Turismo alla Fattoria del Colle

Antipasto toscano: insalata di soppressata

Insalata con un mix di soppressata, arance e finocchio con olio extravergine e pepe nero. Sapore, dolcezza e piccante per un’insalata invernale squisita

 

Insalata di sopressata: ingredienti

Insalata di sopressata: ingredienti

di Donatella Cinelli Colombini
Piatto povero che è diventato ricco ed ha acquistato dignità con l’arrivo delle nuove tendenze salutistiche e attente allo spreco, della cucina del nuovo millennio. In effetti la soppressata è il salume più povero, ricavato cuocendo gli scarti del maiale come le teste, le cotenne o la coda, insieme alle spezie e alle scorze di agrumi.
Di per sé, non è un alimento dietetico, anzi è molto grasso, ma diventa adatto ad un pasto salutare aggiungendo arance, finocchi e olio extravergine.
Il risultato è un antipasto gustosissimo e tipicamente invernale. La soppressata infatti viene prodotta solo nei mesi freddi e non ha una lunga capacità di conservazione.

 

INGREDIENTI DELL’INSALATA DI SOPPRESSATA

per 4 persone. Facilissimo, 15 minuti per prepararla

200 g di soppressata, 2/3 arance, 3 finocchi, qualche grano di melograno, olio extravergine di oliva, sale, pepe nero.

 

BUON ANNO 2021

Salutiamo un 2020 difficilissimo e brindiamo, con il nuovo Brunello, al 2021 che arriva, augurando pace e bene a tutti per un futuro splendente

 

matrimonio di Violante ed Enrico - più bel ricordo 2020

matrimonio di Violante ed Enrico – più bel ricordo 2020

Di Donatella Cinelli Colombini

Ci vuole un brindisi porta fortuna e non c’è di meglio del Brunello 2016 Prime Donne. Come ben sanno tutti i wine lovers il Brunello diventa legalmente Brunello solo allo scoccare della mezzanotte dell’ultimo dell’anno. Questa volta la nuova annata è stata preceduta da squilli di tromba e i grandi critici internazionali gli hanno dato punteggi stratosferici ancora prima che uscisse nel marcato. Quindi, oltre al carattere di vino portafortuna, che tutto il Brunello possiede, questa volta siamo davanti a un Brunello fortunello capace di scacciare l’ombra malefica del covid e farci sperare in un nuovo anno gravido di speranze.
Brindo dunque con Brunello Prime Donne 2016 augurando a tutti salute e felicità nel nuovo anno.

 

FINISCE IL 2020 ANNO DEL COVID

Finisce il 2020 ed è un momento di consuntivi: salvo mio fratello che tuttavia era asintomatico, nessuno di noi si è ammalato di covid19 in famiglia e in azienda.

2020 nuovo staff delle cantine di Donatella Cinelli Colombini con 3 enologhe: Giada,Barbara e Sabrina

2020 nuovo staff delle cantine di Donatella Cinelli Colombini con 3 enologhe: Giada,Barbara e Sabrina

La provincia di Siena è stata complessivamente fra le meno toccate dall’epidemia ma per proteggerci abbiamo fatto davvero tanto; mascherine, sanificanti, pistole per disinfezione secca, apparecchi a ozono … ambienti per la quarantena dei cuscini dei letti …. schermi di plexiglass, turni negli uffici …. Abbiamo persino cacciato una turista sospetta….
Il lavoro è andato avanti come sempre nelle vigne dove la vendemmia è stata scarsa di quantità e abbondante di qualità. Ci aspettiamo 5 stelle. La raccolta delle olive, invece, è stata abbondante in quantità e qualità mentre i tartufi bianchi erano pochissimi.

 

CONSUNTIVI 2020 BENE IL VINO MALE IL TURISMO

Il business del vino è andato bene grazie ai mercati esteri che hanno comprato e ricomprato un eccellente Brunello 2015. E’ stato lui il nostro campione che ha sconfitto il covid. Le vendite del vino in Italia e la vendita diretta delle cantina sono molto calate ma, grazie alle minori spese (niente Prowein e Vinitaly, nessun viaggio all’estero, sospensione del Premio Casato Prime Donne …) il bilancio economico dell’azienda agricola è positivo.
Meno allegra la situazione dell’agriturismo e del ristorante della Fattoria del Colle che hanno lavorato solo da metà luglio a metà ottobre perdendo tutti i matrimoni stranieri e il 70% del fatturato normale. Ancora più disastroso il bilancio dei 3 negozi ToscanaLovers con quello di Cortona quasi azzerato e gli altri due ridotti all’osso per cui i ricavi 2020 saranno un quinto di quelli normali.

Buon Natale Happy Xmas

<<And so this is Christmas>> e così questo è il Natale covid. John Lennon ha scritto Happy Xmas cinquanta anni fa (1971) augurando a tutti di cambiare e scegliere l’amore, il rispetto del prossimo e la pace come vero spirito del Natale

 

Buon Natale - Cinelli Colombini family nel Presepio della Fattoria del Colle

Buon Natale – Cinelli Colombini family nel Presepio della Fattoria del Colle

Un augurio a credenti e non credenti.

Un augurio adatto al Natale covid del 2020 che anch’io voglio mandarvi.

 

AND SO THIS IS CHRISTMAS , IL NATALE COVID 2020

<<And so this is Christmas>>… E’ Natale anche se non sembra, anche se dentro di noi c’è più paura che speranza, anche se il ricordo delle persone care che ci hanno lasciato stringe il nostro cuore. Anche se siamo stanchi e sconcertati dopo un anno tremendo.

Ma proprio il Natale mette dentro di noi nuove energie per affrontare i mesi futuri per non arrenderci e creare prospettive per le nostre famiglie, le nostre comunità e, se ci riusciamo, per il nostro Paese e  il mondo intero.

 

Tordi finti, ricetta di Montalcino

Deliziosi involtini dal sapore così intenso da sembrare tordi in salmì, cacciagione molto apprezzata a Montalcino, con la cottura in tegame

 

Tordi finti e Brunello di Montalcino

Tordi finti e Brunello di Montalcino

Di Donatella Cinelli Colombini

Montalcino è un territorio di grandi boschi dove, tanti anni fa, la caccia, era il modo per procurarsi la carne e sopravvivere all’inverno.

Una delle prede più ambite dai cacciatori erano i tordi ed a loro è dedicata la festa dell’ultimo week end di ottobre “Sagra del tordo” in cui i 4 quartieri Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio, sfilano in costume medioevale per le vie del centro storico, per poi sfidarsi in un torneo di tiro con l’arco.
I tordi sono uccelli migratori che scendono dal Nord Europa, specialmente in gruppo, per svernare nelle zone calde. Gli stormi arrivano in autunno e il loro arrosto allo spiedo oppure la preparazione in salmì sono particolarmente adatti ad accompagnare grandi Brunello.
Ma non tutti amano la cacciagione così come molti gourmand sono contrari alla caccia. Per loro esiste un’alternativa al tordo in salmì, una ricetta inventata dalle massaie di Montalcino per portare in tavola qualcosa di straordinariamente saporito e capace di esaltare il grande Brunello.

 

Vitello in arrosto morto

Il nome spinge a fare gli scongiuri, ma in realtà il vitello in arrosto morto è una ricetta deliziosa e adatta all’inverno e a vini raffinati come il Brunello

 

di Donatella Cinelli Colombini

Era una delle ricette predilette da mia nonna Giuliana Colombini che serviva la carne con della purea di patate. A me piaceva anche se, da piccola, il nome mi faceva paura e ancora di più la descrizione <<si chiama così perché cuoce nel tegame sempre chiuso come fosse una cassa da morto>>. Ci vuole fantasia per pensare ad una spiegazione più lugubre, neanche fosse il piatto di Halloween!!!!!
Scusate se vi ho rovinato l’appetito e cercate di recuperare entusiasmo perché quella che segue è la ricetta di un piatto di carne delizioso, che può essere preparato in anticipo e quindi vi permette di godere gli amici invitati a cena e il vino, con tutta tranquillità.

Ingredienti per il Vitello in arrosto morto

Ingredienti per il Vitello in arrosto morto

 

INGREDIENTI DELL’ARROSTO MORTO PER 4 PERSONE

Mezzo chilo di carne di vitello (cappello del prete), 2 carote, 2 costole di sedano, 1 cipolla, mezzo bicchiere di vino, olio extravergine e sale.

Costole con i rapi di Montalcino

Ricetta autunnale delle case contadine di Montalcino che anticamente, con i primi freddi, uccidevano il maiale grasso e gustavano il delizioso costoleccio

 

di Donatella Cinelli Colombini

Il costoleccio o rostinciana, insieme al fegato, erano le parti meno conservabili del maiale per questo venivano mangiate subito ed erano motivo di festa nelle povere case contadine dove la carne arrivava in tavola molto di rado.

Ingredienti delle costole con i rapi di Montalcino

Ingredienti delle costole con i rapi di Montalcino

Il modo più succulento di gustare il costato di maiale è sulla griglia, con sale e pepe nero ma, per chi non dispone di un barbecue, la ricetta delle costole con i rapi, è un’ottima alternativa. Tutta la cucina montalcinese è molto saporita e adatta ai vini rossi di grande struttura che nascono dal super Sangiovese di questo territorio. In questo caso non consiglio di accompagnare il piatto con il Brunello perché è una pietanza molto semplice e casalinga ma propongo un bel Rosso di Montalcino. Notate che ho scritto rapi in vernacolo senese e non rape termine corretto italiano.

 

IL TRIONFO DELL’OLIO NUOVO

Inizia la vendita dell’olio extravergine 2020 alla Fattoria del Colle: 2 monocultivar di Moraiolo e Correggiolo e un misto di entrambe le varietà

 

Zuppa e olio fattoria del Colle

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Strepitoso raccolto di olive 2020 per qualità e quantità.
Olio nuovo: tantissime olive piccoline che infatti hanno avuto una resa, cioè una trasformazione in olio, bassa, intorno al 10%. L’olio extravergine 2020 ha un profumo di fruttato inebriante (pomodoro, carciofo, erba tagliata) ed una qualità gustativa eccellente.

 

OLIO NUOVO: EXTRAVERGINE 2020 DELLA FATTORIA DEL COLLE 2 MONOCULTIVAR E UN MISTO

Bottiglie da 750 Cl Olio extravergine 2020 Fattoria del Colle, 19,50€
BIO e DOP Terre di Siena appena arriveranno le certificazioni già richieste
Bottiglia da 500 Cl Moraiolo, Olio extravergine monocultivar 2020 Fattoria del Colle 17,50€
Bottiglia da 500 Cl Correggiolo, Olio extravergine monocultivar 2020 Fattoria del Colle 17,50€
Latta da 5 Lt Olio extravergine della raccolta Fattoria del Colle 95,50€

Chi vuole comprarlo può venire alla Fattoria del Colle oppure ordinarlo per farselo spedire a casa scrivendo un’email a vino@cinellicolombini.it
La spedizione in Italia per scatole da 6 bottiglie costa 16€.

 

GLI OLIVETI SENZA CHIMICA DELLA FATTORIA DEL COLLE

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Toscana-Olio-nuovo-extravergine-2020-Fattoria-del-Colle

La Fattoria del Colle ha 6 ettari di oliveto con le varietà moraiolo e correggiolo (frantoio).
Si tratta di una delle zone della Toscana più conosciute ed apprezzate per l’olivicoltura: alte colline ventilate con terreno sabbioso dove gli olivi sono coltivati da oltre 2000 anni.
In questo ambiente incontaminato sugli olivi non vengono mai usati prodotti chimici semplicemente perché non ce n’è bisogno, visto che la perfida mosca olearia, che depone le sue uova nelle olive, è arrivata una sola volta in 20 anni. La natura fa tutto da sola, chiedendo all’uomo solo le potature e la pulizia del terreno. La certificazione BIO ed il marchio DOP vengono richiesti solo per l’olio misto che è in maggiore quantità e consente la stampa di una nuova etichetta appena arrivano le certificazioni che, a causa del Covid, quest’anno potrebbero essere molto in ritardo.
La raccolta è manuale, con l’uso di piccoli rastrelli che sostituiscono le mani durante la “brucatura”. Vengono usati dagli uomini, mentre le donne recuperano le olive dalle reti distese sotto gli olivi. Alla sera le cassette piene di olive arrivano al frantoio e il giorno dopo l’olio extravergine torna per riempire di profumo l’orciaia della Fattoria del Colle.

 

IL FRANTOIO DOVE LE OLIVE DIVENTANO OLIO EVO

Donatella Cinelli Colombini ha scelto per produrre il suo olio evo il frantoio Sant’Angelo di Castelmuzio che dista pochi chilometri dalla Fattoria del Colle. Il maestro frantoiano Paolo Bindi usa il suo frantoio Pieralisi con tocco gentile, lentamente e a bassa temperatura (meno di 27°C) per preservare la fragranza del frutto e le sue virtù salutari.
La Fattoria del Colle produce olio extravergine monocultivar Moraiolo, Correggiolo (varietà frantoio) e, in maggiore quantità, un olio evo misto con le due varietà insieme per il quale viene chiesta la certificazione DOP Terre di Siena. Un’attestazione che generalmente arriva dopo qualche mese dalla raccolta.

 

ZUPPA FRANTOIANA PER GODERSI L’OLIO NOVO

Tipica della Toscana in ottobre e novembre, cioè dei giorni di raccolta delle olive, deriva il suo nome dalla capacità di esaltare il sapore dell’olio extravergine

 

Come tutte le minestre povere, la zuppa frantoiana diventa un piatto regale se è preparata con ingredienti sopraffini, come i fagioli migliori. Meglio usarne di diversa qualità e magari di tipologie antiche come il fagiolo di Sorana rosso, tanto amato da Leonardo da Vinci. I fagioli e il cavolo nero, così come il pane toscano lievitato naturalmente, sono capaci di esaltare l’olio extravergine di grande qualità come quello della Fattoria del Colle.

 

La fattoria ha sei ettari di oliveto in una delle zone più vocate della Toscana, sulle colline di Trequanda, nella bassa Valdorcia.

Olio-evo-.Trequanda

Olio-nuovo-Fattoria-del Colle

Olivi di varietà Moraiolo e Correggiolo (frantoio). Le olive non hanno mai avuto trattamenti chimici e sono raccolte quando sono ancora verdi per essere subito spremute in un piccolo frantoio artigiano che lavora lentamente e a bassa temperatura.

Covid e turisti un 2020 tragicomico

Dal lockdown al braccio di ferro con i turisti desiderosi vivere la vacanza come se il covid non ci fosse: l’estate 2020 nella campagna toscana del vino

 

covid-e-turismo-alla-Fattoria-del-Colle-nuova-chef-Doriana-Marchi

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di Donatella Cinelli Colombini

Devo premettere che io, come tantissimi altri produttori di vino con wine resort, ero decisa a rimanere chiusa al turismo per tutto il 2020.
Troppo pericoloso e troppo costoso!

 

LA RIAPERTURA AL PUBBLICO NONOSTANTE IL COVID

E’ stato il matrimonio di mia figlia Violante e l’incertezza sulla durata della cassa integrazione a farmi cambiare idea. Così, a Giugno, è iniziata una vera corsa per intercettare clienti e organizzare le sanificazioni.
Per fortuna avevamo preparato i piani, ma non ci aspettavamo che fosse così difficile comprare un paio di guanti di gomma. Ora abbiamo di tutto: casse di mascherine, schermi, bidoncini a pedale, sanificanti, fazzolettini disinfettanti, impianti a ozono, pistole sanificanti, pistole per la febbre, registri …..
Un’impresa costosa ed impegnativa che è diventata un incubo poco prima del matrimonio di Violante, quando lo chef ed il maitre del ristorante ci hanno lasciato quasi all’improvviso.
Mi è venuto persino l’herpes per lo stress.
Quasi subito abbiamo trovato Doriana Marchi per la cucina e nella sala del ristorante la squadra si è riformata intorno ad Alfio Bari. Ma io non riuscivo neanche a dormire.

 

ISPEZIONI DURANTE IL LOCKDOWN E PAURE FORSE ESAGERATE

covid-e-turismo-alla-Fattoria-del-Colle-apertura-delle-piscine

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Per mesi il lavoro è andato avanti solo nelle vigne e a turno in cantina. Abbiamo lasciato imballata la nuova imbottigliatrice perché il collaudo lo dovevano fare tecnici di Bergamo e non abbiamo fatto lo spumante perché il camion per l’imbottigliamento arrivava da Brescia. Insomma più che prudenti eravamo fifoni.
Durante il lockdown abbiamo avuto 3 ispezioni in una sola settimana. Poi più niente neanche quando abbiamo riaperto al turismo.

 

IL VINO TIENE MA IL TURISMO AFFONDA

La riapertura è avvenuta in un clima di scoraggiamento e paura. Sapevamo di rischiare il contagio e di andare incontro ad un disastro economico senza precedenti: una perdita di fatturato dell’80% con gli stessi costi fissi e un bel carico di mano d’opera.

Per fortuna le vendite del vino, sorprendentemente, tenevano. Forse, grazie ad uno strepitoso Brunello 2015 e a una Violante scatenata che è riuscita persino a trovare 4 nuovi importatori durante il lockdown, a fine anno il calo del business dovrebbe arrestarsi intorno al 25%. E’ tantissimo, ma in confronto al turismo sembra poco.
Ma torniamo al turismo. Abbiamo avuto quasi solo clientela italiana mentre la Fattoria del Colle è pensata per clientela estera. Cosa complicata di per sé ma aggravata da una circostanza imprevista: per molti turisti essere in vacanza significava cancellare il coronavirus come se il 2020 fosse un anno normale.

 

Weekend del tartufo bianco in Toscana

Vi aspettiamo alla Fattoria del Colle per cercare, cucinare e gustare il tartufo bianco delle Crete Senesi nel weekend di Ognissanti

 

Tartufo-bianco-delle-crete-senesi-weekend-per-cercarlo e-assaggiarlo

Tartufo-bianco-delle-crete-senesi-weekend-per-cercarlo e-assaggiarlo

Da venerdì 30 ottobre a domenica I° novembre, tre giorni (due notti) nel periodo del foliage, dei tartufi bianchi e dell’olio nuovo nella Toscana del Brunello e dei grandi vini rossi. Vivere nella Fattoria del Colle (clicca per il programma e la prenotazione) in mezzo ai vigneti, cenare con antiche pietanze locali, andare con i cani e i tartufai a cercare le preziose trifole e poi imparare a cucinarle. E ancora visitare vigneti e (parzialmente) le cantine, degustare i grandi rossi e finalmente cenare con un tartufo profumatissimo e forse persino afrodisiaco.

 

PROPOSTA WEEK END DEL TARTUFO BIANCO ALLA FATTORIA DEL COLLE

  • 2 notti in camera doppia con bagno alla Fattoria del Colle
    ricerca tartufi-bianchi-alla-Fattoria-del-Colle

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  • 2 colazione a base di salumi, formaggi e dolci tipici caffè, latte succhi e yogurt
  • La ricerca del tartufo con il tartufaio e i suoi cani
  • Piccola lezione di cucina al tartufo con la chef della Fattoria del Colle Doriana Marchi
  • Visita guidata dei vigneti e parzialmente della cantina del Brunello Casato Prime Donne con piccolo assaggio
  • Visita guidata della Fattoria del Colle con degustazione itinerante di tre vini

 

LA BELLEZZA DELL’AUTUNNO NELLA CAMPAGNA TOSCANA

L’autunno è il momento del foliage, cioè quello in cui i vigneti e i boschi cambiano di colore trasformando la Valdorcia e le Crete Senesi in uno scenario da fiaba. E’ forse il periodo in cui la campagna è più bella. Ideale per fare trekking e safari fotografici rigenerando corpo e mente.

Anche i piaceri della tavola sono al massimo in autunno perché le lunghe serate permettono di godere lentamente dei piaceri golosi. La Fattoria del Colle è infatti nell’area di produzione del tartufo bianco delle Crete Senesi e di un olio extravergine fra i migliori della Toscana. Ultimo ma più importante il grande vino rosso: il Brunello proveniente dalla cantina Casato Prime Donne a Montalcino della stessa proprietà, il Chianti Superiore e la Doc Orcia prodotto dai vigneti tutti intorno.

 

Fattoria del Colle vince il premio Food & Travel 2020

We are the winner!!!! La Fattoria del Colle in Toscana è l’agriturismo dell’anno 2020 di Food and Travel Award, il 2 ottobre al San Barbato Resort Spa&Golf

 

Food-and-Travel-Award-2020-alla-Fattoria-del-Colle-con-Violante-a-ricevere-il-premio

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Un grande riconoscimento che arriva alla Fattoria del Colle da Food and Travel, testata internazionale capace di orientare il turismo più esigente e fargli scoprire le eccellenze enogastronomiche in tutto il mondo.

 

FATTORIA DEL COLLE UN PREMIO ALLA TOSCANA PIU’ AUTENTICA

L’Award 2020 come miglior agriturismo italiano premia le scelte di Donatella Cinelli Colombini in favore della riproposta “filologica” della civiltà rurale. Una scelta che si traduce in appartamenti arredati con mobili di piccolo antiquariato, ricette tradizionali eseguite a mano nel ristorante, verdure dell’orto … fino alle visite guidate che insegnano la storia toscana oppure il trekking per imparare i segreti delle vigne. La Fattoria del Colle ha un’anima e un’autenticità molto forti, frutto di scelte coraggiose e decisamente contro corrente. Questo distingue l’agriturismo premiato da Food and Travel dai resort, dove gli interventi di restauro hanno omologato i caratteri originari.

Food-and-Travel-Award-2020-alla-Fattoria-del-Colle-con-Violante-e-Enrico-a-ricevere-il-premio

Food-and-Travel-Award-2020-alla-Fattoria-del-Colle-con-Violante-ed-Enrico-a-ricevere-il-premio

Donatella Cinelli Colombini, ex storica d’arte e oggi produttrice di vino di successo, ha tenacemente voluto trasformare la Fattoria del Colle in una wine destination capace di far vivere esperienze emozionanti e autentiche, trasmettendo ai visitatori il vero spirito della campagna toscana. Questo premio ci dice che ci è riuscita.

 

 

Vitello tonnato dal Piemonte in Toscana

Voglia di cucinare e scarso talento, due elementi diffusi in tante case e soprattutto da me. Per questo vi propongo ricette facili e storiche come il vitello tonnato

 

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Nella mia infanzia, a casa mia, il vitello tonnato arrivava spesso in tavola: in inverno con la ricetta originaria e la salsa fatta con il brodo della carne, in estate nella versione con la maionese più fresca, ma meno saporita.
Quando la maionese fatta in casa con l’olio extravergine fu sostituita da quella industriale in barattoli, nessuno di noi ha più chiesto il vitello tonnato. Aveva un altro sapore. Per questo vi invito a evitare le scorciatoie e eseguire la ricetta nel modo corretto. La cucina è fatta di gusto, passione e tradizione. Senza questi tre ingredienti non è niente.

Vitello-tonnato-Fattoria-del-Colle-Toscana

Vitello-tonnato-Fattoria-del-Colle-Toscana

Non si tratta di una ricetta toscana ed è infatti quasi sconosciuta alle anziane massaie. E’ arrivata da noi una quarantina d’anni fa, quando, anche in campagna, fra i più giovani, si diffusero gli aspic e i cocktail di gamberetti.

 

INGREDIENTI DEL VITELLO TONNATO

Girello di bue 1 kg, una costola di sedano, una carota, una cipolla e uno spicchio d’aglio. 250 g di vino bianco, 3 chiodi di garofano, un pizzico di grani di pepe nero, 3 cucchiai da minestra di olio extravergine (nel caso venga fatta la maionese l’olio diventa molto più abbondante), sale.

PER LA SALSA: 2 uova, 150 g di tonno sottolio, 3 filettini di acciughe sott’olio, mezzo limone, un manciatino di capperi sotto sale e qualche cetriolino sottaceto.

FRANCO PALLINI IL SANGIOVESE LOVER

Franco Pallini e le differenze fra il Sangiovese di Montalcino più sensuale ed esuberante con quello del Chianti Classico più muscolari e aristocratici

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Franco-Pallini-Masterclass-Vendemmia-Experienze-2020-Fattoria-del-Colle

Franco-Pallini-Masterclass-Vendemmia-Experienze-2020-Fattoria-del-Colle

La masterclass di Franco Pallini per la Vendemmia Experience  (la prossima nel weekend del 9-11 ottobre con Leonardo Taddei) organizzata da Donatella Cinelli Colombini alla Fattoria del Colle si è incentrata sulla differenza fra il Sangiovese di Montalcino e del Chianti Classico. Franco ha rivelato un amore sviscerato per questo vitigno soprattutto nelle sue espressioni più difficili.

 

FRANCO PALLINI E L’EVOLUZIONE DEL SANGIOVESE

Il Sangiovese si adatta più o meno a tutti i luoghi ma arriva all’eccellenza solo in determinati terroir esattamente come il Nebbiolo. Per questo, pur avendo origini meridionali ha in Toscana la sua terra di elezione, questo perché ogni vitigno esprime il meglio di sé in situazioni “al limite”. Un elemento che potrebbe spingere ancora più a Nord la terra promessa del Sangiovese se avvenisse un ulteriore innalzamento delle temperature.
Attualmente siamo in un momento di passaggio e di evoluzione: dall’americanizzazione di trent’anni fa, che aveva spinto i produttori verso vini costruiti e opulenti, più adatti ai concorsi che al pubblico, stiamo tornando alle origini con vini più adatti alla tavola, gradevoli, diversificati, con forte impronta di territorio.

 

LA FEMMINILITA’ E MASCOLINITA’ DEL SANGIOVESE SECONDO FRANCO PALLINI

Franco-Pallini-Masterclass-Vendemmia-Experienze-2020-Fattoria-del-Colle

Franco-Pallini-Masterclass-Vendemmia-Experienze-2020-Fattoria-del-Colle

Il Sangiovese ha aspetti femminili e maschili e ama i contrasti come, ad esempio, l’escursione termica fra la notte al giorno. E’ donna nella vite, la cui parte legnosa è morbida e si “taglia bene”, nel legame con la terra dove cresce, nella fertilità che tende ad essere troppa.
Il Sangiovese è maschio nel vino. Si apprezza con pazienza. All’inizio è scontroso e assomiglia a un atleta scattante, alto, dotato di grandissima tecnica. E’ spigoloso, non è un vino piacione.

 

DIFFERENZE FRA IL SANGIOVESE DEL CHIANTI CLASSICO E DEL BRUNELLO

Montalcino e il Chianti Classico, questi sono i terreni magici del Sangiovese dove il vino raggiunge finezze speciali.
Franco Pallini confessa di amare di più il secondo perché più ricco di differenziazioni grazie alla vastità della zona di produzione. Franco apprezza la muscolarità del Sangiovese chiantigiano trainata da una buona struttura acida e tannini particolarmente fini. <<Quelli che prediligo non mostrano colori fitti e hanno facilmente qualcosa di meno nel peso e nel calore ma qualcosa in più sul piano della freschezza>>. A Montalcino la zona di produzione è più piccola, più meridionale e più vicina al mare. Un terroir caratterizzato da maggiore luminosità e ventilazione, temperature più alte e vendemmie più precoci. Caratteristiche che danno origine a vini più aperti, più “concessivi” e persino esuberanti di quelli chiantigiani. Per questo a Montalcino il Sangiovese <<basta a sé stesso>>. Solo li <<riesce a farsi così compiuto, senza troppi spigoli e senza zone d’ombra>>.

Romanelli e la sua masterclass sul vino in Toscana

Prima delle 3 masterclass della Vendemmia Experience proposte da Donatella Cinelli Colombini ai wine lovers desiderosi di veder nascere i grandi vini toscani

 

Leonardo-Romanelli-asterclass-su-Sangiovese-in-occasione-della-Vendemmia-experience-2020

Leonardo-Romanelli-masterclass-su-Sangiovese-in-occasione-della-Vendemmia-experience-2020

Sono iniziate con Leonardo Romanelli e una super super super lezione. Il progetto continuerà alla Fattoria del Colle nei week end 25-27 settembre con Franco Pallini e in quello 9-11 ottobre con Leonardo Taddei.
Unire esperienze pratiche della vendemmia, visite in vigna ed in cantina a degustazioni guidate con una straordinaria lezione tenuta da un grandissimo esperto, si sta rivelando una formula vincente e capace di appassionare e arricchire di conoscenze i turisti appassionati e persino i membri dello staff di Donatella Cinelli Colombini che si sono aggiunti agli ascoltatori.
Qualche chicca dalla lezione di Leonardo Romanelli durata quasi due ore davanti ad un pubblico letteralmente ipnotizzato ed entusiasta. Riporto le opinioni e quello che suscita la riflessione omettendo la didattica pura che, i più volenterosi, possono trovare nei siti internet.

 

ROMANELLI E IL RUOLO DEL CRITICO ENOLOGICO

Leonardo-Romanelli-asterclass-su-Sangiovese-in-occasione-della-Vendemmia-experience-2020

Leonardo-Romanelli-masterclass-su-Sangiovese-in-occasione-della-Vendemmia-experience-2020

Leonardo Romanelli comincia parlando del suo lavoro <<già la parola critico è brutta, fa pensare ad un giudice, a uno che punisce>>. Meglio ispirarsi al modello dei critici d’arte come Achille Bonito Oliva con la transavanguardia e l’anticipazione delle nuove tendenze.
L’importanza dell’emozione nell’assaggio è sottostimata e questo è un male. Gli assaggiatori stanno interpretando il loro lavoro in un senso quasi maniacale che li allontana dalla gente. Caricano dettagli tecnici, sensazioni organolettiche sempre più sofisticate che il pubblico, spesso, neanche capisce. <<Ieri durante la degustazione di un vino del 1930 c’era chi si concentrava sull’analisi sensoriale, al palato, parlando di sensazioni acide …. Invece la cosa importante era vivere e trasmettere l’emozione di bere il frutto di una vendemmia avvenuta quasi un secolo fa. Senza dare valore all’emozione di questa esperienza, la gente a cui la raccontiamo, non capisce il suo vero significato>>.

 

Sugo bugiardo dei contadini poveri

Il proverbio dice – il bisogno aguzza l’ingegno- e anche -contadino, scarpe grosse e cervello fino. Il sugo bugiardo nato nelle campagne povere lo dimostra

 

Di Donatella Cinelli Colombini

 

Il sugo bugiardo o finto era quello delle famiglie contadine toscane più povere che non potevano comprare la carne da mettere nel condimento della pasta e avevano escogitato una ricetta che sembrava avere il sapore del sugo tradizionale ma, in realtà, era fatta con maiale e verdure.

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

Fino a cinquant’anni fa i lavori agricoli estivi più pesanti, come la mietitura e la trebbiatura, comportavano lo “scambio d’opera” fa le famiglie contadina toscane. In altre parole ciascuna andava ad aiutare i parenti o i vicini con uno o due persone e poi riceveva lo stesso supporto. Naturalmente bisognava dare da mangiare a un numeroso gruppo di lavoratori affamati e questo comportava due o tre pranzi con antipasti, minestra in brodo, pastasciutta, carne in umido, carne arrosto e dolce.

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

Sugo-bugiardo-Toscana-Fattoria-del-Colle

Non tutti potevano permettersi di comprare carne di bue e per questo l’orto diventava decisivo. Il sugo povero nasce da questa esigenza. E’ un sugo buonissimo che sembra un ragù ma non lo è perché contiene solo del rigatino salato e in certi casi è totalmente vegetariano.

 

INGREDIENTI DEL SUGO BUGIARDO

1 cipolla, una carota, una costa di sedano, olio extravergine, 200 g di rigatino di maiale salato, 600 g di pomodori maturi, 200 g di fagioli bianchi, mezzo bicchiere di vino bianco, sale e pepe, salvia, aglio, peperoncino e pecorino stagionato.

 

                                                                       
Cinelli Colombini
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