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Fattoria del Colle: il passato riappare per magia

Le piccole scoperte che facevano riaffiorare il passato delle Fattoria del Colle continuavano senza sosta, come un fil rouge che mi legava a quel posto

Donatella Cinelli Colombini

antica cucina Fattoria del Colle

antica cucina Fattoria del Colle

Per Natale andai a trovare il patriarca della mia famiglia paterna, l’Ingegner Luigi Socini -quasi centenario ma ancora lucidissimo- nella sua casa di Siena in Via San Martino. Zio Gigi, come lo chiamavamo in famiglia, mi raccontò alcuni aneddoti della vita alla Fattoria del Colle all’inizio del Novecento << in campagna c’erano ancora i briganti che, di giorno, quando le donne erano sole, entravano in cucina per rubare polli, uova, cacio, olio, farina … ma c’era un allarme, una campana sul tetto che si suonava dal salotto di fattoria. Gli uomini ritornavano di corsa e acciuffavano i birboni>>. La mattina dopo, alla

Stemma Socini Fattoria del Colle

Stemma Socini Fattoria del Colle

Fattoria del Colle dove i muratori stavano rifacendo il tetto, vidi la campana a forma di cloche, una settimana dopo sarebbe scomparsa per sempre. Poi, con qualche ricerca, capii come le donne suonassero la campana senza farsi scoprire, tirando una corda nascosta dentro un grande orologio a muro. Quando mostro questo congegno ai visitatori della fattoria rimangono sbalorditi dall’ingegnosità del trucco.
Le scoperte più sensazionali avvennero in cantina. Il sotterraneo della villa cinquecentesca fu trasformato in bottaia con un restauro eseguito a tempo di record nella primavera del 2001. Volevo costruire una scala esterna che collegasse la base dell’edificio con il sottotetto dove c’erano i caratelli del Vinsanto in modo da riunire tutta la zona destinata alla maturazione dei vini in contenitori di legno.

Rebecca Meïr-Liebman sommelier blogger rock

Qualche giorno fa mi è arrivata una splendida foto rock della sommelier-blogger canadese Rebecca Meïr-Liebman, con il mio Brunello Prime Donne in mano

Rebecca Meïr-Liebman-by-Bill-Leontaritis

Rebecca Meïr-Liebman-by-Bill-Leontaritis

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Una foto talmente intrigante e inconsueta da spingermi a indagare su questa giovane donna che assaggia mille vini all’anno e recensisce solo quelli che le piacciono. Ho scoperto un personaggio appassionato, talentuoso ma soprattutto capace di raccontarsi e raccontare il vino in un modo nuovo e affascinante. Per questo voglio presentarvela.
Il suo linguaggio è diretto, sincero, fino a raccontare le sue vicende sentimentali quasi come un’adolescente: <<amo Eyal Liebman e ogni anno che passa lo amo di più>> scrive riferendosi al bravissimo chef e pubblica immagini che li ritraggono abbracciati fra pentole e calici di vino.

Rebecca Meïr-Liebman-

Rebecca Meïr-Liebman-

La foto che mi riguarda la ritrae vestita di nero seduta a terra mentre versa il Brunello in un calice in primo piano. Ha un’espressione dura del viso e guarda diritto davanti a sé. Insomma pare una cantante rap più che una sommelier. E’ fatta da Bill Leontaritis un grandissimo fotografo e l’accompagna un frase che, per me, suona come musica <<Donatella Cinelli Colombini wine bottle that symbolizes a lot to me>>. Brava Rebecca e W la donne!
L’articolo che accompagna la foto è pubblicato nel blog di Rebecca Meïr-LiebmanSommelier Selects” dove lei si diletta a condividere le sue esperienze di assaggio, dopo 10 anni di lavoro come sommelier nei migliori ristoranti di Toronto << I’m excited to share the knowledge and palate I have developed>>.

Denise Cosentino prima enologa italiana in Cina

Trent’anni appena compiuti la calabrese Denise Cosentino dirige la cantina del banchiere tedesco Karl Heinz Hauptman nella penisola dello Shandong in Cina

Denise-Cosentino-enologa-italiana-in-Cina

Denise-Cosentino-enologa-italiana-in-Cina

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ la prima enologa donna italiana nel gigante asiatico. Bruna, capelli lunghi, sguardo diretto in un volto dai lineamenti minuti, è giovane ma ha un carattere fortissimo. Denise Cosentino si è laureata in enologia a Torino ed ha proseguito i suoi studi sulla vigne e sul vino a Montpellier e a Bordeaux. Ha fatto vendemmie in molte delle zone TOP mondiali: Toscana, Paulliac e Rheinhessen. E’ in Cina dal 2014 ed ha lavorato nei distretti vincoli di Shaani e Ningxia dove ha anche partecipato al “Ningxia Winemakers Challenge. <<E’ stata un’esperienza indimenticabile>>ha detto alla fine e, anche se non ha vinto, << non capita tutti i giorni di ritrovarti un mezzo ad altri 47 enologi provenienti da tutte le parti del mondo>>

Denise-Cosentino-great-river-hill-shandong-chateau-nine-peaks-cabernet-sauvignon-2011-blind-tasting-in-beijing-china

Denise-Cosentino-great-river-hill-shandong-chateau-nine-peaks-cabernet-sauvignon-2011-blind-tasting-in-beijing-china

Ora è nello Shandong nell’Est della Cina ai piedi della montagna di Nine Peaks che da in nome allo Chateau Great River Hill costruito dal banchiere tedesco Hauptman nel 2008. 85 ettari soprattutto di Cabernet e Chardonnay. Si tratta di una zona nuova per l’enologia <<fino a 10 anni fa >> in questa parte della regione <<non avevano mai visto ne una vigna ne una cantina>> ha detto Denise a Andrea Gabbrielli del Gambero Rosso descrivendo il problema di trovare personale competente.

Da Napoli alla Cina progetto cantine divine

La storia di quattro giovani napoletani che diventeranno famosi in Cina e non solo. Una settimana con loro per vendere bottiglie special edition ai milionari

Napoletani in Cina Donguangg Masterclass di Donatella Cinelli Colombini

Napoletani in Cina Donguangg Masterclass di Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini
Questa storia inizia all’Università di Napoli L’Orientale nel corso sull’estremo oriente e riguarda tre studenti: Ivana, Ferdinando ed Enrico. Dopo la laurea vanno in Cina e scoprono che il cinese che avevano studiato non lo parla nessuno.
Sconcertati ma non scoraggiati i tre amici si rimettono a studiare la lingua e partecipare a fiere per comprare prodotti da rivendere in Italia. Aggregano il fratello di Ivana, Alessandro e creano una società partendo dal niente. Siamo al 13 aprile del 2007, e i nostri intraprendenti napoletani fanno una presentazione dei loro progetti a Castel dell’Ovo. E’ l’inizio di un’avventura che li porta alle fiere di Shenzhen –Hong Kong – Canton dove vanno con i

Da Napoli alla Cina: Ferdinando, Enrico, Alessandro e Ivana con Stefano Nicodemo

Da Napoli alla Cina: Ferdinando,  Alessandro e Ivana con Stefano Nicodemo

trolley vuoti e tornano pieni di cataloghi. Si fermano da Starbucks per scroccare il Wi-Fi e vendere in Italia dove però la crisi li frenava sempre di più. I quattro si rimettono in gioco con un nuovo business: invece di esportare in Italia decidono di importare e puntando su scarpe e vini di lusso. Il vino ha un successo immediato e non c’è più tempo per le scarpe.
I risultati sono impressionanti: un ufficio con 30 persone a Shenzhen e altre sedi a Shanghai a Beijing oltre che sedi in co-sharing a Chongcing (37 milioni di persone la città più popolosa della Cina) e Xiamen. 100 container doppi importati nel 2017 con un incremento del 320% in due anni. La cosa più sbalorditiva è l’introduzione nelle parti più esclusive e danarose del mercato.

Il bicchiere flûte: favorevoli o contrari?

Sono fra quelli che odiano i bicchieri flûte e anche le coppe che “infestano” le cristalliere prendendo tantissimo posto. Eppure molti insistono a usarli

 

champagne-bollicine-5-550x328Di Donatella Cinelli Colombini

 

Molti di noi hanno i bicchieri a coppa, magari li hanno ereditati e li conservano perché sono un dono di nozze ricevuto dalle mamme o dalle nonne. Ma sono rimasti nelle cristalliere inutilizzate per decenni. <<Come il seno di Madame de Pompadour>> dicevano gli esperti esaltando la bellezza dell’amante di Luigi XV di Francia e la storia straordinaria dello Champagne che questo bicchiere dovrebbe esaltare.  Questa è anche l’opinione di Marco Cenedese ambasciatore del brand Mumm che sottolinea come, nella coppa, il

chateau-Baccarat-calice-per-tutti-i-vini

chateau-Baccarat-calice-per-tutti-i-vini

liquido ambrato raggiunge la punta della lingua prima delle bollicine risultando delicato e ampio, mentre nel flûte acquisisce un carattere più secco e deciso. Il bicchiere affusolato che prende il suo nome dal flauto, in francese flûte, è il bicchiere da Champagne più diffuso ma anche più contestato. In un articolo di The Drinks Business, il CEO di Krug Maggie Henriquez, ha fatto questo paragone <<going to a concert with ear plugs>> è come andare a un concerto con tappi per gli orecchi.
Tuttavia, nella maggior parte dei locali francesi dedicati alle mitiche bollicine, le champagnerie, vengono usati i tipici bicchiere a ampolla che somigliano a un flûte con base tondeggiante e allargata.
Quindi il flûte ha un grandissimo numero di estimatori. Io non credo sia capace di esaltare il vino effervescente che vi viene versato ma certamente, insieme al freddo, permette di nascondere i difetti delle bottiglie di bassa qualità.

Cosa ha insegnato l’annata 2017 nelle vigne

Gelate, siccità, temperature da deserto, grandinate l’annata 2017 ha fatto tremare i vignaioli ma ha anche insegnato l’umiltà e l’ascolto della natura

L'annata 2017

L’annata 2017

di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

Insieme alle dichiarazione choc sulla vendemmia 2017 di Riccardo Cotarella arriva il suo auspicio di pensare al futuro insieme ai tecnici e non affidarsi all’improvvisazione << I colleghi dicano la verità …. Aborro quando sento alcuni colleghi parlare di annata del secolo, è un’annata povera anche sul piano qualitativo: gli enologi non devono seguire logiche di mercato né cercare di indorare la pillola, non è utile per nessuno>>.
In realtà le cose sono poi andate meglio di come sembrava il I° ottobre, data delle

annata-2017-nel-vigneto-italiano-Donatella-Cinelli-Colombini

annata-2017-nel-vigneto-italiano-Donatella-Cinelli-Colombini

frasi di Cotarella, ma i cali produttivi sono stati enormi e la qualità dei vini è buona a tratti molto buona ma non arriva ai vertici di altri anni. I vini rossi sono mediterranei: potenti, alcolici e sicuramente daranno il meglio di sé nella giovinezza. Per noi si prospettano forse i migliori Rossi di Montalcino mai prodotti e piccole quantità di grande Brunello da vigneti e uve sceltissime.
L’annata 2017 ha insegnato molto a tutti, l’importanza di avere vigneti vecchi e di coltivarli in modo biologico cercando l’equilibrio delle piante. Avere terreni soffici perché coltivati con leguminose d’inverno e zappati spesso in estate, significa avere viti in buona salute nonostante il caldo e la siccità così come in caso di annate piovose. Molti hanno detto <<le zappature servono più dell’irrigazione di soccorso>> e probabilmente è vero.

Angelo Gaja senza peli sulla lingua

Angelo Gaja mi manda una lunga riflessione intitolata Cambiamenti e conclusa da un colpo di cannone contro chi, nel 2017, usa il mosto concentrato

angelo-gaja-nel-vigneto

Angelo-Ggaja-nel-vigneto

Quello che segue è un distillato del “Gaja pensiero” sui tre maggiori cambiamenti che hanno interessato il mondo del vino negli ultimi decenni. Il vino che da alimento diventa prodotto di lusso e non sempre in modo appropriato. Il cambiamento climatico che potrebbe favorire alcuni vitigni tardivi italiani. Infine una lunga riflessione sui vitigni varietali, il ruolo dei piccoli produttori e infine un messaggio sibillino sulla possibile e quasi miracolosa apparizione di vino 2017 in quantità superiori ai cali generalizzati in tutta Italia.  Leggetelo vi farà riflettere Donatella Cinelli Colombini

Angelo Gaja
Settembre 2017

CAMBIAMENTI 

Angelo+Gaia-Gaja

Angelo.e-Gaia-Gaja

1. Perdita della funzione alimentare.
Ovunque nei paesi produttori il vino da bene alimentare che era, ha assunto la funzione di bene di lusso,indipendentemente dal prezzo, perché non indispensabile, non di prima necessità. Il paese più preparato ad affrontare la transizione fu la Francia che al vino bevanda di lusso aveva sempre riservato una minuscola nicchia. Mentre per l’Italia, il passaggio è stato culturalmente più faticoso da affrontare per le molte strutture, regolamenti e resistenze che traevano ispirazione dalla funzione alimentare. I beni di lusso richiedono tecniche di vendita diverse: occorre mettere in atto azioni di marketing appropriate, aggressive e continue nel tempo anziché accontentarsi della vecchia strategia rinunciataria e perdente del prezzo basso.

Enoteca Italiana addio

L’unico Ente italiano preposto alla valorizzazione del vino all’estero chiude i battenti. Un altro pezzo di Siena che finisce in una città sempre più povera

Enoteca Italiana

Enoteca Italiana

Di Donatella Cinelli Colombini

I senesi la considerano un wine bar piuttosto invecchiato. Pochi sanno, in città, dell’enorme ruolo avuto dall’ Enoteca Italiana nella diffusione del vino italiano in Germania, Russia, Polonia….. e più recentemente in Cina. Sono certa che rimarrebbero sorpresi vedendo, come è capitato a me, un manifesto dell’Enoteca, con le principali denominazioni disegnate sulla carta italiana esposto in un ristorante di Bauru nuova città del Brasile che solo chi fa un’azione di marketing straordinariamente capillare va a visitare. Questa era l’Enoteca Italiana.

Enoteca Italiana

Enoteca Italiana Siena riprese TV

Ha fatto da incubatore alle DOC e a Vinitaly con la Mostra mercato dei vini tipici e di pregio italiani, (1933) e successivamente alle Città del vino, alle Donne del vino, al Movimento del Turismo del vino ….. quando l’Italia doveva essere presente, con i suoi vini, a qualche grande evento internazionale come l’Expo o le Olimpiadi erano gli uomini dell’Enoteca a partire. Così come era l’Enoteca Italiana a seguire le azioni nazionali di contrasto all’abuso d’alcol dei giovani (ricordate le “Viniadi”?) e soprattutto a spiegare i vini italiani ai grandi buyers esteri compresi i monopoli canadesi e scandinavi.
Insomma un susseguirsi continuo di missioni all’estero, pubblicazioni ( va ricordato l’Atlante dei Territori del Vino Italiano del 2013) convegni, incontri …..

Primo press tour USA per la Doc Orcia

Ecco come la giovane Orcia Doc ha lasciato a bocca aperta 4 giornalisti USA che avevano già visto quasi tutte le zone del vino del mondo

Press tour USA nella Doc Orcia cena finale alla Fattoria del Colle

Press tour USA nella Doc Orcia cena finale alla Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Per la Doc Orcia – il vino più bello del mondo- è una sorta di “prova del fuoco”: ospitare un press tour di opinion leader del vino provenienti dagli Stati Uniti. Wine writer che hanno già visto e assaggiato di tutto in giro per il mondo. E invece di fronte a un territorio così ricco di arte, luoghi celebri e piccoli produttori appassionati rimangono a bocca aperta.
Non solo per la qualità dei vini espressa da cantine ancora poco conosciute ma piene di entusiasmo, di sperimentazioni e di coraggio, ma anche per il gran numero di luoghi icona della Toscana: dalla Chiesa di Vitaleta, al boschetto di cipressi di SanQuirico d’Orcia … Sono rimasti

Press tour USA nella Doc Orcia ricerca del tartufo bianco

Press tour USA nella Doc Orcia ricerca del tartufo bianco

basiti davanti al podere dove è stato girato il film “Il Gladiatore” e il fosso bianco li ha entusiasmati al punto che uno di loro si è arrampicato sulla balena bianca.
Un territorio che sbalordisce per la sua bellezza, la sua ricchezza d’arte e di paesaggio ma anche per le sue eccellenze enogastronomiche. I 4 giornalisti guidati da Elisa Bosco dell’agenzia PR-Vino che ha organizzato il press tour, hanno fatto la ricerca del tartufo bianco con i cani, si sono entusiasmati nel piccolo museo della terracotta di Petroio con la storia degli orci per l’olio extravergine che in questa zona è un’eccellenza assoluta, hanno visto la produzione dell’olio extra vergine di oliva  e del cacio pecorino, trovando anche il tempo per sostare a bordo piscina nell’Hotel Posta Marcucci a Bagno Vignoni …

I Merlot più cari del mondo

Masseto, Tua Rita Redigaffi, Miani …. 8 dei 10 Merlot più cari del mondo sono italiani. Alla faccia del vitigno piacione! Ma il re dei Merlot è Petrus

Merlot-più-cari-del-mondo-Petrus

Merlot-più-cari-del-mondo-Petrus

Di Donatella Cinelli Colombini, Il Drago e le 8 colombe

Merlot, il vitigno che da vini piacioni, che cresce ovunque …. Vero ma non troppo. Pochi lo prendono davvero sul serio ma chi lo fa, ed ha il terreno giusto, arriva a livelli straordinari. Insomma è un vitigno “ubiquitario” ma non troppo.

Evidentemente il Merlot ama i suoli argillosi, cresce bene ovunque ed infatti è uno dei vitigni più diffusi del mondo, ma arriva all’eccellenza solo in piccolissimi vigneti dove riceve cure straordinarie. La cosa bella è che molti di questi terreni sono in Italia anzi in Toscana.

Un articolo di Don Kavanagh pubblicato su Wine Searcher, il maxi portale con i prezzi di 9milioni e mezzo di vini da 89.822 rivendite di ogni parte del globo, ha messo in fila i 10 vini Merlot più cari del mondo.

Merlot-più-cari-del-mondo-Masseto

Merlot-più-cari-del-mondo-Masseto

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E’ forse la sua enorme diffusione, il suo carattere piacione che lo rende adatto al taglio con altri vitigni e gli ha appiccicato un’etichetta di banalità. In realtà come nelle discipline sportive più diffuse, tipo il tennis, o il calcio, il grande numero dei praticanti porta a una selezione straordinaria dei migliori e questi toccano vertici impressionanti. La stessa cosa succede con i vitigni molto diffusi come il Merlot.
Una cosa spicca nell’indagine di Don Kavanagh: l’eccellenza del Merlot non ha più una targa francese ma bensì italiana e specificamente toscana: 5 dei più cercati dai wine lover nell’immenso catalogo di WineSeracher e 8 dei più cari provengono dal nostro Paese. Tuttavia i prezzi stellari rigurardano solo Petrus e Masseto – $ 4975. Vi invito a leggere l’articolo originario per maggiori dettagli mentre io qui mi limito a qualche breve nota sui TOP 10 MERLOT

TripAdvisor istruzioni per l’uso

150 milioni di visitatori mensili, TripAdvisor è sicuramente il più grande sito di viaggi del mondo e ora fornisce anche mappe e itinerari

TripAdvisor-Fattoria-del-Colle

TripAdvisor-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, agriturismo, Toscana

TripAdvisor è nato nel 2000 da parte Stephen Kaufer. In quel momento Kaufer stava organizzando un viaggio in Messico e aveva difficoltà a trovare gli alberghi. Oggi ha un patrimonio di 260 milioni di Dollari ed è fra degli uomini che hanno cambiato il mondo. Si perché la sua invenzione, basata su un portale dove chiunque può iscriversi e mettere la sua opinione su un albergo, un ristorante oppure un museo, ha cambiato il modo di viaggiare facendo diventare i turisti più attivi e i giudizi più “democratici”.
La novità, annunciata alla fiera dell’elettronica di consumo IFA a Berlino, è l’alleanza fra TomTom e Tripadvisor, per proporre itinerari personalizzati che uniscono le mappe del navigatore con le recensioni del più famoso portale turistico. Si chiama “TomTom Road Trips” e permette di prenotare alberghi e ristoranti all’interno di un percorso di viaggio su misura. Per chi non ha il navigatore basterà uno smartphone Android o iOS.

TripAdvisor

TripAdvisor

Oggi TripAdvisor ha un’importanza enorme sul business di ogni attività e i 4,2 milioni di ristoranti presenti nel sito possono usarlo come strumento di marketing. Per questo motivo sono gli stessi gestori del portale a rivelare le cose più importanti da fare.
Prima di tutto rispondere alle recensioni, accettando le critiche come consigli costruttivi e ringraziando per gli apprezzamenti. Il cliente che riceve attenzione, è gratificato e tende a accrescere il suo coinvolgimento verso il ristorante.
Seconda cosa le foto. Influiscono molto sulla decisione del cliente e quindi devono essere tante e belle. Chi ha almeno 11-20 immagini suggestive del locale e dei piatti ottiene il doppio di interazioni rispetto ai ristoranti che non ne hanno.

Donatella e le sue valigie

Nella mia vita ho riempito e vuotato migliaia di valigie fino a odiarle eppure fanno parte di me e della mia vita da produttrice di vino

Valigie Felix triste accanto alla valigia preferita di Donatella

Valigie Felix triste accanto alla valigia preferita di Donatella

Di Donatella Cinelli Colombini

L’episodio più buffo con le valigie mi è capitato a New York. Ero andata nella grande mela con mia madre sostituendo all’ultimo momento mio fratello che aveva perso il passaporto. Arrivate all’ aeroporto Kennedy prendiamo un taxi per andare in albergo e la mamma scopre di aver preso il bagaglio di un altro. Nel frattempo il proprietario della valigia era riuscito a identificarci guardando il nome, su quella simile alla sua, che era rimasta sul nastro del ritiro bagagli. Molto intraprendente, il tizio aveva chiamato in azienda in Italia sollecitandoci a restituire la sua valigia all’aeroporto. A Montalcino si erano sbellicati da ridere e ci avevano chiamato a New York. Invece mia madre non rideva affatto, anzi era agitatissima e in grande imbarazzo per aver “rubato” la valigia di un altro passeggero. Riprendemmo dunque il taxi per tornare all’ aeroporto e qui le cose non si misero bene. Il personale del desk Alitalia prese in consegna la valigia “rubata” dalla mamma ma si

Valigie-vita-da-produttore-di-vino

Valigie-vita-da-produttore-di-vino

rifiutò di darle la sua. Mamma era disperata e dopo un’ora di trattative, quando ormai mia madre aveva descritto nel dettaglio il contenuto della sua valigia, il motivo del suo viaggio a NY …. il capo scalo le restituì il bagaglio. Dopo quattro ore dall’arrivo riuscimmo finalmente a metterci a letto.
Anche a me è capitato un episodio simile. Una volta all’aeroporto di Roma la mia valigia fu presa da un altro passeggero. Io lo fermai <<ha la mia valigia>> e lui <<no, si sbaglia, questa è la mia>> mi rispose e usci. Quando andai a denunciare lo smarrimento mi convinsero a non prendere in “ostaggio” la valigia dell’altro passeggero che in effetti era identica alla mia. Per fortuna il mio bagaglio arrivò a casa dopo qualche giorno con dentro un biglietto di scuse del ladro involontario.

Le 10 migliori wine destination 2017

4 classifiche di wine destination, Wine Enthusiast invita a fare scoperte, la CNN punta su tipologie diverse, ma di solito sono  le più famose a venire citate

wine-destination-isole-canarie

wine-destination-isole-canarie

Di Donatella Cinelli Colombini

Le classifiche si moltiplicano e sono tutte diverse ma alcuni elementi di vengono fuori con chiarezza: le wine destination più apprezzate sono i luoghi dove ai buoni vini si associa  un paniere di attrattive: paesaggio, gastronomia e suggestioni storiche.

Prima lista  è quella del Wine Enthusiast che esce ogni anno. Ha il pregio di anticipare le tendenze e favorire un atteggiamento esplorativo negli amanti del turismo del vino << to explore beyond the glass>>

  • Cafayate | Argentina un territorio di grandi Malbec, artigianato tipico e ottima gastronomia
  • Tracia | Bulgaria vicino al Mar Morto combina resti archeologici e vini moderni
  • Isole Canarie Spagna suoli vulcanici
    wine-destination-Hunter Valley

    wine-destination-Hunter Valley

  • Marlborough | Nuova Zelanda piena di cantine aperte al pubblico e deliziosi ristoranti
  • Provenza | Francia la terra dei rosè, dell’olio d’oliva, della lavanda e del mare
  • Londra United Kingdom luogo di grande cultura del vino dove puoi assaggiare il meglio che c’è nel mondo
  • Calistoga | U.S.A. unisce terme, cantine e ottimi ristoranti
  • Sicilia | Italia mare, resti archeologici, grandi vini e grande cucina
  • Valle del Reno Germania vigneti storici, deliziosi villaggi e vini da scoprire
  • Hood River | U.S.A. il posto giusto per unire turismo sportivo, cantine e distillerie

Si dice Nizza e non Barbera

Gianluca Morino ci fa scoprire una giovanissima DOCG con grandi ambizioni Nizza nata fra i banchi di scuola sarà la nuova stella dell’enologia piemontese

Nizza-DOCG-Donatella-CinelliColombini-Gianluca-Morino-Alessia-Salvioni

Nizza-DOCG-Donatella-CinelliColombini-Gianluca-Morino-Alessia-Salvioni

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Il weekend tosco piemontese alla Fattoria del Colle è stato un tour de force per il fegato perché la quantità e qualità delle degustazioni e delle prelibatezze gastronomiche è stata esagerata. Non enorme ma proprio esagerata.
Le robiole di Roccaverano prodotte da laureati che hanno scelto di fare i pastori e puntare sulla caseificazione di latte fresco, ha fatto alzare gli occhi al cielo anche all’enologo Maurizio Castelli che ha accompagnato l’espressione del volto con un <mmmm…>>.
Così come la battuta al coltello di fassona coperta da vero tartufo bianco di Alba e i plin serviti sul tovagliolo e mangiati con le mani per non parlare degli amaretti di

Barbera-e-Nizza-alla Fattoria-del-Colle-in-Toscana

Barbera-e-Nizza-alla Fattoria-del-Colle-in-Toscana

Monbaruzzo fatti artigianalmente. Ma anche la Toscana si è difesa bene con i pinci appena “tirati” con sugo di cinghiale e la bistecca fiorentina di bue chianino che è stata divorata fino all’osso. Ghiottonerie a iosa con un trionfo dell’artigianalità e della tradizione culinaria in abbinamento con grandissimi vini. Si grandissimi perché dopo questo weekend chi era venuto soprattutto per assaggiare il Brunello ha scoperto che il Nizza è un degno rivale del grande vino Toscano. Ed è stata proprio l’ex Barbera ora diventato Nizza a affascinare tutti con la sua storia e i suoi profumi.

Daphne Carruana: attentato a Malta di stile mafioso

L’attentato a Daphne Carruana cambia l’immagine di Malta. Da tranquilla destination di turismo d’arte a luogo di mafiosi. Invece non è così

Daphne Carruana uccisa a Malta

Daphne Carruana uccisa a Malta

Di Donatella Cinelli Colombini

Chi mi conosce sa quanto amo Malta. Per questo l’attentato che ha ucciso Daphne Carruana mi ha sconvolto. Perché l’uccisione di una giornalista che indaga sui “poteri forti” è qualcosa che avviene in Turchia, in Egitto, in Venezuela … ma non mi aspettavo potesse succedere a Malta, un Paese che fa parte dell’Unione Europea e che sembra il più tranquillo del mondo.
Un Paese che tuttavia sta cambiando rapidamente con il PIL che cresce del 7% l’anno ma dipende anche per il 16% dalle tasse sul gioco d’azzardo via internet che avviene in tutta Europa. Malta ha venduto quasi mezzo milione di cittadinanze a ricchi stranieri e

auto di Daphne Carruana dopo l'attentato

auto di Daphne Carruana dopo l’attentato

ha un quartiere particolarmente lussuoso che letteralmente pullula di russi milionari. Ci sono cantieri con gru ovunque e la popolazione non ha mai avuto così tanti soldi in tasca.
Per questo i maltesi sostengono il Primo Ministro Joseph Muscat. Quando sua moglie e due dei suoi più stretti collaboratori sono stati pescati con i conti e aziende a Panama aperti (proprio da Daphne) quando erano già in carica, Muscat ha dovuto dimettersi e indire nuove elezioni ma stato rieletto con un fiume di voti. 

                                                                       
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