagare cifre da capogiro, un benchmark per Bolgheri, per i supertuscan e per l’immagine di tutto il vino italiano.

wine-destination

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