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ROSA DI TETTO IGT Toscana Rosato 2019

Il rosato è il vino di tendenza nel nuovo millennio. Cresce l’apprezzamento dei consumatori e con esso la richiesta di vini sempre più ricchi di personalità, finezza e qualità

 

Rosa di Tetto 2019 IGT Toscana - Donatella Cinelli Colombini

Rosa di Tetto 2019 IGT Toscana – Donatella Cinelli Colombini

Una ricerca che, alla Fattoria del Colle, parte dall’uva di Sangiovese e dalle sue specificità come il particolarissimo profumo di viola mammola che, nel Rosa di Tetto, si mescola a quella di mela e ciliege.
I vigneti BIO sono coltivati a mano con cura maniacale, le uve sono vendemmiate a mano, vinificate, affinate sotto l’occhio vigile delle tre enologhe dell’azienda Barbara, Sabrina e Giada. Danno origine a piccole serie di “family wines”, cioè vini di fattoria. In questo caso si tratta di solo 2.000 bottiglie, piccoli gioielli destinati a clienti wine lover.
La Fattoria del Colle ha iniziato a produrre rosato oltre trenta anni fa con il nome “Acqua di Tetto”. Nel 1998, quando Donatella ricevette la proprietà dal padre Fausto Cinelli, decise di cambiare il suo nome in Rosa di Tetto e mettendo in etichetta i fiori dell’antichissima rosa rampicante che sale sulla facciata della villa cinquecentesca della fattoria.

Rosa di Tetto 2019 IGT Toscana - Donatella Cinelli Colombini

Rosa di Tetto 2019 IGT Toscana – Donatella Cinelli Colombini

La vendemmia 2019 è considerata qualitativamente la migliore degli ultimi 50 anni. E’ stata abbondante e con delle uve mai viste prima. Per questo è stato deciso di iniziare, proprio nel 2019, l’innovamento stilistico del rosato “Acqua di Tetto” puntando su una tipologia più complessa, importante e strutturata, dove l’impronta del Sangiovese fosse ben percepibile. Un vino da bere “a tutto pasto”.

 

DESCRIZIONE DEL ROSA DI TETTO IGT 2019

TIPOLOGIA: rosato
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Trequanda, Fattoria del Colle, Vigneto Cenerentola.
CLASSIFICAZIONE: IGT Toscana Rosato
CARATTERI DELL’ANNATA: inverno mite e arido. In estate le giornate calde sono state intercalate da grandi perturbazioni sono state registrate forti escursioni termiche fra la notte e il giorno a favorire la sintesi dei profumi.

Acciughe sotto pesto come le faceva Nunziatina

Un antico piatto povero delle campagne toscane diventa un antipasto moderno di straordinario se le acciughe sotto pesto sono fatte a regola d’arte

Acciughe sotto pesto

Acciughe sotto pesto merenda di Montalcino

di Donatella Cinelli Colombini

Annunziata Ferretti detta Nunziatina è stata una presenza importante nella mia infanzia e nelle mie merende di Montalcino. Le sue acciughe sotto pesto erano leggendarie.
Le sceglieva una per una, con la tipica cura di chi è abituato a una vita difficile. Le dissalava nell’acqua e aceto e poi le diliscava. Nel suo battuto c’era tanto prezzemolo e poco aglio ma tutto veniva dall’orto, il prezzemolo era freschissimo così come le reste d’aglio appese sotto una parata di lamiera, avevano spicchi più piccoli di quelli attuali e un odore diverso.

pesto per le acciughe

acciugne sotto pesto: il pesto

PREPARAZIONE DELLE ACCIUGHE SOTTO PESTO

Nunziatina tritava aglio e prezzemolo con la mezzaluna rimandando al centro il pesto con le dita storte dall’ artrite e poi prendeva una coppetta di maiolica bianca con una striscia gialla sul bordo superiore e vi metteva uno strato di acciughe, un cucchiaio di pesto e li copriva con l’olio extravergine, uno strato di acciughe, un cucchiaio di pesto e l’olio …. Così fino a riempire la coppetta.

Il rosè 2014 di Donatella ha il profumo della primavera 

La fresca estate 2014 ha donato una ricca aromaticità  e uno stile più francese che italiano al Rosa di Tetto IGT 2014 della Fattoria del Colle

Rosa di Tetto IGT Toscana 2014

Rosa di Tetto IGT Toscana 2014

Di Donatella Cinelli Colombini

I caratteri quasi “nordici” sono evidenti nel colore rosa antico, nella freschezza del gusto e soprattutto nei profumi che richiamano la mela verde e i fiori primaverili. Caratteri particolarmente adatti a un vino da bere nelle serate d’estate durante il pasto ma anche dopo.

Il Rosa di Tetto proviene dai vigneti di Sangiovese della Fattoria del Colle che sono coltivati biologicamente, senza uso di pesticidi e con un lavoro di potature, diradamenti, sfogliature …. manuali. Anche la vendemmia è fatta a mano con la scelta dei grappoli nella vigna e, successivamente, degli acini migliori in cantina.
Rosa di tetto prende il suo nome dalle piante rampicanti visibili sulle facciate della villa e della cappella della Fattoria del Colle. Si tratta di rose centenarie che tendono a salire e infilarsi sotto le tegole del tetto.

Rosa di tetto, quasi una pink panter per Donatella

Rosato che passione! Ormai è una vera moda, con eventi, concorsi, degustazioni e una moltiplicazione di etichette. Ma “Rosa di tetto” ha precorso i tempi

Rosa di tetto Rosato fattoria del Colle di Trequanda

Rosa di Tetto IGT 2012 Fattoria del Colle

La Fattoria del Colle produce il rosato “Rosa di tetto” da decine d’anni con l’uva di Sangiovese dei suoi vigneti più freschi. Ne esce un vino strutturato di colore rosa antico – buccia di cipolla e di notevole sapidità per cui accompagna magnificamente pasti di pesce e di carne dal sapore delicato. Insomma un vino con struttura potente ma gusto morbido come una pink panter!
Nella zona della fattoria del Colle, nel Sud della Toscana, la vendemmia 2012 è classificata 5 stelle, cioè raggiunge i massimi livelli qualitativi. Si è trattato di una vendemmia strana. Durante l’estate le viti hanno sofferto caldo e sete ma dopo le piogge dei primi di settembre, l’uva si è trasformata in un capolavoro. Pochi grappoli con acini piccoli e ricchissimi di sostanze nobili.
Quella del 2012è stata la vendemmia più povera d’uva a memoria d’uomo ma anche una delle migliori.

Baccalà alla fratina una ricetta di Trequanda in Toscana

Il baccalà è proprio adatto alla quaresima anche se un tempo era un pesce da poveri mentre oggi è una prelibatezza da ricchi, questa è un’antica ricetta toscana

Di Donatella Cineli Colombini

Baccalà alla fratina 8 - baccalà aggiunto al pomodoro

Baccalà alla fratina di Trequanda

Nella campagna toscana il baccalà era, insieme alle acciughe, l’unico pesce disponibile e il re dei giorni di vigilia.

UN PICCOLO INGANNO

Le massaie avevano imparato a cucinarlo con grandi intingoli per cui, anche se nel piatto arrivava solo un pezzettino di baccalà, il saporitissimo sugo intinto nel pane permetteva di saziarsi a puntino. Nessuno ricorda il motivo dello strano nome di questa ricetta anche se i frati da cerca erano una presenza consueta nelle fattorie e nelle case del contado per cui possiamo pensare all’esistenza di piatti studiati apposta per onorarli. Alla Fattoria del Colle c’è addirittura una camera chiamata “monache” predisposta per ospitare questi religiosi di passaggio e messa in una posizione che consente di uscire all’aperto senza passare dalla cucina e dalla dispensa. Non era infrequente infatti che i frati da cerca fossero degli impostori che tentavano di introdursi nei magazzini per fare razzia di cibarie era dunque indispensabile prendere delle precauzioni.