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Mineralità tutti la vogliono e nessuna la conosce

E’ solo immaginazione o esiste davvero? La mineralità dei vini è un aroma o un sapore? E se esiste da cosa dipende? Qualche nota su una parola molto controversa

Borgogna

Borgogna

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

E’ un carattere dei vini ricercatissimo soprattutto nei mercati di lingua inglese. Minerale sembra la nuova parola magica del marketing perché ormai è una sicura chiave di successo.
Un tempo gli aromi e i gusti minerali dei vini venivano attribuiti solo ad alcuni distretti enologici tedeschi e francesi caratterizzati da una geologia molto particolare, come la valle del Reno, lo Champagne e la Borgogna. Poi, con il diffondersi della moda, i vini con “sentori minerali” sono proliferati in zone diversissime tra loro e nella maggior parte dei casi in modo inopportuno. C’è un

Valle del Reno vigneti

Valle del Reno vigneti

articolo sull’argomento di Raffaele Guzzon in “VQ Vino Vite e Qualità” e un altro di Rebecca Gibb in “Wine Searcher” che evidenziano la grande difficoltà nel dare contorni precisi alla questione. Ma i contributi recenti migliori sono del grande Attilio Scienza durante Vinitaly.
E’ complicato persino fare il punto sugli studi scientifici e sugli elementi chimici del vino a cui collegare la minaralità. I risultati sembrano ingarbugliare questa situazione già ingarbugliata.

Vino croce e delizia dei ristoranti, istruzioni per l’uso

Qualche consiglio autorevole sul vino al ristorante e sul mondo di servirlo: Angelo Gaja sull’esposizione delle bottiglie e Marco Reitano sul Sommelier 

Noi-di-Sala- Identità Golose

Noi-di-Sala- Identità Golose

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Per molti ristoranti gli ultimi anni sono stati travagliatissimi. La spesa delle famiglie per i pasti fuori casa è scesa soprattutto dove c’era più abitudine a uscire: -16% nel Nord Ovest e – 11% nel Nord Est. I clienti mangiano fuori solo nel week end e questo rende davvero difficile evitare il rosso nel bilancio. Gestire bene il vino e soprattutto il rapporto fra il cliente e il vino diventa fondamentale e qui vi propongo alcune riflessioni utili.
Bottiglie esposte

sommelier

sommelier

Nei manuali sulla ristorazione, c’è scritto di esporre il vino o almeno di renderlo visibile nello spazio climatizzato dove viene conservato. Invece il grande Angelo Gaja, in una recente riunione a Santa Restituta (Montalcino), ha detto esattamente il contrario <<i ristoranti non devono esporre le bottiglie, non voglio, si rovinano e poi magari qualcuno le beve e rimane deluso. Basta esporre le bottiglie, devono stare distese, al buio>>. Quello che dice Gaja è esattissimo. Sta di fatto che per vendere un vino, anche in enoteca, bisogna esporre le bottiglie in piedi e dunque è necessario sacrificarne alcune e poi mandarle in cucina perché diventino un meraviglioso brasato.
Carta dei vini
Deve essere costruita per accompagnare i piatti del menù e in base alle esigenze della clientela, non sul gusto del proprietario. Questo l’ottimo consiglio di Giacomo Acciai su Ristoramagazine.
NOVITA’
Sono fondamentali e danno una spinta alle vendite
IL RAPPORTO COL CLIENTE
Le regole perfette arrivano da Marco Reitano Sommelier della Pergola dell’Hilton di Roma e ci vengono donate da uno strepitoso articolo di Intravino riguardante Identità Golose la kermesse di Paolo Massobrio sulla buona tavola e dintorni. Ecco come un vero professionista deve accostarsi al cliente del suo ristorante:

Sei un phubber che usa il telefonino anche a tavola?

Tempi duri per chi scrive sul telefonino mentre è al ristorante oppure si nasconde in bagno per connettersi. Contro di loro dall’Australia lo Stop Phubbing

say no tu phubbing

say no tu phubbing

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Basta telefonini durante i pasti, a scuola o durante le cerimonie se non volete finire sbeffeggiati a livello mondiale su internet come è successo a Elton John, David Furnish e Victoria Beckham oppure a quella sposa americana con lo smartphone dentro il reggiseno che lo ha tirato fuori per rispondere durante la cerimonia. Non si tratta solo di dipendenza ma anche di educazione e di rispetto per il prossimo! Il bon ton dello smartphone parte dall’Australia e usa proprio la rete per mettere in ridicolo chi non riesce a staccarsi dalla tastiera per stare con gli altri. In Inghilterra li chiamano phubber e sono un terzo della popolazione; quella terrorizzata dall’idea di essere “disconnessa” che snobba le persone intorno in favore dello smartphone.

I migliori Champagne rosé secondo Tom Stevenson

Lo Champagne rosé è decisamente la bollicina più di modaiola e più cara. Tom Stevenson e Cristiana Lauro ci presentano quelli che reputano migliori

Dom Pérignon Rosé

Dom Pérignon Rosé

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’articolo di Wine Searcher è delizioso e vi invito a leggerlo. Ironico quanto basta, decisamente ben informato e pieno di notizie intriganti.  L’autore è considerato il maggiore esperto mondiale di Champagne con 23 libri e 50 pubblicazioni sull’argomento.

Dunque, lo Champagne rosé, alcuni super esperti non lo

b_jeff_koons_dom_perignon_rose_michel_fainsilber

b jeff koons dom perignon rose michel fainsilber

amano – Jancis Robinson in primis – ma certamente il suo successo pare ormai inarrestabile.
Il primo boom avvenne nel 1989 quando Allan Cheesman selezionò lo Champagne rosé Charbaut per i supermarket Sainsbury’s enfatizzando la notizia che il colore era ottenuto in modo naturale dal contatto fra il succo e le bucce dell’uva rossa e non dal mescolare vini bianche e rossi. Una piccola curiosità che infiammò le vendite. Un successo che, allora, ebbe breve durata e che ha ripreso la sua corsa nel 2004 diventando qualcosa di più di una moda ma un vero e proprio fenomeno commerciale. Oggi tutte le Maison de Champagne hanno un rosé nel loro portafoglio e il 10% della produzione totale è rosa. Ecco che lo Champagne rosé non è più un “capriccio occasionale” e le cantine si sono poste seriamente il problema del miglioramento qualitativo.

Selfie: dopo il Papa, Obama e Renzi arriva anche i vinaioli

Nessuno sfugge alla voglia del selfie, l’autoscatto del telefonino o del tablet che viene subito condiviso attraverso i social network

llen DeGeneres, Meryl Streep, Bradley Cooper, Brad Pitt, Jared Leto, Jennifer Lawrence, Julia Roberts, Kevin Spacey, Lupita Nyong’o e Angelina Jolie

llen DeGeneres, Meryl Streep, Bradley Cooper, Brad Pitt, Jared Leto, Jennifer Lawrence, Julia Roberts, Kevin Spacey, Lupita Nyong’o e Angelina Jolie

Di Donatella Cinelli Colombini

Una moda mondiale che contagia i capi di governo come il più semplice adolescente e ora anche i vignaioli.  La foto più celebre è quella degli attori  durante la consegna  degli Oscar: Ellen DeGeneres, Meryl Streep, Bradley Cooper, Brad Pitt, Jared Leto, Jennifer Lawrence, Julia Roberts, Kevin Spacey, Lupita Nyong’o e Angelina Jolie. Si sono riuniti per avere le facce

Alessia Salvioni nel vigneto di Brunello

Alessia Salvioni nel vigneto di Brunello

davanti al telefonino e poi via a ritirare la celebre statuetta. E’ diventato il tweet più ritwittato di sempre. Persino Papa Francesco si è prestato a fare selfie con i giovani fedeli e mettiamo fra loro anche Matteo Renzi che non ha resistito alla voglia di immortalarsi insieme al Santo Padre e a Obama. Il Presidente americano non è nuovo ad esperienze del genere; celebre il selfie con la premier danese Helle Thorning Schmidt e il primo ministro britannico David Cameron durante il funerale di Nelson Mandela. Ma persino la saggia Michelle ha trovato inopportuno il momento.  

Quali sono i vini italiani più cari

Barolo Collina Rionda di Bruno Giacosa, Amarone Classico riserva di Giuseppe Quintarelli e Masseto ecco le bottiglie italiane più costose

Giacosa Collina Rionda, Barolo (etichetta scura)

Giacosa Collina Rionda, Barolo (etichetta scura)

Di Donatella Cinelli Colombini
E’ la classifica in cui tutti i produttori italiani vorrebbero vedere le loro bottiglie, quella che trasforma l’apprezzamento dei critici e del mercato in prezzi e fatturati aziendali, insomma nel premio economico di tante fatiche, rischi e passione che stanno dietro a ogni goccia di vino.
La lista arriva da Intravino che consiglia agli italiani di spendere in grandi bottiglie nostrane gli aumenti di stipendio promessi da Renzi. Forse i soldi non basterebbero ma certamente rendere felici quelli che decidessero per questa scelta. Si tratta infatti di bottiglie strepitose, forse anche migliori di vini esteri dal prezzo inabbordabile. Tutto parte dai dati di Winesearcher il portale che pesca i prezzi delle bottiglie da un data base di 44.439 negozi di tutto il mondo. La classifica dei vini italiani più cari è basata sul loro prezzo medio su diverse annate e sono senza tasse (la nostra IVA).
Ecco dunque la lista delle bottiglie italiane sfavillanti

Wine blogger e cantine on line. Il vino italiano 2.0 decolla

Vinitaly apre ai wine blogger e accredita gli autori web, insieme a questa notizia arriva la pagella sull’immagine internet delle grandi cantine italiane

HackWine

HackWine

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Svolta digitale per Vinitaly 2014 che apre le porte ai wine blogger italiani dopo che, nel 2013, c’era stata una prima esperienza con gli stranieri. Una decisione rivoluzionaria che sembra ispirata dalla vulcanica Steive Kim e dal suo orientamento sull’information technology
Un esercito di appassionati e scatenatissimi wine lovers on line si prepara a prendere d’assalto la maggiore fiera del vino italiana. E’ la prima volta che questi autori ricevono l’accredito ufficiale da Veronafiere, in precedenza riservato ai giornalisti iscritti all’albo, un debutto che crea un’attesa e un entusiasmo particolari. Si tratterà dunque del primo Vinitaly on line collegato con tutti gli appassionati di vino del mondo. La decisione di Vinitaly segna il riconoscimento della rete come decisivo influencer del mercato. Le prime reazioni delle << torme di assetati winebloggaroli>> sono entusiaste come ha scritto Intravino che è già pronto a <<affilare i bicchieri>>.

Che fine fanno le barrique senza vino?

Mobili d’autore, pavimenti dal profumo inebriante e cips per dare un tocco torbato all’arrosto ecco dove vanno a finire le barrique

Miss Dondola Missoni

Miss Dondola Missoni

Di Donatella Cinelli Colombini
La vita della barrique è abbastanza breve: quando è nuova viene usata per i grandi vini, al terzo “passaggio” cioè anno, scende alle tipologie meno prestigiose ma quando comincia a dare al vino un finale amaro, gli enologi la vedono come un pericolo da espellere dalla cantina prima possibile. E’ possibile rigenerarla con un processo di raschiatura e tostatura che in Italia solo poche ditte specializzate sanno fare ( come il nostro amico di Facebook Romiti Pietro). Nella maggior parte dei casi la barrique va a finire in falegnameria.
Il prezzo è esiguo 30 – 50€ per circa 50 kg di meraviglioso legno di rovere ma la curvatura rende le doghe della barrique poco utilizzabili.
L’esempio migliore di mobili fatti con questi legni è del 2012 a San Patrignano: la Miss dondola di Angela Missoni, la panchina Bottea di Mario Botta, la lampada a led di Pininfarina … oggetti di altissima qualità per il design d’autore e l’esecuzione manuale da parte dei 200 ragazzi che lavorano nei laboratori di falegnameria, decorazioni e fabbri nelle sedi di San Patrignano di Rimini, Trento e Botticella.

Ovviamente non si tratta del solo esempio di falegnameria di legno di barriques anche se i mobili di San Patrignano hanno fatto il giro del mondo con premi persino a Boston.

Il 2014 del vino secondo Robert Parker del Wine Advocate

Il più celebre critico del vino del mondo elenca le tendenze dei consumi 2014, con molte indicazioni prevedibili e qualche sorpresa

RobertParker

RobertParker

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Vi suggerisco di leggere anche Intravino dove troverete dei divertentissimi commenti alle opinioni di Robert Parker. Qui mi limito a riassumere le previsioni del padre del “Wine Advocate” con una sola nota introduttiva: è evidente la stanchezza di Parker per tutto quello che è super esclusivo, troppo caro, di dubbia correttezza … insomma il guru del vino USA pone molta più attenzione alla semplicità e al prezzo.

  • Successo di Prosecco italiano e Cava spagnolo rosicchieranno una parte del mercato dello Champagne
  • I chioschi del cibo da strada messicano, asiatico e fusion venderanno anche vino 
  • Avranno molto successo i locali tipo trattoria dove servono cose buone ma convenienti e consentono ai clienti di portare il vino da casa
  • I vini 2012 dell’Est e della costa Atlantica domineranno i mercati grazie all’ottima qualità di questo millesimo

Sesso in cantina, ci mancava anche questa!

Nelle Isole Canarie la cantina Bodegas Monje organizza degustazioni con formaggi, cioccolato e …. donne nude

Sex e wine

Sex e wine

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La notizia è tratta da uno spassosissimo articolo di Fiorenzo Sartore su Intravino e qui viene commentata in ritardo giusto per non farvi venire la voglia: come dire guardare ma non toccare. L’evento era il 25 gennaio e quindi non precipitatevi a prenotare l’aereo verso le isole spagnole dell’estate perenne, non siete più in tempo.
Prima di tutto vale la pena ricordare che le 7 isole canarie sono nell’Oceano Atlantico di fronte al Sahara Occidentale, in una posizione dove serve il bikini anche a gennaio. E’ forse questo che ha ispirato a Felipe Monje, quarta generazione nel vino, l’idea di organizzare un evento su vino e sesso che ha attratto l’attenzione di tutto il mondo. <<Vino ed erotismo hanno sempre convissuto da quando l’uomo ha scoperto questa meravigliosa bevanda >> dice Felipe proponendo l’alleanza di vino & sesso << in un incontro che unisce i piaceri del vino, il buon cibo, il divertimento e il fascino, con un pubblico diversificato, educato e sensibile composto da vere stelle della notte>>.

Quanto guadagna un super sommelier?

Bloomberg ci presenta 5 mestieri super pagati che nessuno si aspetta e fra di loro ci sono i Master Sommelier, 214 grandi esperti che lavorano in tutto il mondo

Curt of Master Sommelier

Curt of Master Sommelier

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Nel Nord America i Master Sommmelier sono 135 di cui solo 19 donne. Per arrivare a questo titolo devono superare 4 livelli di formazione ciascuno con un esame. Un percorso che richiede 12 anni e un investimento di 4.000$ ma alla fine può far guadagnare 125.000 Dollari l’anno. La notizia, da cui sono partita per questo post, è in un articolo di Intravino che vi invito a leggere.

La realtà italiana è meno rosea. Il salario medio di un sommelier a tempo pieno si aggira sui 1.500$ al mese a cui vanno ad aggiungersi mance e, a volte, le percentuali sul venduto. Non è male, visti i tempi, ma certo enormemente meno degli stipendi citati da Bloomberg.

Giocatrici di rugby e vini di Bordeax: nude alla meta

Le giocatrici di rugby di Bordeaux nude fra tini e grappoli. Un modo trasgressivo e divertente di unire vino, sport e femminilità che piace anche a Intravino

janvier Le Lionnes de Bordeaux

janvier Le Lionnes de Bordeaux

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Finalmente rotta la storica alleanza fra il rugby e la birra. Il merito è delle Lionnes de Bordeaux e del loro calendario 2014 dove appaiono nude fra tini e grappoli. Nel calendario, dice Hélène, la seconda linea della squadra <<les Lionnes se dévoilent et se mettent à nu autour de verres de vin. » Finalmente!
Il calendario dei giocatori di rugby nudi è ormai un classico. I maschietti muscolosi dall’ aspetto rude sono unanimamente considerati dei sex symbol e, da persone generose, si prestano volentieri a “dare il loro corpo” per cause nobili come il calendario del Siena Rugby contro le discriminazioni. Ma la novità di quest’anno è il gran numero di calendari di giocatrici di rugby donne nude. Quelle di Siena hanno affiancato i maschietti della stessa squadra, le colleghe dell’ Università di Oxford (fra i primi 10 atenei al mondo) si sono fatte fotografare nude per finanziare la ricerca sulla salute mentale, mentre le Lionnes de Bordeaux propongono un calendario eno-rugbistico che è finito su tutti i giornali francesi.  

Chianti, Montepulciano Barbera il vino italiano su twitter

Una ricerca di Almawave su 7,8 milioni di tweet del mese di ottobre 2013 ha rilevato i vini più cinguettanti insieme alle parole chiave di 14 altri argomenti

twitter_enologici

twitter_enologici

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Nell’ordine i vini più twettati sono Chianti 18%, Montepulciano 9%, Barbera 8%, Prosecco 5%, Brunello 4% e Barolo 3%. La classifica è oggetto di uno spassosissimo post di Intravino che vi invito a leggere e al quale vorrei aggiungere qualche commento.
Nel 2009 la Società Dante Alighieri fece un sondaggio sulle parole italiane più conosciute nell’Unione Europea e venero fuori soprattutto termini di cose da mangiare: Pizza, cappuccino, spaghetti ed espresso. Anche la parola Chianti risultava il vino più conosciuto e molto forte soprattutto in Lussemburgo e in Belgio.

AIS Bibenda – Sommelier un divorzio all’italiana

La scissione di Bibenda dall’Associazione Italia Sommelier  AIS ripete un copione visto in politica, nei sindacati, nelle aziende ed è tipicamente nostrano

SOMMELIER AIS

SOMMELIER AIS

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
La notizia è di ieri e riguarda la nascita della Fondazione Italiana Sommelier che va a sostituire la delegazione dei Sommelier AIS di Roma e del Lazio. Si tratta di un organismo che nasce grande, per i 200 corsi di formazione realizzati, gli eventi giornalieri che attraggono i wine lovers di tutta Italia nelle splendide sale dell’Hilton, la guida Bibenda con i punteggi delle migliori bottiglie … Ma anche di un organismo che gode di un forte appoggio istituzionale visto che << avrà il Riconoscimento Giuridico dello Stato e l’Accredito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché presso i Ministeri della Cultura, degli Esteri e delle Politiche Agricole>>.
Nella lettera che Franco Ricci ha indirizzato ai soci AIS del Lazio, che contiene i virgolettati sopra riportati, si chiede

francoricci

francoricci

loro l’iscrizione alla Fondazione Italiana Sommelier precisando che organizzerà i corsi di qualificazione professionale per Sommelier << con il Riconoscimento Giuridico dello Stato, unico corso per Sommelier in Europa a possedere tale importante requisito >>. In altre parole darà valore legale al titolo che rilascia.
Le prime reazioni del Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Antonello Maietta sono molto dure sulle pagine del sito AIS  <<Fine di un incubo perché, per quanto ci riguarda, se il profilo della cultura del vino sarà da oggi magari meno seducente e meno patinato, sarà anche meno pomposo, meno saccente, meno arrogante e meno sbruffone. Prerogativa di chi è realmente competente e non deve mascherare altrimenti la propria insipienza>>.

Parole che esprimono i sentimenti di chi presumibilmente si aspettava lo strappo visto il mancato rinnovo del contratto di collaborazione fra l’AIS e Bibenda. Fin ora, lo staff di Franco Ricci assaggiava i vini, redigeva la guida Bibenda e l’AIS ne comprava 30.000 copie per i soci di tutta Italia.

Qualche rumors sulla possibile nascita di un organismo nuovo e afferente all’ organizzazione romana di Ricci era in giro da mesi come giustamente affermava Intravino nei suoi articoli sull’argomento. Ma fino a ieri non c’era niente di certo. Nei prossimi giorni c’è da aspettarsi una propagazione della scissione nelle regioni d’Italia con delegati o ex delegati insofferenti.  

Per vendere il vino serve il panorama e la simpatia

Una bella vista, la disponibilità al dialogo e delle informazioni concrete ecco cosa serve per vendere più vino secondo il Professor Miguel Gomez

Science-Wine-Training Anna Mansfield

Science-Wine-Training Anna Mansfield

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

The science of selling wine, ho trovato la notizia su Intravino qualche giorno fa e mi ha incuriosito perché sembrava la scoperta dell’acqua calda. Anche se noi produttori accettiamo questa realtà a denti stretti, la simpatia e la capacità di coinvolgimento, influenzano la vendita più della qualità intrinseca del vino.

Dunque la ricerca del giovane professore della Cornell University di New York, dove si insegna economia e management applicati, non sembra affatto campata in aria, anzi codifica e insegna le “regole d’oro della vendita del vino”. Indicazioni che possono tornare utili anche a chi vende vini in Italia o deve realizzare una sala per gli assaggi.

Dopo le indagini effettuate nelle sale da degustazione di tutta New York,  Gomez ha redatto delle regole per la vendita efficace del vino e insieme al Professore di enologia Anna  Mansfield ha realizzato corsi a Long Island, sul Lago Erie, Finger Lakes e East Gardner in collaborazione con la Pennsylvania State University.  Insomma se a noi l’argomento poteva far sorridere vediamo che le università americane l’hanno invece preso molto sul serio. Proviamo dunque anche noi a imparare qualcosa partendo da un articolo del The Cornell Daily Sun che spiega gli esiti delle ricerche e le cose da fare.

                                                                       
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