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Gusto della bontà, asta di vini MTV per charity da Antinori

Il Movimento Turismo del Vino della Toscana vi aspetta il 7 dicembre alle 15 nella cantina Antinori del Chianti Classico per la visita e l’asta dei vini rari

Violante Gardini Asta dei vini MTV per charity

Violante Gardini Asta dei vini MTV per charity

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Le più prestigiose cantine della regione e molti vini rarissimi o addirittura unici daranno l’opportunità di shopping conveniente e generoso. Si perché il ricavato dell’asta, nella nuova cantina Marchesi Antinori nel Chianti Classico, location simbolo dell’enoturismo per eccellenza, andrà tutto a favore dell’Associazione Tumori Toscana. “Cantine Aperte per Natale” è dunque l’occasione giusta per portare a casa un “vino buono” e ricco di generosità oltre che l’occasione per acquistare doni natalizi per gli amici wine lovers. Vini altrimenti introvabili o molto costosi, in altri casi vini più “normali” davvero convenienti …. << diventeranno oggetto di una gara di generosità che riempirà il cuore e i bicchieri>> ha detto Violante Gardini Presidente del Movimento del Turismo del Vino Toscana.
Dal Chianti Classico, uno dei rossi storici del panorama toscano, al Brunello di Montalcino, ormai simbolo

Asta dei Vini MTV per charity da Antinori nel Chianti Classico

Asta dei Vini MTV per charity da Antinori nel Chianti Classico

dell’eccellenza enoica toscana e non solo nel mondo, dal Nobile di Montepulciano, protagonista nel recente passato di una crescita qualitativa decisa e continua, al Morellino di Scansano, la declinazione più mediterranea del Sangiovese, passando per la Vernaccia di San Gimignano, il vino bianco principale della Toscana, il Montecucco, vino emergente ma già in grado di esprimere la sua originalità, il Carmignano, piccola denominazione che produce vini di grande personalità e i vini di Bolgheri, fra i vini più amati dai wine lovers di tutto il mondo; all’asta le etichette più blasonate del Granducato in aiuto all’Associazione Tumori Toscana, impegnata nella cura gratuita e a domicilio dei malati oncologici.

I sommelier siciliani alla conquista della Toscana

Antinori, Biondi Santi, Sassicaia e Donatella Cinelli Colombini, ecco il viaggio in Toscana di 27 Sommelier AIS della Sicilia fra assaggi, incontri, scherzi e nubifragi

Sommelier AIS Sicilia Montalcino

Sommelier AIS Sicilia Montalcino Casato Prime Donne

di Donatella Cinelli Colombini

Sono venuti in Toscana vestiti da estate nel primo week end d’autunno, quello più piovoso … ma loro impavidi sono andati nella cantina Biondi Santi di Montalcino in divisa facendo a piedi tutto il viale di accesso. Degli eroi, più che dei Sommelier! Un bel gruppo davvero, competente e attento quando c’era da assaggiare ma pronto allo scherzo e alla battuta fra una cantina e l’altra. I commenti alle degustazioni di Camillo Privitera e l’entusiasmo travolgente di Tiziana Gandolfo segnavano i passaggi da una fase all’altra.
Ecco il percorso di viaggio: prima tappa il Castello della Sala, la splendida tenuta di Orvieto dove alla visita delle cantine è seguito un pranzo nel castello medioevale dei Marchesi Antinori. Sosta a Piena, città capolavoro del Papa Pio II e arrivo alla Fattoria del Colle. Anche qui visita e poi a tavola. A questo punto mi sono unita al gruppo assaporando l’atmosfera goliardica e il piacere di far assaggiare a persone competenti il mio Chianti Superiore e l’IGT Il drago e le 8 colombe.

La cantina Antinori e la Cisk birra galante di Malta

Due storie che si intrecciano a Malta, quella della birra Cisk e la cantina Meridiana avamposto di Antinori nel Mediterraneo. Visto per voi da Ignazio Anglani

Meridiana Malta La facciata vista da dietro

Meridiana Malta La facciata vista da dietro

La birra Cisk ha letteralmente accompagnato il viaggio mio di Violante, Claudia e Mirco a Malta!
E’ la birra nazionale ed è ovunque… non esiste bar, ristornate, pub, bettola, lido, ambulante che non abbia la Cisk! La Cisk è riprodotta sulle cose più varie: gazebi, ombrelloni, tavolini, casse, lattine, bottiglie, vetrate, gioielli, quod … insomma ci si sente circondati dalla Cisk! E’ una birra semplice adatta al caldo, la gamma è declinata tutta sullo stile  Lager, nello stesso stabilimento vengono prodotte anche birre in altri stili come Stout o Ale.
La birreria è stata fondata nel 1928 da Giuseppe Scicluna, che fu anche il primo proprietario di una banca privata a Malta. Cisk è il suo soprannome e vuol dire “assegno”, ma indica anche una persona molto galante.
E’stata poi venduta ad una società controllata dalla famiglia Farrugia (attenti a questo particolare) che tutt’ora la possiede.

La tragicomica dei moduli cinesi del vino sbagliati

I moduli anti–dumping del Governo Cinese sulle cantine europee tra traduzioni maldestre, pioggia di e-mail e rischio di super tassa sull’export di vino in Cina 

cinesi vino e tasse d'importazione

cinesi vino e tasse d'importazione

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini 
Tutto inizia qualche mese fa con i produttori tedeschi di pannelli solari che riescono a ottenere una tassa su quelli cinesi importati in Europa.
Il I° luglio le autorità cinesi rispondono con un’indagine sul vino europeo esportato in Cina e finalizzata a verificare chi ha usufruito di fondi OCM per la promozione del vino nel loro Paese. Tutte le cantine che vogliono esportare nel gigante asiatico devono dichiararsi disponibili a una verifica da parte delle autorità cinesi.
Senza questa dichiarazione la Cina applicherà un dazio superiore.
I documenti da riempire sono quattro di cui due da compilare in cinese. Devono arrivare in Cina entro il 22 luglio. Comincia una pioggia di e mail da parte di Ministero, Federdoc, Consorzi al ritmo di uno ogni ora. E inizia una corsa col tempo con intoppi di vario genere. Traduzioni delle istruzioni cinesi per la compilazione quasi incomprensibili. Il Ministero che si rende disponibile a tradurre dall’italiano al cinese i moduli ma dichiara di non sapere se riuscirà a tradurli tutti. In effetti nei nostri c’era il riferimento all’ufficio legale della Berlucchi.

Castello della Sala, Cotarella, Vissani … a tutto gourmet

Cronaca di un giorno da wine lover vissuto al massimo. Sono al Castello della Sala e come per incanto appare Renzo Cotarella

Renzo Cotarella e Massimiliano Pasquini

Renzo Cotarella e Massimiliano Pasquini

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
L’enologo superstar di Antinori arriva mentre i membri della delegazione di Siena dell’Union Europeénne des Gourmet, guidati da Alessandro Bonelli, hanno concluso la visita alle spettacolose cantine di produzione dove la migliore tecnologia permette di trasformare uve locali e internazionali in vini di suprema eleganza.
Nel Castello della Sala l’accoglienza è degna dei Marchesi Antinori: sala storica con arredi di grande antiquariato, tavolo con tovaglie di broccato e sopra 4 vini cult: San Giovanni, Conte della Vipera, Cervaro e Muffato insieme a fondi di barrique coperti di antipasti. Poi arriva Renzo Cotarella e io rimango letteralmente basita perché non mi aspettavo che il nostro piccolo gruppo di appassionati meritasse le attenzioni di uno dei più grandi enologi del mondo.

Lui ci racconta quanto sia stato difficile creare il Conte della Vipera, che dal 2011 raggiunge un livello di finezza, potenza

Le super cantine in Italia e nel mondo

La cantina italiana con più fatturato è la Giv – Cantine Riunite, ma è la Cavit quella che esporta di più e la più remunerativa è Sassicaia

Tanuta San Guido

Sassicaia Tenuta San Guido

Vinitaly è il momento delle classifiche del vino e le due più importanti sono di Mediobanca e di Anna Di Martino per “Il Mondo”. Molte conferme e qualche sorpresa: scopriamo che le grandi cantine italiane crescono i loro fatturati nonostante la crisi in un comparto vino più in salute del resto dell’economia italiana, grazie all’export decisamente brillante. Fra le 15 aziende enologiche con maggiore percentuale di esportazione nel mondo, 4 sono italiane: Cavit al secondo posto assoluto, Antinori, Giv- Cantine Riunite e Caviro. Non si tratta di un’impresa eroica vista la dimensione enorme dei maggiori gruppi mondiali. La più grande, la statunitense Costelletion, ha un fatturato di 2.051.000.000$ cioè quattro volte la maggiore delle italiane che è la Giv-Cantine riunite.

Ecco i “Most Admired Wine Brands” del mondo

Sul podio Concha y Toro, Torres e Penfolds cioè Cile, Spagna e Australia, il primo degli italiani è Antinori al 32° posto

Cantina cilena Concha y Toro

Cile Concha y Toro

Questa è la classifica delle griffe vinicole più ammirate del mondo redatta da “Drinks International”, il magazine inglese che periodicamente pubblica gli elenchi delle cantine e delle personalità che contano. Nell’esame ci aiutiamo con gli acuti commenti di Wine News.
Ecco dunque i vincitori: prima, per il terzo anno consecutivo, la cilena Concha y Toro forte di un fatturato di 20 milioni di casse. Segue il colosso del vino spagnolo Torres. Medaglia di bronzo Penfolds quello del Chiraz più famoso del mondo dell’australiana a Treasury Wine Estates.
I francesi brillano ma non più di tanto con Michel Chapoutier al quarto posto e il gruppo LVMH al sesto. Soprattutto questo sorprende visto lo strapotere della multinazionale del lusso di Bernard Arnault che vanta un fatturato di 23 miliardi di Euro e pare intenzionata a diventare la monopolista degli Champagne che contano. Sorprende soprattutto perché al 5° posto c’è Cloudy Bay, un brand con anche vini dal prezzo decisamente abboradabile ma che ha il merito di aver diffuso nel mondo lo stile distintivo dei vini bianche neozelandesi . Evidentemente è questo che crea ammirazione  più del lusso, infatti i Domaine de la Romanée-Conti sono solo al decimo posto.

Le donne del vino più potenti del mondo

Nessuna italiana fra le prime 10 scelte dalla rivista “The Drinks Business”. Sul podio Gina Gallo, Jancis Robinson e Annette Alvarez Peters

Gina Gallo con suo marito Boisset

Gina Gallo con suo marito Boisset

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

E’ Gina Gallo, l’erede e direttore tecnico della cantina Gallo, la donna del vino che conta di più nel mondo. Se non bastasse l’influenza che le deriva dal miliardo di bottiglie prodotte ogni anno, c’è poi il marito grande produttore di vino, il francese Jean-Charles Boisset . Insieme fanno una delle più formidabili coppie del vino mai viste al mondo.
Al secondo posto della classifica del “The Drinks Business” c’è la Master of Wine inglese Jancis Robinson. Infaticabile e di autorevolezza indiscussa Jancis ha una rubrica sul “Financial Times” e un’intensa attività sul web. Solo su twitter ha 160.000 followers. Scendiamo un gradino del podio e troviamo Annette Alvarez Peters direttore acquisti della Costco il maggior importatore di vini francesi di qualità in USA e quinto rivenditore statunitense con un miliardo di acquisti l’anno.

Turismo del vino e Sommelier insieme per qualcosa di nuovo

Guide enoturistiche, docenti nei corsi di vino per turisti … basta con l’improvvisazione ora le eno- “destination” hanno bisogno di questi professionisti

Brunello - seminario di Berlino tenuto da C. Eder- aprile 2012

Brunello - seminario di Berlino tenuto da C. Eder- aprile 2012

Di Donatella Cinelli Colombini
Chi sono le guide enoturistiche? Sono specialisti che ancora non esistono, parlano inglese e tedesco, guidano i minibus (NCC trasporto con conducente), conoscono storia, arte, vino e gastronomia del territorio ma soprattutto sanno raccontare tutte queste cose in modo divertente. Figure a metà fra la guida turistica tradizionale, la guida ambientale, i sommelier e gli animatori perché i wine lovers e più ancora i foodies amano il paesaggio come il vino e sono pronti a pagare molto pur di vivere un’esperienza unica , coinvolgente e ovviamente divertente.
E’ un segmento di offerta in crescita verticale, un segmento dove c’è di tutto: dai turisti per caso che non sanno la differenza fra Chianti e Brunello ma vogliono scappare dai musei e raccontare qualcosa agli amici, fino ai miliardari gourmand a cui proporre solo cose esclusive e carissime.

I giganti del vino nel mondo

La nuova classifica dei big è monopolizzata dal nuovo mondo e deve far riflettere sulla fragilità del sistema produttivo italiano

cantina Gallo winery

cantina Gallo winery

Un recente articolo della rivista britannica “The drink business” propone una nuova classifica delle maggiori cantine mondiali mettendo sul trono Gallo Winery e subito dopo Concha y Toro. I numeri delle bottiglie sono da capogiro con un miliardo di pezzi la prima e 81 milioni la decima delle top 10 del mondo. Fra loro nessuna italiana ma quasi solo USA e Australia.

La classifica per fatturato redatta alcuni mesi fa da Mediobanca mostrava un panorama più diversificato con

cantina cilena_Concha Y Toro

cantina cilena_Concha Y Toro

anche gruppi francesi, cinesi, sudafricani, cileni, tedeschi e persino le italiane GIV Cantine Riunite al 7° posto.

Antinori, da qui inizia il futuro del vino italiano

Il gotha del vino italiano all’ inaugurazione della enorme cantina capolavoro Antinori Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Antinori-cantina-sacala-di-accesso

Antinori-cantina-scala-di-accesso

Nascosta nella terra fino ad essere completamente invisibile e ecocompatibile, splendidamente bella nelle linee architettoniche, concepita per essere vista e vissuta anche dai turisti grazie alla sala banchetti che si trova fra la tinaia e la barricaia….. Insomma il Marchese Piero Antinori, che finora affermava con orgoglio <<la mia famiglia non ha mai cambiato indirizzo dal 1506 >> adesso, con altrettanto orgoglio, ha detto << l’Antinori si sposta qui guardando alle prossime generazioni >> forse ai prossimi 500 anni!
E questa cantina guarda davvero al futuro. Si trova all’interno di tre enormi onde scavate nella collina; nella prima e nell’ultima ci sono le attrezzature enologiche e al centro il ristorante. I visitatori camminano su una passerella posta a metà altezza guardando la cantina in basso come fosse un palcoscenico dove va in scena il vino. E in effetti il vino viene esaltato da questo contesto fino quasi ad acquisire un valore sacrale.

Turismo del vino: Alsazia – Brunello modelli a confronto

Strada del vino d’Alsazia, la più antica e meglio organizzata in Europa, perfetta, forse addirittura troppo perfetta. Vista per voi da Donatella Cinelli Colombini

 

DonatellaCinelliColombini-Colmar

DonatellaCinelliColombini-Colmar

Sono a Strasburgo in rappresentanza del Consorzio del Brunello con il direttore Stefano Campatelli e andiamo a vedere la Strada del Vino dei “primi della classe” gli alsaziani che si sono organizzati con la Route du vin circa sessant’anni fa.

E’ una macchina nel vero senso della parola. 170 km in mezzo ai vigneti dorati in cui nasce il vino bianco fermo più famoso di Francia. La pianura del Reno è delimitata da alte colline di forma appuntita, coperte di boschi. Le vigne salgono su queste dorsali come un tappeto ininterrotto. In effetti la distanza fra i filari e fra le vigne diverse è piccolissima. Stanno vendemmiando con dei “bigonci” tronco conici in plastica gialla che vengono caricati sui rimorchi dei trattori e portati in cantina anche usando le strade a quattro corsie. Che spettacolo! In Italia ci sequestrerebbero tutto!

Vi porto nel meravigliorto di Wine News

Dopo quello della Casa Bianca l’orto più famoso è quello di Wine News fatto da Irene e Alessandro Regoli per i bambini di Montalcino

Montalcino  Wine-News ingresso-dell'orto

Montalcino Wine-News ingresso-dell'orto

Nel cuore di Montalcino c’è la sede di Wine News l’agenzia di comunicazione web che arriva ogni giorno a tutto il mondo del vino che conta. Leggerla è ormai un must come guardare il telegiornale. Gli uffici sono in edifici antichi restaurati e arredati con uno stile molto moderno ed hanno uno spettacolare panorama sulle Crete senesi. Il gran capo Alessandro Regoli lavora invece in una veranda in cristallo che lo  mette quasi in vetrina davanti a ospiti e clienti <<io non ho segreti e si vede>> mi dice ridendo. Davanti ha una statua di Sandro Chia che da il benvenuto a chi arriva.

Lui e sua moglie Irene hanno trasformato parte del giardino davanti agli uffici in un orto didattico. Ecco che i vialetti sono fiancheggiati da erbe aromatiche e nella zona coltivata si vedono ordinate file di ortaggi con un effetto talmente bello da ricordare un orto medioevale. Non si tratta di un progetto banale e neanche di qualcosa di arrangiato. Nell’edificio accanto ci sono gli studi dei docenti  (l’agronoma Gabriella Ferrari e l’insegnante Sonia Corsi), l’aula, i bagni stile bambino e persino una piccola sala convegni. Anche gli studiosi che affiancano il progetto sono di alto profilo e di carattere interdisciplinare:   il giornalista Carlo Cambi, Emilio Trabella – architetto paesaggista, Pia Pera – scrittrice, la Fondazione Symbola di Ermete Realacci, Giacomo Mojoli del Politecnico di Milano e l’insegnante Nadia Nicoletti.