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Apericena rito giovane che attrae i non più giovani

Diminuisce il consumo di vino a tavola e aumenta quello dei brindisi fuori pasto soprattutto fra i giovani e nella fascia d’età 65-75 anni

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Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, Fattoria del Colle

I “giovanilisti dell’aperitivo” li chiama la mia amica Marisa Fumagalli firma storica del Corriere della Sera mentre il sociologo Enrico Finzi lo ha battezzato “giovanilismo alcolico” . Si tratta di senior che si sentono giovani perché stanno bene, sono in forma, fanno sport, vanno ai concerti, viaggiano, fanno sesso e bevono.
Gli uomini consumano alcolici più delle donne ma il gentil sesso lo fa in gruppo cioè con amiche e colleghe. Frequentano enoteche, wine bar e prediligono bollicine e rosati. Gli uomini della terza età amano i rossi e i cocktail tradizionali – Negroni, Bellini ad esempio- che tuttavia sono stati alleggeriti per renderli meno alcolici. La nuova moda è il Vermuth rinato dopo anni di oblio oltre ovviamente allo spritz.

Buy Wine 2015 Fattoria del Colle aperitivo in cantina

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L’apericena nasce all’inizio degli anni 2000 in Italia Settentrionale (molti dicono a Milano) per poi diffondersi ovunque. In realtà ha un antenato nell’antica merenda sinoira del Piemonte, che era un piccolo pasto freddo servito prima di cena, la parola Sinoira deriva infatti da “sin-a” che in dialetto piemontese significa cena.
La versione moderna è una sequenza di stuzzichini che vengono serviti fra le 18 e le 20,30 e consumati in piedi, in modo informale sostituendo la cena. I fingerfood, in tante piccolissime porzioni, scatenano le ire dei tradizionalisti che giudicano gli assaggini poco salutari, ingrassanti, ma molto cari. Il portabandiera dei contrari è Vittorio Sgarbi <<l’apericena mi fa cagare>>

Voucher con tante polemiche e poca utilità pratica

Tanto rumore per nulla! Polemiche e accuse di sindacati e opposizioni  sui voucher, misura così difficile da usare da essere forse inutile

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Di Donatella Cinelli Colombini, agriturismo, cantina, Fattoria del Colle

I nuovi voucher PrestO possono essere usati solo da privati e piccole imprese (sotto i 5 dipendenti fissi escluso il turismo che sale a 8 dipendenti) per un massimo di 10 giorni lavorativi. L’impresa o il privato che intende utilizzarli deve iscriversi a una piattaforma INPS e poi attivarli almeno un’ora prima dell’inizio dell’attività lavorativa, sarà poi l’INPS a pagare (speriamo!) la retribuzione al lavoratore dopo 15 giorni.
L’importo minimo per attivare il voucher è 49,64€ e la paga minima oraria 12,41 € di cui 9 vanno al dipendente e il resto a IMPS e INAIL. Il totale massimo annuo è di 5.000€ sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. Possono essere assunti solo studenti, disoccupati e pensionati.

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L’unica cosa buona è che il lavoratore non paga tasse su queste retribuzioni.
Per il resto la misura appare poco efficace per contrastare il lavoro nero perché è piuttosto lunga, complicata e poco conveniente. In pratica verrà usata solo dai virtuosi che vogliono essere in regola anche quando chiamano una persona occasionalmente ma i lavoratori fantasma continueranno a esserci come prima. 

A Parigi con Millésima e a Londra con Wine Advocate

Due città meravigliose in 5 giorni per due eventi memorabili le degustazioni di Millésima dei vini italiani e la celebrazione dei 40 anni di Wine Advocate

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Di Donatella Cinelli Colombini

Parigi è ancora più bella e molto più assediata dal traffico rispetto a come la ricordavo. E’ insolitamente caldo ma c’è poco tempo di fare i turisti, giusto una passeggiata fino al Louvre e a Notre Dame con piccolo shopping di antiquariato (una maiolica popolare settecentesca). Che città meravigliosa! E’ la moda in formato urbano. L’evento di Millésima è in pieno centro in un palazzo impreziosito da stucchi e ringhiere in ferro battuto costruito nell’Ottocento per formare gli artigiani d’arte. L’organizzazione di Millésima è impeccabile: dal modo con cui sono vestiti i tavoli, alle brochure e al servizio per ordinare i vino è tutto perfetto, elegante e efficiente. Millésima è il top e si vede anche da questo. E’ il leader della vendita di grandi vini francesi e ora sta assumendo lo

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stesso ruolo a livello mondiale. Attualmente il suo business è principalmente di grandi Bordeaux e Borgogna ma il suo portafoglio contiene il fior fiore delle cantine italiane con un business che cresce ogni anno. Colpisce il livello della loro clientela ricchissima e competentissima. Sanno assaggiare e non si meravigliano della qualità delle nostre bottiglie ma, anzi, sono a caccia di vini eccellenti a prezzi nettamente inferiori a quelli francesi. Noi siamo fra il Brunello di Poggio di Sotto quello di Altesino e i vini de Le Macchiole e Tua Rita. I nostri Brunello piacciono e i clienti ce lo dicono esplicitamente <<ces vins sont fantastiques, ils sont élégants>>. Alla fine della serata Champagne e Château d’Yquem con l’annuncio che gli acquisti della serata hanno superato ogni attesa.

Lo schifo nel piatto

Rapporto choc dei Carabinieri sui ristoranti: 40% degli esercizi controllati, soprattutto quelli etnici, avevano scarsa igiene e cibi guasti in dispensa

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Di Donatella Cinelli Colombini

Nel rapporto dei NAS – Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri c’è un autentico campionario di schifezze trovate nei luoghi di preparazione del cibo.
I Carabinieri hanno effettuato 15 mila controlli di cui 6.000 nella ristorazione, in questo tipo di esercizi sono state rilevate 2.425 “non conformità” che hanno portato alla segnalazione alla magistratura di 2.731 titolari, chef e altri responsabili dei ristoranti, 4 dei quali sono stati arresti perché le cose trovate dai Nas erano autentici attentati alla salute dei clienti. Le condanne sono state 350 penali e 3.600 amministrative, ma la mole dei sequestri è stata imponente, pari a un valore di 630 milioni di Euro.

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Le cucine, le pasticcerie, le macellerie, i fornai e gli altri locali in cui vengono preparati gli alimenti sono sottoposti a regole ferree: mobili lavabili, rivestimenti chiari fino a due metri da terra collegati al pavimento con una curva simile a quella delle sale operatorie, sterilizzatori per i coltelli, lavandini con asciugamani monouso, frigoriferi divisi per tipologia di alimenti …. Chi ha scritto le norme ha messo tutto l’impegno nel tutelare la salute dei consumatori precisando ogni dettaglio compresi i corsi e il librone con la descrizione di ogni preparazione e l’elenco dei fornitori.
Il punto è che il mobile lavabile deve essere anche lavato.

Arriva la marijuana con denominazione di origine

Dopo la liberalizzazione la California studia un sistema simile alle Doc per la coltivazione di cannabis che nel 2021 darà la marijuana con denominazione

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di Donatella Cinelli Colombini

Che succede se mescoliamo alcool e cannabis? Marijuana e vino sono rivali o possibili alleati? C’è un numero crescente di cantine con progetti sulla cannabis e soprattutto quello enorme di Costellation
BEVANDE CON CANNABIS RICERCATE ON LINE
La liberalizzazione del cannabis-marijuana in molti Paesi del mondo ha aperto la strada alla preparazione di infusi a base di vino o di altre sostanze. Dal lato dei consumatori c’è un grande interesse, il risultato è che un quarto delle ricerche su Wine-Searcher riguardano bevande con questo mix all’interno e stanno emergendo prodotti

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come Rodnik’s Assenzio di cannabis spagnolo. Insomma sta facendo la sua ricomparsa anche la Fée Verte “Fata verde” amata dagli artisti bohemien, un distillato ad alta gradazione dal profumo di anice che ebbe una gran fama alla fine dell’Ottocento e ancora oggi rimane legata al ricordo dei complicati riti dei pittori parigini. C’è da immaginarsi che l’effetto congiunto di marijuana e assenzio sia qualcosa di davvero potente.
Il guaio è che non si tratta dell’unico caso.
Un’altra bevanda che attira molta attenzione da parte dei consumatori al punto da far crescere velocemente il numero di ricerche su Wine-Searcher è molto più pesante: la vodka di cocaina e liquirizia della Repubblica Ceca di Hill’s lanciata sul mercato alla fine 2016.

Enoturismo prossimo futuro

Nei prossimi cinque anni come cambierà nell’enoturismo in Italia? Più turisti del vino, più web, accoglienza in cantina più professionale e diversificata

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

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Accogliendo una richiesta di Roberta Garibaldi, la professoressa dell’Università di Bergamo che sta preparando il suo secondo “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano” in uscita a gennaio, mi sono posta la domanda di come cambierà il turismo goloso nei prossimi 5 anni. Ho tracciato quelle che, secondo me, saranno le principali tendenze del turismo del vino nel futuro prossimo. Io conosco solo questa parte del turismo enogastronomico e sono quasi certa di aver fotografato la sua evoluzione.
WEB e PORTALI

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Sempre più digitale. Il turismo del vino è, in Italia, in realtà un escursionismo che dura dalla mattina alla sera. Pochi pernottano nei territori del vino. La stragrande maggioranza degli italiani lo considerano un passatempo rilassante in mezzo alla natura e partono da casa con una sola destinazione prefissata per decidere sul posto cos’altro vedere e dove mangiare. In questa situazione diventa sempre più importante essere ben visibili nei navigatori dell’auto e nei grandi portali come Google o TripAdvisor, anche perché le recensioni giocheranno un ruolo determinante nella scelta dei turisti.

Al Brunello Prime Donne il Food and Travel Award 2018

Il premio assegnato da Food and Travel Magazine il 16 ottobre durane la cena di gala in uno dei luoghi più esclusivi del mondo: il Forte Village in Sardegna

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Di Donatella Cinelli Colombini

200 ospiti in abito da sera chiamati da Pamela Raeli editore di “Food and Travel” hanno applaudito l’eccellenza della gastronomia, del vino e dell’accoglienza turistica italiana: chef stellati come Davide Oldani, enologi del calibro di Riccardo Cotarella, produttori vip come Bruno Vespa, ristoranti da sogno come Don Alfonso di Iaccarino, vini strapremiati tipo l’Amarone Masi e …. il nostro Brunello Prime Donne. La mia selezione dedicata alle wine lovers, aggiunge un altro trofeo al suo consistente medagliere: il Food and Travel Magazine 2018 Italia Awards.
Si tratta di un riconoscimento prestigioso che viene assegnato ogni anno da un colosso dell’editoria: 600.000 lettori , 18 edizioni internazionali e una distribuzione in Inghilterra, Germania, Austria, Svizzera tedesca, Turchia, Croazia, Messico, USA, Portogallo,

Food-and-travel-2018-Award- Bruno-Vespa

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Middle East GCC, Italia e Svizzera italiana. Nel magazine 132 pagine con articoli di enogastronomia, viaggio e life style che vengono condivisi fra le varie redazioni del mondo.
La cena di gala della premiazione è stata condotta da Pamela Raeli e Gioacchino Bonsignore di G5 Gusto. Io e mio marito Carlo Gardini eravamo al tavolo di Davide Oldani lo chef geniale che ha saputo coniugare l’ alta cucina con la naturalezza degli ingredienti.
La cornice della festa era il Forte Village di Pula sulla costa meridionale della Sardegna, che ha accolto gli ospiti fra due file di persone sarde in costume tradizionale. E’ un resort creato nel 1967 con un’intuizione che, a quell’epoca, rivoluzionò il turismo nel Sud dell’isola.

Dalla Russia con amore

Degustazioni, incontri ma anche pranzi stellati, balletti e monumenti d’arte in un viaggio di lavoro in Russia che somigliava più ad una bella vacanza

Russia-Bolshoj-balletto-Onegin

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino,Casato Prime Donne

Se vuoi capire cos’è l’ospitalità vai in Russia, ti coccoleranno al punto di metterti in imbarazzo e farti venire l’ansia per come ricambiare. Forse qualcuno di voi sa che io adoro il balletto classico. Lo guardo on line la sera prima di chiudere il PC come premio per la giornata di lavoro. Ingenuamente ho detto di questa mia passione agli importatori russi LudingWines quando sono venuti a Vinitaly. Ecco che nel programma del viaggio di lavoro a Mosca compariva una misteriosa indicazione <<Ore 19 Cultural program, dress code formal>>. Io pensavo si trattasse di un incontro di lavoro, invece mi hanno accompagnano al Bolshoj dove andava in scena Onegin con il

Russia-San-Pietroburgo-Lago-dei-cigni-teatro-Mikhailovsky

Russia-San-Pietroburgo-Lago-dei-cigni-teatro-Mikhailovsky

bellissimo astro nascente del balletto russo Denis Rodkin. Che emozione, non ero mai stata al Bolshoj e mi sono commossa. Ma non è finita. Appena scesa dal treno che mi ha portato a San Pietroburgo, mi hanno consegnato una busta con dentro i biglietti per il Lago dei cigni al Teatro

Mikhailovsky con la strepitosa Polina Semionova. Come dire il top del top. Se penso che questo è un viaggio di lavoro mi vergogno un po’. Troppo bello! Persino mio marito Carlo, che non ama il balletto, è rimasto folgorato.
Mosca e San Pietroburgo sono due città splendide in un momento sfolgorante. Sono stata in Russia la prima volta intorno al 1970 quando ero giovanissima, poi sono tornata due volte negli ultimi vent’anni e ho visto questo Paese letteralmente fiorire.

E se i produttori diventassero più importanti dei vini?

Questa è l’evoluzione prospettata da Jancis Robinson: vino sempre più interattivo e esperienziale, i produttori protagonisti e in contatto con i consumatori

Jancis Robinson

Jancis Robinson

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Brunello

Jancis Robinson la Master of Wine più nota e più ascoltata ci dona un’autentica perla sulla rapida evoluzione del rapporto fra i consumatori e il vino. Come sempre visionaria e anticipatoria la super wine expert britannica individua delle tendenze prima di tutti gli altri con due premesse: il vino è ancora prevalentemente consumato da chi ha più di 50 anni e questo viene spesso dimenticato dagli addetti al marketing che si affannano sulle generazioni di nativi digitali. Altro punto di partenza sono i rapporti fra le imprese e i consumatori. Nell’industria manifatturiera o meccanica gli uffici “assistenza clienti” quelli che un tempo erano gli “uffici reclami” sono diventati il più importante anello di congiunzione con la clientela e vengono considerati di importanza strategica per fidelizzare alla marca e rendere più soddisfacente il consumo o l’utilizzo della merce venduta.
Nel vino avviene la stessa evoluzione anche se più sotto traccia ed è proprio la

Jancis Robinson MW

Jancis Robinson MW

Robinson a metterla in luce. Sullo sfondo di questa analisi c’è anche il ruolo dei wine critics. La loro influenza sugli over 50 è ancora forte ma devono imparare a dialogarci di più affrontando anche l’annoso problema dell’autenticità e della trasparenza dei giudizi.
Non sappiamo se i consumatori sono <<more empowered or just most self expressive>> più potenti o più auto assertivi ma certamente stiamo andando verso un ”economia dell’esperienza” in cui i consumatori vogliono visitare il luogo in cui nasce la loro bottiglia preferita e pagano per interagire con il brand o ancora meglio con il produttore.

La botola di Gozo … l’avventura continua

Voi pensavate che dopo 10 mesi la costruzione della terrazza sul tetto della casa di Gozo-Malta fosse conclusa? Invece no! Ma ci sono progressi

Gozo-settembre-2018-gruppo-folkloristico-di-Qala

Gozo-settembre-2018-gruppo-folkloristico-di-Qala

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

La celebre botola della scala che sale alla terrazza della nostra casa di Gozo (per la verità è di mio marito Carlo) ha finalmente una chiusura. E’ una lastra metallica, provvisoria ma almeno si apre e si chiude con il motore. Piove ancora in casa ma molto meno di prima. In compenso abbiamo scoperto che il WiFi non passa da un piano all’altro e che il cavetto per la connessione internet è troppo corto per lavorare sul tavolo di quello che sarebbe dovuto diventare il mio studio al primo piano. Ci sono poi tante piccole

Donatella-Vincenzo-Rosalba-Santoro-col-Vescovo-di-Gozo-Mario-Grech

Donatella-Vincenzo-Rosalba-Santoro-col-Vescovo-di-Gozo-Mario-Grech

sorprese poco piacevoli che nella nostra ingenuità non avevamo messo in conto. Se piove forte la terrazza e la cucina – tinello che vi abbiamo costruito sono inaccessibili. Aprendo la celebre botola allaghiamo la casa e la nuova bellissima scala con scalini di vetro diventa uno scivolo dove rompersi l’osso del collo. Meglio tenere la macchina per il caffè e qualche scorta di cibo nella cucina vecchia a piano terra che è meno panoramica ma sempre accessibile.
Nella terrazza il panorama è di una bellezza straordinaria ma non c’è la TV e mangiare in quel luogo da sogno significa perdere tutti i TG rimanendo tagliati fuori dalle vicende italiane. Tutto rimediabile:  radio, scorte in cucina …

Cristina Cippitelli sarà la nostra prima Master Sommelier

Cristina Cippitelli: l’amore per la terra viene dai nonni di Gaeta ma ha imparato a assaggiare a Boston e Toronto e ora ha la scholarship dei Master Sommelier

Cristina-Cippitelli-sarà-il-primo-Master-Sommelir-italiano

Cristina-Cippitelli-sarà-il-primo-Master-Sommelir-italiano

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

E non mi riferisco al titolo Alma-AIS istituito che qualche anno ha causato reazioni indignate internazionali bensì alla Court of Master Sommeliers un sodalizio nato nel 1969 che comprende 240 membri da USA, Canada, UK, Nuova Zelanda, Germania, Olanda e Francia. Sono il top della sommelerie: assaggiatori, giornalisti, opinion maker, wine educator … insomma sono professionisti competenti, di grande talento che hanno un’influenza enorme sul mercato.
Il loro presidente è il mitico Gerard Basset che è anche Master of Wine. Ma i Master Sommelier sono ormai i rivali, per prestigio e influenza, dei potentissimi MW, anzi, per certi versi, sono persino più forti.
Non ci sono membri italiani fra i Master of Wine e fra i Master Sommelier. Segno di un

Cristina-Cippitelli-e-Donatella-Cinelli-Colombini

Cristina-Cippitelli-e-Donatella-Cinelli-Colombini

provincialismo che viene fuori anche nelle competizioni internazionali: quando ci sono italiani sul podio lavorano all’estero come Paolo Basso. Anche quella che potrebbe diventare la prima Master Sommelier italiana sta in Canada. Si chiama Cristina Cippitelli, è venuta a trovarmi alla Fattoria del Colle da Toronto dove lavora all’Air Canada Center mentre studia per il diploma Wset e per l’Advanced Certificate dei Master Sommelier.
E’ una bella persona ed ha una bella storia che vi racconto.

I distretti agroalimentari volano: insieme si vince!

Il successo dei distretti agroalimentari e su tutti quelli del Prosecco e delle Langhe. Un monito a fare squadra e a mettere in rete imprese e filiere

Montalcino-CasatoPrimeDonne-Il distretto-del-Brunello-prossimo-futuro

Montalcino-CasatoPrimeDonne-Il distretto-del-Brunello-prossimo-futuro

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne
Perché i distretti sviluppano economia e qualità della vita mentre gli altri territori no? L’ex ministro Calenda la chiama economia 4.0 ma la parola magica è “organizzazione” cioè usare la tecnologia e l’innovazione all’interno di una regia condivisa.
I tedeschi ci riescono e noi no. Siamo italiani! Ognuno vuol pensare con la sua testa e decidere in base ai tempi, le scelte che gli sembrano giuste. C’è chi apprezza questo sistema considerandolo più libero e democratico ma il risultato è il disastro economico perché le imprese vanno fuori mercato.
C’è chi invece fa squadra e ottiene risultati strabilianti, sono i distretti agroalimentari.

Langhe-Barolo

Distretto-agroalimentare-Langhe-Barolo

I distretti Langhe-Roero-Monferrato, quello del Prosecco, delle Mozzarelle di bufala e della frutta del Trentino volano e sono un monito per tutti.
Nel Rapporto di Intesa San Paolo che esamina il periodo 2008-2016 la differenza balza agli occhi: crescita del fatturato agro alimentare dei distretti 25,7% crescita delle aree non distrettuali 17%.
Tutti i parametri sono nettamente più performanti nelle aree collegate da un network di territorio: produttività del lavoro e EBITDA.

Abbona e Allegrini finalisti del WS Video Contest

Due dei sei video finalisti al concorso del Wine Spectator sono italiani: Abbona – Marchesi di Barolo e Allegrini e sono decisamente i più belli

Marilisa Allegrini presenta il suo Amarone ai Gourmet di Siena

Marilisa Allegrini presenta il suo Amarone ai Gourmet di Siena

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Bisogna votarli entro domenica 16 settembre, mi raccomando non perdete tempo aprite il Wine Spectator Video Contest per vederli e votarli. Gli altri quattro video sono molto, ma molto più brutti, mentre quello delle mie amiche e Donne del Vino Marilisa Allegrini, Anna e Valentina Abbona –Marchesi di Barolo, sono avvincenti, trasmettono passione e bellezza.
Vincono a mani basse se li confrontate con l’enologo californiano che parla senza sorridere neanche una volta, oppure l’appassionato che sogna Bordeaux e finisce in un

Anna-Abbona-Marchesi di Barolo- Donatella-Cinelli-Colombini

Anna-Abbona-Marchesi di Barolo- Donatella-Cinelli-Colombini

costume a forma di grappolo d’uva, per non parlare del video che sembra uno spot pubblicitario basato sugli effetti sensoriali e infine quello troppo amatoriale di una coppia di wine lovers.
Invece i due video delle cantine italiane sono proprio belli. Gli Abbona ci portano a Barolo nel loro castello. La voce narrante è quella di Valentina che in un inglese perfetto ci presenta il padre Ernesto mentre apre una vecchia bottiglia del 1958. Il vino gli piace al punto da correre dalla moglie per farglielo assaggiare. Insieme decidono di chiamare i figli improvvisando una pranzetto nella terrazza affacciata sui paesi e i vigneti del Barolo.

Una Donna del Vino al concorso di Miss Italia

Nell’80° concorso di Miss Italia c’è anche una concorrente Donna del Vino è la produttrice di Aglianico Mariapina Fontana di 26 anni: bella brava e simpatica

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Per la prima volta la finale del concorso avverrà a Milano (le selezioni di Jesolo hanno riguardato 250 ragazze) e sarà trasmesso da La7 con la serata conclusiva lunedì 17 settembre. Pe la prima volta una concorrente è una Donna del Vino, Mariapina Fontana
Quest’anno il concorso che incorona la donna più bella d’Italia ha puntato su personaggi che uniscono all’avvenenza anche l’intelligenza e il coraggio di affrontare le difficoltà: una delle finaliste, Chara Boldi ha perso un piede a dodici anni per un

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

Mariapina-Fontana-Donna-del-Vino-concorrente-a-Miss-Italia

incidente col motorino e cammina con una protesi. E’ una giovane donna che non si è arresa e ora va in canoa, fa nuoto subacqueo, balla in discoteca e vive gli affetti come una ragazza normale.
Altro esempio, citato dalle riviste a testimonianza dell’evoluzione del concorso di Miss Italia, è la Donna del Vino Mariapina Fontana. Come dire “la bellezza non basta”. E infatti la produttrice di Aglianico Mariapina Fontana non è solo bella ma anche brava, anzi molto brava. Mariapina e suo fratello Antonio sono la quinta generazione della famiglia Fontana e stanno portando a grandi traguardi la tenuta di Pietrelcina (Benevento), terra natale di Padre Pio. Producono in modo biologico l’Asprinio d’Aversa a spalliera e ad alberata, con viti sorrette da pioppi fino a 11 metri e fermentazione in anfore di terracotta, il Sannio aglianico, il Falerno del Massico e il Falerno del Massico Primitivo. 25.000 bottiglie tutte con grandissima personalità distintiva.

Compleanno di Donatella e regali

Non amo i regali ma alcuni mi fanno un immenso piacere e altri mi lasciano indifferente. Ecco quali sono i doni che mi fanno battere il cuore per il mio compleanno

Compleanno-di-Donatella-occhiali-ULTRAlimited-con-il-suo-nome

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Di Donatella Cinelli Colombini

Adoro le piccole cose esclusive, diverse da tutte le altre, fatte apposta per me. Non è snobismo quanto piuttosto il mio istinto bastian contrario. Non riesco a stare nel coro a fare quello che fano tutti.
Di recente la famiglia Tyszkiewicz che in passato ha abitato a Trequanda e poi è tornata in Polonia dove si occupa di occhiali ULTRA Limited, mi ha regalato una montatura con il mio nome inciso sulle assicelle. Sono bellissimi e faranno morire di invidia tutti, non vedo l’ora di farci mettere le lenti da vista.
Mi piacciono anche le cose vecchie oppure fatte personalmente dalle persone che mi fanno il regalo. Come i cuscini e presine da cucina di Gioia Milani, amica chiantigiana

Compleanno-di-Donatella

Compleanno-di-Donatella

che prima di Natale passa le notti a preparare i regali. Mio marito dice che si brucia le dita ma per me le presine di Gioia sono sacre e non vanno sostituite.
Un altro piccolo segreto: adoro le confetture fatte a mano senza aggiunta di zucchero, quelle dove la frutta è ancora quasi intera come le arance amare oppure i frutti di bosco. Quasi sempre io devo rinunciare al dessert perché contengono qualcosa che mi fa male: farina, latte, cioccolata, lievito … quando non resisto alla tentazione di qualcosa di dolce prendo una tazzina da caffè e letteralmente la riempio di confettura. Di recente Gianni Bruno, brand manager Vinitaly, mi ha regalato un barattolo di fiori di sambuco fatto sull’altipiano di Asiago. E’ una delizia.

                                                                       
Cinelli Colombini
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