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I Millennsials bevono vino italiano

I Millennial USA stanno lasciando la birra per il vino, gli inglesi comprano vini sopra le 8 £ e gli italiani bevono sempre di meno ma sono affascinati dal vino

millennials

millennials

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Fra tre anni i Millennials saranno il gruppo –per età e capacità di spesa – più forte degli Stati Uniti. Adesso hanno fra 21 e 35 anni di età e sono già 75 milioni con 600 miliardi di Dollari in tasca.
Fiduciosi nel futuro sono la generazione “sharing” della condivisione, quella cioè sempre in contatto via internet e sempre desiderosa di “fare insieme”.

Only-wine-festival-2014

Only-wine-festival-2014

I Millennials amano il vino più dei loro fratelli maggiori: il 70% è interessato al vino e la metà lo beve più volte la settimana. Si fanno guidare dai consigli degli addetti alle vendite più della media dei consumatori ma alla fine comprano bottiglie più care e bevono meglio di chi è più vecchio. La buona notizia riguarda l’apprezzamento per il vino, come bevanda preferita, che è cresciuto in vent’anni dal 13 al 30%. Ma c’è una notizia ancora migliore: il loro vino estero preferito è italiano, prima scelta il Prosecco.<<Il 44% dei giovani consumatori americani ritiene i vini italiani qualitativamente superiori a quelli francesi, mentre solo 3 su 100 preferiscono i vini transalpini>> ha detto Denis Pantini di Nomisma. Questa è musica per le mie orecchie!

La Cina è vicina. E’ arrivato il momento di buttarsi

Ecco i vini italiani locomotiva: Tignanello Antinori, Chianti Rufina Frescobaldi, Brunello Banfi, Ferrari, Prosecco Bisol, Amarone Masi, Barolo Fontanafredda

Hong Kong di notte

Hong Kong di notte

Di Donatella Cinelli Colombini
Debra Meiburg e Giovanni Ascione di Bibenda ci spiegano come, quando e perché le cantine possono dare l’assalto alla Cina.
Debra Meiburg, californiana di nascita, Master of Wine dal 2008, vive da 25 anni a Hong Kong dove è sicuramente la persona più influente nel vino. Ho conosciuto Debra due anni fa a Verona quando abbiamo

Debra-Meiburg-parla-con-Thomas-Matthew-Executive-Editor-of-Wine-Spectator-In-primo-pramo-il-Premio-Internazionale-Vinitaly

Debra-Meiburg-parla-con-Thomas-Matthew-Executive-Editor-of-Wine-Spectator-In-primo-pramo-il-Premio-Internazionale-Vinitaly

ricevuto insieme il Premio Internazionale Vinitaly. La sua intervista al “Corriere vinicolo” vale oro. E’ arrivato il momento di buttarsi perché, dopo aver comprato Bordeaux sperando di speculare, i cinesi si guardano intorno piuttosto disamorati dagli chateaux francesi.
I cinesi non bevono vino a casa e non lo abbinano volentieri alla loro cucina. Comprano le bottiglie on line e le portano al ristorante italiano, spagnolo o messicano dove vanno a cena una volta la settimana. Per questo, vendere vino di lusso ai ristoranti è inutile a meno che non siano stellati. Gli importatori vendono il 37% ai privati, quasi altrettanto all’horeca e solo una piccola quota alla grande distribuzione dove vengono acquistate solo le bottiglie destinate ai regali. In questo momento i clienti cinesi guardano con interesse al Barolo, ai Supertuscan e all’Amarone. Hanno smesso di collezionare e cominciano a bere.

Cos’è il vino sostenibile?

L’obiettivo del vino sostenibile va raggiunto presto ed è ambientale, sociale ed economico. Complesso, va dalla biodiversità all’uso corretto delle risorse

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Domenico Zonin

Domenico Zonin

<<Il vino può diventare la nuova frontiera della sostenibilità perché ce lo chiede il consumatore e il nostro senso di responsabilità verso le nuove generazioni>> dice Domenico Zonin Presidente di Unione Italiana Vini. Ma com’è la vigna sostenibile? Le risposte dei legislatori e soprattutto della scienza sono vaghe e purtroppo, come spesso avviene, in ritardo. Quello che esce fuori dall’ultimo SIMEIdi Milano, dove l’argomento sostenibilità ha avuto un ruolo centrale, è che la riduzione dei fitofarmaci e indispensabile ma non sufficiente. L’obiettivo rendere sostenibile la maggior parte, se non tutta, la produzione enologica richiede, inoltre, dalla sua condivisione da parte della rete commerciale. In altre parole, l’aggravio di costi e la riduzione delle rese ricade sul prezzo dei vini e ha bisogno di

Magis-i-vini-sostenibili-degustati-

Magis-i-vini-sostenibili-degustati-

rivendite specializzate come le americane BEVmax oppure Whole foods. Un vero paladino della sostenibilità enologica è Ettore Capri, professore ordinario di Chimica agraria all’Università di Piacenza alla guida del VIVA Sustainable Wine <<i consumatori chiedono prodotti sostenibili che testimonino il rispetto, ad esempio, del lavoro minorile, della salute dei lavoratori e degli astanti, dell’economia locale e delle tradizioni>> (Corriere Vinicolo 2013 n°46)
In un argomento così interdisciplinare i contributi sono i più diversi ma purtroppo vanno avanti senza nessun coordinamento: Julien Blanc con il Carbon4 e il calcolo delle emissioni, Joel Rochard punta l’indice sull’acqua e la biodiversità, Lucrezia Lamastra critica gli indicatori in uso nella viticultura, VIVA parte da aria, acqua, vigneto e territorio per definire le buone pratiche con particolare attenzione agli agrofarmaci. .

I produttori di vino pagano bene e incassano male

Il paradosso dell’articolo 21 che ha aggravato i ritardi dei pagamenti anziché risolvere il problema, meno del 20 % del vino pagato alla scadenza

cassa

cassa

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Un’interessantissima indagine di Cribis D&B, ottimamente commentata dal “Corriere vinicolo” ci rivela, dati alla mano, la sconcertante realtà di un Paese dove i produttori di vino, e in genere tutti gli agricoltori, pagano i loro conti alla scadenza o con piccoli ritardi (solo il 12% supera i 30 giorni di ritardo) mentre sono fra quelli che riscuotono per ultimi. I dettaglianti pagano alla scadenza il 40% delle forniture mentre con gli alimentari, quindi anche il vino, questa percentuale scende al 17%.

Coravin per bersi i grandi vini senza stapparli

Si chiama Coravin 1000 e ti fa bere il vino senza stappare la bottiglia anzi lo conserva inalterato per giorni e mesi fino all’assaggio successivo

Coravin-1000-Wine-Opener-System

Coravin-1000-Wine-Opener-System

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini  fonte “Corriere Vinicolo
Greg Lambrecht è un inventore di apparecchiature mediche con la passione per il vino e la tecnologia. Un giorno sua moglie smette di bere vino e lui combatte fra il desiderio di godersi degli ottimi bicchieri e l’impossibilità di bersi tutta la bottiglia da solo. Il dispiacere di veder ossidare il vino avanzato lo spinge a inventare un sistema innovativo e alla fine nasce Coravin. Ora può scendere in cantina, scegliere la bottiglia più adatta alla sua cena, prendere un solo bicchiere e lasciare intatto e ben conservato il resto del vino.
Un sistema che rivoluziona il modo di godere i grandi vini.
Coravin è grigio argento e quando è appoggiato sul suo supporto assomiglia a un piccolo microscopio.

Il mercato nero del vino inglese vale quasi un miliardo

90-180 milioni di litri questa è la differenza fra il vino consumato e quello su cui vengono pagate le imposte alla Regina Elisabetta

Robin Hood

Robin Hood

Letto per voi da  Donatella Cinelli Colombini nel “Corriere Vinicolo

Secondo lHMRC, ufficio britannico delle imposte e dogane , il mercato nero del vino è stimabile in una cifra fra 350 e 700 milioni di Sterline pari a 842 milioni di Euro. Confrontando i consumi con le tasse sulla vendita del vino è evidente infatti una notevole differenza. I sudditi di Sua Maestà consumano circa 16 milioni di ettolitri di vino all’anno che dovrebbero fruttare ai forzieri reali 6 miliardi di Sterline. Ma a questa somma manca il 6-11%. E non è poi così male visto che nel 2010-2011 il mercato nero  del vino era arrivato al 18% del totale cioè a oltre un miliardo. Che sia ricomparso Robin Hood e il simpatico frate ubriacone? 

Analisi sensoriale dell’uva, vi insegno a farla

Bisogna mettere in bocca 3 chicchi d’uva contemporaneamente per una corretta analisi sensoriale, per poi analizzare separatamente acini, polpa, buccia e vinaccioli. E’ facile e non costa niente

 

degustazione delle uve le mani di Valerie Lavigne dopo l'assaggio

degustazione delle uve – le mani di Valerie Lavigne dopo l’assaggio

Di Donatella Cinelli Colombini

I primi a proporre un metodo di analisi sensoriale delle uve furono Rousseau e Delteil dell’ICV di Montpellier nel 2000 (leggi in “Corriere Vinicolo”  questa e altre tecniche). Il loro metodo è ancora oggi il più conosciuto e applicato. Si basa su una scheda con 19 descrittori a cui dare un voto da 1 a 4 dove il valore migliore è quello più basso. Su alcune voci i numeri sono in crescendo, in altri in calando perché è evidente che l’uva sarà tanto più pronta alla vendemmia quanto sarà meno acida e più dolce.

 

ANALISI SENSORIALE VISIVA DELL’UVA

Il primo parametro sull’acino richiede un esame visivo e tattile dell’acino per valutare consistenza, colore, attitudine alla separazione dal graspo. Evidentemente la sanità è un elemento di attenta valutazione.

 

ANALISI SENSORIALE GUSTATIVA DELL’UVA

Segue l’assaggio di 3 acini insieme. Vanno esaminati separatamente e in questa successione: polpa, buccia e vinaccioli. Del succo bisogna capire: separazione buccia polpa, dolcezza, acidità, aromi erbacei e aromi fruttati. Evidentemente l’acidità e l’erbaceo devono essere più scarsi possibile, mentre è sperabile che gli altri elementi siano abbondanti.
Sulla buccia l’esame verte su 3 elementi che devono risultare alti (attitudine alla triturazione, intensità tannica, aromi fruttati) e 3 che devono risultare scarsi: acidità, astringenza, aromi erbacei.

Sarà vino la bevanda d’uva con 4,5° d’alcool?

Lo chiamano lower alcohol wine e gli inglesi la vogliono omologare come vino a livello europeo contro Francia, Italia e Portogallo

lower alcohol wine

lower alcohol wine

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Un interessantissimo articolo di Alice Green pubblicato sul “Corriere vincolo” racconta, con dovizia di dati, la strategia inglese sul “vinello”. Il Ministro della sanità britannico Earl Howe ha promosso un’azione politica anche nei confronti degli altri Paesi Europei al fine di dare il nome vino anche a bevande meno alcoliche. Attualmente il vino deve avere un minimo di 8,5% vol, ma per Howe questa soglia deve scendere a 4,5. Le autorità inglesi sono infatti convinte che i “vini leggeri” siano un’ottima arma contro l’alcolismo e per questo applicano tasse più basse alle bevande d’uva con meno di 5,5% d’alcool. Una detassazione che anche l’Australia intende adottare e, in futuro, dovrebbe originare una crescita progressiva delle aliquote via via che sale il grado alcolico.

Se vuoi vendere il vino in USA ecco la mappa

La California da sola consuma il 18% del vino ma lo produce anche, Florida e New York hanno una quota di mercato dell’8% ciascuno [caption id="attachment_12956" align="alignleft" width="225" caption="Violante con la magnum di Opus One"][/caption] Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini L’area commerciale della costa Atlantica è decisamente la più forte per i consumi di vino, perché accanto alla grande mela ci sono il New Jersey con il 4,5% di quote di mercato, il Massachusetts (3,9%) e la Virginia (2,9%) che è lo stato in maggiore crescita (Corriere Vinicolo 17 giugno). I primi 10 stati, per il business del vino, valgono il 61%...

E come per magia appaiono 5 milioni di ettolitri di vino

Impossibile? La vendemmia 2012 passa dai previsti 40 milioni di ettolitri a 45,6 registrati da AGEA ente del Ministero ma nessuno sa da dove sono usciti fuori

Montalcino mosto Sangiovese Casato Prime Donne

Montalcino mosto Sangiovese Casato Prime Donne

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

La vendemmia 2012, quella che doveva essere la più scarsa del secolo, a causa degli otto mesi consecutivi di siccità, risulta invece più abbondante dell’annata precedente. Ecco che Puglia e Friuli passano da una previsione di -20%  a una produzione dichiarata pari a quella del 2011 mentre addirittura il Veneto, dove Assoenologi stimava un -12%, ha invece iscritto nei registri delle cantine un aumento di produzione del 6%.

I primatisti nel mondo del vino

Super riassunto delle teste di serie mondiali nei vari settori: consumi, vigneto, produzione e export di vino. Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Dati del Corriere Vinicolo 7 gennaio 20113

Il vino in USA

Il vino in USA

Il Paese maggior consumatore di vino sono gli Stati Uniti, che nel 2010 hanno superato la Francia e sembrano intenzionati a consolidare sempre di più il loro primato.
La Spagna ha la maggior superficie vitata del mondo ma è la Francia la nazione che produce più vino anche se, quest’anno, sembrava avvenuto il sorpasso italiano.
Il Paese che esporta più ettolitri di vino è in nostro ma quello che ricava più fatturato dall’export è la Francia. Noi esportiamo 23 milioni e mezzo di ettolitri per un valore di circa 4 miliardi e mezzo di Euro, i cugini d’Oltralpe ne vendono all’estero 21, 7 per un controvalore di oltre 7 miliardi. Direi che sono decisamente più bravi di noi.
La nazione che compra più ettolitri è la Germania ma chi spende di più per il vino che acquista sono gli Stati Uniti. Evidentemente i cittadini tedeschi si accontentano di prodotti più semplici e forse in larga misura imbottigliati in loco.

Da 10 a 600.000 € per ettaro i prezzi dei vigneti in Italia

Dai 10.000 € di Copertino in Puglia ai 600.000 del Lago di Caldaro in Alto Adige ci sono vigneti di tutti i prezzi in Italia. Di Donatella Cinelli Colombini

Montalcino

Montalcino

Un recente articolo del “Corriere Vinicolo” (26 novembre pp.20-21) fa la mappa dei valori immobiliari dei vigneti italiani sottolineando il calo delle compravendite ma la sostanziale tenuta dei prezzi nonostante la crisi economica che attanaglia il nostro Paese. L’indagine realizzata da Inea fa notare come in Italia, dall’inizio del Millennio, il valore dei vigneti sia cresciuto del 28% cioè più dell’inflazione per cui, in termini reali, sia cresciuto del 2% e tutto questo nonostante la contrazione dei prezzi avvenuta dopo il 2008.

VALORI DEI VIGNETI NELLE DIVERSE REGIONI

Il valore medio di un ettaro di vigneto a livello nazionale è di 36.000€ cioè molto superiore a quello delle altre colture che è di 19.400€.
Cosa dice dunque l’indagine relativamente al periodo 2010-2011: andamenti negativi dei prezzi dei terreni vitati per Veneto e Toscana. In quest’ultima regione anche i terreni di produzione del Brunello e del Chianti Classico hanno perso valore, seppure leggermente.

USA: la birra batte il vino ma le donne suonano la riscossa

Donatella Cinelli Colombini racconta le novità emerse dall’indagine Gallup : strapotere della birra e donne che preferiscono il vino nel 52% dei casi

Il consumo del vino in USA ha supera quello della birra solo nel 2005 e nel 2011 l’ha eguagliato (“Corriere Vinicolo” 10

consumatrici

consumatrici

settembre 2012). Piccole luci in un panorama dominato dalle brewery. La birra è la prima scelta nel  40% dei casi contro il 35% del vino.

Fra i giovani (18-34 anni) la quota di chi ama le bionde sale fino al 45% incrementando la posizione di forza della birra rispetto allo scorso anno come, del resto, ha fatto anche il vino che arriva al 30%, con una percentuale mai toccata in precedenza. Salendo con gli anni il vino viene preferito e fra gli over 55 le proporzioni si invertono: 45% preferisce il vino e il 28% la birra.

Ma il vino in Italia si vende o si regala?

Un’ indagine Cribis –D&B mostra come ristoranti e commercianti paghino male, molto male. Un sistema in crisi ma c’è un’alternativa: Filiera Agricola Italiana

Vino italiano

Vino italiano

Il titolo usato da Carlo Flamini, direttore del “Corriere vinicolo” sembra una sentenza: Il dominio dell’insolvenza. Purtroppo i dati confermano la premessa: solo il 18% dei ristoranti e il 24% dei dettaglianti salda le fatture puntualmente.

Ancora più preoccupanti le note sui fallimenti: il 14% delle imprese del vino, il 18% dei ristoranti, e

Carlo Flamini al centro

Carlo Flamini al centro

il 22% dei GDO potrebbero non pagare le forniture.  Il rischio chiusura non riguarda solo i parvenù  ma anche chi è sulla breccia da anni e soprattutto molti ristoranti che sono in cima alla classifica dei settori  ad alto ciclo di chiusura. Stupisce di trovare, tra le imprese con pagamenti a rischio anche il 22% di grande distribuzione. Evidentemente non solo le imprese famigliari traballano ma anche quelle più strutturate perché le banche hanno stretto i cordoni della borsa.  Mi chiedo se la nuova norma, voluta dal Ministro Catania, sui pagamenti a 60 giorni (30 giorni per frutta e verdura), accelererà il collasso invece di risolvere le cose.  Insomma da un lato il Governo manda messaggi rassicuranti e dall’altro cresce il numero di chi chiude i battenti o vede a rischio la sua busta paga.

Il prezzo del vino: nuovi dati e nuovi protagonisti

La crisi italiana spinge i produttori di vino a esportare. Ecco i prezzi medi del nostro vino all’estero confrontati con quelli dei più bravi: i neozelandesi

Violante nelle vigne di Opus One

Violante nelle vigne di Opus One

In Italia il GDO è ormai il canale di vendita principale del vino: 571 milioni di litri venduti nel 2011  e il 62% dell’acquisto abitudinario. Nei supermercati  il business legato alle bottiglie di vino da 0,75 L è quello principale ed è aumentato del 4,5% contro una contemporanea contrazione dei formati più economici. Apparentemente  il GDO sta rosicchiando lo spazio delle enoteche mentre l’impoverimento della spesa alimentare ha colpito anche il vino più a buon mercato. Il prezzo medio di un litro di vino in brik è 1,14€. Si tratta di una cifra esigua quasi da acqua minerale. Quello in bottiglia da 0,750 Cl sale a 4,28€ ma siamo ancora lontani da prezzi  che rendano remunerativa la coltivazione della vigna dove  arriva circa ¼ del valore pagato dal consumatore.

Meglio l’export dove tuttavia l’esame dello scenario internazionale ci spinge a guardare con attenzione e invidia  i primi della classe: i neozelandesi. Ecco la classifica dei Paesi esportatori di vino in base al prezzo medio di un litro di vino imbottigliato

                                                                       
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