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GLI EVENTI DELLA CANTINA PER I SUOI TURISTI

Il turismo è sempre più attratto da esperienze da vivere, momenti unici, che arricchiscono di conoscenze e di amicizie. Le cantine devono offrirli ai loro clienti

evento-in-cantina-per-gli-enoturisti-Gianluca-Morino e Donatella-Cinelli Colombini

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Di Donatella Cinelli Colombini

Per questo l’offerta enoturistica si sta punteggiando di soggiorni a tema e piccoli eventi destinati ai wine lovers. Si tratta, per lo più di degustazioni a pagamento. Sono di questo tipo le verticali di annate antiquarie guidate da un enologo celebre, le degustazioni comparative che coinvolgono cantine di altre zone d’Italia o del mondo, i pranzi cucinati da chef famosi abbinati ai propri vini, oppure le “comparsate” di personaggi televisivi. Si tratta di piccoli eventi che vengono proposti ai clienti più affezionati oppure ai membri del club aziendale (Amici della cantina ….) che si sentono privilegiati partecipanti di qualcosa di esclusivo che accresce le loro conoscenze e il grado di affezione nei confronti della cantina.

EVENTI NELLE CANTINE PER GLI ENOTURISTI:  SINGOLI O A RETE

Gli eventi in cantina destinati ai wine lover possono essere anche all’interno di network più grandi come avviene per “Cantine aperte

Eventi in cantina per enoturisti Cantine aperte 2015 Montalcino Casato Prime Donne

Eventi in cantina per enoturisti Cantine aperte 2015 Montalcino Casato Prime Donne

oppure “Calici di Stelle”, quest’ultimo in partnership con le Città del vino.
In questi due eventi la comunicazione è sviluppata dalle associazioni nazionale e regionale del Movimento Turismo del Vino. L’afflusso dei visitatori è consistente anche se concentrato sui territori e i brand più noti e presenta un target molto vario che raramente coincide con quello delle singole aziende . In particolare Cantine Aperte, che io ho ideato nel 1993 per promuovere l’enoturismo in Italia, mostra segni di stanchezza e andrebbe focalizzata sulle nuove offerte di ogni destination favorendo una diversificazione di proposte e spingendo ogni cantina a azioni di comunicazione e marketing a tutto vantaggio dei flussi permanenti diretti
verso di essa.

Il Consorzio del Brunello al voto, Fabrizio Bindocci for president

Elezioni del Consorzio del Brunello con un gran numero di candidati e una quasi certezza: Fabrizio Bindocci tornerà a fare il presidente

Consorzio-Brunello-Benvenuto Brunello 2014 Oscar Farinetti

Consorzio-Brunello-Benvenuto Brunello 2014 Fabrizio-Bindocci-Oscar Farinetti

Di Donatella Cinelli Colombini

Il Consorzio del Brunello è uno dei cinque meglio organizzati in Italia. Missioni all’estero al ritmo di una ogni due mesi, comunicazione on line e tradizionale a livello mondiale, pubblicazioni e l’evento Benvenuto Brunello che nel 1992 inaugurò la presentazione, in anteprima, dei vini delle denominazioni italiane.
Nato nel 1967, subito dopo il riconoscimento della DOC Brunello di Montalcino, il Consorzio è il cervello organizzativo di un distretto vinicolo fra i più importanti del mondo: 3.500 ettari di vigneto di cui 2.100 per il Brunello, 13 milioni e mezzo di bottiglie e un business di 180 milioni di Euro all’anno a cui si aggiunge il turismo del vino in piena espansione.

CONSORZIO DEL BRUNELLO CABINA DI REGIA  DEL  DISTRETTO VITICOLO

 

Consorzio-Brunello-Benvenuto Brunello-pubblicazioni-assaggi

Consorzio-Brunello-Benvenuto Brunello-pubblicazioni-assaggi

Montalcino attrae investimenti milionari da tutto il mondo e annovera fra i suoi produttori tre imprenditori presenti nella classifica Forbes dei 1000 richest in the word. E’ dunque una vetrina e una palestra in cui tutti i produttori e gli enologi migliori vogliono o vorrebbero mettersi alla prova.
Armonizzare le esigenze di 208 cantine imbottigliatrici con caratteristiche molto diverse fra loro -piccole e grandi, storiche e di new entry, innovative e tradizionaliste – è complicato ma, da sempre, il Consorzio ha saputo dare servizi, risposte e coordinamento trasformando una compagine disomogenea di wine makers in uno squadrone in grado di mostrarsi unito a New York, Tokyo, Londra, Toronto, Mosca ….

ELEZIONI DEL CONSIGLIO DEL CONSORZIO: 23 CANDIDATI PER 15 SEDIE

Il 4 giugno ci saranno le elezioni del nuovo consiglio con 23 candidati per 15 posti. La voglia di entrare nella cabina di regia della denominazione è diffusa così come la convinzione che essere amministratori offra visibilità e contatti con i wine critics che contano. Per questo, contrariamente alle denominazioni vicine come la giovane Doc Orcia dove per 11 posti in consiglio c’erano 11 candidature, nel Brunello c’è una lista abbondante di aspiranti consiglieri. Per questo Montalcino si è animato di incontri, più o meno carbonari, nella ricerca di consenso, con le aziende più grandi, concentrate nell’Unione Agricoltori decise a essere presenti in consiglio (Banfi, Pian delle Vigne-Antinori, Castelgiocondo-Frescobaldi, Poggione, fattoria dei Barbi) la Coldiretti ancora divisa dalle lotte interne che hanno caratterizzato gli ultimi anni e la CIA Confederazione Italiana Agricoltori che sembra la più convinta sui candidati da sostenere.

Falanghina: sarà il super vino bianco del futuro?

Bianco, vulcanico, minerale, longevo … la Falanghina ha tutti i caratteri di tendenza. Ma serve la voglia di puntare molto, molto in alto per vincere nel mondo

Giulia-Falato-Valeria-Lingua-Guardia-Sanframondi-Progetto-Falanghina

Giulia-Falato-Valeria-Lingua-Guardia-Sanframondi-Progetto-Falanghina

Di Donatella Cinelli Colombini

Vado a Guardia Sanframundi Città europea del vino 2019, con Valentina Carputo Delegata campana delle Donne del Vino per il progetto “Donne per Sannio Falanghina”, che riunisce 25 comuni del beneventano, un distretto viticolo formidabile: 12.000 ettari vitati, 10.000 aziende produttrici d’uva, 3 DOP e 1 IGP, 160 cantine, nel complesso il 50% della produzione campana.

GUARDIA SAFRAMONDI E LA FALANGHINA

Donatella-Cinelli Colombini-castello-medioevale-Guardia-Sanframondi

Donatella-Cinelli Colombini-castello-medioevale-Guardia-Sanframondi

L’idea del bravissimo sindaco Floriano Panza è quella di usare le donne come apripista verso la qualificazione produttiva <<le cose vanno bene>> mi spiega << qui al Sud abbiamo fatto il 7,5% in più di fatturato dal 2018 e un + 3,7% di occupazione nel settore vitivinicolo, ma le donne possono essere un elemento di accelerazione>>. In effetti <<in Campania le aziende agricole in rosa sono passate dal 34 al 37% del totale mentre la media nazionale è del 29>>. Partendo da questi numeri il sindaco Panza ha affidato a Giulia Falato il coordinamento del progetto che punta a lanciare la Falanghina e il suo distretto produttivo come eccellenze.
Le carte da giocare ci sono, basta assaggiare il vino di Paola Mustilli, la sua complessità minerale, la densità, la persistenza della sua Falanghina vocata al lungo invecchiamento.

Giovanni Rallo nuovo chef della Fattoria del Colle

Donatella Cinelli Colombini vi presenta il nuovo chef della Fattoria del Colle scelto fra 80 candidati: Giovanni Rallo – con l’invito ad assaggiare i suoi piatti

 

Il ristorante della Fattoria del Colle ha fama di destinazione golosa per i piatti sapientemente elaborati sulla tradizione toscana e abbinati a grandissimi Brunello, Chianti e Doc Orcia. Per questo, quando la chef Roberta Archetti decise di interrompere per tornare nella sua città natale, Donatella Cinelli Colombini insieme al maître Nicola Minunno hanno passato mesi, nella ricerca di uno chef con altrettanto talento. 80 candidati e finalmente la scelta è caduta su Giovanni Rallo.

Giovanni Rallo chef siciliano in Toscana

35 anni. originario di Marsala dove la madre Maria gli ha trasmesso l’amore per la buona cucina. Dopo il diploma dalla scuola alberghiera di Erice -Trapani ha iniziato un viaggio professionale nelle cucine toscane rimanendo per sempre in questa regione che è diventata la sua terra del cuore.

Una sola esperienza all’estero, in Costa Azzurra e poi, a soli 22 anni, è diventato chef del ristorante del prestigioso Castello di Leonina nei pressi di Siena. Una sfida vinta che ha spinto Giovanni a intraprendere un percorso di formazione tutto suo

usando libri, internet e investendo in pranzi nei ristoranti stellati <<avrò speso 10.000€>> commenta senza alcun rimpianto <<e intanto lavoravo, anzi, a volte dopo aver chiuso la cucina, andavo, di nascosto, da uno chef stellato, che è stato il mio vero maestro, perché solo guardandolo e dandogli un piccolo aiuto, ho imparato moltissimo>>.

Il nuovo chef della Fattoria del Colle e le sue ricette

Una voglia di migliorare che non ha mai perso, così come quella di riscoprire le sue radici siciliane. Da qui una predilezione per la pasticceria, molto ricca in Sicilia e molto più limitata in Toscana, dove tuttavia abbondano residenti e turisti stranieri capaci di apprezzare le creazioni anche molto ardite di Giovanni Rallo.  Un processo creativo, il suo, che parte da cose reali da reinventare: un fungo, una pietra, un cappuccino … poi inizia la ricerca di ingredienti e lo studio di esecuzioni fatte con precisione cronometrica. Ecco che la passione infantile per  le merendine diventa un doppio strato di plumcake al cacao con dentro una mousse al cioccolato bianco e sopra fiorellini di spuma di zucca adatti al periodo di novembre in cui il dolce è stato creato.

Vino italiano: pochi sanno da dove viene, escluso il Brunello

 

Fra le 45 regioni produttrici di vino conosciute dai consumatori USA solo 5 sono italiane: Toscana, Sicilia, Chianti, Prosecco e Piemonte

vino-italiano-in-USA-San-Francisco - Biondivino - Brunelli in esposizione

vino-italiano-in-USA-San-Francisco – Biondivino – Brunelli in esposizione

Di Donatella Cinelli Colombini

L’indagine fatta tempo fa sulla riconoscibilità dei distretti vitati, è di Wine Intelligence ed ha riguardato statunitensi che bevono vino almeno una volta al mese. Per chi giudica troppo saltuario questo consumo è giusto precisare che nel mondo 108 milioni di persone bevono vino una volta all’anno, 84.000.000 una volta al mese e 61 milioni ogni settimana. Per questo, la scelta di consumatori “mensili” appare rappresentativa di un enorme numero di bevitori.

WINE INTELLIGENCE SULLA RICONOSCIBILITA’  DEI DISTRETTI VITICOLI

Ed ecco i risultati: fra le 45 regioni del vino più conosciute troviamo al primo posto Napa

Huston-seminario-sul-Brunelo-ai-clienti-USA

Huston-seminario-sul-Brunello-ai-clienti-USA

Valley e al secondo la Toscana indicata dal 60% degli intervistati. Seguono la Sicilia e il Chianti pari merito al 9° posto, seguite dal Prosecco 13° con il 36% di risposte positive e il Piemonte conosciuto solo dal 22% del campione.
Il confronto con la Francia è sconfortante; infatti se le regioni USA sono le più conosciute dai connazionali, 18 di quelle d’oltralpe sono state indicate fra le 45 più conosciute.
Situazione simile nell’indagine riguardante i consumatori tedeschi. In questo caso le zone viticole più conosciute sono 42 e il campione degli intervistati è ancora quello di chi beve vino almeno una volta al mese (27,5 milioni di tedeschi). Prima posizione per Bordeaux seguita da ben 12 regioni francesi del vino. I distretti viticoli italiani presenti nella lista sono 5 con il Chianti al 10° posto (65% di riconoscibilità) seguito da Prosecco, Trentino, Sicilia e Piemonte.

La lezione di Costellation: via dai vini commodity

Costellation Brands vende a Gallo Winery 30 cantine senza i vigneti. Gallo diventa il maggiore acquirente di uve del mondo. Cosa insegna questo accordo

Costellation Brands portafoglio

Costellation Brands portafoglio

Di Donatella Cinelli Colombini

La notizia è talmente importante da leggerla nel “The Wall Street Journal” e la cifra è impressionante: 1 miliardo e settecento milioni per la cessione di 30 marchi di vini del segmento commodity, quello che generalmente è esposto nello scaffale più in basso del supermercato. La lista comprende alcuni dei più noti negli Stati Uniti: Ravenswood, Black Box, Clos du Bois, Estancia, Franciscan, Wild Horse e Mark West.

Gallo Winery un mare di vino

Costellation Brands

Costellation Brands

Gallo, l’acquirente, è il numero uno nella classifica dei wine brand più forti del mondo con 900 milioni di bottiglie all’anno cioè tre volte di più del secondo classificato, il cileno Concha y Toro. La famiglia Gallo ha un business concentrato sui vini e una enorme forza su tutti i ripiani dello scaffale da quello super premium alle confezioni più povere e meno qualificate.
L’acquisto delle cantine Costellation rinforza la gamma nel gradino più basso, quello delle bottiglie primo prezzo e trasforma Gallo nel primo acquirente di uve del mondo perché i 30 brands sono stati venduti senza vigneti.

Gli eventi dell’enoturismo

Eventi in cantina: ecco quelli destinati a promuovere l’azienda del vino come wine destination facendola conoscere a operatori turistici e stampa

eventi-in-cantina-Cantine-aperte

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Di Donatella Cinelli Colombini

L’ hanno chiamata festivalizzazione ed è la trasformazione dell’offerta culturale in una moltitudine di eventi di grande impatto mediatico che ha avuto il suo culmine intorno al 2010 ed da spostato risorse e attenzione dall’offerta stabile a quella effimera.
Nel vino sta succedendo la stessa cosa con un proliferare di appuntamenti che non ha eguali nel passato. Il caso più eclatante sono le anteprime dei vini nate a Montalcino nel 1992 e poi divenute un must annuale per tutte le denominazioni più importanti.
Cantine, consorzi, Amministrazioni Regionali propongono eventi sempre più grandi, più costosi e purtroppo più simili. Una corsa ad apparire che ha finito per avere un effetto cannibale e offre ritorni di immagine e di vendite, ormai, decisamente deludenti.

Eventi-in-cantina-Calici-di-stelle-Fattoria-del-Colle

Eventi-in-cantina-Calici-di-stelle-Fattoria-del-Colle

Diventa dunque importante, soprattutto per le cantine piccole o medio piccole, seguire una strategia rigorosa senza sentirsi fuori gioco in una corsa al gigantismo, al lusso e alla spettacolarizzazione che qualche volta è più un’espressione di vanagloria che di serio marketing.

EVENTI: COERENZA CON L’AZIENDA, I VINI E IL TERRITORIO

Gli eventi servono per richiamare l’attenzione sull’offerta permanente della cantina e per portarla al successo. Tanti anni fa il Professor Fabio Taiti mi disse <<esistono gli eventi meteorite, eclatanti ma estranei ai flussi turistici esistenti, e eventi cometa che formano una scia attaccata alla stella cioè alla destinazione turistica. I primi danno più svantaggi che benefici mentre i secondi aumentano il business>> La definizione è adatta anche al turismo del vino: gli eventi che accrescono e qualificano i flussi verso le cantine sono coerenti con al loro offerta permanete e la rendono più visibile aumentando i visitatori e il business. Sono insomma un’espressione eccellente di ciò che gli enoturisti trovano sempre. Immaginiamo un’azienda che fa creare dei biscotti salati per il suo migliore Barolo da una star di prima grandezza come Madonna. La presentazione dei salatini con la celebre cantante vestita da chef avrebbe una risonanza mondiale ma la prospettiva di assaggiare i biscottini salati con il Barolo potrebbe essere un motivo di attrazione verso quella cantina.

Sommelier e enoturismo un matrimonio d’amore

Il Presidente dei Sommelier AIS Maietta ha dedicato al turismo la giornata nazionale 2019 della Cultura del vino e dell’olio aprendo nuovi orizzonti professionali 

Di Donatella Cinelli Colombini

Giornata-dei-Sommeier-al-Castello-di-Brolio

Giornata-dei-Sommeier-al-Castello-di-Brolio

Io ho partecipato alla giornata dei Sommelier in Toscana, al Castello di Brolio, rinunciando all’invito in Sicilia del mio amico Camillo Privitera e all’inaugurazione delle nuove sale di Vini e Capricci a Gozo-Malta. La data era la stessa e i Sommelier toscani mi avevano “prenotata” per primi.
L’argomento era ghiotto per me: sommelier e turismo.
Il momento per fare il punto sul turismo del vino e sulle sue prospettive, davanti a un centinaio di “narratori del vino” ai delegati provinciali AIS e ai responsabili della Regione Toscana.

TURISMO DEL VINO FRA OPPORTUNITA’ E SALVAGUARDIA

Francesco-Ricasoli-Castello-di-Brolio-giornata-dei-Sommelier-2019

Francesco-Ricasoli-Castello-di-Brolio-giornata-dei-Sommelier-2019

Il turismo del vino nasce in Italia il 9 maggio 1993, una domenica in cui 100 cantine della Toscana decisero di aprire le porte, tutte insieme, ai visitatori. Oggi è un comparto con un business di 2,5-3,5 miliardi di Euro che comprende vendita di bottiglie, visite, degustazioni, pasti, pernottamenti, winery tours …. A queste attività si aggiunge un indotto enorme e diversificato: dal benzinaio, all’arredo dei punti vendita, alla lavanderia e al fioraio, al notaio, ai matrimoni…. La Toscana è tuttora in posizione leader ma, non è il caso di dormire sugli allori, perché il successo turistico va riconquistato anno per anno, mese per mese. Il turista è un amante infedele, sempre alla ricerca di nuove destinazioni e quindi bisogna sempre proporre qualcosa di nuovo, interessante ma vero. Si vero perché la falsificazione è la vera malattia causata dal successo turismo che porta le destination alla massificazione e poi al

declino. L’antidoto è la professionalizzazione degli addetti e la regolazione dei flussi, puntando più sulla qualità che sulla quantità. Ecco che i Sommelier possono avere un ruolo chiave per innalzare il livello dell’offerta e quindi anche il target dei visitatori. Due settori sono particolarmente adatti a loro. Il primo è quello delle dei winery tour che conducono i piccoli gruppi di wine lovers, soprattutto nordamericani, nei territori del vino. Il secondo, forse persino ancora più bisognoso di personale, è costituito da manager e addetti all’incoming in cantina per gestire visite e degustazioni guidate, creare esperienze e animazioni legate al vino.

Il mio “vicino” miliardario Alejandro Bulgheroni

E’ uno dei mille uomini più ricchi del mondo, petroliere, possiede vigne in Argentina, Uruguay, a Bordeaux e in Toscana davanti alle mie a Poggio Landi

Alejandro-Bulgheroni-Poggio-Landi-Montalcino-cantina-Belvedere

Alejandro-Bulgheroni-Poggio-Landi-Montalcino-cantina-Belvedere

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ il secondo uomo più ricco dell’Argentina e il 715° più ricco del mondo nelle classifiche Forbes. Un patrimonio personale di 3,1 miliardi di Dollari che supera il PIL di molti piccoli stati. Ha 75 anni ma non li dimostra. E’ piccolo, magro, un bel volto con un sorriso aperto e gli occhi sempre vigili, padre bergamasco, una laurea in ingegneria industrale, sette figli e una giovane moglie deliziosa Bettina che, tuttavia, dopo il matrimonio, gli ha fatto smettere di bere vino.
E’ pieno di energia, ha iniziato a lavorare a 22 anni, affiancando il padre, e poi non ha mai smesso.

Alejandro Bulgheroni miliardario produttore di vino

Alejandro Bulgheroni ha una parte delle sue vigne di Montalcino davanti alle mie del Casato Prime Donne ma io non l’ho mai incontrato fra i filari, benchè lui sia venuto li almeno una volta. L’ho conosciuto all’inaugurazione della sua cantina che è stata battezzata Belvedere per lo spettacolare

Alejandro-Bulgheroni-Poggio-Landi-Montalcino-cantina-Belvedere

Poggio-Landi-Montalcino-cantina-Belvedere

panorama intorno. Una vista mozzafiato nel vero senso della parola con dolci colline di un verde primaverile che danno un’impressione quasi subacquea.

Alejandro Bulgheroni appariva rilassato e felice per l’inaugurazione anche se, a causa della vita frenetica che conduce, la sua familiarità con il luogo era evidentemente molto diversa da quella di un normale produttore con la sua cantina. Per lui il vino è un amore recente, come ha detto ad Alessandro Regoli di Wine News << un percorso iniziato in Uruguay nel 2006-2007, quando ho conosciuto l’enologo toscano Alberto Antonini, che ha fatto crescere in me prima l’interesse e poi la passione>>. Adesso Bulgheroni ha vigneti in Argentina, Uruguay e in Francia a Bordeaux. In Toscana possiede 330 ettari di vigna a Dievole nel Chianti Classico, Poggio Landi a Montalcino e nelle Tenuta le Colonne e Tenuta Meraviglia a Bolgheri per le quali sta costruendo una spettacolare cantina in un’antica cava di pietra abbandonata. 15 milioni di Euro di investimento, in quest’ultima impresa, che si aggiungono ai 120 già spesi nelle tenute esistenti e la promessa di nuove acquisizioni nei prossimi 5 anni <<poi vedremo>> ha detto Bulgheroni.

L’orto domestico è buono la fettina di vitello no

La nuova logica dell’alimentazione rispettosa dell’ambiente premia cibi e vini che non inquinano con gas, liquami, pesticidi… sotto accusa la carne di bue 

Alimentazione-sana-orto-della-Fattoria-del-Colle

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Di Donatella Cinelli Colombini

C’è una nuova etica del cibo che coinvolge un crescente numero di persone nei Paesi più sviluppati: per salvare il pianeta bisogna mettere nel piatto solo quello che è ecosostenibile. Ecco che gli alimenti che la lunghezza dei trasporti (il famoso km 0) il carbon footprint, l’utilizzo o l’inquinamento dell’acqua … diventano elementi che discriminano ciò che è buono da ciò che è cattivo per l’ambiente.

I CIBI ECO FRIENDLY

Nella lista dei meritevoli ci sono gli alimenti fatti artigianalmente e ancora meglio in casa,

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quelli ottenuti dagli scarti come l’olio prodotto facendo esplodere con il freddo le molecole delle bucce di arancia, sperimentato all’Università di Pisa. Poi ci sono le alternative alla carne di bue come l’hamburger di barbabietola o la carne cresciuta in laboratorio dalle cellule staminali che arriva da Israele, oppure gli insetti, per chi ha lo stomaco di mangiarli. Promosso anche il pesce povero dei nostri mari nella stagione della pesca, i legumi tradizionali che, oltre tutto rigenerano il terreno dove crescono, pere, mele e patate che consumano poca acqua e possono essere prodotti in autentiche oasi naturali.

I CIBI POCO ECO FRIENDLY

Nel banco degli imputati c’è anche il vino  Prosecco , per la sua grande produzione, insieme alla carne di bue, i pesci di importazione oppure quelli che impoveriscono le coste come i gamberetti di allevamento, i cereali OCM e coltivati con pesticidi, l’olio di palma presente anche nelle merendine.

I politici “di vini” che ci piacciono

Il provvedimento sulla cultura, la tutela e la valorizzazione del vino proposto da Renato Brunetta è stato firmato da 109 deputati di tutti i partiti

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Di Donatella Cinelli Colombini

Pochi argomenti riescono a mettere d’accordo i politici italiani che sembrano farsi la guerra su tutto persino dentro la stessa maggioranza e ancora peggio dentro lo stesso partito. Votate all’unanimità le norme del “codice rosso” sul contrasto alla violenza sulle donne come la “revenge porn” e gli sfregi. Ma c’è un altro argomento trasversale che riesce a aggregare consenso al di la degli schieramenti politici: il vino.

Renato Brunetta da ministro a produttore di vino

Esiste un intergruppo parlamentare dedicato proprio al vino che riunisce circa 100 deputati di tutti i gruppi

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Capizucchi -vino-di-Renato-Brunetta

con lo scopo di <<promuovere l’attività enologica attraverso attività sistematiche che vedano crescere la collaborazioni fra istituzioni e imprese>> ha detto il promotore dell’iniziativa e ex ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta.
Da qualche tempo Brunetta ha deciso di coltivare la vigna nella sua tenuta di Capizucchi nell’agro romano dove produce circa 100.000 bottiglie l’anno di Montepulciano-Cabernet Sauvignon e Malvasia del Lazio. Un’ attività per la quale <<si è indebitato fino ai capelli>> ma che ha comportato una svolta, anche psicologica, nella sua vita. Della serie meno economia- spread-rating-banche e più agroalimentare. Ecco che tre dei quattro disegni di legge presentati da Renato Brunetta in questa legislatura riguardano il vino. In particolare introducono l’insegnamento del vino e dell’agroalimentare nelle scuole come materia di educazione civica e sostengono la produzione enologica anche attraverso il contrasto alla contraffazione.

DURATA E ORARIO DELLE VISITE IN CANTINA

La visita delle cantine italiane dura da 20 a 40 minuti. Solo i veri wine lovers desiderano un percorso più lungo. Più richiesta nel pomeriggio

 

Durata-visite-in-cantina-Fattoria-del-Colle-Orcia-DOC

Durata-visite-in-cantina-Fattoria-del-Colle-Orcia-DOC

Di Donatella Cinelli Colombini

La visita della cantina dura, a seconda della dimensione aziendale, da 20 a 40 minuti. Difficilmente si protrae più a lungo, soprattutto per i turisti meno esperti per i quali è anzi meglio abbreviare spiegazioni e visita, mentre la voglia di sapere e le domande aumentano con l’aumentare delle competenze nel vino.

Oltre al percorso fra tini e botti, molte cantine propongono anche piccoli musei, come quello della Tenuta Bonzara nei Colli Bolognesi oppure delle Cantine Ricasoli allestito nel Castello di Brolio. C’è chi ha dei cimeli da Oscar come Francis Ford Coppola nella sua cantina in California e chi, come la mia fattoria del Colle in Toscana, si sta trasformando in una wine destination con cinque attività al giorno, compresa la visita della cantina e della villa cinquecentesca.

Ad ogni modo la durata delle visite non può essere troppo lunga perché la capacità di attenzione dei turisti del vino è ogni anno più limitata e perché levare tempo ad assaggi e shopping è assolutamente controproducente.

 

VISITE SU RICHIESTA OPPURE A ORARIO FISSO

Durata-visite-in-cantina-Fattoria-del-Colle-Orcia-DOC

Durata-visite-in-cantina-Fattoria-del-Colle-Orcia-DOC-Tuscan-wine-week

All’inizio dell’attività di accoglienza turistica in cantina ed in bassa stagione le visite avvengono su richiesta adattandosi all’arrivo dei visitatori, ma quando i flussi cominciano a ingrossarsi i winery tour devono avere un orario. Questo riduce i costi del personale e permette ai visitatori di organizzare il loro tempo.

ILLUMINAZIONE E PULIZIA DELLA CANTINA TURISTICA

Illuminazione: i light designer arrivano in cantina. Quanto conta l’igiene per le cantine turistiche? Meglio lo stile asettico o quello nature?  

illuminazione-delle-cantine-Fattoria-del-Colle-Trequanda-Toscana

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Di Donatella Cinelli Colombini

Le luci calde, soffuse che creano suggestione e mostrano agli enoturisti solo le parti più belle della cantina non sono accettabili ai fini antinfortunistici. Per questo molte aziende, soprattutto quelle nate negli ultimi anni, hanno due sistemi di illuminazione: quello a luce forte per lavorare e quello più emozionale per i turisti.

LIGHT DESIGNER E LUCI ANTINFORTUNISTICHE

Ovviamente scale, rampe e altre possibili cause di cadute devono essere sempre ben illuminate ma il resto della cantina può trarre un notevole vantaggio dall’intervento di un light designer che affianchi all’illuminazione adatta a fare ricolmature e travasi, una serie di suggestioni che accrescono il fascino dei sotterranei di Bacco senza tuttavia trasformarlo nella Disneyland del vino. Il rigore è sempre utile nel rispetto della dignità del vino.

illuminazione-delle-cantine-Fattoria-del-Colle-Trequanda-Toscana

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Molto utili sono i sensori e i timer che riducono lo spreco di energia, limitando l’illuminazione ai momenti in cui gli ambienti vengono visitati. Questi sistemi sono particolarmente utili per le bottiglierie antiquarie e i luoghi dove ci sono bottiglie in esposizione, per le quali è meglio ridurre l’esposizione alla luce, oltre alla precauzione di usare luci tenui e colorate.

Ovviamene luci di sicurezza, segnalazione delle vie di fuga sono obbligatorie e utilissime.

ODORI E PULIZIA DELLE CANTINE

Il grande vino si associa all’idea di un rispetto quasi sacrale e di una dedizione maniacale. Concetti che la sensibilità del nuovo millennio coniuga con due diverse interpretazioni: da un lato un ordine asettico quasi ospedaliero e sul lato opposto un tradizionalismo “nature” che in certi casi è quasi il ritorno nelle caverne.

La Francia limita i consumi di vino

Consumo massimo di due bicchieri al giorno di vino per un totale di una bottiglia e mezzo la settimana. Grande sconcerto fra i bevitori moderati

campagna-per-moderare-i-consumi-in-Francia

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di Donatella Cinelli Colombini

Le intenzioni sono buone ma la campagna di comunicazione contro il consumo d’alcol che è stata diffusa in Francia all’inizio di aprile ha creato una gran confusione soprattutto fra i consumatori moderati facendoli << sentire colpevoli>> come ha detto Jérôme Villaret, delegato generale dei viticoltori della Languedoc AC.

I RISCHI DELL’ALCOL

Infatti se è vero che 41.000 persone all’anno muoiono in Francia a causa

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dell’alcool (seconda causa di morte evitabile dopo il fumo) i francesi sono ben lungi dall’essere i maggiori consumatori d’alcool d’Europa. La classifica è guidata dai Paesi dove i bicchieri sono pieni di birra e distillati: Lituania, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Lettonia. Il consumo annuo pro capite di alcool puro in Francia è di 12,6 litri, poco superiore a quello del Regno unito.

VINO: DOSI GIORNALIERE E SETTIMANALI

Eppure la campagna di comunicazione dei “cugini d’oltralpe” è stata quasi una crociata << ci sono circa 10,5 milioni di adulti che bevono troppo. In ogni caso bevono in proporzioni che aumentano i rischi per la salute>> ha spiegato Viet Nguyen-Thanh, responsabile della Santé Publique dando anche i numeri dei consumi consigliati: non più di 10 bicchieri alla settimana cioè due al giorno ma facendo qualche giornata di astinenza.

Voglia di letto a baldacchino

I letti con baldacchino sono diventati un must per le residenze d’epoca dove i turisti trascorrono dei soggiorni romantici. Ecco quelli della Fattoria del Colle

letto-a-baldacchino-Camera-del-Granduca-Fattoria-del-Colle-Toscana

letto-a-baldacchino-Camera-del-Granduca-Fattoria-del-Colle-Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

Devo iniziare con un piccolo racconto privato: mia figlia Violante Gardini da piccola era molto romantica ed io le feci decorare la camera da letto con affreschi floreali da Rodolfo Gorelli, mettendole al centro un letto a baldacchino realizzato appositamente per lei dall’artista Julia Scartozzoni. Julia ha la sua base al Castello di Spaltenna in Chianti ed è specializzata in arredi unici di grande raffinatezza. Le sue creazioni sono nelle riviste di arredamento di tutto il mondo: AD- Architectural Digest, Country Inns ( USA),L’ Ami des Jardins ( France), Ideales Heim ( Switzerland- Germany) Atrium ( Germany) Conde` Nast Traveller ( USA) Vogue Espagna ( Spain), Elle (Italy)….

LETTO A BALDACCHINO DI JULIA SCARTOZZONI PER VIOLANTE

Camera-del-Granduca-Fattoria-del-Colle-Toscana

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Il letto di Violante ha profili metallici verdi acqua e tele bianche sul tetto e sui lati, dipinte con fiocchi e fiori rosa. Completano la stanza alcuni mobili liberty (lo stile floreale appunto) e una doppia tenda che funge anche da oscurante perché Violante vuole dormire nella totale oscurità.
A Violante questo letto piaceva, ma fino a un certo punto.

LETTI A BALDACCHINO DELLA FATTORIA DEL COLLE

Per questo mi ero convinta che i letti a baldacchino fossero qualcosa di hollywoodiano e non facessero più battere il cuore, come qualcosa di passato di moda e forse un po’ finto con effetto cartolina … di conseguenza smontai i letti a baldacchino di ferro che erano ammucchiati nelle soffitte e nelle rimesse della Fattoria del Colle. Ce n’erano tanti, al punto da far pensare che la maggior parte dei letti fossero attrezzati con tende. Li divisi e li attaccai sulle pareti della sala da pranzo della scuola di cucina. Una destrutturazione che riuscì fino a un certo punto perché, nel tentativo di evitare un effetto lezioso, feci dipingere le pareti di un verde scuro ottenendo un effetto forse troppo austero.

                                                                       
Cinelli Colombini
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