FOGLIA TONDA NELL’OTTOCENTO

Donatella-Cinelli-Colombini-Foglia-Tonda-STUDI AMPELOLOGICI NEL CIRCONDARIO DI SIENA 1881

FOGLIA TONDA NELL’OTTOCENTO

NEL 1881 IL PROFESSOR BERNARDI PUBBLICÒ UN RAPPORTO INTITOLATO STUDI AMPELOLOGICI NEL CIRCONDARIO DI SIENA CON LA DESCRIZIONE DELLE VITI PIÙ COLTIVATE

Donatella-Cinelli-Colombini-Foglia-Tonda-STUDI AMPELOLOGICI NEL CIRCONDARIO DI SIENA 1881

STUDI AMPELOLOGICI NEL CIRCONDARIO DI SIENA 1881

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Treqaunda, Casato Prime Donne Monatlcino 

Mio fratello Stefano Cinelli Colombini mi ha segnalato questo prezioso documento della fine dell’Ottocento in cui il Professor Giacomo Bernardi elenca e descrive i vitigni più diffusi nella campagna senese. Il Foglia Tonda è citato insieme a Tenerone, Prugnolino e la Marrucca. Vitigni di cui si è persa la traccia. Mi sono imbattuta nel tenerone una sola volta, nel 1998, quando mio padre mi dette la Fattoria del Colle e io mi trovai con vigneti vecchi e disomogenei. Ricordo che il tenerone aveva tralci delicatissimi e infilarli fra i fili era un esercizio di pazienza perché bastava un movimento brusco per trovarsi il tralcio reciso in mano. L’uva era pressoché inutilizzabile per il vino per i suoi acini troppo grandi e acquosi.
Adoro i vigneti vecchi ma ho dovuto estirpare quelli che ho trovato alla Fattoria del Colle per poi ripiantarli mirando all’alta qualità.

FOGLIA TONDA LA NOVITA’ FRA I VITIGNI AUTOCTONI TOSCANI

Tutt’altra storia quella del Foglia Tonda che il Professor Attilio Scienza ha identificato come figlio del Sangiovese grazie agli studi genetici. L’ho scoperto intorno al 2000 grazie a una vinificazione sperimentale fatta dal CREA usando le viti che il Professor Bandinelli aveva piantato nel vitarium della Regione Toscana.
I miei primi vigneti sono stati fatti sovrainnestando i tralci delle piante madri di Bandinelli.
Solo più tardi il compianto Professor Cesare Intrieri dell’Università di Bologna (2007) mi aiutò a far produrre barbatelle con le piante madri del vigneto sperimentale di quell’ateneo.
Oggi il Foglia Tonda è nel catalogo di Rauscedo fra le varietà minori toscane più promettenti. Ma la sua sopravvivenza è merito dei miei vignaioli che hanno imparato dove piantarlo, come coltivarlo e quando vendemmiarlo. Un processo lungo fatto di prove e sbagli che è andato di pari passo al lavoro di sperimentazione in cantina finché, nel 2013, riusciamo a trovare la “ricetta” definitiva. A quel punto anche la stampa specializzata internazionale comincià a dimostrare apprezzamento con punteggi fra 91 e 93 centesimi.
Nel 2019 organizziamo un forum fra i produttori di Foglia Tonda per scambiarci informazioni e confrontare le esperienze. Da quel momento in poi il vitigno cominciò a diffondersi e a uscire dalla categoria “in estensione” per entrare fa quelli “di tendenza”.

TUTTE LE FONTI STORICHE CONFERMANO LA PRESENZA DEL FOGLIA TONDA NELLA CAMPAGNA SENESE

Le fonti storiche sul Foglia Tonda sono poche e questa “Studi ampelografici nel circondario di Siena” del Professor Bernardi è particolarmente precisa e quindi preziosa. Attesta la presenza del Foglia Tonda nel senese alla fine dell’Ottocento e descrive i suoi caratteri peculiari: tardivo, tendenzialmente troppo produttivo ma capace di dare origine a vini con molta struttura. Particolarmente adatto al blend con vini meno potenti e più eleganti come il Sangiovese come avviene nel mio vino Cenerentola DOC Orcia.
Di seguito riporto la descrizione del Professor Bernardi tratta da Studi ampelografici del circondario di Siena.

STUDI AMPELOLOGICI NEL CIRCONDARIO DI SIENA DEL PROFESSOR BERNARDI

6. FOGLIA TONDA. — Si distingue per i suoi pampani rotondi presso a poco come quelli del Gorgottesco, ma di un color verde assai più cupo, e per i suoi numerosi e bei grappoli serrati.
Il suo tralcio è assai chiaro, somigliante un poco a quello del Sangioveto, ma però più grosso o più robusto. Foglie glabre superiormente e quasi glabre al di sotto, di forma rotondeggiante, in generale con i lobi poco distinti, con le nervature bianco-verdastre, e col picciolo dello stesso colore. Grappolo oblungo con due ali opposto di grossezza disuguali, ma corte; talvolta ne ha anche una terza piccolissima; tal’altra poi al contrario ne ha una sola assai piccola, e ciò quando il grappolo è poco sviluppato. Acini tondi non molto grossi, serrati gli uni contro gli altri in modo, da renderli angolari; il loro sapore è piuttosto acidetto. Questa varietà è molto feconda; ed ancora quando è coltivata bassa a palo si carica straordinariamente di uva, dà vino tosto ma buono, perciò conviene unirla con altre varietà più dolci. Siccome matura molto tardi, converrebbe volendo coltivarla, di tenerla separata per coglierne l’uva qualche giorno dopo le altre varietà. Resiste discretamente bene alla malattia dominante



                                                                       
Cinelli Colombini
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