Il turismo del vino in Toscana (1)

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Il turismo del vino in Toscana (1)

Toscana, ha fatto da incubatore al turismo del vino italiano e poi dei tour operator del vino. Ora sperimenta i wine resort e la formazione dei Wine hospitality manager

Turismo del vino al Casato Prime Donne e alla Fattoria del Colle Toscana

Turismo del vino al Casato Prime Donne e alla Fattoria del Colle Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

La Toscana ha fatto da incubatore al turismo del vino in Italia dando vita alla giornata Cantine aperte il 9 maggio 1993 con cento aziende di produzione che si aprirono per prime, tutte insieme, nella stessa domenica. Anche la prima legge sulle Strade del Vino del 1999, ha avuto il toscano Flavio Tattarini come primo firmatario e le Città del Vino, associazione che coordina le municipalità dei distretti viticoli è nata nel 1987 a Siena dove ha ancora la sua sede.

Tutt’ora la Toscana primeggia nell’offerta enoturistica con un portafoglio diversificato e molto ben organizzato di cantine in cui i visitatori trovano punto vendita, sala da degustazione, winery tours e personale poliglotta. La delegazione toscana del Movimento Turismo del Vino è ancora oggi la più grande e attiva fra le associazioni regionali delle cantine aperte al pubblico.

TOSCANA ANTICIPATRICE DELLA NORMATIVE SUL TURISMO DEL VINO

Movimento del Turismo del vino Toscana

Storytelling-Cantine aperte-Movimento del Turismo del vino Toscana

Dopo che il referendum del 1993 abolì il Ministero del turismo, questa materia è delegata alle regioni. Circostanza che ha determinato grosse diversificazioni nella possibilità di sviluppare l’enoturismo in cantina nei diversi distretti del vino. In Veneto o in Lombardia, ad esempio, fino all’approvazione dell’emendamento alla Finanziaria 2018 del Senatore Dario Stefano e il successivo Decreto Ministeriale 2019 di Gianmarco Centinaio, le cantine avevano enormi limitazioni nella commercializzazione dei servizi turistici a pagamento. La Toscana invece ha normato le attività di accoglienza dei visitatori nelle aziende di produzione fra quelle ricreative e didattiche previste nell’agriturismo, di fatto anticipando le norme nazionali e dando una spinta decisiva al turismo del vino regionale.

TURISMO DEL VINO IN CANTINA

L’enoturismo è una delle tipologie di turismo in maggiore espansione all’interno del comparto enogastronomico che sta segnando incrementi da capogiro. Roberta Garibaldi, nel suo 2° Rapporto sul Turismo Enogastronomico in Italia ha stimato + 21% nel 2016 +30% nel 2017 e + 48% nel 2018.

Cortona, limiti del turismo del vino

Cortona, limiti del turismo del vino

Il business enoturistico italiano complessivo è stimato in 2,5-3 miliardi di Euro ed è molto probabile che un quarto di questo giro d’affari riguardi la Toscana che è la più organizzata e performante nell’offrirsi alla visita dei wine lovers ma anche la regione con un maggior numero di nordamericanti  cioè del target più propenso a fare shopping.

Per quanto riguarda i connazionali, secondo Coldiretti il 68% degli italiani ha comprato almeno una bottiglia di vino in cantina.

TANTO TURISMO DEL VINO FORSE TROPPO

Il turismo crea opportunità di sviluppo e insieme innesca il degrado delle località verso cui si dirige, con un comportamento quasi cannibale che le omologa e le consuma per poi abbandonarle. Il ciclo di vita delle wine destination è legato alla fama del vino ma anche alla capacità di conservare la propria identità distintiva. Quindi ha una variabile in più rispetto a quello delle normali destination ma, come in queste ultime si sviluppa in quattro fasi: attrazione, conflitto, colonizzazione e declino. Il ciclo arriva più velocemente se il numero dei visitatori è alto in rapporto ai residenti, se il loro reddito è molto superiore agli abitanti e se la stagione turistica è lunga. Le wine destinatios italiane hanno tutti questi elementi di rischio e quindi è particolarmente importante attuare una attenta politica di gestione dei flussi e di tutela del territorio.

Per capire la situazione del turismo del vino in Toscana conviene partire dai dati presentati da Nomisma – Wine Monitor nel 2018. In base alle stime di Denis Pantini gli arrivi nei territori del vino italiani sono cresciuti del 25% fra il 2010 e il 2016 ma l’incremento di alcune zone è stata decisamente maggiore: Montalcino + 125%, Barolo + 64%, Valpolicella + 54% e Chianti Classico + 35%.

I 15 milioni di visitatori che bussano alle porte delle cantine italiane si concentrano soprattutto sulle denominazioni più note e importanti. La Toscana acchiappa la fetta più grande come provano i suoi ottimi posizionamenti in tutte la classifiche più importanti degli ultimi vent’anni.

Ecco che le regioni più prenotate su TripAdvisor per il turismo enogastronomico, sono Toscana, Lazio e Veneto. Fra i Google trends di turismo enogastronomico il più forte è l’accoppiata Firenze-Toscana.

Il 62% dei cataloghi 2018 dei tour operator propone viaggi enogastronomici e le destinazioni più presenti sono in Toscana e Piemonte.

WINERY TOUR ORGANIZZATI

Il turismo del vino in gruppo avviene in autobus da 40-50 persone oppure, con numeri molto più ridotti, in auto con conducente o minivan. Queste ultime tipologie, sono proposte da piccole società di incoming che si commercializzano quasi solo on line e sono proliferate enormemente in Toscana prima che in ogni altra parte d’Italia. Offrono visite di circa sette ore comprendenti due cantine, un pasto tipico e un artigiano oppure un’esperienza come la ricerca del tartufo. Si rivolgono soprattutto alla clientela nordamericana e sono in grande espansione.

wine-destination

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