Vini naturali – atto secondo

vininaturali_Expo_2015

Vini naturali – atto secondo

Expo, laboratorio di idee con Oscar Farinetti, Attilio Scienza, Stevie Kim, Walter Massa, Vincenzo Gerbi, Helmuth Kocher, Angelo Gaja, il Ministro Martina

vininaturali_Expo_2015

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Di Donatella Cinelli Colombini

L’inizio è forte com’è nello stile di Farinetti l’uomo Eataly che propone di usare il vino naturale come arma competitiva sui mercati internazionali.
L’idea non è male ma il primo problema, per realizzarla è sapere cosa sono i vini naturali. E’ quello che chiede di sapere Steive Kim la piccola coreana brillante ma guerriera che, anche qui, non ha peli sulla lingua << il vino non è sexy, parla ai vecchi >>.___

Stevie Kim

Stevie Kim

E allora che fare? Una proposta concreta arriva dal grande Attilio Scienza professore di Viticultura a Milano a cui si devono fondamentali scoperte sull’origine delle viti. Per evitare l’uso di rame, zolfo o prodotti di sintesi bisogna che le viti non si ammalino. Il processo di selezione verso i soggetti resistenti alle malattie, in natura dura un milione di anni. Se lo facciamo in laboratorio comprimiamo questo tempo in 3-4 anni modificando alcuni vasi nei 500 geni della vite.

Walter Massa

Helmuth Kocher ,Walter Massa

<<Non si tratta di creare viti OGM>> giura il più famoso studioso di viticultura italiano. Per fare una ricerca del genere bastano poche risorse. Mettendo una “tassa di scopo” di 2 centesimi a bottiglia ricaveremo i 50 milioni di Euro che servono per il genome editing e vi daremo 50 vitigni autoctoni resistenti alle malattie. Scienza non lo dice ma c’è anche chi studia ibridi di viti resistenti alle malattie senza toccare il genoma.

Anche Vincenzo Gerbi (Scienze e tecnologie alimentari all’Università di Torino), va nella stessa direzione <<bisogna arrivare a produrre vino naturale che sia sostenibile ambientalmente e economicamente>>. D’accordo anche Angelo Gaja che tuttavia avverte <<purchè il finanziamento alla ricerca non si trasformi in un nuovo balzello ad Aeternum e, se non raggiunge risultati, sia possibile chiudere i rubinetti>>.

vini-naturali-

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Il grande contributo di Gaja si concentra su tre punti: I° il vino italiano è quello che sposa meglio il cibo, non solo i piatti italiani ma la cucina di tutto il mondo, questo ci da un enorme vantaggio competitivo. 2° il vino italiano di alta qualità, che ha conquistato il mondo, viene dalle piccole cantina. 3° non basta saper fare ma bisogna far sapere cioè imparare a narrare.
Chiude il Ministro Maurizio Martina, in camicia senza cravatta e con le maniche rimboccate, quasi a significare che sta lavorando senza sosta << quello che è stato detto qui è fondamentale … La ricerca sulla resistenza naturale della vite e la promozione sono fondamentali. Le biotecnologie sostenibili sono il futuro …>>

Maurizio Martina

Maurizio Martina

Alla fine molti nuovi spunti e poca chiarezza sui vini naturali <<il biodinamico è del 1928, la prima legislazione sul biologico è del 1991, il trend sul vino naturale è degli anni Duemila …. >> dice Helmuth Kocher del Merano Wein Festival << se guardiamo i numeri, quanti sono i produttori di vino biodinamico nel mondo? Io ho letto che sono 600, è una piccola parte>>
E’ vero i numeri sono piccoli ma, come ha detto Gaja <<i consumatori del mondo chiedono bottiglie che hanno dentro meno manipolazioni e meno chimica>>
P.s. ringrazio Andrea Gori per aver pubblicato su Intravino video e cronaca dettagliata dell’incontro.