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OFFERTA: CONFRONTA LE DUE VERSIONI DI BRUNELLO 2019

Ricevi a casa tua una proposta che include 3 bottiglie di Brunello 2019 e 3 bottiglie di Brunello Prime Donne 2019 a €279,00

NOTIZIE SULL’ANNATA 2019

Questa vendemmia ha due caratteristiche sorprendenti: il giorno della raccolta le viti erano ancora in vegetazione, circostanza inconsueta che avvenne anche nel 2010. Come in quell’annata magica, l’uva era eccellente e abbondante. Una caratteristica sempre più frequente con il nuovo clima in cui le viti trovano l’equilibrio con un numero di grappoli superiore al passato, ma attenendoci ad una produzione per ettaro di 60ql. Il Brunello di Montalcino 2019 Biologico del Casato Prime Donne festeggia gli effetti del nuovo clima che ha premiato soprattutto le zone più fresche del Brunello. La zona Nord della collina di Montalcino, dove si trova il Casato Prime Donne, è sempre stata considerata il versante più umido e meno assolato. Circostanza che un tempo era una disgrazia e ora è una fortuna perché, insieme alla ricchezza di argilla che rende il terreno freddo, permette una maturazione graduale dell’uva anche nelle attuali estati calde.

Brunello di Montalcino 2019 e Brunello di Montalcino Prime Donne 2019

Brunello di Montalcino 2019 e Brunello di Montalcino Prime Donne 2019

LA DIFFERENZA FRA BRUNELLO E BRUNELLO PRIME DONNE

Il Brunello ed il Brunello Prime Donne nascono nella prima cantina italiana con un organico interamente femminile. Il Brunello Prime Donne però è il primo rosso a lungo invecchiamento creato per consumatrici donne. Ogni anno 4 super esperte assaggiano tutto il Brunello di Donatella Cinelli Colombini e scelgono le botti o i tonneaux in cui maturalo oltre all’assemblaggio finale. Sono le Master of Wine, Rosemary George e Madeleine Stenwreth, l’enotecaria Astrid Schwarz e la Sommelier Daniela Scrobogna. In base alle loro decisioni le enologhe di Donatella Cinelli Colombini realizzano il Brunello Prime Donne che, generalmente è quello più strutturato e viene prodotto solo nelle migliori vendemmie.

I RATINGS DELLE DUE VERSIONI PARLANO CHIARO

Aspettando Vinitaly 2019

Qualche anticipazione e qualche curiosità sul programma di Vinitaly 2019 a cui partecipo in veste di produttrice, wine blogger e presidente delle Donne del vino

aspettando-Vinitaly-2019

aspettando-Vinitaly-2019

Di Donatella Cinelli Colombini

Il mio Vinitaly comincia la sera della vigilia con lo show dinner dedicato a Leonardo da Vinci a 500 anni dalla sua morte. Un omaggio ai valori dell’innovazione, tecnologia e la cultura che hanno fatto grande Vinitaly e l’Italia nel mondo. Primo incontro con gli amici di Veronafiere: il presidente Maurizio Danese, il DG Giovanni Mantovani, il genio tranquillo che dirige Vinitaly Gianni Bruno, la vulcanica Stevie Kim …. Una grande squadra che passa da un successo all’altro.

VINITALY 2019 LO STAND DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI E’ AL PADIGLIONE 6 D4

Lo stand aziendale, troppo piccolo per le nostre attuali necessità, è nel padiglione 6 (D4) fra il Friuli Venezia Giulia e l’Alto Adige. Una posizione anomala ma che non è mai cambiata nei 20 anni di storia dell’azienda mentre la fiera cresceva e si modificava. Importatori e clienti sanno che siamo li e questo ci impone di tenere una posizione che indubbiamente sembra stravagante.
Per noi si prospetta un Vinitaly all’insegna della continuità: esportiamo in 39 Paesi, siamo contenti dei nostri buyer e i nostri vini piacciono. Tuttavia ogni Vinitaly promette nuove opportunità e per noi arriveranno fino dal primo giorno quando mi aspettano la foto celebrativa della Guida di Repubblica DIWINE storie di donne e di terre da amare insieme al curatore Giuseppe Cerasa e nel pomeriggio due degustazioni importanti anche se molto diverse.

aspettando-Vinitaly-2019

aspettando-Vinitaly-2019

DEGUSTAZIONI STRAORDINARIE GUIDATE DA ATTILIO SCIENZA E IAN D’AGATA

La prima è sui “Figli del Sangiovese” fra i quali il Professor Attilio Scienza, più celebrato dovente di viticultura in Italia, ha messo il Foglia Tonda e per questo farà assaggiare Cenerentola, Doc Orcia 2016 a base di Sangiovese e Foglia Tonda.
La seconda (ore 15 sala Tulipano) è proposta dalle Donne del Vino e guidata da Ian D’Agata Senior Editor Vinous, autore di “Native Wine Grapes of Italy” unico libro scritto da un italiano ad avere vinto il premio Louis Roederer International Wine Awards Book of the Year.

Si tratta di una degustazione rivoluzionaria e capace di mostrare lo straordinario contributo di valori, creatività e talento apportato dalla nuova generazione dell’enologia italiana. Vini di professioniste sotto i 40 anni di età, nati in zone molto diverse d’Italia, mostrano le scelte coraggiose di giovani donne che, con la loro vicenda personale e le loro scelte enologiche, stanno puntando veramente in alto. Alcuni di questi vini hanno già raggiunto il successo, altri stanno creando delle autentiche tendenze e in certi casi sono delle sorprendenti rivelazioni.

2018 finisce, inizia un 2019 pieno di promesse, auguri!

Decisamente un anno diverso dagli altri. Il 2018 sarà nei miei ricordi per le vertigini, i viaggi, i successi, gli anniversari e gli amici che sono morti

Bordeaux-Donatella-Cinelli-Colombini

2018-Bordeaux-Donatella-Cinelli-Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Auguri per un bellissimo 2019 pieno di affetto e di belle realizzazioni.

Qui vi racconto il mio 2018. Era iniziato alla grande con due eventi delle Donne del Vino a Roma, alla Camera dei Deputati e a Firenze in Palazzo Vecchio.

2018 DONNE DEL VINO

La celebrazione dei 30 anni dell’associazione sono proseguiti a Vinitaly e sono finiti a Matera con la prima convention internazionale del vino al femminile. Esperienza quest’ultima che ha reso consapevoli, noi Donne del Vino italiane, di essere l’organizzazione più grande e organizzata del mondo. Quella che realizza iniziative più importanti come le due degustazioni con Ian D’Agata a Verona e Barolo, che hanno acceso i riflettori sui vigneti storici italiani e la necessità di preservarli per produrre vini di complessità e personalità ineguagliabili. Il 2018 è stato anche l’anno della guida D-News – storie di donne e di vini da amare – realizzata da Repubblica e del periodico D-News supplemento del Corriere del Vino. Un anno vissuto alla grande, che è stato

vINITALY-2018-GUIDA-D-WINE-REPUBBLICA

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funestato da un episodio tragico: l’assassinio di Donatella Briosi uccisa dall’ex marito il 13 giugno. Il suo femminicidio che ha segnato tutta l’attività associativa. Ecco che il Premio Personaggio dell’anno 2018 è andato a Matilde D’Errico giornalista RAI da sempre impegnata a contrastare la violenza sulle donne e sono stati raccolti 16.000€ poi donati a due associazioni del Friuli VG particolarmente attive nel contrasto ai femminicidi.

2018 TOSCANA LOVERS, FATTORIA DEL COLLE, CASATO PRIME DONNE

Anche in azienda è stato un anno importante con l’apertura del terzo negozio

Donne-del-vino-30-anni-festa-a-Firenze-Massimo Giletti

2018-Donne-del-vino-30-anni-festa-a-Firenze-Massimo Giletti

Toscana Lovers – boutique del miglior artigianato toscano – a Cortona e la ricostruzione dell’antico Fienile. Il primo, con un’autentica corsa con il tempo, è stato aperto a Pasqua. Il secondo nonostante un attentissimo coordinamento del cantiere era pronto solo il 22 ottobre a stagione turistica finita, perché l’Enel ha impiegato sei mesi a erogarci l’energia elettrica. Intanto nasceva l’orto antico con 80 varietà vegetali rare e il giardino delle tartarughe di terra. Ora la fattoria del Colle è diventata una wine destination, la prima in Italia con 5 attività di animazione permanenti per tutta la stagione turistica. Il Casato Prime Donne, a Montalcino, continua l’avvicendamento dei vigneti e, da quest’anno, può contare sui consigli degli agronomi per vigneto forse più famosi del mondo: Claude e Lydia Bourguignon, gli stessi che seguono i vigneti di Romanée Conti.
La vendemmia è stata qualitativamente eccellente anche se scarsetta e promette vini longevi e di grande finezza. Il settore commerciale ha toccato un nuovo obiettivo: esportiamo in 39 Paesi esteri. Questo ha significato una moltiplicazione dei viaggi miei e di Violante.

Vinitaly, Donne del vino, Ian D’Agata, vigne storiche

e Donne del Vino presentano i vini ottenuti dai loro vigneti storici a Vinitaly nella degustazione guidata da Ian D’Agata che diventa una pietra miliare

Donne-de-Vino-degustazione-Vinitaly-vini-da-vigneti-storici

Donne-de-Vino-degustazione-Vinitaly-vini-da-vigneti-storici

Un Vinitaly con grandi messaggi quello delle Donne del vino che, nel 2018 festeggiano il loro trentennale. Il primo evento, domenica 15 aprile alle 15 nella sala tulipano è dedicato ai vini ottenuti da vigneti ottuagenari.
La complessità conferita al vino dalle viti antiche vale più del loro calo produttivo? Fin ora, la logica del reimpianto, ha privilegiato le maggiori quantità d’uva dei vigneti giovani a scapito della complessità e finezza, al timbro unico e distintivo trasmesso al vino dalle viti molto vecchie. Una strategia su cui vale la pena riflettere e per questo le Donne del Vino hanno organizzato a Vinitaly una degustazione che diventerà una pietra miliare nella comprensione del potenziale qualitativo del vigneto italiano.

Donne-de-vino-con-Ian-D'Agata

Donne-de-vino-con-Ian-D’Agata

Una degustazione di straordinario interesse di 10 vini provenienti da sei regioni diverse e guidata da uno dei massimi wine critics del mondo: Ian D’Agata autore del pluripremiato volume Native Wine Grapes of Italy. I vini, provenienti da vigneti, in gran parte, ottuagenari o addirittura più vecchi, offrono una panoramica ampia della ricchezza e della biodiversità del patrimonio viticolo italiano.
Un approccio visionario a cui la presidente delle Donne del Vino, Donatella Cinelli Colombini, ha voluto dare il significato di una riflessione sui vantaggi del restauro del vigneto storico italiano e sulla diffusione delle pratiche capaci di allungare la vita delle piante. Un approccio rivoluzionario rispetto alla pratica dei reimpianti frequenti applicata in modo massiccio negli ultimi 50 anni, pratica che presenta indubbi vantaggi produttivi ma priva i vini del timbro unico che ricevono da viti molto vecchie.

Vitigni autoctoni diffidate dalle imitazioni

I vitigni autoctoni cominciano a globalizzarsi. Bisogna puntare su quelli rari: i vini sono difficili da produrre ma attraggono i turisti e hanno prezzi alti

Donatella-Cinelli-Colombini-Foglia-Tonda

Donatella-Cinelli-Colombini-Foglia-Tonda

Di Donatella Cinelli Colombini, Doc Orcia, Cenerentola

Non c’è tempo da perdere; bisogna valorizzare i vitigni autoctoni rari che sono coltivati solo nel loro luogo di origine. In Australia cominciano a produrre Nero d’Avola, Vermentino, Fiano, Arneis, Dolcetto, Sagrantino e Teroldego. Le chiamano varietà alternative cioè non internazionali come sono invece Merlot, Cabernet e Chardonnay. In realtà si tratta di un primo passo verso la globalizzazione dei maggiori vitigni autoctoni italiani che rischiano di perdere la loro caratteristica identitaria come prima è successo al Syrah – Shiraz, oppure al Prosecco.
Non si tratta di un problema piccolo. Infatti l’Australia è un “market driven” cioè indirizza la produzione in base alle vendite, come gli USA che, tuttavia, a causa della dimensione del Paese ha dinamiche più lente. La svolta australiana verso i vitigni autoctoni abbandonando i “soliti noti” così come verso un maggiore collegamento fra vini e territori di origine, deve suonare, per noi, come un’opportunità e insieme come campanello di allarme. Significa che i consumatori

Uvalino-Cascina-Castlet-Mariuccia-Borio

Uvalino-Cascina-Castlet-Mariuccia-Borio

chiedono qualcosa di diverso e di più originario. Per le cantine italiane la cosa è estremamente favorevole, siamo infatti il Paese con il maggior numero di vitigni autoctoni al mondo e siamo fra quelli che hanno costruito la piramide qualitativa sull’origine dell’uva, IGT, DOC e DOCG. Un’opportunità che contiene anche una minaccia perché, come abbiamo visto, c’è già chi pianta vitigni autoctoni italiani e forse riuscirà anche a produrre degli ottimi vini.
Ma cosa possiamo fare di fronte a colossi stranieri di enorme forza commerciale come Yellow Tail, Hardys, Lindemans oppure Jacobs Creek, per parlare solo dei grandi player australiani?

Vinitaly e vitigni autoctoni che saranno famosi

Mai sentito parlare di vitigni orseleta, uvalino, canaiolo bianco, catalanesca, asprinio, minutolo, nascetta? Grazie alle Donne del Vino saranno famosi

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

Questi sono solo alcuni dei vitigni rari che le Donne del Vino stanno coltivando e fanno assaggiare a Vinitaly 2017 in due degustazioni che rimarranno memorabili. Nelle schede dei vini il racconto di un lavoro tenace, durato per anni e spesso solitario, per salvare i vitigni dall’estinzione.
Da vere “madri adottive” le cantine delle Donne del vino hanno sperimentato e spesso trovato i sistemi di allevamento, vinificazione e maturazione, capaci di valorizzare il potenziale enologico di queste viti quasi scomparse. Alla fine hanno avuto il coraggio di fare vini con questi vitigni autoctoni rari in purezza. Una sfida coraggiosa, visionaria, pazzesca … ma piena di amore.
Ian D’Agata guida i due assaggi di Vinitaly di fronte a 60 membri della VIA – Vinitaly 17800384_10210591780048904_4735420762165480295_nInternational Academy e ad 80 buyer e giornalisti invitati dalla fiera veronese (9 aprile ore 15-17,30 Sala Tulipano). Proprio per adattarsi a questo pubblico internazionale entrambe le degustazioni sono solo in inglese.
VIA– VINITALY INTERNATIONAL ACADEMY
VIA è un autentico gioiello: riunisce super – opinion makers già molto noti nei loro Paesi di origine come Master of Wine e Master Sommelier, che vengono formati per diventare ambasciatori del vino italiano nel mercati più importanti del mondo. Il direttore scientifico Vinitaly International Academy è Ian D’agata, senior editor di Vinous, autore di “Native Wine Grapes of Italy”, unico libro scritto da un italiano ad avere vinto il premio Louis Roederer International Wine Awards Book of the Year.
Ian D’Agata è il vero eroe dell’ “operazione autoctoni rari” delle Donne del Vino. Nei due mesi passati, il giornalista italo-canadese ha saputo rendere persino divertente la lunga preparazione dei due eventi. Quando gli ho scritto <<Ian abbiamo troppi vini le Donne del Vino si sono scatenate e hanno aderito in massa alla nostra richiesta>> lui mi ha risposto << donne scatenate, sono il mio sogno!>> oppure quando Vinitaly ci ha concesso mezz’ora in più per la degustazione del 9 aprile e quindi la lista ristretta che gli avevo chiesto non serviva più <<ma come … con tutta la fatica che ho fatto per selezionare … se ti acchiappo!>>.

Vinitaly delle Donne del vino

Donne del Vino a Vinitaly 2017: scelta coraggiosa che punta sulla difesa dei vitigni italiani e particolarmente su quelli più rari e quasi estinti

Donatella-Cinelli-Colombini-Violante-Gardini-Vinitaly-delle-Donne

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Le prime due donne siamo io e Violante, il nostro stand è al Padiglione 6 D4. Da noi potrete assaggiare dei meravigliori Brunello 2012 di purissimo Sangiovese – vitigno autoctono non raro ma prelibato. Per chi ama anche il sigaro martedì alle 16 degustazione del nostro Passito di Traminer e del Chianti Classico “Mauro” dell’Agricola Tamburini con il sigaro nello stand degli amici del Toscano fra i padiglioni 7 e 8. Non mancate è a numero chiuso!

Vinitaly-degustazione-Donne-del-Vino-vini-da-vitigni-autoctoni-raril

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DONNE DEL VINO

Un’azione che vedrà protagoniste la maggior parte delle Donne del Vino produttrici e si riassume nella parola autoctono. <<Durante Vinitaly 2017 i vitigni italiani saranno protagonisti di sei iniziative legate dallo stesso tema e principalmente la degustazione di  vini ottenuti da viti autoctone di cui esistono meno di 50 ettari di vigneto>> ha spiegato la presidente Donatella Cinelli Colombini facendo riferimento alle tre degustazioni dedicate a Falanghina, vitigni toscani complementari del Chianti, Brunello oltre che alla distribuzione di viti pugliesi e alla carta dei vini della cena evento che concluderà Vinitaly.

Collisioni: il debutto rock della Doc Orcia

Le Langhe nella loro più abbagliante bellezza fanno da cornice a Collisioni: musica, vino, cultura in una girandola di incontri al top

Collisioni-Orcia-doc-DonatellaCinelliColombini-e-Violante

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di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle

Concerti di Elton John, Mika, Modà, Marco Mengoni, Niccolò Fabi, Negramaro. Oltre centomila persone ogni sera per un’operazione culturale senza eguali in Italia che letteralmente rivoluziona la tranquilla vita di Barolo. Il centro storico chiuso al traffico e i parcheggi iniziano a molti chilometri di distanza e sono allestiti in campi illuminati da cellule fotoelettriche. Da li si arriva in paese con i bus. Anche l’antico borgo è trasformato con i palchi dei talk show nelle piazze e gli stand gastronomici nelle strade. Ma non pensate a uno stile “fiera paesana” qui tutto è al massimo e persino il ristorante sotto i gazebo è gestito dallo chef Massimo  con due stelle Michelin Massimo Camia.

Collissioni

Collissioni

Ma non solo musica! Ci sono poi incontri con personalità della cultura prima fra tutti il Premio Nobel Svetlana Aleksievic e poi una raffica di opportunità capaci di aprire il cuore e la mente. Sul palco Wine&Food arrivano le contaminazioni: gli scrittori Richard Ford e Michel Houllebecq, il regista Aton Egoyan, gli intellettuali Corrado Augias, Beppe Severgnini, i cantanti Francesco Guccini, Emma, Loredana Bertè, Ron, Alessandra Amoroso, Noemi, Francesco Renga, Nek, Ligabue, … e persino politici come il Ministro Maurizio Martina.

Le bottiglie pesanti danno immagine o danno all’ambiente?

Dieci anni fa usare bottiglie pesanti era un elemento di distinzione oggi fa sembrare la cantina poco rispettosa dell’ambiente. E’ l’ora di cambiare?

riciclo vetro

riciclo vetro

Di Donatella Cinelli Colombini  Brunello Casato Prime Donne

Più grande e visibile sullo scaffale, più costosa e ben fatta, un tempo la bottiglia pesante era un complemento quasi indispensabile dei vini di lusso come il tappo lungo che richiedeva un vero esercizio fisico per essere estratto.
Poi la maggiore sensibilità all’ambiente ha spinto tutti a riflettere su questa scelta. Infatti, benché il vetro sia fra i prodotti più riciclabili e riciclati, richiede comunque una bella dose di energia per essere fuso mescolato e rimodellato in nuovi oggetti. Per questo i mercati dove i consumatori sono più attenti all’ambiente storcono il naso di fronte alle splendide bottiglie pesanti.

Wine2wine 2015 con le novità del prossimo Vinitaly

2.000 partecipanti 42 convegni in due giorni intensissimi che i giovani del vino hanno vissuto come un super master. Le novità del Vinitaly 2016 con il 50° anno

Bollino del Concorso 5 stars wines di Vinitaly 2015

Bollino del Concorso 5 stars wines di Vinitaly 2016

Donatella Cinelli Colombini, Brunello

Un successone per Wine2Wwine che sta affermando un nuovo modo di fare convegnistica con interventi brevi e in certi casi addirittura telegrafici (5 minuti) e una straordinaria quantità di contenuti utili. Un metodo che i giovani hanno apprezzato molto accorrendo in massa all’evento e stipandosi nelle conferenze dedicate ai brand ambassador o export manager, alla comunicazione digitale e le nuove tendenze.

Wine2wine Wine Ambassador di Vinitaly Academy

Wine2wine Wine Ambassador di Vinitaly Academy

Insomma Stevie Kim e Ian D’Agata hanno vinto la scommessa e stanno trasformando Wine2Wine in uno straordinario strumento di crescita culturale e aggiornamento del mondo del vino. Anche Vinitaly Academy sta andando a gonfie vele e fra i partecipanti ci sono persino dei Master of Wine. La cosa che mi entusiasma in questo gruppo di Ambassador, super esperti del vino italiano è la presenza di tantissime donne.

Ischia vintage appassionatamente

L’isola delle acque calde diventa quella delle piccole eccellenze enologiche con Ischia Vintage, curato da Ian D’Agata e destinato a un pubblico esclusivo 

Matilde Poggi, Marianna Mura, Antonio Ciccarelli, i coniugi Albanesi, Donatella Cinelli Colombini Ian D'Agata e Ampelio Bucci

Matilde Poggi, Marianna Mura, Antonio Ciccarelli, i coniugi Albanesi, Donatella Cinelli Colombini Ian D’Agata e Ampelio Bucci

Di Donatella Cinelli Colombini

Io e mio marito Carlo arriviamo a Ischia invitati da Ian D’Agata. E’ una situazione strana, in genere sono i produttori a invitare i giornalisti e non il contrario. Ian è un personaggio anticonformista anche da altri punti di vista. Conosce vini e produttori in modo enciclopedico ma i suoi giudizi sono spesso fuori dal coro, ha il coraggio delle grandi sfide come il libro The native Wine Grape of Italy sui vitigni autoctoni, il festival Contaminazioni che ha ringiovanito l’immagine dei vini piemontesi, oppure Vinitaly International dove ha trovato in Stevie Kim qualcuno che è addirittura più innovativo di lui. Insomma Ian è uno che cerca sempre nuove frontiere e infatti gli invitati a Ischia Vintage non sono “i soliti noti” bensì cantine in grado di sorprendere.

Ischia Vintage la sala da degustazione

Ischia Vintage la sala da degustazione

Produttori bravissimi come Ampelio Bucci il più grande interprete del Verdicchio, Marianna Mura con il suo straordinario Vermentino, Fausto Albanesi che a Torre dei Beati produce uno strepitoso Montepulciano d’Abruzzo. C’era anche Antonio Ciccarelli dell’Agenzia Marc de Grazia che ci ha fatto assaggiare una sorprendente  Gran Cuvée Spumante Brut Gini. Marc de Grazia non è un importatore come gli altri ma un vero talent scout che ha valorizzato Langa Inn – Barolo Boys, le piccole cantine irpine e più di recente i vini dell’Etna. Accanto a noi Matilde Poggi presidente FIVI Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti di cui anch’io faccio parte.

Il Rosso di Montalcino rivaleggia con il Brunello?

Il mio è definito un mini Brunello, altri hanno sex appeal, moltissimi mostrano una finezza di aromi e sapori che fino 15 anni fa sarebbero stati impensabili

Rosso di Montalcino 2012 Donatella Cinelli Colombini - Decanter

Rosso di Montalcino 2012 Donatella Cinelli Colombini – Decanter

Di Donatella Cinelli Colombini

Ecco il nuovo Rosso di Montalcino che scala velocemente il podio del fratello maggiore Brunello.
Il problema di questo vino è che ognuna delle 208 cantine di Montalcino lo interpreta in modo diverso con il risultato che manca un profilo distintivo e complessivo capace di farlo emergere nel mercato. C’è chi fa un baby Brunello e chi invece lo considera un vino di serie B in cui usare le sue uve meno promettenti. Chi lo produce dalle vigne giovani e chi dalle zone più calde.
Sta di fatto che, a differenza di tutti gli altri distretti enologici del mondo, Montalcino produce molto più vino di punta che vino di base: 9 milioni di bottiglie di Brunello, 4 di Rosso di Montalcino e meno di uno di Sant’Antimo. Una piramide rovesciata che sbalordisce gli esperti di marketing e fotografa invece la vocazione all’eccellenza che contraddistingue tutte le cantine ilcinesi. In realtà la ragione che spinge i produttori verso la produzione del Brunello non è enologica bensì economica, perché la denominazione maggiore è più remunerativa.

Un super portale del vino con Antonio Galloni e Ian D’Agata

Grande notizia: Vinous diventa grandissimo sommando 2 super esperti di vino e 2 importanti organi di stampa: Iternational Wine Cellar -Tanzer e Vinousmedia

Antonio Galloni con vino e tartufi

Antonio Galloni con vino e tartufi

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

E’ l’anno d’oro per Ian D’Agata che, ha rivoluzionato Vinitaly insieme a Stevie Kim e miete successi con il suo libro Native Wine Grapes of Italy edito dall’University of California Press. Un repertorio che è ormai considerato, a livello internazionale, la migliore fonte sui vitigni autoctoni italiani. Ora arriva la ciliegina sulla torta: la fusione fra Vinousmedia e International Wine Cellar – Stephan Tanzer con cui collabora Ian. Quest’ultima redazione migrerà, con staff e abbonati, nella struttura di Antonio Galloni il bravissimo wine writer che, fino a tre anni fa, assaggiava i vini italiani per Wine Advocate di Robert Parker Jr.
La notizia dell’acquisto da parte di Vinous arriva con le immagini TV di Bloomberg. Un Antonio Galloni raggiante spiega la sua filosofia: occuparsi, con la stessa attenzione, dei grandissimi vini e delle bottiglie buone ma economiche per dare un’indicazione utile ai consumatori sul rapporto qualità prezzo. Uauuuuu!!!! Questa si che è una rivoluzione!

Ma c’è di più, Vinous contiene giudizi sui vini ma anche storie, video, eventi … pubblicando nuovi contributi cinque volte la settimana. Quando gli intervistatori gli domandano come si finanzierà <<venderete vino?>> lui risponde <<no venderemo notizie>>. Segue una domanda ancora più insidiosa su dove si colloca Vinous nel già affollato panorama dei wine critics, ma Antonio sorride sicuro <<saranno i lettori a decidere chi seguire>>. 

Ian D’Agata il super- degustatore friendly

Competentissimo, poliglotta, eclettico e generoso … è il primo di una nuova generazione di wine writer capaci di conciliare localismo e internazionalità

Violante Gardini Cinellicolombini Jr e Ian D'Agata

Violante Gardini Cinellicolombini Jr e Ian D'Agata

Di Donatella Cinelli Colombini

Ho incontrato la prima volta Ian D’Agata a Vinitaly durante una cena del Comitato Grandi Cru  che poi lo premiò come miglior giovane giornalista. In quegli anni ero l’assessore al turismo a Siena e passavo le giornate sepolta dalle scartoffie. Di quel giovane, seduto al mio tavolo, sapevo solo il nome mentre tutti gli altri produttori lo conoscevano bene. Per me era una situazione nuova. Cavolo, pensai, ma che mi succede? Reagii seguendo le notizie di Ian nella stampa specializzata. Ne ho trovate una quantità enorme perché D’Agata scrive per l’International Wine Cellar (IWC) di Stephen Tanzer, la rivista inglese Decanter, il quotidiano francese “Figaro” e per un’infinità di testate importanti. E non basta, insegna anche alla New York University.

E’ il paladino dei vitigni autoctoni, anche minori, su cui sta scrivendo un’opera

Ian D'agata Stevie Kim

Ian D'agata Stevie Kim

monumentale, a Montalcino è fra i sostenitori della zonazione del Brunello. Ha una conoscenza impressionante dei vini italiani e di Bordeaux dove ha visitato migliaia di cantine per farsi un’idea diretta di ogni singolo terroir e ogni singolo produttore. Anche in questo è diverso dalla maggior parte dei giornalisti.
<<Incredibile>> pensai <<E’ un pezzo da novanta e non se la tira per niente, parla poco, incoraggia tutti, è gentile, sorride ….>> atteggiamenti anomali in un mondo del giornalismo specializzato dove l’aggressività sembra una gara al rialzo.

Il cielo del Brunello con le stelle di Sandra Savaglio

E’pieno di stelle il premio Casato Prime Donne 2014: Sandra Savaglio, Daniele Cernilli, Ian D’Agata, Anna Di MartinoAndrea Rontini

Sandra Savaglio con il vino Cenerentola

Sandra Savaglio con il vino Cenerentola

14 settembre 2014 Montalcino Premio Casato Prime Donne in edizione stellare: le stelle dell’astrofisica Sandra Savaglio, la luna fotografata da Andrea Rontini e le tre star del giornalismo enologico Anna Di Martino, Daniele Cernilli, Ian D’Agata e “Vita” la vignaiola che guarda il sole di Piero Sbarluzzi.

Il Premio che, da sedici anni, trasforma Montalcino in un palcoscenico per le grandi donne, quelle che cambiano il profilo femminile, propone quest’anno un esempio positivo al mondo della ricerca: Sandra Savaglio l’astrofisica che ha deciso di tornare all’Università della Calabria a Cosenza dopo 23 anni di lavoro con i maggiori telescopi stranieri e dopo essere diventata l’icona della fuga di cervelli. Infatti, nel 2004 il settimanale “Times” la mise in prima pagina con il titolo “How Europe lost its science stars”.
La giuria del Premio Casato Prime Donne composta da Francesca Cinelli Colombini (presidente), Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione, ha dunque puntato in alto, su personalità di grandissimo livello, con una decisione pienamente condivisa dalla cantina Casato Prime Donne, la prima in Italia con un organico interamente in rosa, che organizza il premio.