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CORSI PER WINE EXPERT

L’OFFERTA FORMATIVA PER MANAGER CAPACI DI GESTIRE LE IMPRESE DEL VINO E I LORO SETTORI COMMERCIALI, MARKETING, COMUNICAZIONE E TURISMO STANNO AUMENTANDO

Ruralmanager-Pisa-Università-Normale-SantAnna

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di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

Assistiamo a una rapida moltiplicazione dei corsi per managers addetti ai settori nuovi del vino: commerciale, marketing, comunicazione e accoglienza turistica. Alcuni sono all’interno dell’ordinamento universitario in forma di corsi di laurea o master mentre la maggior parte sono privati. La proliferazione di questa offerta formativa corrisponde a una crescente ricerca di addetti da parte delle cantine che hanno bisogno di direttori, export managers, esperti in comunicazione digitale  …. e vedono arrivare CV di laureati in agraria, in lingue o in gestione aziendale che non hanno le competenze necessarie per gestire i settori di cui si devono occupare.
L’annoso problema della rigidità del sistema formativo italiano, che non riesce ad adattarsi al cambiamento del mondo del lavoro, è di anno in anno più evidente. Per questo molti giovani preferiscono rivolgersi alle società di formazione private che, grazie a un corpo docente sempre nuovo, riescono spesso a offrire lezioni più adatte a colmare le loro lacune. C’è tuttavia un rovescio della medaglia: spesso i docenti sono managers di successo che non hanno esperienza didattica oppure sono famosi per il loro ruolo in grandi imprese ma non hanno esperienza di aziende piccole o medio piccole come quelle dove andranno a lavorare la maggior parte dei loro allievi.

ONLINE DEL VINO DALLA PRENOTAZIONE AL NEVERENDING 19

Le prenotazioni delle esperienze in cantina arrivano sempre più tardi così come le cancellazioni, ma l’affezione all’azienda dura più di prima

 

Roger-Mitchell-cliente-wine-lover-in-contatto-con-la-Fattoria-del-Colle--da-30-anni

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il turismo del vino italiano, che ha dominato dal 2020 in poi, è costituito per il 60% da persone della stessa regione (XVI Rapporto sul turismo del vino in Italia 2020 curato da Giuseppe Festa) e formato in larga misura da repeaters, cioè persone che erano già state nella stessa località e tornavano rassicurate dalla precedente esperienza. Una caratteristica prevalente anche nei visitatori delle cantine 2021 che tuttavia provenivano anche da zone più distanti, fino a 800 km secondo Roberta Garibaldi. Si trattava quindi, in larga misura, di escursionisti e non di veri turisti che pernottavano fuori casa. Anche per questo, il fenomeno delle prenotazioni last minute ha dilagato con quote crescenti di visitatori che fissano l’esperienza in cantina il giorno prima oppure quando sono già arrivati in zona.

 

IL NUOVO TURISMO DEL VINO CREA OPPORTUNITA’ E PROBLEMI

neverending-il-rapporto-dopo-la-visita-va-sviluppato-online

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Una situazione che crea opportunità e problemi. Le opportunità riguardano soprattutto le piccole cantine dei “saranno famosi” che, offrendo esperienze enoiche innovative e ben organizzate, possono intercettare flussi turistici importanti.
Altro elemento positivo è la fine dell’apertura delle cantine “con orario impiegatizio”. Una abitudine nata nell’epoca in cui la wine hospitality era ancora un’attività esordiente e veniva espletata utilizzando gli addetti alla produzione o al commerciale del vino ogni volta che il visitatore suonava il campanello. Questo ha consolidato la paradossale situazione di un’attività turistica che rimane chiusa nei momenti di maggior afflusso cioè nei giorni festivi e all’ora di pranzo. È come il bagnino che chiede le ferie d’agosto. Mi auguro che l’accresciuto interesse per i fatturati e la marginalità delle attività enoturistiche – vendita diretta compresa – faccia cessare per sempre questo metodo di gestione.

 

Divinea e le novità sull’enoturismo 2021

I winery tours vengono prenotati soprattutto dalle donne e nei giorni centrali della settimana ma non nel weekend. Divinea ci rivela i turisti del vino online

 

Divinea-Vicchiomaggio-Wine-Tech-Symposium-Dario-Stefano-Donatella-Cinelli-Colombini

Divinea-Vicchiomaggio-Wine-Tech-Symposium-Dario-Stefàno-Donatella-Cinelli-Colombini

di Donatella Cinelli Colombini

Al Castello di Vicchiomaggio, un maniero con mille anni di storia, nel cuore del Chianti Classico, mentre intorno i vigneti stanno perdendo le loro foglie dorate e si preparano al sonno invernale, Divinea ha riunito molti dei maggiori esperti italiani di enoturismo.

 

GIUSEPPE FESTA MAGGIOR ESPERTO ITALIANO DI TURISMO DEL VINO

Divinea-Vicchiomaggio-Wine-Tech-Symposium-Giuseppe-Festa-Lavinia-Furlani-di-Wine-Meridian

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E’ l’occasione per festeggiare Giuseppe Festa, coordinatore scientifico delle Città del Vino ed estensore dell’Osservatorio Nazionale sul Turismo del Vino che è stato indicato da Web-of-Science (ricerca pubblicata sul Journal of Tourism Quaterly), primo in Italia e terzo nel mondo fra gli esperti di enoturismo per il numero e la qualità dei suoi articoli, ricerche e pubblicazioni scientifiche. Il Professor Festa è docente di economia all’Università degli Studi di Salerno, dove ha anche creato un master in Wine Business giunto alla sua ventesima edizione. Io mi onoro di essere fra i docenti.

 

L’ANALISI SWOT SUL TURISMO DEL VINO

A lui dobbiamo una lucida ma severissima analisi SWOT che cita fra i punti di debolezza della wine hospitality italiana: carenze nell’accoglienza, visite non originali/memorabili, carenze linguistiche, accessibilità dei territori, carenze professionali (sia nel pubblico che nel privato), mancanza di una rete di sistema/rappresentanza, digitalizzazione.
Una fotografia precisa dei problemi da affrontare che rischiano di vanificare l’eccellenza qualitativa e l’abbondanza di punti di forza. Traducendo la questione in un esempio semplice è come essere su una Ferrari in una stradina stretta senza saperla guidare. E’ anche possibile che una Panda con un buon pilota vada più veloce.
Questa è la situazione del turismo del vino in Italia con una grande minaccia davanti: una maggiore concorrenza a livello internazionale.

 

Wine Business UNISA ecco un ottimo master

7° edizione del Master in Wine business dell’Università di Salerno con aula piena. Un successo che mostra come le università dovrebbero promuovere i corsi

Master-in-Wine-Brusiness-UniSA-Donatella-Cinelli-Colombini

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Di Donatella Cinelli Colombini

La mia, quella di venerdì scorso, era l’ultima lezione del Master in Wine Business 2018 dell’Università di Salerno, subito dopo le vacanze di Natale. Francamente, mi aspettavo un’aula semivuota e sono arrivata a Fisciano, lo spettacolare campus universitario fondato nel 1968 sullo stile delle US University, con poco materiale didattico, nella convinzione che avrei insegnato a un piccolo manipolo di volenterosi. A Novembre, in occasione di Wine2Wine, avevo incontrato due giovani campani che mi avevano riempito di orgoglio <<ci siamo iscritti al Master in Wine Business per sentire la sua lezione>> e contavo almeno sulla loro presenza. Invece l’aula era al completo con tutti i 27 iscritti presenti e addirittura due persone dei corsi precedenti.

MASTER IN WINE BUSINESS UNIVERSITA’ DI SALERNO

Situazioni che danno la carica e infatti a fine lezione il direttore del corso Professor Giuseppe Festa ha detto ai corsisti:

Master-in-Wine-Brusiness-UniSA-Donatella-Cinelli-Colombini

Master-in-Wine-Business-UniSA-Donatella-Cinelli-Colombini

<<non avevo mai visto la Dottoressa Cinelli Colombini così scatenata>>. E si, che ero scatenata… che bella soddisfazione, un’ aula del genere!
In realtà il merito non è mio e non dipende dalla mia fama di esperta in turismo del vino ma dai contenuti, i metodi del corso e da un’operazione di “marketing” molto mirata sull’offerta formativa.
Il corso di Salerno è diverso dai tanti che vengono organizzati in giro per l’Italia, in primo luogo per i contenuti e il metodo: viene insegnato quello che poi le imprese chiederanno ai neo assunti, il corpo docente eterogeneo con produttori, sommelier, nutrizionisti al fianco degli accademici. 100 ore totali che impegnano i corsisti tutti i venerdì pomeriggio per 5 ore di cui tre teoriche e due pratiche con degustazioni guidate collegate a una ventina di testimonianze aziendali.

L’università di Salerno dove nascono i futuri rural managers

Al Master in Wine business dell’Università di Salerno diretto dal bravissimo Giuseppe Festa per ritrovare il piacere di insegnare turismo del vino

Università-Salerno-Master-in-Wine-Business-2016

Università-Salerno-Master-in-Wine-Business-2016

Di Donatella Cinelli Colombini

L’Università di Salerno punta sempre più in alto, scalando la classifica degli atenei italiani ma anche allargando la propria offerta formativa e persino sfidando Napoli. Ed ecco che la storica facoltà di Agraria di Portici, la prima d’Italia, non è più l’unico corso di laurea in agraria della Campania perchè Salerno mette in campo un rivale. Inizio col botto: l’obiettivo era di 70 iscrizioni e ne sono arrivate oltre il doppio al punto da rimandare a casa un bel numero di aspiranti manager agricoli. Un successo oltre le previsioni che carica di entusiasmo il nuovo

Università-di-Salerno-Wine-Business-lezione-turismo-del-vino

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corpo docente fermamente deciso a rispondere alle nuove esigenze del mondo rurale dove sono più importanti di prima il management e il marketing. Una strategia poco diffusa negli atenei italiani ancora troppo concentrati sulle produzioni agricole, ma che a Salerno ha già espresso il Master in Wine Business diretto dal Professor Giuseppe Festa. Un corso giunto, quest’anno, alla quinta edizione e capace di dare agli studenti gli strumenti per gestire le cantine in modo aggiornato. Teoria e pratica in parallelo, quello che tutti chiedono e pochissimi fanno nelle università italiane.

A Salerno la prima cattedra di Wine business in Italia

Giuseppe Festa propone un nuovo modello di insegnamento dove la teoria accademica è massicciamente affiancata da testimonianze d’impresa, un’università aperta

Salerno Corso in Wine business

Salerno Corso in Wine business

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Le mie lezioni sul turismo del vino all’Univeristà di Salerno, oltre 40.000 studenti in un campus con piscine e campi da tennis come in America, mi mette davanti, anno dopo anno, classi piene di managers che già lavorano in cantine importanti oppure imprenditori che stanno per investire in grandi progetti, insomma, più che una classe è un vivaio di campioni .

Corso in wine business degustazione

Corso in wine business degustazione

E’ l’occasione per riflettere sulla distanza che separa questa da altre esperienze simili ma di più scarso successo.
Tutti gli accademici dicono di farlo ma pochissimi lo fanno davvero: aprirsi al confronto con le imprese affiancandole al percorso formativo con pari dignità della teoria. Ecco la ricetta vincente di Giuseppe Festa che, dietro modi forbiti, quasi ottocenteschi, nasconde un animo innovatore. E vai Giuseppe!

Wine business con sapore di pastiera pasquale

Vi mostro il Sud che vince e convince quello dei centri formativi di eccellenza, dei grandi vini, degli chef stellati e dei giovani pieni di speranze

Master in Wine Business 2014

Master in Wine Business 2014

Di Donatella Cinelli Colombini
Venerdì Santo al Master in Wine Business dell’Università di Salerno su invito del Professor Giuseppe Festa. Aula quasi piena nonostante la vigilia festiva e di nuovo una bella esperienza umana, professionale e gastronomica. E’ freddo, la pubblica amministrazione ha spento il riscaldamento tre giorni prima in tutta la Campania, ma nelle montagne intorno c’è la neve e dunque faccio lezione con il giaccone addosso. Una lezione anomala questa volta con meno teoria e più casi pratici. Vedo gli studenti davanti a me sconvolti, specialmente quando mostro loro le immagini del Chianti Classico dove forse la crescita del turismo del vino è stata addirittura troppa. Mi chiedo se ho calcato troppo la mano e allora li incoraggio <<qualunque territorio può arrivare al successo, Montalcino 60 anni fa era poverissimo, voi siete in una delle aree con maggiore potenziale, non perdetevi di coraggio >>. Alla fine sento di aver infuso in loro coraggio e determinazione.

Terredora e Montefredane: vini, incontri e avventure in Irpinia

Fusilli fatti a mano, Taurasi inebriante, tanti amici,  antichi paesi, troppo cemento e pochi  segnali stradali. Cronaca del viaggio avventuroso al Wine Fredane 

Wine Fredane 2013 notte Castello dei Caracciolo

Wine Fredane 2013 notte Castello dei Caracciolo

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Io e mio marito Carlo Gardini arriviamo in Irpinia nel primo pomeriggio. La prima tappa è da Daniela Mastroberardino a Terredora. La presenza del fratello Lucio, da poco scomparso, è quasi tangibile fra i grandi tini in acciaio e nella bariccaia dove le  Seguin Moreau sono allineate a doppia fila. Il sorriso di Daniela è il simbolo del suo coraggio, ora gira il mondo da sola e non ha mollato un giorno neanche con il Movimento turismo del vino  di cui è presidente. C’è davvero da ammirarla.

Daniela Mastroberardino Terradora tinaia

Daniela Mastroberardino Terradora tinaia

Percorso fra i vigneti che salgono su colline ripide e molto alte, dove il cemento armato del dopo terremoto ha fatto benefici economici e danni paesaggistici decisamente grandi. Colpisce la mancanza di segnalazioni stradali e le strade molto strette e piene di curve a gomito. Incrementare il turismo e soprattutto il turismo del vino in queste condizioni mi sembra davvero difficile

Montefredane, sede del Wine Fredane – laboratorio Doc, ci accoglie  con un diluvio che per fortuna finisce in un’ora. La conferenza è in una ex chiesa restaurata con cura. Ci sono gli strepitosi studenti del corso in Wine business dell’Università di Salerno con in testa Marco Trasente che è la vera anima del festival. Due di loro mi regalano il vino “Galeotto” prodotto dai detenuti del carcere di Sant’Angelo dei Lombardi. Bravi ragazzi oltre capacità professionali avete anche un gran cuore.

Salerno, il Master in Wine business migliore d’Italia

Una classe “vispa” che segue, interagisce e rimane in aula fino a un quarto alle 8 il Venerdì Santo. Ma siamo in Italia non a Harvard

Salerno Master in Wine Business

Master in Wine Business 2013 Università di Salerno

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Contrariamente a quanto molti pensano il livello di una lezione dipende più dagli studenti che dai docenti. Infatti gli occhi assenti di chi non ha capito costringono sempre il docente a rallentare e semplificare l’argomento immiserendo la lezione. È quando l’aula fa domande, commenta e contesta, che una lezione di master diventa una super lezione. E quella del Master in Wine Business dell’Università di Salerno é davvero un’ala super. Bravo il direttore Giuseppe Festa perché la sua proposta formativa ha convinto, ma soprattutto bravi gli ultra volenterosi corsisti che sono rimasti fino a un quarto alle otto prima del maggiore ponte festivo della primavera, quello di Pasqua. Come dire un “Venerdì Santo di passione” nel senso più letterale con io che li incalzavo e li riempivo di dati sul turismo del vino e infine li tramortisco con  l’assaggio, a stomaco vuoto, di Cenerentola DOC Orcia, Brunello e Brunello Riserva. Però che bello insegnare così!

Vi porto nell’altro SUD

Quello dove tutto funziona, dove le performance sono di altissimo livello, dove all’organizzazione si associa quel pizzico di fantasia che ci fa superare ogni concorrenza. Ecco l’altro SUD.  Un’Università e un ristorante degni di grande invidia

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Università di Salerno, Corso in Wine Business

Sono all’Università di Salerno. 50.000 iscritti in edifici nuovi con un campus all’americana dove ci sono 400 alloggi per studenti e la piscina come in America. Insomma qualcosa che ti aspetteresti a Trieste, nell’Italia con più tradizioni nordiche. Invece eccomi al corso di Wine Business diretto dal bravissimo Prof Giuseppe Festa. Un classe di 40 corsisti  tutti laureati e tutti attenti e tutti capaci di venirmi dietro in una lezione davvero pesante perché ho dovuto concentrare in due ore un contenuto didattico che andrebbe sviluppato in otto. Invece reggono il colpo e anche quelli inizialmente meno attenti, dopo un pò, cominciano a prendere appunti.

                                                                       
Cinelli Colombini
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