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IL 2026 SARA’ L’ ANNO DELLE DONNE IN AGRICOLTURA

LA FAO – AGENZIA DELL’ONU PER L’ALIMENTAZIONE E L’AGRICOLTURA INAUGURA L’ANNO DELLE DONNE IN AGRICOLTURA E SI IMPEGNA A CONTRASTARE LE DISEGUAGLIANZE FRA I GENERI

2026 anno delle Donne in agricoltura- Toscana - Casato Prime Donne Montalcino

2026 anno delle Donne in agricoltura- Toscana – Casato Prime Donne Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite due anni fa il 2026 sarà l’anno consacrato alle contadine moderne, le donne dell’agricoltura che hanno salari e ruoli ancora inferiori a quelli maschili ma sono il cuore delle produzioni agricole. Il 41% del sistema agroalimentare mondiale dipende dalle donne.

COSTA MILLE MILIARDI IL DIVARIO DI GENERE IN AGRICOLTURA NEL MONDO

Il lavoro femminile è generalmente precario, poco retribuito e esposto a rischi per la salute. Per questo l’ONU intende promuovere le azioni di formazione, accesso al credito e diffusione di servizi di assistenza che cambino l’attuale situazione. Ovviamente il primo interlocutore saranno i governi.
Durante la cerimonia che ha dato avvio all’anno delle Donne in Agricoltura, a margine della sessione n. 179 del Consiglio Fao – Agenzia dell’ONU per l’alimentazione e l’agricoltura sono state fornite le stime recenti sull’enorme costo del divario tra uomini e donne in agricoltura. Si parla di mille miliardi di dollari per il PIL mondiale. 

SPAZI IBRIDI INVECE DI NEGOZI E BAR

LUOGHI CHE SEGNANO LA CRISI DEI MODELLI TRADIZIONALI E SOMMANO DIVERSE FUNZIONI: VENDITA, SOMMINISTRAZIONI, SPAZI PER SOCIALIZZARE E PER LO SMART WORKING

TrivèTime Torino spazio ibrido

TrivèTime Torino esempio di nuovo spazio ibrido

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Fattoria del Colle Trequanda

Spazi ibridi è il nome di un forum nato nel 2021 su iniziativa dell’Università di Padova nell’ambito del dottorato industriale. Indaga gli scenari e i possibili modelli di spazio per l’innovazione sociale.
Già il nome indica il nuovo protagonismo e la crescente diffusione degli spazi ibridi che si chiamano anche spazi piattaforma, o hub di comunità. Sono lo specchio di nuovi bisogni sociali: hanno orari flessibili, mescolano funzioni diverse come la vendita, la somministrazione, il luogo di incontro e di cultura. Per questo non hanno ancora una forma giuridica definita e sfuggono alla pianificazione territoriale delle politiche pubbliche.

IL VINO PER STARE INSIEME – WINE SHOULD BE FUN

IN USA CRESCE IL CONSUMO DI VINO DA PARTE DEI MILLENNIALS MA SOLO IN MODO SALTUARIO. IL VINO ESCE DALL’ABITUDINE E DIVENTA RITO  SOCIALE

Food court nuova ristorazione Bangkok, Thailand

Food court nuova ristorazione Bangkok, Thailand

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Il mercato USA e i Millennials sono la gioia e la delizia delle cantine italiane. Gli Stati Uniti sono la maggior parte dell’export del vino italiano ma dazi e cambio sfavorevole lo minacciano fortemente.
I giovani sono i principali accusati del calo dei consumi.
In questo quadro l’indagine “US Landscapes 2020-25 Report”  di Wine Intelligence rivela le tendenze dei 241 milioni di  cittadini statunitense con oltre 21 anni di età cioè con età legale per bere alcol. Quelli che bevono vino almeno una volta l’anno sono cresciuti dal 2011 al 2019 passando da 108 a 118 milioni. Invece quelli che bevono vino almeno una volta al mese sono diminuiti da 81 a 77 milioni.
Il calo dei consumi abituali riguarda chi ha da 21 a 34 anni cioè i Millennials che in USA sono 29 milioni. Le scelte di consumo sono sempre più influenzate dalla salute e dalla presenza di un maggior numero di opzioni diverse.

FOOD COURT E LA GENZ

Ulteriori informazioni riguardano la GenZ e le così dette Food court cioè i nuovi luoghi di consumo e di incontro: dai centri commerciali alle stazioni, dagli aeroporti ai mercati, dai nuovi centri residenziali ai porti turistici.

FINE WINES 2026 COMINCIA LA RIPRESA?

I GRANDI COLLEZIONISTI CHE COMPRANO BOTTIGLIE COSTOSISSIME PER CONSERVARLE NEI CAVEAU DELLE BANCHE SEMBRANO RISVEGLIARSI E GUARDARE ALL’ITALIA

Grandi-vini-italiani-Ornellaia-Sassicaia-Solaia

Fine wines Sassicaia-Solaia-Tignanello

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, fattoria del Colle Trequanda 

Dopo la battuta d’arresto dello scorso anno il mercato dei fine wines sembra riprendere slancio e la piattaforma Liv-Ex il Nasdaq dei vini da investimento, segna piccoli ma costanti progressi.
Consola vedere 11 vini italiani nell’indice LIV-Ex 100 con le etichette più costose, stabili e remunerative per chi compra il vino per rivenderlo a prezzi ancora più alti. Sono loro a segnare la fine del monopolio francese e vengono da due sole regioni: Toscana e Piemonte. Barolo 2019 di Bartolo Mascarello, Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2017 di Bruno Giacosa, Barolo Monfortino Riserva 2014 e 2015 di Giacomo Conterno, Brunello di Montalcino Riserva 2016 di Biondi-Santi, Barbaresco 2019 di Gaia, Sassicaia 2019, 2020 e 2021 della Tenuta San Guido, Solaia 2021 e Tignanello 2020 e 2021 di Marchesi Antinori, Ornellaia 2021 e Masseto 2020 e 2021 del Gruppo Frescobaldi e 100% Sangiovese Toscana Igt 2019 di Soldera Case Basse.
Fra i vini italiani le performance migliori sono dell’Ornellaia 2021, e del Tignanello 2020.

LATTINA O BOTTIGLIA DI VINO?

AMATA DA CHI CERCA SOSTENIBILITA’ E PRATICITA’ D’USO, MA ANCHE QUALCOSA DI NUOVO, TRASGRESSIVO E SPERIMENTALE LA LATTINA DI VINO STA CONQUISTANDO L’AUSTRALIA

vino in lattina

vino in lattina

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

La classica bottiglia di vino ha il packaging più vecchio che esiste: è pesante, è fragile e ha bisogno di un utensile per aprirla…. Eppure ha un fascino talmente forte che il solo rumore della stappatura fa crescere l’aspettativa sulla qualità del vino.

TRADIZIONALISTI E SPERIMENTALISTI SUL PACKAGING DEL VINO

L’apertura e il servizio della bottiglia di vino è un rito particolarmente amato dai wine lovers che guardano ai formati diversi da quelli classici quasi come fossero sacrileghi.

ISTRUZIONI PER L’ASSAGGIO E L’USO DELL’OLIO EVO (2)

ORDINE DI ASSAGGIO, GRADI DI FRUTTATO E SPECIFICITA’ DELLE DIVERSE TIPOLOGIE, USO IN CUCINA E IN TAVOLA, CONSIGLI PER LA CONSERVAZIONE DEL MIGLIOR OLIO EXTRAVERGINE TOSCANO

olio extravergine Toscana Fattoria del Colle Trequanda

olio extravergine Toscana Fattoria del Colle Trequanda

Di Alessia Bianchi , Fattoria del Colle Trequanda, winedestination, Casato Prime Donne Montalcino, Donatella Cinelli Colombini

Per l’annata 2025 consigliamo di assaggiare il Moraiolo per primo, a seguire il Tradizionale e infine il Correggiolo
Come Degustare l’olio EVO: l’analisi visiva è considerata poco rilevante perché può essere facilmente falsificata, motivo per cui i bicchieri da degustazione professionale sono blu in modo che i degustatori non siano influenzati dalla tonalità dell’olio. Chi non avesse un piccolo bicchiere di vetro colorato, può utilizzare una coppetta usa e getta da caffè.
La prima cosa da fare è scaldare tra le mani il bicchierino con l’olio tenendolo coperto per rilasciare gli aromi, poi se ne sorseggia una piccola quantità, possibilmente aspirando aria, per percepire tutti gli aromi, l’amaro e il piccante

I PARAMETRI PRINCIPALI PER GIUDICARE L’OLIO EXTRAVERGINE

L’analisi sensoriale si basa sulla ricerca di tre parametri principali:

• Fruttato – Può essere leggero, medio o intenso, a seconda dell’intensità dell’aroma di oliva percepito.
• Amaro – Sensazione tipica degli oli ricchi di polifenoli.
• Piccante – Indice della freschezza e della presenza di antiossidanti.

DOP ECONOMY IN PERICOLO CON LE NUOVE LEGGI

MAURO ROSATI DI QUALIVITA LANCIA L’ALLARME DOPO CHE IL NUOVO REGOLAMENTO UE AUTORIZZA L’USO DEI MARCHI CON UNA SEMPLICE AUTOCERTIFICAZIONE

Dop Economy Rapporto 20254 Qualivita Ismea

Dop Economy Rapporto 20254 Qualivita Ismea

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Vale 20,7 miliardi di Euro di business annuo, il settore delle DOP e IGP italiane. Un settore che per metà riguarda il vino e ha esportato, nel 2024, per oltre 12 miliardi. <<Tuttavia, non mancano criticità e nubi all’orizzonte. A partire dal nuovo regolamento sulle Ig artigianali e industriali che, aprendo a prodotti non agroalimentari, rischia di mandare in tilt lo stesso sistema delle Indicazioni geografiche, come ricorda il direttore della Fondazione Qualivita Mauro Rosati>> scrive Loredana Sottile nel GamberoRosso.

CHI E’ ROBERTA CORRÀ PERSON OF THE YEAR DI WINE ENTHUSIAST

SCHIVA AL PUNTO DA RISULTARE  INVISIBILE, ROBERTA CORRÀ È LA MARISA BELISARIO DEL VINO E DA 10 ANNI DIRIGE GIV IL MAGGIOR GRUPPO ENOLOGICO ITALIANO

 

Person of the year by Wine Enthusiast Roberta Corrà

Person of the year by Wine Enthusiast Roberta Corrà

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Nel presentarci  Roberta Corrà GamberoRosso usa la frase ha “viaggiato a fari spenti” cioè in modo da non farsi vedere ed è esattamente così, un protagonista invisibile come il direttore d’orchestra durante l’opera lirica che c’è ma si vede meno delle comparsi sul palcoscenico.

PERSON OF THE YEAR PER IL WINE ENTHUSIAST

Ci voleva Wine Enthusiast per accendere i riflettori con il premio “Person of the year” che la fa brillare a livello internazionale con il ruolo e l’importanza che merita. Questa la motivazione <<Named for her vision, perseverance, and an unshakable belief in the power of people. In an industry rooted in history, @corraroberta⁠ has become a leader who honors the past while boldly shaping the future of Italian wine. Learn more about her achievements in the bio link>>⁠. Nominata per la sua visione, la sua perseveranza e la sua incrollabile fiducia nel potere delle persone. In un settore radicato nella storia, @corraroberta è diventata una leader che onora il passato, plasmando con coraggio il futuro del vino italiano.

ROBBERTA CORRA’ MOLTA SOSTANZA E POCA APPARENZA

In altre parole le si riconosce il talento di leadership capace di unire tradizione, innovazione e centralità delle persone, valorizzando il vino italiano sui mercati globali. 

L’ENOGASTRONOMIA I° ATTRATTORE DEI TURISTI STARNIERI IN ITALIA

SECONDO ROBERTA GARIBALDI L’ENOGASTRONOMIA ITALIANA HA SUPERATO I MONUMENTI D’ARTE COME RICHIAMO TURISTICO SUGLI STRANIERI CON INCREMENTI TRA 15 E 28 PUNTI DAL 2016

Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025 di Roberta Garibaldi 

Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025 di Roberta Garibaldi

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino

Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025 di Roberta Garibaldi apre il cuore alla speranza con numeri che fanno sgranare gli occhi: un giro d’affari attualmente stimato in 11,5 miliardi di euro (2023), per il 30% generato in Europa, è destinato a superare i 40 miliardi entro il 2030, con un tasso medio annuo di crescita del 19,9% (fonte: Grand View Research).
L’indagine riguarda tutti i mercati chiave del turismo italiano Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Austria, Svizzera e Francia.
E non è tutto << negli ultimi tre anni, la quota di turisti che ha viaggiato con motivazione primaria legata all’enogastronomia varia dal 60% in Regno Unito al 74% in Francia E l’Italia è associata principalmente, come destinazione del viaggio, a “cibo e vino”, citati dal 55% dei tedeschi e degli svizzeri/austriaci e dal 54% degli statunitensi; solo tra i francesi che scelgono l’Italia prevalgono i monumenti storici (50%).>> dice Roberta Garibaldi 

CIBI E VINI ATTRAGGONO PIU’ TURISTI DELL’ARTE

In altre parole i viaggiatori non vengono per Venezia e le sue strade d’acqua o per la Roma degli imperatori e dei Papi ma per lasciarsi andare ai piaceri della tavola.

LA DOMESTICA A ORE DI SVEVA CASATI MODIGNANI

DOVETE LEGGERE QUESTO ROMANZO CHE VI DIVERTIRÀ E VI RIEMPIRÀ DI SPERANZA. SVEVA CASATI MODIGNANI CI REGALA UNA STORIA D’AMORE MERAVIGLIOSA

Sveva Casati Modignani La domestica ad ore

Sveva Casati Modignani La domestica ad ore

di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

La Domestica ad ore ( Sperling & Kupfer pp 308 € 21) è in realtà la Contessa Isabella Boccadoro d’Este e la sua  storia è di una dolcezza infinita. L’ultimo libro di Sveva Casati Modignani ha una trama avvincente e descrive persone, luoghi e situazioni con la consueta penna scorrevole.
Ovviamente è una storia inventata e ovviamente la realtà di oggi è meno bella di quella descritta nel libro, ma leggere le pagine scritte dalla Casati Modignani, aiuta a sperare in un modo più buono e più bello. La realtà vera, quella della violenza domestica sulle donne, della povertà, della vecchiaia in solitudine … appare a tratti con tutta la sua ferocia, ma il libro è un inno alla speranza. Fin ora è solo un sogno che Sveva ci permette di condividere ma smettere di sperare sarebbe come arrendersi all’inevitabile deriva umana verso l’autodistruzione.
Invece Sveva Casati Modignani sembra dirci <<c’è tanta bontà dento di noi e ci sono tanti modi per tirarla fuori>>. E’ verissimo! Il racconto dolce e appassionato contenuto in questo libro ce lo insegna.

ATHOS MEIATTINI IO CASTELMUZIO E DINTORNI

IL LIBRO DI ATHOS MEIATTINI RACCONTA UNA PICCOLA COMUNITÀ DEL SUD DELLA TOSCANA CON IL SUO STILE DI VITA E I SUOI PERSONAGGI NELLA SECONDA METÀ DEL NOVECENTO

Athos Meiattini Io Castemuzio e dintorni

Athos Meiattini Io Castemuzio e dintorni

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Ho iniziato a leggere il libro di Athos Meiattini “Io, Castelmuzio e dintorni” (pp 185 €15 Effigi Edizioni) per amicizia verso l’ex sindaco di Trequanda che ha lavorato tanto e bene per la sua terra. Poi mi sono resa conto di avere tra le mani qualcosa di prezioso e importante. Leggetelo e capirete di più la Toscana di oggi.

IL BELLISSIMO RACCONTA DI ATHOS MEIATTINI  SULLA CASTELMUZIO DI UN TEMPO

Athos Meiattini ha qualche anno più di me, ma ricordiamo bene entrambi il periodo del boom economico, quando le campagne si spopolavano, avvenne la diffusione dei motorini e delle Fiat 500, nelle case contadine c’era tanta povertà, freddo e fame. Ma tutti avevano fiducia in un futuro migliore e questo li spingeva a impegnarsi con tutte le forze.
Io trascorrevo le estati a Montalcino, che a quell’epoca era molto povero, mentre Athos viveva a Castelmuzio frazione di Trequanda in un’area relativamente più sviluppata. Io discendevo da proprietari terrieri e professionisti mentre Athos era figlio di contadini. Quindi il suo racconto è molto più crudo dei miei romantici ricordi. Quando lui parla di fame intende esattamente i pasti di sola panzanella o di zuppa di pane che non bastavano per chi doveva lavorare dieci ore con la zappa.

BUON NATALE E BUON ANNO

QUESTO È IL NATALE DELLA SPERANZA, UN SENTIMENTO CHE DOMINA IN TUTTO IL MONDO MA SI AFFIEVOLISCE DI FRONTE ALLE IMMAGINI DI GUERRE, FAME, VIOLENZE QUASI OVUNQUE

Natale Donatella Cinelli Colombini Fattoria del Colle Trequanda Casato Prime Donne Montalcino

Natale Donatella Cinelli Colombini Fattoria del Colle Trequanda Casato Prime Donne Montalcino

<< Non consultarti con le tue paure, ma con le tue speranze e i tuoi sogni. Non pensate alle vostre frustrazioni, ma al vostro potenziale irrealizzato. Non preoccupatevi per ciò che avete provato e fallito, ma di ciò che vi è ancora possibile fare>> diceva Papa Giovanni Paolo II chiedendoci di non rassegnarci.
Perché questa è la SPERANZA di un Dio che diventa uomo e spera con noi, spera in noi, spera per noi. Contro ogni logica e contro ogni evidenza spera che gli uomini e le donne imparino ad amare il loro prossimo.
<<Ogni volta che un uomo difende un ideale, agisce per migliorare il destino degli altri, o lotta contro un’ingiustizia, trasmette una piccola onda di speranza>> diceva Robert Kennedy.
Onde che potrebbero diventare mare.

GALATEO DEL VINO: CHI SERVE IN TAVOLA

AL RISTORANTE IL VINO È SERVITO DAL SOMMELIER O DAI CAMERIERI MA A CASA CHI SERVE IL VINO? PICCOLE REGOLE PER SERVIRE IL VINO CON ELEGANZA E CONVIVIALITÀ

Galateo della tavola chi serve il vino nei pranzi formali a casa

Galateo della tavola chi serve il vino nei pranzi formali a casa

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

 

Spesso il servizio del vino a casa avviene in modo disinvolto passandosi la bottiglia da un commensale all’altro ma quando l’appuntamento è formale dovrebbe essere il padrone di casa a servire gli ospiti come segno di cura e di benvenuto. Al contrario sarà la padrona di casa a servire il cibo.

LA SEQUENZA DEI COMMENSALI NEL SERVIZIO DEL VINO

La sequenza delle persone a cui mescere il vino è sempre la stessa: prima de signore partendo dalle più anziane e importanti e proseguendo fino alle “giovani di casa”, dopo gli uomini con la stessa successione.
In linea di massima i bicchieri vanno riempiti per un terzo del loro volume e poi di nuovo prima che siano vuoti. Il vino si versa da destra riempiendo il primo calice su quel lato e poi proseguendo verso sinistra. Per questo apparecchiando la tavola bisogna ricordare che i calici per il vino bianco o lo spumante sono i primi a destra poi quelli per i rossi importanti fino ai bicchieri per il vino da dessert che sono gli ultimi a sinistra.

SARAN COTTI VIAGGIO NELLA MEMORIA DEL CIBO

FINALMENTE UN PROGETTO SUI FILM DI FAMIGLIA RIGUARDANTI IL CIBO. SARAN COTTI MOSTRA ALLE FUTURE GENERAZIONI IL MODO DI MAGIARE TRADIZIONALE ITALIANO

Saran Cotti testimonianze filmante sulla storia del cibo della Fondazione Home Movies

Saran Cotti testimonianze filmante sulla storia del cibo della Fondazione Home Movies

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Io sono una nonna di campagna e mi ricordo i fornelli a carbone accanto al camino, i pranzi all’aperto, le gite al mare con pic nic sulla spiaggia ….. lo stile di vita semplice e allegro, il maggior senso di comunità di cinquant’anni fa. I giovani non hanno questi ricordi, per loro la serata informale con gli amici è il fast food oppure il truck food con hamburger e patatine fritte. Sul fronte opposto nei nuovi desideri non c’è più la tagliatella fatta a mano con il sugo che ha cotto sei ore bensì la scenografia hollywoodiana di ristoranti di lusso con cibi talmente elaborati da risultare incomprensibili in bocca ma perfetti per essere fotografati e postati su Instagram.

LA MEMORIA DEL CIBO DI UN TEMPO NEI FILM DI FAMIGLIA DELL’ARCHIVIO HOME MOVIES

In una generazione è avvenuto un cambiamento radicale nel rapporto col cibo e sul consumo del cibo. Per questo il progetto “Saran cotti” è insieme una testimonianza sociologica che un modo per salvaguardare la cultura gastronomica italiana.

PER LA CUCINA ITALIANA IL RICONOSCIMENTO UNESCO E’ SOLO UN BENE?

L’ISCRIZIONE UNESCO RIGUARDA LA CIVILTA’ DEL CIBO ITALIANO E NON IL RICETTARIO NAZIONALE MA C’È GIÀ UNA CORSA AD ACCAPARRARSI I VANTAGGI DEL RICONOSCIMENTO

Cucina italiana Maltagliati_con_cinghiale_Fattoria Del Colle Toscana

Cucina italiana Maltagliati_con_cinghiale_Fattoria Del Colle Toscana

Di Donatella Cinelli Colombini, winedestination, Fattoria del Colle Trequanda, Casato Prime Donne Montalcino 

Le polemiche sull’iscrizione della cucina italiana nel patrimonio immateriale dell’umanità Unesco crescono di toni e si colorano di sfottò.
Non è chiaro quale sia il “patrimonio” tutelato anche se i ristoratori e gli chef sembrano sentirsi i custodi di questo bene.
Non è chiaro se la cucina italiana sia un patrimonio da “museificare” cioè da catalogare e salvaguardare come l’arte. Oppure sia meglio lasciarla evolvere spontaneamente come è avvenuto nel passato e in questo caso con quali limiti.
Non è chiaro l’effetto economico del riconoscimento Unesco sul made in Italy e sui consumi turistici mentre l’overtourism sta già trasformando in “mangifici” un gran numero di centri storici.

Quello che è sempre più chiaro è il carattere precipitoso di questa operazione che appare mancante di un progetto preliminare condiviso e soprattutto esplicitato. Per questo sono alti i rischi di deludere chi arriva in Italia con l’aspettativa di entrare  nel Paese dove è possibile mangiare bene ovunque. Inoltre potrebbe crescere la speculazione in chi produce, commercializza o somministra “italian sounding”. Si tratta dei cibi taroccati come i precotti serviti da molti ristoranti o gli alimenti prodotti all’estero ma somiglianti ai DOP-IGP come il parmisan.
C’è una gran confusione e quindi è giusto ripercorrere il percorso del riconoscimento Unesco.

                                                                       
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