Ma quanto ci copiano!

falso olio toscano igp

Ma quanto ci copiano!

60 miliardi di mozzarelle, olio, salami …. Italian sounding. Ma è partita la riscossa, soprattutto via web con il Ministro Martina in veste di Robin Hood

falso olio toscano igp

falso olio toscano igp da Harrods

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

I più attivi nell’ imitare i nostri prodotti sono in America – 27 miliardi di valore – di cui solo una piccola parte è un’autentica truffa e per il resto riguarda prodotti che sembrano italiani per la presenza di tricolori, immagini del Colosseo, del Vesuvio e simili, ma in realtà privi del minimo collegamento con l’Italia. Provengono da caseifici, salumerie, pastifici di Paesi poveri dove il costo di produzione ma anche i controlli sono enormemente inferiori ai nostri. Ecco che il costosissimo sforzo per definire e tutelare i 264 prodotti Dop e 523 vini a denominazione, promuoverli e farli apprezzare … va a finire nelle tasche di commercianti disinvolti. E non si tratta di piccole imprese che vivacchiano border line rispetto alla legge, ma di grossi gruppi. E’ di qualche mese fa la condanna del prestigioso gruppo britannico Harrods per la commercializzazione del Tuscan Extra Virgin Olive Oil, imbottigliato nel Regno unito e recante in etichetta riferimenti capaci di far credere, anche al più competente consumatore, di aver acquistato IGP Toscano. Un primo passo avanti e un primo risultato del “Decreto Qualità” approvato nell’ottobre 2013.

Rosati

Mauro Rosati Qualivita

Ma la strada davanti ai nostri Robin Hood – il Ministro Maurizio Martina e il suo consulente Mauro Rosati – è ancora molto lunga se consideriamo che a fronte di 33 miliardi di Euro di prodotti agroalimentari autenticamente italiani esportati ne vengono commercializzati 22 miliardi falsi solo in Europa. Il totale dell’italian sounding tocca l’astronomica cifra di 60 miliardi. Colpisce anche la fantasia: il parmigiano diventa parmesan o parmesao, poi c’è la Mortadella siciliana, il Parma salami e il pecorino di latte di mucca, fra i vini il Barollo e il Vinocella (Valpolicella).
Secondo Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita ed ora insediato a fianco del Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, la riscossa parte dal web e dalla capacità di tutelare le nostre denominazioni on line. Domini ma anche e-commerce insomma i nostri Robin Hood post modern hanno sostituito le frecce con l’iPad.