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ANTEPRIME DI TOSCANA 2023 E NEWS ENOTURISTICHE

Anteprime di Toscana 2023 col botto: Assessore Stefania Saccardi illustra i dati record del business enoico 2022 e Roberta Garibaldi i successi enoturistici

 

Anteprima Toscana 2023

Anteprima Toscana 2023

di Donatella Cinelli Colombini

 

LA FOTOGRAFIA DELLA TOSCANA DEL VINO 2022

Toscana: 11 DOCG, 41 DOC, 6 IGT e 58 indicazioni geografiche, in pratica il 95 % del vigneto regionale ha un carattere territoriale. 2,1 milioni di hl e 1,2 miliardi di Euro la Toscana rappresenta rispettivamente l’8% del volume e l’11% del valore nazionale di vini DOP.
Il 2022 è stato quindi un anno magico per i vini toscani di cui l’Assessore all’Agricoltura e Vicepresidente della Toscana Stefania Saccardi va giustamente fiera, come del dato sul vigneto BIO che è ormai il 40% del totale regionale e cresce costantemente.
L’export di vino toscano tocca i 690 milioni di Euro, + 7% sul 2021 nonostante un calo dei volumi del 3%. I principali partners sono USA e Canada che da soli assorbono il 38% del valore. Sorprendente crescita del 31% delle esportazioni in Francia.

I NUMERI DELLA RIPRESA TURISTICA 2022

Tornano i turisti stranieri. Le esperienze enogastronomiche prima motivazione di viaggio verso l’Italia, portano il 58% dei viaggiatori nei luoghi di produzione

 

di Donatella Cinelli Colombini

 

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Nell’estate 2022, i 24.000 agriturismi italiani hanno superato le presenze pre-covid (dati Agriturist di Confagricoltura).

Fipe/Confcommercio conferma la tendenza positiva e indica una crescita del 9,8% sul 2019 nel secondo trimestre di quest’anno.

 

ESPERIENZE ENOGASTRONOMICHE IMPORTANTI PER IL 56% DEI TURISTI STRANIERI

Il motivo di questo successo e del ritorno dei turisti stranieri, dipende in modo rilevante dalle esperienze enogastronomiche (17% secondo Coldiretti/Ixè) che appaiono come il primo fattore di scelta sulla destinazione turistica. Sono molto importanti per il 56% dei viaggiatori e il 58% dei vacanzieri visita frantoi, malghe, cantine, aziende o mercati degli agricoltori.

 

NUOVO MANUALE SUL TURISMO DEL VINO

“Viaggio nell’Italia del vino. Osservatorio Enoturismo” presentato dalla Presidente del Senato Casellati e dai Ministri Bonetti, Garavaglia e Patuanelli

 

Roma-Palazzo-Giustiniani-Donatella-CinelliColombini-Dario-Stefano-presentazione-del-nuovo-libro-sul-turismo-del-vino

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di Donatella Cinelli Colombini

13 luglio, Roma Palazzo Giustiniani sede della Presidenza del Senato, presentazione del libro “Viaggio nell’Italia del vino Osservatorio Enoturismo: normative, buone pratiche e nuovi trend” scritto a sei mani dal Senatore Dario Stefàno primo a legiferare sulle cantine turistiche, da Angelo Radica e Paolo Corbini dell’Associazione Città del vino, da me in qualità di presidente delle Donne del Vino e da Denis Pantini e Roberta Gabrielli Nomisma-Wine Monitor che hanno effettuato un’indagine su 80 comuni e 150 imprese del vino.
Si tratta della prima indagine su un numero rilevante di protagonisti dell’offerta enoturistica e da essa escono le parole chiave per il futuro del comparto: promozione, comunicazione, formazione, digitalizzazione e monitoraggio. Ad esse si aggiunge una richiesta forte e quasi unanime (92% delle cantine) alle istituzioni: un piano di promozione e comunicazione nazionale sull’enoturismo. Un piano che per 6 aziende su 10 dovrebbe basarsi sui dati provenienti da un osservatorio permanente. Molto sentito anche il bisogno di corsi di formazione degli addetti (67%) e digitalizzazione delle aree rurali (58%).

 

ONLINE DEL VINO DALLA PRENOTAZIONE AL NEVERENDING 19

Le prenotazioni delle esperienze in cantina arrivano sempre più tardi così come le cancellazioni, ma l’affezione all’azienda dura più di prima

 

Roger-Mitchell-cliente-wine-lover-in-contatto-con-la-Fattoria-del-Colle--da-30-anni

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il turismo del vino italiano, che ha dominato dal 2020 in poi, è costituito per il 60% da persone della stessa regione (XVI Rapporto sul turismo del vino in Italia 2020 curato da Giuseppe Festa) e formato in larga misura da repeaters, cioè persone che erano già state nella stessa località e tornavano rassicurate dalla precedente esperienza. Una caratteristica prevalente anche nei visitatori delle cantine 2021 che tuttavia provenivano anche da zone più distanti, fino a 800 km secondo Roberta Garibaldi. Si trattava quindi, in larga misura, di escursionisti e non di veri turisti che pernottavano fuori casa. Anche per questo, il fenomeno delle prenotazioni last minute ha dilagato con quote crescenti di visitatori che fissano l’esperienza in cantina il giorno prima oppure quando sono già arrivati in zona.

 

IL NUOVO TURISMO DEL VINO CREA OPPORTUNITA’ E PROBLEMI

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Una situazione che crea opportunità e problemi. Le opportunità riguardano soprattutto le piccole cantine dei “saranno famosi” che, offrendo esperienze enoiche innovative e ben organizzate, possono intercettare flussi turistici importanti.
Altro elemento positivo è la fine dell’apertura delle cantine “con orario impiegatizio”. Una abitudine nata nell’epoca in cui la wine hospitality era ancora un’attività esordiente e veniva espletata utilizzando gli addetti alla produzione o al commerciale del vino ogni volta che il visitatore suonava il campanello. Questo ha consolidato la paradossale situazione di un’attività turistica che rimane chiusa nei momenti di maggior afflusso cioè nei giorni festivi e all’ora di pranzo. È come il bagnino che chiede le ferie d’agosto. Mi auguro che l’accresciuto interesse per i fatturati e la marginalità delle attività enoturistiche – vendita diretta compresa – faccia cessare per sempre questo metodo di gestione.

 

CAMBIARE L’ACCOGLIENZA IN CANTINA 10

Le cose da ricordare sono: chi non si distingue si estingue, meglio fidelizzare che cercare nuovi clienti, bisogna fare squadra senza competere sul prezzo

 

Cantina-Gianfranco-Fino-la-necessità-di-essere-unici-parte-dai-progetti-edilizi

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di Donatella Cinelli Colombini

Le 4 premesse:
• ogni cantina può diventare una destinazione enoturistica ma chi è vicino ai flussi dei visitatori deve investire meno per farsi conoscere,
• i turisti vanno costantemente riconquistati ricordando che fidelizzare chi è già venuto costa meno che attrarre un nuovo visitatore,
• il mercato turistico è enorme e in veloce crescita; chi è da solo è invisibile. Per competere bisogna fare squadra,
• i requisiti indispensabili di ogni destinazione turistica sono tre, il carattere unico, la fama, infine l’organizzazione, cioè l’accessibilità e la capacità di commercializzare.

 

LE CANTINE ITALIANE SONO DAVVERO TUTTE UGUALI?

Da questi presupposti derivano le decisioni sulla wine hospitality in cantina e sulla gestione turistica dei distretti enologici.
Iniziamo dall’elemento senza il quale la destinazione enoturistica non esiste: la diversità. Il luogo uguale agli altri non vale il viaggio per andare a vederlo. Per questo la cosa più urgente è diversificare l’offerta turistica delle cantine che ora vengono percepite come <<tutte uguali>>. Un problema che nasce dalla cultura rurale che è analogica, cioè acquisisce le novità e le riproduce per imitazione senza modificarle. In altre parole la cultura della terra non è di stampo evolutivo.

 

LE DONNE NUOVE PROTAGONISTE DEL TURISMO DEL VINO 2

In Italia le donne sono la maggioranza dei consumatori abituali di vino, di chi prenota winery tours ma anche di chi accoglie i turisti in cantina

 

CasatoPrimeDonne_donne-e-turismo-del-vino

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di Donatella Cinelli Colombini

La grande novità è che le donne hanno superato gli uomini fra i consumatori abituali di vino italiani con il 55% sul totale. La notizia è arrivata durante Vinitaly Special Edition 2021 (FONTE Wine Intelligence per Osservatorio Uiv) e costituisce una vera rivoluzione. Fin ora le donne italiane erano aumentate fra i consumatori saltuari preferendo l’uso del vino fuori casa, in situazioni conviviali e quindi concentrate negli appuntamenti del fine settimana.

 

COSA CAMBIA CON LE DONNE PRINCIPALI CONSUMATRICI DI VINO

La nuova prevalenza femminile avrà sicuramente effetti sugli scaffali di vendita e persino sui ristoranti. Infatti la donna è più propensa a farsi guidare dalle persone a cui attribuisce competenza enoica come il personale addetto alla vendita oppure il sommelier che spiega la carta dei vini, ma è poco influenzata dalle Guide e poco interessata da denominazioni, vitigni, ecc.

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E’ tendenzialmente esplorativa e infedele alla marca ma molto attenta a l’uso che deve fare della bottiglia. In futuro quindi gli scaffali del vino dovranno essere organizzati in base all’abbinamento e non per regioni come adesso: per antipasti, pranzi informali, pranzi importanti, dessert, brindisi …. Un pragmatismo che è stato notato per la prima volta da Leslie Sbrocco nel 2003 quando pubblicò “Wine for Women: A Guide to Buying, Pairing, and Sharing Wine” è stato sempre confermato dalle indagini successive.
Anche le cantine dovranno riorganizzare il loro punto vendita e il loro listino al pubblico evidenziando maggiormente abbinamenti e situazioni di consumo. Questo perché da anni le donne stanno aumentando anche fra i turisti del vino.

 

SONO LE DONNE A PRENOTARE LE VISITE IN CANTINA

Erano già la prevalenza in Spagna e in California. Chi ha visto il film “Sideway in viaggio con Jack” (2004) e quella che potremo definire la sua continuazione “Wine Country” (2019) avrà sicuramente notato come i protagonisti siano uomini nel primo e donne nel secondo.

La nuova generazione del vino

Sostenibile è la parola chiave per i millennials che producono, consumano e visitano i territori del vino. Una generazione green ma anche solidale e innovativa

Di Donatella Cinelli Colombini

AGIVI-Palazzo-Vecchio-i-giovani-la-sostenibilità-e-il-vino

AGIVI-Palazzo-Vecchio-i-giovani-la-sostenibilità-e-il-vino

A Firenze la generazione degli under 40 del vino italiano AGIVI ha mostrato un nettissimo colore green. <<Dalla vigna alla cantina, passando dalla scelta del packaging a quella dei trasporti fino ai servizi offerti in azienda, sono sempre di più le iniziative delle nuove generazioni sviluppate in ottica sostenibile>>. Questo il nocciolo dell’incontro da cui è partita Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente di Agivi – l’Associazione dei giovani imprenditori vitivinicoli italiani di Unione Italiana vini durante l’incontro nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio in preparazione del G20 Agricoltura. L’appuntamento era all’interno della rassegna “Territori, cultura e arte del vino a Palazzo Vecchio” coordinata dall’Associazione nazionale Le Donne del Vino in collaborazione con il Comune di Firenze e incorniciata dalla mostra di Elisabetta Rogai, la pittrice fiorentina che dipinge col vino. <<Secondo un sondaggio fra i soci AGIVI, il 94% dei giovani imprenditori vinicoli ritiene che la sostenibilità possa rappresentare un fattore decisivo per la competitività, e quasi 7 intervistati su 10 scelgono i fornitori in base alla sostenibilità delle loro proposte. Abbiamo rilevato che l’83% delle aziende hanno progetti o piani sul tema della sostenibilità, già ultimati o in corso di realizzazione in 8 casi su 10>>.

ROBERTA GARIBALDI E IL TURISMO ENOGASTRONOMICO GIOVANE E SOSTENIBILE

Presidente-Violante-Gardini-Cinelli-Colombini-AGIVI-Palazzo-Vecchio-i-giovani-la-sostenibilità-e-il-vino

Presidente-Violante-Gardini-Cinelli-Colombini-AGIVI-Palazzo-Vecchio-i-giovani-la-sostenibilità-e-il-vino

Ma anche i turisti enogastronomici pensano green <<La sostenibilità rappresenta un importante driver di scelta soprattutto per le nuove generazioni che, in viaggio, tendono a adottare comportamenti consoni evitando sprechi di cibo e rispettando l’ambiente>> ha spiegato Roberta Garibaldi, professore all’Università di Bergamo e autore del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano. <<I turisti Millennials, inoltre, sono pienamente consci di cosa significa turismo sostenibile nelle sue differenti sfaccettature ambientale, sociale ed economica: il 77% ritiene non solo che sia una pratica rispettosa dell’ambiente, ma anche che possa contribuire a salvaguardare le usanze della comunità visitata, e rappresentano il 74% i giovani che credono che possa essere fonte di occupazione e reddito nei territori interessati. I Millennials si dimostrano quindi particolarmente attenti al sociale: sono più propensi a visitare un’azienda se adotta politiche etiche nella gestione (70%) o ha in essere progetti di aiuto verso le categorie svantaggiate (70%). Infine, dichiarano che sceglierebbero più volentieri tour che diano l’opportunità di visitare negozi o siti produttivi condotti da persone che hanno affrontato o stanno affrontando situazioni di disagio economico-sociale (63%)>>.

Cosa c’è di nuovo nel turismo enogastronomico?

La prossimità si allarga a 800 km, meno repeaters e più esploratori, visite con degustazione più care ma anche più richieste, forte legame online da casa

 

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Cosa-c’è-di-nuovo-ne-turismo-enogastronomico-Fattoria-del-Colle-Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

La prima considerazione è negativa: i tempi del ritorno alla normalità si allungano. Il settore “aviation” prevede un completo recupero nel 2024 ma comincia a serpeggiare il timore di varianti del virus covid capaci di resistere ai vaccini e creare una nuova crisi. La variante Epsilon che resiste agli anticorpi generati dal vaccino e da una precedente infezione è la prima ma forse non la sola a suscitare il timore di una nuova ondata pandemica.

 

71% ATTRATTI DAI PIACERI ENOGASTRONOMICI

Cosa-c'è-di-nuovo-ne-turismo-enogastronomico-Roberta-Garibaldi

Cosa-c’è-di-nuovo-ne-turismo-enogastronomico-Roberta-Garibaldi

La considerazione positiva riguarda invece la tenuta del turismo enogastronomico. Secondo Roberta Garibaldi, il 71% delle persone sceglie la meta del viaggio tenendo conto dell’attrattiva golosa (era il 59% solo nel 2019) rivelando un incremento del bisogno di benessere anche psicofisico. In altre parole la filosofia proibizionista di stampo anglosassone sembra spazzata via dall’approccio più liberista che ha in David Khayat e nel suo “Arrêtez de vous priver !” i cardini scientifici e culturali. Dopo mesi di lockdown e di ingrassamento domestico causato dalla scarsa capacità ai fornelli della stragrande maggioranza degli smart workers, l’idea di escursioni in zone verdi, dove concedersi assaggi di grandi vini e cucina tradizionale … appare come una cura antidepressiva.

 

TURISTI DEL VINO 2021: MENO REPETEARS E PIU’ ESPLORATORI

Nel 2021 i turisti delle cantine e dei territori del vino sono cambiati pur rimanendo prevalentemente italiani: se lo scorso anno fu quello dei repeaters cioè dei viaggiatori che tornavano nei luoghi in cui erano già stati perchè la familiarità dava loro anche un senso di sicurezza, quest’anno domina il bisogno di cambiamento e di azione.

 

Le esperienze enogastronomiche di viaggio +51%

Nell’anno covid 2020 i turisti italiani attratti dalle attività enogastronomiche sono aumentati del 10%. Il Rapporto di Roberta Garibaldi e i turisti golosi

di Donatella Cinelli Colombini

 

Turismo-enogastronomico-chiocciole-di-San-Quirico

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La vacanza più desiderata è quella al mare collegata ai piaceri enogastronomici e quindi non meraviglia che Sicilia e Napoli risultino le mete top. Le regioni più desiderate per i peccati di gola sono nell’ordine Sicilia, Emilia Romagna, Campania e Puglia. Fra le città svettano Napoli, Bologna, Palermo e Firenze.

IN CIMA AI DESIDERI DEI TURISTI GOLOSI MARE, SICILIA E NAPOLI

Vince l’accoppiata mare -enogastronomia seguita dal binomio cultura-arte e enogastronomia. Meno forti appaiono le proposte legate a montagna o termalismo.
Roberta Garibaldi ha presentato il suo Rapporto 2021 sul Turismo enogastronomico in Italia al Senato della Repubblica con il Ministro Massimo Garavaglia e il Sottosegretario Gian Marco Centinaio dando una forte spinta alla volontà politica di puntare su Food&Wine per la ripartenza dei viaggi e delle vacanze.

IL 71% DEGLI ITALIANI VA DOVE MANGIA BENE MA ANCHE DOVE C’E’ BELLEZZA E RISPETTO DELLA NATURA

Turismo-enogastronomico-brustico-di-Chiusi

Turismo-enogastronomico-brustico-di-Chiusi

E i numeri sono chiari indicatori del peso dei piaceri golosi sulla scelta delle mete turistiche: il 71% degli italiani (era il 59% nel 2019) decide dove andare in base alla possibilità di fare esperienze enogastronomiche. In altre parole se la destinazione ha una meravigliosa abbazia medioevale ma pessimi ristoranti e nessun prodotto tipico da assaggiare e comprare sarà inevitabilmente scartata. Per fortuna posti del genere sono rari in Italia.
E’ chiaro che l’attrattiva gourmand non basta, la destinazione deve avere un paesaggio molto bello e una solida offerta culturale che va oltre il cibo, mentre il rispetto ambientale conta sempre di più sia nel piatto che nel territorio.

ITALIANI VIAGGIATORI GOLOSI E ESIGENTI APPASSIONATI DI ESPERIENZE ENOGASTRONOMICHE

Aumenta il numero dei turisti del gusto (51%). Nel complesso il 70% degli Italiani ha fatto almeno un viaggio, negli ultimi tre anni, con l’enogastronomia come motivazione primaria. Tuttavia è diminuito del 10% il numero delle esperienze vissute.
Un calo sicuramente da collegare ai lunghi periodi di lockdown,  alla difficoltà di prenotare e rispettare tutte le procedure covid.
I viaggiatori sono più esigenti, attivi e attratti dall’aria aperta, chiedendo cose nuove, sostenibili e sicure per la salute. Sono insomma diventati delle sentinelle dei comportamenti virtuosi dirigendosi verso le destination dove c’è maggior rispetto del paesaggio, delle biodiversità e delle comunità locali.

I TURISTI DEL VINO NON SONO PIU’ GLI STESSI 5

Nelle cantine arrivano più donne e meno wine lovers. I visitatori cercano interesse e svago a contatto con la natura

 

I turisti del vino non sono più gli stessi

I turisti del vino non sono più gli stessi

di Donatella Cinelli Colombini

Il covid ha accelerato il cambiamento di profilo degli enoturisti che bussano alle porte delle cantine. Eravamo abituati ad una prevalenza maschile e invece le aziende Spagnole e poi quelle californiane hanno registrato più donne che uomini. Un cambiamento che trova un’espressione simbolica nei due film icona dell’enoturismo: Sideways (2004) dove Miles e Jack fanno un avventuroso viaggio di addio al celibato nelle cantine della contea di Santa Barbara, Wine Country (2019) con sei amiche che vanno a festeggiare un cinquantesimo compleanno nelle cantine di Napa.

 

LE DONNE STANNO DIVENTANDO LA MAGGIORANZA DEGLI ENOTURISTI

Il cambio di genere fra i visitatori delle cantine richiede qualche piccola attenzione nella wine hospitality. Roberta Garibaldi, nel suo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano, evidenzia come i maschi sono attratti dall’accoppiata vino-sport, mentre le donne hanno bisogno di un tocco più culturale. Ecco che probabilmente l’Eroica, corsa in bicicletta nei distretti vitati della Toscana, attirerà “male wine lovers” e invece l’opera lirica all’Arena di Verona sarà molto gradita dalle “female wine lovers” che vanno nelle cantine di Amarone.

 

I turisti del vino non sono più gli stessi

I turisti del vino non sono più gli stessi

CRESCONO I TURISTI DEL VINO PER CASO E DIMINUISCONO I WINE LOVERS

Il genere del turisti non è l’unica novità nel profilo dei visitatori delle cantine, un’indagine condotta da Winetourism.com su 80 cantine (38% italiane) di 34 Paesi nell’autunno 2020 ha evidenziato come il 57% dei nuovi enoturisti siano poco esperti di vino e desiderosi di intrattenimento, mentre solo il 15% abbia una reale passione per il nettare di Bacco. Tuttavia, nelle aziende dove è più alta la quota dei veri wine lover, i fatturati derivanti dalla vendita di bottiglie e degustazioni, ovviamente, sono più alti. E’ inoltre stata registrata una quota significativa, del 28% di visitatori in cui entrambe queste motivazioni di viaggio sono presenti.

 

AUMENTA LA RICHIESTA DI ESPERIENZE E CALANO LE VENDITE DI BOTTIGLIE

I cambiamenti nel profilo, e quindi nei bisogni dei turisti del vino, comportano adeguamenti nell’offerta e nella comunicazione dell’offerta. Infatti, attualmente l’income maggiore dell’enoturismo è costituito dalla vendita diretta (55,7%), mentre le animazioni sono il 36,7% del business enoturistico, ma è facile prevedere una futura diminuzione della prima e un aumento della seconda.

 

Roberta Garibaldi e il suo terzo rapporto

Tutti i turisti vogliono fare esperienze enogastronomiche ma soprattutto i giovani e cercano qualcosa di nuovo, unico e sorprendente

 

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Roberta Garibaldi terzo Rapporto sul turismo enogastronomico

di Donatella Cinelli Colombini

Nel 2007 solo il 17% dei viaggiatori mondiali aveva partecipato a un’esperienza di tema enogastronomico (TIA & Edge 2007) ma già nel 2013 questa percentuale era salita al 77% (Mandala Research 2013) oggi secondo il Rapporto sul turismo enogastronomico di Roberta Garibaldi, la quasi totalità (94%) dei visitatori vuole arricchirsi partecipando a un appuntamento sul vino o sul cibo.
Il 71% dei turisti francesi, del Regno Unito, canadesi, statunitensi, messicani e cinesi parte proprio per vivere momenti unici legati all’enogastronomia, mentre il 59% sceglie la destinazione di viaggio in base a questo tipo di offerte.

 

TREND DI TRIPADVISOR SUL TURISMO ENOGASTRONOMICO

 

Sfoglia ripiena di mele con cioccolato al rosmarino

Sfoglia ripiena di mele con cioccolato al rosmarino

Per quanto riguarda i trend, TripAdvisor ha dichiarato che, nel 2018, in Italia, la categoria “Cibo, vino e vita notturna” ha avuto una crescita di prenotazioni del 141% risultando il segmento più attrattivo. Il picco dell’incremento riguarda le fabbriche di cioccolato (+195%) e le distillerie (+779%) .
Il 69% dei turisti cerca dove mangiare prima di partire, ma il 68% fa la stessa ricerca on line mentre è arrivato nella destinazione del viaggio.

 

I MILLENNIALS E LA GENERAZIONE Z SONO FOODIES

Le nuove generazioni di turisti – i Millennials e la Generazione Z – sono dei super foodie con crescente attenzione al cibo come chiave per capire i territori visitati e come salute del corpo. Le esperienze, specialmente se uniche e memorabili, attraggono il 79% di chi è nato intorno al 1997.

 

Il turismo del vino ama la tecnologia?

Il turismo del vino fra tradizione e ambienti virtuali. Per rinnovare e diversificare l’offerta ci vuole più tecnologia o più conservazione?

 

uso-della-tecnologia-nel-turismo-del-vino-Masi-discovery-muesum

uso-della-tecnologia-nel-turismo-del-vino-Masi-discovery-muesum

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ giusto mantenere le cantine come dei “piccoli mondi antichi” dove il turista trova il ricordo dei nonni oppure è meglio introdurre touch screen, ambienti digitali, realtà aumentata ….

 

RAPPORTO SULL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA NEL TURISMO ENOGASTRONOMICO

Nell’interessantissimo Rapporto sull’innovazione tecnologica nel turismo enogastronomico, Roberta Garibaldi ci pone davanti a questo dubbio a cui lei da una risposta positiva proponendo l’innovazione come strumento per ottenere più coinvolgimento e interesse da parte dei visitatori.

 

I MUSEI, LE MOSTRE E L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA

In molti musei aziendali dedicati all’agroalimentare c’è un ampio uso della tecnologia. In quello Lavazza, ad esempio, ci sono tazzine multimediali, oppure in Olanda l’Heineken Experience fa vivere ai turisti l’esperienza della birra per cui vengono scossi, spruzzati d’acque e esposti al calore.

Vernaccia Wine Experience

Vernaccia Wine Experience

Anche nella Cité du Vin a Bordeaux è possibile percorrere la storia del vino con una sequenza di piccoli teatrini digitali mentre al MAVV- Museo dell’arte, del vino e della vite della Reggia di Portici ci sono videogiochi sulle fasi della vinificazione con un sommelier “virtuale” che giudica alla fine. Persino nel piccolo museo della Vernaccia di San Gimignano è la tecnologia a creare emozione, creando personaggi virtuali e visita degli ambienti di produzione con visione a 360°.

 

Il turismo del vino in Toscana (1)

Toscana, ha fatto da incubatore al turismo del vino italiano e poi dei tour operator del vino. Ora sperimenta i wine resort e la formazione dei Wine hospitality manager

Turismo del vino al Casato Prime Donne e alla Fattoria del Colle Toscana

Turismo del vino al Casato Prime Donne e alla Fattoria del Colle Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

La Toscana ha fatto da incubatore al turismo del vino in Italia dando vita alla giornata Cantine aperte il 9 maggio 1993 con cento aziende di produzione che si aprirono per prime, tutte insieme, nella stessa domenica. Anche la prima legge sulle Strade del Vino del 1999, ha avuto il toscano Flavio Tattarini come primo firmatario e le Città del Vino, associazione che coordina le municipalità dei distretti viticoli è nata nel 1987 a Siena dove ha ancora la sua sede.

Tutt’ora la Toscana primeggia nell’offerta enoturistica con un portafoglio diversificato e molto ben organizzato di cantine in cui i visitatori trovano punto vendita, sala da degustazione, winery tours e personale poliglotta. La delegazione toscana del Movimento Turismo del Vino è ancora oggi la più grande e attiva fra le associazioni regionali delle cantine aperte al pubblico.

TOSCANA ANTICIPATRICE DELLA NORMATIVE SUL TURISMO DEL VINO

Movimento del Turismo del vino Toscana

Storytelling-Cantine aperte-Movimento del Turismo del vino Toscana

Dopo che il referendum del 1993 abolì il Ministero del turismo, questa materia è delegata alle regioni. Circostanza che ha determinato grosse diversificazioni nella possibilità di sviluppare l’enoturismo in cantina nei diversi distretti del vino. In Veneto o in Lombardia, ad esempio, fino all’approvazione dell’emendamento alla Finanziaria 2018 del Senatore Dario Stefano e il successivo Decreto Ministeriale 2019 di Gianmarco Centinaio, le cantine avevano enormi limitazioni nella commercializzazione dei servizi turistici a pagamento. La Toscana invece ha normato le attività di accoglienza dei visitatori nelle aziende di produzione fra quelle ricreative e didattiche previste nell’agriturismo, di fatto anticipando le norme nazionali e dando una spinta decisiva al turismo del vino regionale.

TURISMO DEL VINO IN CANTINA

L’enoturismo è una delle tipologie di turismo in maggiore espansione all’interno del comparto enogastronomico che sta segnando incrementi da capogiro. Roberta Garibaldi, nel suo 2° Rapporto sul Turismo Enogastronomico in Italia ha stimato + 21% nel 2016 +30% nel 2017 e + 48% nel 2018.

Donne del vino del mondo unitevi

SIMEI Milano 19-22 novembre 2019 ospita il primo forum mondiale delle Donne del vino e la premiazione di Simonetta Doni Personaggio dell’anno 2019

Donne-del-Vino- 2019-Donne-vino-e-design

Donne-del-Vino- 2019-Donne-vino-e-design

di Donatella Cinelli Colombini

Simei, la più grande fiera mondiale di attrezzature per la produzione e il confezionamento del vino, quest’anno ha invitato delle ospiti nuove e importanti. Si tratta delle rappresentanti delle associazioni femminili del vino di tutto il mondo (ore 15 padiglione 11 sala convegni-wine bar). Un’enologa e una produttrice sono arrivare da Francia, Svizzera, Germania, Austria, Croazia, USA, Argentina, Australia, Sud Africa….. per costituire un network basato sullo sharing cioè lo scambio di esperienze, viaggi, know how, opportunità di formazione e di business, comunicazione. Seguendo il principio che “l’unione fa la forza” il vino al femminile ha risposto all’appello delle Donne del Vino italiane che sono, di gran lunga, l’associazione più numerosa e attiva a livello internazionale. L’obiettivo è di accrescere le opportunità affinché il processo verso la parità in termini di carriera, retribuzioni e riconoscimento sociale, avvenga più rapidamente possibile.

SIMEI 2019 PRIMO FORUM MONDIALE DEL VINO AL FEMMINILE

Donne-de-vino-2019-convention-in-Sicilia-Planeta -Sciaranuova

Donne-de-vino-2019-convention-in-Sicilia-Planeta -Sciaranuova

Il programma  primo forum mondiale del vino al femminile è stato messo a punto da Tiziana Mori responsabile delle pubbliche relazioni di GIV e artefice del network internazionale delle Donne del vino.

Durante il Forum of the women in wine worldwide, che avviene durante SIMEI, oltre alla firma del protocollo di intesa che collega in un networking le principali associazioni dell’enologia al femminile, le delegate estere e le Donne del vino italiane parteciperanno a una welcome dinner e a un convegno (21 novembre ore 10 sala convegni padiglione 15 incentrato sulle opportunità e le sfide che attendono il mondo del vino in termini di turismo e economia circolare. Porteranno i loro contributi Carlos Santos di Amorim Cork Italia, Roberta Garibaldi docente all’Università di Bergamo e maggiore esperta di turismo enogastronomico, e il direttore di LCI Lavorazione Carta Riciclata Italiana.

Turismo enogastronomico: fattorie più attraenti delle cantine

La crescita del turismo goloso in Italia è spettacolare  +45% nel 2018. Ecco cosa emerge dal secondo rapporto sul turismo enogastronomico

Rapporto turismo enogastronomico 01

Rapporto turismo enogastronomico 01

Di Donatella Cinelli Colombini

I numeri sono da paura, l’enogastronomia è ormai una calamita turistica potentissima e capace di influenzare la scelta della destinazione del viaggio. Gli italiani mossi che partono a caccia di sapori prelibati crescono del 21% nel 2016 rispetto all’anno precedente, del 30% nel 2017 e ancora del 45% lo scorso anno.
E’ la gola a muovere i flussi, questo è ormai dato di fatto. Se la zona alpina offre anche ottimi ristoranti e artigiani di specialità gastronomiche venderà molte più settimane bianche rispetto al centro sciistico accanto dove si mangia male. Il 98% di chi viaggia per la vacanza al mare, -mosso da interessi culturali o per business- fa almeno un’esperienza gastronomica. Ormai è quasi un must.
Qui riassumo i dati pubblicati nel 2° Rapporto sul turismo enogastronomico italiano di Roberta Garibaldi, da cui ho tratto le percentuali indicate sopra. Leggete e rimarrete sbalorditi.

IDENTIKIT DEL TURISTA ENOGASTRONOMICO ITALIANO

Rapporto turismo enogastronomico 01

Rapporto turismo enogastronomico

E’ un uomo sposato o convivente, vive nel Sud Italia (i meno interessati al turismo goloso sono quelli del Nord Est con il 39%). Prevalgono i giovani nati dopo il 1965 ma sono i Millennials che crescono maggiormente, soprattutto se la destinazione enogastronomica offre anche bei paesaggi e contatto con la popolazione residente. Questo tipo di offerta ha un tale successo che adesso ha anche un nome: “paesaggio gastronomico”, per indicare la somma di specialità tipiche da gustare, ambiente, persone e tradizioni

QUALI SONO LE ESPERIENZE ENOGASTRONOMICHE PIU’ APPREZZATE

Praticamente tutti gli italiani (98%) hanno partecipato a almeno un’esperienza enogastronomica negli ultimi 3 anni. Le più gettonate sono l’assaggio dei prodotti tipici, il mercato, i pasti o le consumazioni in ristoranti o caffè storici. Cresce moltissimo la visita dei luoghi di produzione, ma a sorpresa la vista delle aziende agricole (62%) supera la voglia di  entrare nelle cantine (56%).
Nonostante la crescita velocissima del segmento enogastronomico c’è ancora un 22% di persone che “vorrei ma non posso”, cioè di turisti che ancora aspettano di realizzare l’esperienza enogastronomica dei loro sogni: visitare una fabbrica di cioccolato (54% di gap fra desiderio e fruizione), un pastificio, fare un viaggio di più giorni alla ricerca dei piaceri del palato.
Un elemento che spicca sugli altri è il fascino esercitato dalle antiche tradizioni, infatti i maggiori incrementi di interesse si registrano nei ristoranti e caffè storici, l’assaggio di piatti tipici nella loro zona d’origine.

                                                                       
Cinelli Colombini
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