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I sapori tradizionali e il turismo

Come e perché la cucina tradizionale può salvaguardare l’economia, l’identità e le prospettive turistiche delle destinazioni: Siena e la terra di Siena

 

Ricette-di-Siena-crostini-neri-Fattoria-del-Colle-agriturismo

Ricette-di-Siena-crostini-neri-Fattoria-del-Colle-agriturismo

Di Donatella Cinelli Colombini

Mentre ero Assessore al Turismo del Comune di Siena, ruolo che ho ricoperti per 10 anni (2001-11), ho dedicato molta attenzione alle tradizioni gastronomiche nella convinzione che fosse necessario preservarle dal degrado turistico. Il cosiddetto inquinamento turistico accompagna i flussi dei visitatori e purtroppo erode l’identità locale in modo irreversibile. Un rischio che persino Siena, apparentemente impermeabile ad ogni contaminazione esterna, corre, al pari di ogni destinazione di grande successo.

 

RICETTARIO SENESE

Con uno staff di bravissime collaboratrici e l’aiuto esterno di Marzia Morganti Tempestini furono raccolte le ricette di tradizione orale.

Cavolo-con-le-fette-ricette-senesi-Fattoria-del Colle-Agriturismo

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Un lavoro certosino fatto di interviste nelle case di riposo e nelle Contrade. Gli artigiani del gusto ebbero un risalto particolare in un volume fotografico che, grazie alle immagini di Bruno Bruchi, dette una dignità e una nuova consapevolezza a pasticceri, fornai, frittellai, macellai, salumieri, affinatori di formaggio …. che recuperarono il ruolo di custodi di una tradizione antica ma importante.
Dolci come il panpepato o il pan cò santi raccontano, infatti, il passato di Siena meglio di un libro di storia; dove potevano cospargere i dolci di pepe nero, che nel medioevo era costoso e usato al posto del denaro, se non in un ricca città di banchieri?

 

Sorprese al museo del tartufo, vecchi amici e sculture luminose

Il territorio del Tartufo bianco delle Crete senesi ha il suo cuore nel museo  di San Giovanni d’Asso. Ora è il momento del tartufo marzuolo

Il museo è in un elegante castello del XII – XIV secolo in mattoni e bifore gotiche a cui si accede da un viale di lecci.

San Giovanni d'Asso - Museo tarufo - candelieri di Stefano Benassi

San Giovanni d'Asso - Museo tarufo - candelieri di Stefano Benassi

Entrando si sente il brivido da “principe azzurro” perché sembra di vivere una favola. Siamo a 10 km dalla Fattoria del Colle talmente vicino da poterci andare a piedi.

Ci vado ieri, in occasione della festa del Tartufo marzuolo. Per la verità a me piace il mitico tartufo bianco ma  per gustarlo bisogna aspettare novembre.

Nell’ingresso del castello ho delle piacevoli incontri: Bruno Bruchi eccellente gastronomo e superbo fotografo – ha lavorato per Kalvin Klein e per Mercedes -. Per le scale del castello trovo Annamaria Guiducci storica d’arte, coordinatrice della Pinacoteca di Siena e suo marito Gianfranco Molteni antropologo direttore del Museo della Mezzadria di Buonconvento.  Sono reduci dalla degustazione del cioccolato col tartufo – un binomio intrigante. Questa campagna toscana solitaria non è poi così solitaria!

Al Casato Prime Donne tra i vigneti di Brunello, Ardita è caduta

La bellissima siluette di travertino disegnata dall’Architetto Marco Pignattai nel 2004 e posta nei vigneti di Brunello del Casato Prime Donne è ora tristemente distesa a terra

"ardita" di Marco Pignattai - foto di Clara Melchiorre

"ardita" di Marco Pignattai - foto di Clara Melchiorre

Tale era la verosimiglianza fra l’esemplare scultoreo e quello in carne ed ossa, che molti la guardavano credendo che ci fosse veramente una vacca chianina a lavoro nel campo di fronte alla cantina. Era quello l’effetto che il giovane architetto di Montalcino aveva cercato di ottenere. La sua istallazione fa parte della “landscape art”, proposta culturale in armonia con l’ambiente e il paesaggio, che in questo caso si esprime con l’uso di materiali locali come il travertino o addirittura “storici” come l’antico aratro trascinato dalla vacca. Anche il soggetto è in armonia con la storia locale perchè le vacche hanno lavorato per secoli il terreno della Val d’Orcia.

Clara Melchiorre fotografa le opere d’arte lungo il percorso delle Prime Donne

In attesa della premiazione del ‘Casato Prime Donne’, 2011 prevista a Montalcino il prossimo 17 settembre, andiamo nei vigneti di Brunello che finanziano il Premio per vedere le opere d’arte istallate negli anni scorsi accanto alle dediche delle vincitrici.Nella campagna protetta dal riconoscimento Unesco, la ‘Land Art’, una delle forme artistiche più rivoluzionarie, si confronta col terreno agricolo.La cultura locale e il paesaggio riletti con gli occhi degli artisti contemporanei...

Ecco la squadra dei vincitori del Premio Casato Prime Donne 2010

Il Premio, unico per valorizzare lo studio e la divulgazione del territorio montalcinese verrà consegnato sabato 18 settembre a Montalcino (Siena) a  Mara Amorevoli, Rossana Vesnaver, Francesco Alberti,  Denis Pantini e Paolo Bono. All’astronauta Samantha Cristoforetti  il “Casato Prime Donne” 2010.La patria del Brunello, ha dunque scelto come personaggio femminile più emblematico del 2010, uno dei primi piloti donna dell’aeronautica militare e la sola astronauta donna europea scelta fra 8.500 candidati dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Samantha Cristoforetti. Una scelta che arriva dalla terra del tradizionalismo, le colline del Brunello a Montalcino (Siena), dove ogni anno viene assegnano il Premio “Casato...

La dedica dell’astronauta Samantha Cristoforetti premio “Prima Donna” 2010 inneggia al coraggio e invita al sorriso

Arte e passione, terra e spazio si incontrano nei vigneti di Montalcino La dedica dell’astronauta Samantha Cristoforetti premio “Prima Donna” 2010 inneggia al coraggio e invita al sorrisoRimarrà per sempre nei vigneti del Brunello insieme alla statua dell’antica “Vignaiola” di Michael Austin Latka. Il passato e presente della storia femminile si incontrano fra i filari. ...

A Montalcino il Premio Casato Prime Donne è un museo all’aria aperta. Land Art tra i filari di Brunello di Montalcino

[caption id="" align="alignleft" width="160" caption="La vignaiola di Michael Austin Latka istallata tra i filari di Brunello in occasione del Premio Casato Prime Donne a Montalcino (Siena)"][/caption]La vignaiola di Michael Austin Latka istallata tra i filari di Brunello in occasione del Premio Casato Prime Donne il 18 settembre 2010 a Montalcino (Siena). L’opera in travertino, fa parte di una nuova proposta culturale “artistically correct” cioè compatibile con l’ambiente per materiali e soggetto.Il Premio “Casato Prime Donne”, che ogni anno viene assegnato al personaggio femminile più emblematico e ai migliori contributi...