LE CANTINE TURISTICHE ITALIANE SI SCOPRONO DIVERSE
A VINITALY TOURISM IL CENTRO STUDI ENOTURISTICI E OLEOTURISTICI CESEO HA PRESENTATO LA PRIMA ANALISI SULLE DIFFERENZE REGIONALI FRA LE CANTINE TURISTICHE ITALIANE

Movimento turismo del vino di Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Toscana con Antonello Maruotti
di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle, Casato Prime Donne
Un nuovo inedito contributo alla comprensione dell’enoturismo italiano arriva da CESEO (Centro Studi Enoturistici e Oleoturistici) dell’Università LUMSA presieduto da Dario Stefàno. Lo studio, coordinato dal Prof. Antonello Maruotti (Professore Ordinario di Statistica Università LUMSA) su un campione rappresentativo di cantine socie del Movimento Turismo del Vino mostra come il carattere dei territori e degli abitanti imprimano caratteri distintivi all’offerta enoturistica nelle diverse zone d’Italia. Un bellissimo assist per Violante Gardini Cinelli Colombini che alla guida di MTV sta per lanciare Cantine aperte. Questo evento, alla fine di maggio, sarà la vetrina delle nuove esperienze enoturistiche in centinaia di imprese di produzione sparse in tutta Italia.
LE PECULIARITA’ REGIONALI DELL’ENOTURISMO
Dall’indagine presentata a Vinitaly Tourism emerge come al Centro le cantine puntino molto sui panorami mentre a Nord lo fanno di meno. La tradizionale ospitalità meridionale si connota anche con una maggiore propensione a proporre cibi tipici insieme al vino mentre il noto pragmatismo degli abitanti del Friuli Venezia Giulia li spinge a puntare sulla vendita delle bottiglie che è, nel business enoturistico, la maggiore fonte di entrate. A sorpresa emerge il maggior utilizzo commerciale degli strumenti digitali delle cantine meridionali che quindi chiedono una maggior formazione in web marketing da parte dei loro addetti alla wine hospitality. Problema questo che appare il più urgente da affrontare a livello nazionale perché, a fronte di una presenza plebiscitaria con siti e social media la conversione è bassa (una media di 1000 accessi al sito ) così come la mancata raccolta di contatti utili e la loro archiviazione artigianale (media di 1000 followers a cantina) impedisce di fatto il decollo di wine club ( presente solo nel 13% delle cantine) e degli e-commerce proprietari.
Oltre una generalizzata diffusione degli standard minimi nelle cantine MTV, intesi come sale da degustazione, punto vendita, circuito turistico, bagni ad uso pubblico e personale formato, emergono dei bisogni da colmare in tempi brevi e dei distinguo che diversificano l’offerta enoturistica italiana meglio strutturata e posso essere usati per valorizzarla.
LE CANTINE DEL MOVIMENTO TURISMO DEL VINO SONO UN ESEMPIO VIRTUOSO
La fotografia dell’offerta enoturistica italiana su un campione di 237 cantine del Movimento del Turismo del vino rappresenta l’esempio virtuoso all’interno di un’offerta complessiva costituita da 20.000 imprese enologiche italiane aperte al pubblico. Ad essa va fatto riferimento per orientare le strategie di crescita e la formazione degli addetti dell’intero comparto. Le differenze vanno intese come risorse utili alla differenziazione dell’offerta in risposta al bisogno di scoprire il nuovo che è insito nei turisti. In questo senso va vista con estremo favore la crescita – di numero e tipologia – delle esperienze proposte dalle cantine accanto a quelle standard -visita guidata ai luoghi di produzione seguita da assaggio- presente nel 95% delle imprese e all’abbinamento vino cibo tipico (87%).
Cresce il numero delle esperienze che sono almeno 4 a cantina (65%). Sono Sicilia, Toscana, Umbria e Campania le regioni in cui è generalizzata una maggiore differenziazione delle esperienze enoturistiche proposte.
A fronte di un’offerta variegata e di impostazioni, approcci diversi, i prezzi delle esperienze ”standard” sono molto simili tra le varie regioni. Ci si aggira intorno ai 20-25 euro, con punte di 30 in Calabria, Sicilia e Sardegna, e, guardando ai valori più bassi, 15 euro in Friuli-Venezia Giulia.
Più eterogenei i prezzi per l’offerta ”premium”, che generalmente raddoppia il valore di quella standard, con picchi di 170 euro in Toscana, 150 in Umbria, 120 in Campania, ”eccezioni” rispetto alla generale accessibilità economica delle esperienze enoturistiche.
In linea di massima, tuttavia la proposta destinata al pubblico più esigente è più presente al Centro (57% delle cantine) e sorprendentemente molto scarsa nel Nord Ovest (39%) mentre nel Nord Est si concentra in Friuli VG.
I TREND ENOTURISTICI IN CRESCITA
Accanto alle consuete attività enoturistiche stanno crescendo alcune proposte accessorie come le miniezioni (38%) e i pic nic in vigna (33%). Su entrambe ci sono distinguo regionali, rispetto alle attività formative legate al vino il Centro Italia è decisamente più avanti con un 42% delle cantine che la offrono a fronte di un Nord Ovest dove la percentuale scende al 33%. Per gli spuntini o i brindisi fra i filari emergono ancora le cantine del Centro (54%) mentre è il Nord Est ad amare meno questa proposta con solo il 20% di cantine che la praticano.
Accanto alle esperienze crescono gli eventi a carattere di intrattenimento presenti nell’82% delle cantine, quelli culturali (57%) la vendemmia turistica e i corsi di cucina (40%). Anche in questo caso l’orientamento delle imprese enologiche italiane non è omogeneo, sono più festaioli al Sud e al Centro e molto meno al Nord.
Vediamo ora alla bestia nera dell’enoturismo italiano: l’apertura nel weekend troppo scarsa e in controtendenza rispetto a flussi concentrati nei giorni festivi. Al sabato è il Nord Est ad essere più virtuoso con l’88% delle cantine aperte regolarmente o con orario ridotto mentre è molto più difficile entrare in una cantina del Nord Ovest. La domenica la situazione è decisamente più grave con 2 cantine su 3 chiuse nel Centro Nord e tre su quattro al Sud.
LE COMPETENZE RICHIESTE AGLI ADDETTI ALLA WINE HOSPITALIY VARIANO A SEGUITO DELLE SPECIFCITA’ DELL’OFFERTA
Colpisce il distinguo fra le competenze richieste agli addetti alla wine hospitality. Lingue, Comunicazione, Marketing e Creazione di eventi sono elementi richiesti da tutte le cantine italiane. Nel Nord-Est dove l’attenzione si concentra sulla vendita delle bottiglie interessa l’empatia, la capacità di guidare le degustazioni e meno saper organizzare eventi. Nel Nord Ovest la creazione di eventi è più rilevante mentre al centro l’enoturismo ha un risvolto importante nel marketing e gli addetti devono accrescere la visibilità della cantina. La sorpresa è il Sud dove il digitale ha un’importanza molto più rilevante e gli addetti alla wine hospitality devono usare turismo e mezzi digitali anche per fare marketing, e-commerce e comunicazione






