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6 vini oltre i 90/100 su Wine Advocate-Robert Parker

Donatella Cinelli Colombini festeggia i rating ottenuti da Brunello, Doc Orcia, Igt Toscana, Passito e Vin Santo da parte di Robert Parker – Wine Advocate

Wine-Advocate-Robert-Parker-6 vini-di-Donatella-Cinelli Colombini

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I giudizi positivi fanno sempre piacere ma quando arrivano da Robert Parker fanno ancora più piacere perché le valutazioni in centesimi della rivista creata nel 1978 dall’avvocato di Baltimora, sono accettati come autorevoli in tutto il mondo e influenzano i monopoli canadesi così come i grandi buyer.
Per questo avere da Wine Advcate Robert Parker un giudizio sopra i 90/100 su sei vini in una stessa annata è una cosa entusiasmante e importantissima. Donatella Cinelli Colombini fa salti di gioia!
Fra i vini con punteggi stellari ci sono i due Brunello di Montalcino usciti quest’anno (annata 2014 e riserva 2013), il Vin Santo e il Passito che si accaparrano i voti più alti con grande gioia del marito di Donatella, Carlo Gardini, vero artefice di questi vini insieme alla cantiniera Barbara Magnani. Ma ci sono anche le due etichette principali della Fattoria del Colle: la Doc Orcia Cenerentola e l’IGT Toscana Il Drago e le 8 colombe.

Monica-Larner-e-Donatella-CinelliColombini-degustazione-WineAdvocate-RobertParker-2019-a-Zurigo

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Un risultato che premia il grande lavoro fatto nei vigneti, coltivati in modo biologico e molto manuale, ma anche la scelta di puntare su fusti in rovere di media e grande dimensione realizzati in piccoli laboratori artigiani. Vengono scelti ogni anno in 5 tonnellerie in base alle caratteristiche della vendemmia con un criterio tailor made – cucito su misura, quasi ottocentesco.

MONICA LARNER SCRIVE UN ARTICOLO SULLA DOC ORCIA PER WINE ADVOCATE ROBERT PARKER

L’occasione di far recensire i vini della Fattoria del Colle è arrivata quando Monica Larner, la bravissima Italian reviewer per Wine Advocate -Robert Parket ha ceduto all’insistenza di Donatella ed ha dedicato un articolo alla DOC Orcia. Un articolo che comincia con questa frase <<It may be Italy’s most beautiful wine territory>> forse il territorio del vino più bello d’Italia.
Quando Monica Larner chiese la documentazione per l’articolo la figlia di Donatella, Violante, si buttò <<mamma mandiamo anche gli altri vini della Fattoria del Colle, chiedi a Monica il favore di assaggiarli>> e, con grande buona volontà, Monica nonostante sia sommersa di lavoro, li ha assaggiati e recensiti tutti.

Capodanno in agriturismo, con la magia del Brunello

Un capodanno nella campagna toscana con assaggi, visite in cantina, mini lezioni di pinci e dolci, cene degustazione con 4 piatti, 4 vini e altre esperienze.

Cenone di capodanno alla Fattoria del Colle

Cenone di capodanno alla Fattoria del Colle

Con gli amici, con la famiglia o con il tuo grande amore, con i pelosi a quattro zampe … il Capodanno 2019 è l’occasione per una vacanza in agriturismo per rigenerarsi a contatto con la natura e le tradizioni.
La Fattoria del Colle, nella Toscana più intatta e panoramica, propone un programma intenso di una o due attività giornaliere dal 26 dicembre al 6 gennaio. Un modo per apprezzare i sapori e lo stile di vita semplice ma raffinato di una terra dal nobile passato.
Visite guidate nelle cantine del Brunello di Montalcino (Casato Prime Donne) e dell’Orcia DOC, in alcuni casi con degustazioni itineranti, alla scoperta di aneddoti e particolarità poco conosciute di questi grandi vini toscani. Optate altrimenti per un itinerario nelle sale storiche della villa cinquecentesca del Colle con la loro storia di amanti, eretici e

Agriturismo-con-cantina-Toscana-Capodanno-alla-FattoriaDelColle

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briganti, entrate nell’orto grande dove sono coltivate l’afrodisiaca mandragola, l’aglione e lo zafferano della Val d’Orcia, il pepe, l’assenzio, la liquirizia …. E tante varietà di menta. Vi aspettano anche piccole lezioni di cucina per imparare a “tirare i pinci”, antica pasta fresca senese, e a preparare i dolci natalizi senesi (ricciarelli e panforte) scoprendo che sono facilissimi da fare e molto più buoni di quelli industriali. E infine, partecipate al tradizionale gioco del panforte con il manico del mestolino per misurare il lancio vincitore. Nei due ristoranti della fattoria vengono preparate cene a tema, alcune delle quali con 4 piatti tradizionali abbinati a 4 vini.

Wine business e arte dei Pizzajuoli napoletani

All’Università di Salerno per il Master in Wine business e per festeggiare il riconoscimento Unesco all’Arte dei Pizzajuoli napoletani

Master in Wine Business Università di Salerno 2017

Master in Wine Business Università di Salerno 2017

Di Donatella Cinelli Colombini

Arrivo a Fisciano sede dell’enorme Università di Salerno e mi si apre il cuore di fronte a un campus che sembra quello di una US University. Sono reduce da un viaggio di 4 ore sotto la pioggia e da una telefonata di due ore e mezzo con la Fondazione MPS per partecipare alla Deputazione Generale. Sono più stanca di mio marito Carlo che ha guidato la macchina senza sentire niente e senza poter accendere la radio. La mia è l’ultima lezione del Master in Wine Business 2017 diretto dal bravissimo Professor Giuseppe Festa .In aula ci sono anche le Donne del vino della Campania guidata da Lorella Di Porzio. Il clima è natalizio e mi permette di fare una lezione meno schematica

Master in Wine Business Università di Salerno 2017

Master in Wine Business Università di Salerno 2017 e Donne del vino

di quelle che tengo abitualmente. Spero comunque di aver lasciato agli studenti degli spunti di riflessione e di incoraggiamento. Al termine degustiamo Cenerentola DOC Orcia, IGT Super Tuscan Il Drago e le 8 colombe e il futuro Brunello 2013. Cenerentola colpisce al cuore per la sfida coraggiosa di una giovanissima DOC che vuole emergere con le sole forze dei vitigni autoctoni. Il Drago stupisce per l’orizzonte internazionale che guarda e la sua evidente capacità di accompagnare le cucine asiatiche. Ma è il Brunello non ancora nato (diventerà Brunello a mezzanotte dell’ultimo dell’anno) che li lascia tutti di stucco con il suo tessuto di tannini setosi e la aristocratica piacevolezza.

Il Medagliere dei vini di Donatella Cinelli Colombini

Gli strepitosi giudizi della stampa estera sui vini di Donatella Cinelli Colombini prodotti nelle prime cantine italiane con sole donne

Brunello 2012 Wine Advocate

Brunello 2012 Wine Advocate

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

I ratings sono ottimi, su tutta la gamma, ovviamente i Brunello ottengono i punteggi più alti ma anche i vini più semplici hanno ottime valutazioni. E’ un grande motivo di orgoglio e perché significa avere lavorato bene in vigna e aver preservato la qualità in cantina ma soprattutto significa avere grande rispetto dei propri clienti. << Nella mia cantina non ci sono bottiglie per i giornalisti e i VIP, abbiamo solo selezioni a prezzi più alti, ma tutte le bottiglie sono uguali e il mercato sta premiando questa scelta di onestà e correttezza. Aspettiamo il giudizio delle guide italiane nella speranza che confermi  il successo>>.

Brunello 2012 Wine Spectator e Wine Enthusiast

Brunello 2012 Wine Spectator e Wine Enthusiast

Il Casato Prime Donne a Montalcino e la Fattoria del Colle di Trequanda hanno 34 ettari di vigneto coltivati in modo biologico e con cura manuale. Le cantine sono due con bottaie negli edifici storici e tinaie in strutture nuove. Anche qui la passione e l’attenzione quotidiana sono evidenti nei tonneau fatti artigianalmente, i nuovi tini troncoconici in cemento nudo, i follatori che consentono di vinificare senza l’uso delle pompe … tanti particolari che servono a preservare la naturale armonia che il vino riceve dall’uva. Alla fine, solo 160.000 bottiglie che vengono vendute in 35 nazioni ma nessuna va ai supermercati.
<<Ecco i rathing della stampa specializzata estera sulle mie ultime annate>> dice Donatella Cinelli Colombini, giustamente fiera <<vi aspetto in Toscana per vedere le mie piccole ma meravigliose cantine>>

Sound sommelier: un nuovo mestiere del vino

L’idea è di Paolo Scarpellini critico musicale che si definisce music stylist e dopo le compilation per le sfilate di moda ora abbina musica e vino

Paolo-Scarpellini-sound-sommelier

Paolo-Scarpellini-sound-sommelier

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne, visite enomusicali

Come tutte le cose nuove i sound sommelier potrebbero anche sembrare uno scherzo se non ci fosse una lunga serie di esperienze nelle cantine e se il Professor Charles Spence, della prestigiosa università di Oxford non avesse studiato le correlazioni fra suoni e percezioni gustative scoprendo che ascoltare suoni profondi come “Nessun Dorma” cantato da Pavarotti <<riduce la percezione di amaro in alimenti come cioccolata fondente o dessert al caffè>>, al contrario gli acuti esaltano il sapore dolce. L’idea di un sound sommelier ha dunque dei fondamenti scientifici e potrebbe essere assimilata al lavoro di abbinare cibi e vini. Nell’uno e nell’altro caso,

Sound-sommelier

Sound-sommelier

infatti, si tratta di capire le assonanze, i contrasti e gli ambiti culturali e il luogo in cui avviene l’assaggio. Il tentativo è trovare nuovi equilibri di grande intensità e piacevolezza. Il sound sommelier, spiega Paolo Scarpellini nel suo sito, deve essere in grado << di spaziare con la medesima competenza/esperienza fra terroir e suoni indigeni, vitigni e varietà sonore, millesimati e fini orchestrazioni, tannini e impianti ritmici, aromi primari e gorgheggi da soprano, grado alcolico e tessitura strumentale. Un esperto profondamente convinto che il vino si possa benissimo pensare come “musica liquida”, o che la musica si possa benissimo raffigurare come “vino da ascoltare”>>.

Festa delle Donne del Vino al Casato Prime Donne

Sabato 4 marzo Donatella Cinelli Colombini apre le porte della sua cantina di Montalcino per due visite multisensoriali guidate da lei alle 16 e alle 17

Fesa.Delle-Donne-del-vino.Casato-Prime-Donne-Montalcino-4-marzo

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Due degustazioni itineranti alla ricerca della multisensorialità in equilibrio perfetto nella cantina Casato Prime Donne un luogo dove la passione per il vino e la cultura locale di Donatella hanno dato vita a un percorso con caratteri originali e di grande suggestione. Le botti ed i tonneau sono infatti intercalati da dipinti storici e nella nuova sala da vinificazione un video esprime lo spirito del popolo montalcinese.

Il 4 marzo in occasione della Festa delle Donne del Vino che si celebra in tutta Italia con oltre 70 eventi, Donatella Cinelli Colombini Presidente delle Donne del Vino, guiderà personalmente, nella sua cantina di Montalcino,  due degustazioni itineranti (gratuite). Il percorso prevede l’assaggio di 4 vini in abbinamento con 4 formaggi e

Fesa.Delle-Donne-del-vino-Casato-Prime-Donne-Montalcino-4-marzo

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con l’ascolto di 4 brani musicali scelti dal sommelier musicista Igor Vazzaz.
Ogni dettaglio è stato studiato da grandi esperti di vino, musica e formaggio per proporre un evento unico capace di donare l’emozione irripetibile di un’armonia multisensoriale.
Ecco i vini e le musiche
• Chianti Superiore DOCG 2014 Claudio Monteverdi, Ouverture da L’Orfeo (1607).
• Rosso di Montalcino 2015 Thelonious Monk, Cootie Williams, ‘Round Midnight (1944)
Brunello di Montalcino DOCG 2012 Zoltàn Kodàly nella Sonata for solo cello opus 8, Adagio con grand’espressione (1915)
• Passito di uva Traminer 2015 Frank Zappa con Mother People (1968)

I cinghiali stanno vendemmiando in Toscana

Lettera aperta all’Assessore all’agricoltura della Regione Toscana Marco Remaschi sull’emergenza cinghiali nelle vigne

merlot-2016-vendemmia-anticipata-per-i-cinghiali

merlot-2016-vendemmia-anticipata-per-i-cinghiali

Caro Assessore, scrivo in qualità di Presidente della Doc Orcia, una denominazione nata nel 2000 in un territorio di 13 comuni fra le aree di produzione del Brunello di Montalcino, del Vino Nobile di Montepulciano e del Chianti.
Oggi 6 settembre i nostri vigneti sono letteralmente depredati dai cinghiali. Abbiamo già perso il 10-15% del raccolto ma siamo ancora a 20 giorni dalla vendemmia ammesso che, fra 20 giorni, nelle vigne ci sia ancora qualche grappolo non addentato dai ghiotti ungulati.
Come è ben noto, in Toscana la selvaggina di grandi dimensioni è 4 volte superiore alla media nazionale ed è concentrata nella Provincia di Siena dove, per anni, il contenimento degli ungulati è stato particolarmente carente.

Purtroppo le leggi emanate dalla Regione Toscana al fine di ridurre il numero dei

8-settembre-sangiovese-danni-dei-cinghiali

8-settembre-sangiovese-danni-dei-cinghiali

cinghiali a 150.000 in tre anni si stanno rivelando inefficaci. La somma delle disposizioni ha infatti creato, proprio in Provincia di Siena dove il problema è più grave, un labirinto senza uscita.
La Legge Regionale 9 febbraio 2016, emanata con lo scopo di gestire gli ungulati, si blocca di fronte a un problema: i cinghiali uccisi per le azioni di contenimento, in provincia di Siena, devono essere tutti consegnati ai Centri di Sosta. Il risultato è che i cacciatori si rifiutano di perdere tempo e soldi senza ricevere in cambio neanche un chilo di carne per fare una cenetta con gli amici.
Le azioni di contenimento sono quindi poche e pressoché inutili rispetto alla dimensione del problema.

Le origini del vino. La Toscana sempre in prima fila. 1° Parte

Dagli Etruschi a Wine Spectator, la Toscana insegna a fare il vino e detta le regole della qualità

di Sara Mazzeschi

Andrea Pisano Noè e le origini del vino

Andrea Pisano Noè e le origini del vino

La storia del vino si intreccia con quella della civiltà umana fin dagli albori, non a caso Sapere e Sapore, Cultura e Coltura, Vita e Vite hanno la stessa radice etimologica. Alcune leggende, spesso legate al Cristianesimo, vogliono l’uva come frutto proibito al posto dell’anonima mela ed un passo della Genesi racconta di come Noè, passato il Diluvio Universale, avesse piantato una vite e bevuto il succo fino ad ubriacarsi. Bibbia a parte, in Toscana e più precisamente vicino ad Arezzo, sono stati ritrovati fossili di Vitis Vinefera di oltre 2 milioni di anni fa.

A testimonianza che il vino di eccellenza proviene sempre dalle stesse zone, a Montepulciano esiste un documento del 789 dC che sancisce il lascito di una vigna alla Chiesa e a Tenuta Capezzana, nella zona del Carmignano, è conservato un contratto di affitto della fattoria, con vigneti ed ulivi, datato 804 dC.

Brunello di Montalcino: storie, ettari e tanti tanti euro

Una stella rossa tra premi Nobel, scandali e miliardari. Il Brunello di Montalcino è molto più di un vino, è l’anima di una terra con una specialissima forza di gravità

di Sara Mazzeschi

I love brunello di Montalcino

I love brunello di Montalcino

Forza di gravità. Il Brunello ne ha una tutta sua ma cos’è che attrae così tanto le persone? E’ da anni sulla cresta dell’onda, chiunque beva vino, dunque non necessariamente un appassionato, lo conosce e ne ha letto su riviste, siti web e anche su qualche muro ma nonostante ciò l’interesse non cala, al contrario.  Il fatto è che il Brunello non è solo un grande vino, è l’essenza stessa di Montalcino, entrambi legati da sempre al territorio e chi lo vive creano  –penso- una speciale attenzione per il prodotto finale, per la gente e per l’origine di tutto.

I vini da barbecue

C’è la grigliata di pollo, di verdure, di pesce … e poi la mitica bistecca fiorentina sulla brace! Ma quali sono i vini da barbecue più giusti?

 

Vino e Grigliata

Vino e Grigliata

SUGGERIMENTI DI ABBINAMENTI

Alcuni suggerimenti personali e anche alcuni consigli dal  sito “Scatti di Gusto”  per guidare gli abbinamenti fra i più deliziosi barbecue e i vini:

. pollo alla brace,  anche nella succulenta versione del pollo alla diavola  con Cerasuolo d’Abruzzo oppure con un Chianti intenso ma fragrante come il Chianti Superiore della Fattoria del Colle

. carne di maiale può essere abbinata con un vino fresco come il Lambrusco o il Cirò Rosso;

. carni rosse e nobili, come la chianina nello strepitoso taglio della bistecca fiorentina,  abbiamo bisogno di vini  imponenti come il Barbera d’Asti, il Falerno, il Brunello di Montalcino o il Cenerentola Orcia Doc.

Brunello di Montalcino 2011

Brunello di Montalcino 2011

. pesce e crostacei:  consigliano bianchi morbidi e freschi come il Frappato di Vittoria

. per i barbecue di verdure meglio abbinare bianchi con una certa dose di aromaticità, come i Gewurztraminer o i Pinot bianco dell’Alto Adige,  oppure un Traminer come il Sanchimento di Donatella Cinelli Colombini.

IL MODO MIGLIORE PER RILASSARSI CON GLI AMICI DOPO IL LOCKDOWN

Il barbecue è il pasto all’aperto delle giornate calde. Ormai è primaverala stagione delle belle giornate  e del paesaggio in fiore. Il momento giusto per il barbecue. Le grigliate all’aperto sono do solito un must  alla Fattoria del Colle.  All’Osteria di Donatella ci auguriamo di riprendere presto la proposta settimanale  della grigliata toscana con costoleccio e salsicce di maiale, il pollo e ovviamente la chianina accompagnate da Brunello e Rosso di Montalcino, Cenerentola Doc Orcia e  Supertuscan Il Drago e le 8 colombe di Donatella Cinelli Colombini. Si tratta di serate all’aperto davanti a un panorama di vigneti, boschi e in lontananza dal piccolo villaggio medioevale di Trequanda.

Orcia la denominazione più turistica d’Italia

Nel meraviglioso territorio della DOC Orcia, il vino più bello del mondo, il 65% delle cantine possiede un agriturismo o un ristorante

Orcia DOC Fattoria del Colle

Orcia DOC Fattoria del Colle

Il territorio in cui nasce il vino Orcia, a sud di Siena tra le denominazioni del Brunello di Montalcino e del Nobile di Montepulciano, è considerato il distretto viticolo più bello del mondo. In parte è iscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco e contiene 13 comuni, tutti ricchi d’arte e di storia, oltre a centri termali come Bagno Vignoni, Bagni San Filippo, San Casciano dei Bagni e Chianciano Terme.
L’Orcia DOC proviene dunque da un paradiso paesaggistico che attrae visitatori da tutto il mondo. Per questo il Consorzio del vino Orcia ha voluto verificare quante delle sue cantine sono aperte al turismo. Il risultato dell’indagine è sbalorditivo: il 65% delle aziende possiede un agriturismo o un ristorante. <<In pratica l’Orcia è la denominazione più turistica d’Italia>> ha detto Donatella Cinelli Colombini

ORCIA Cenerentola con Petto d'anatra in porchetta

ORCIA Cenerentola con Petto d’anatra in porchetta

presidente del Consorzio.
I 13 comuni della denominazione registrano ogni anno oltre 1 milione di presenze turistiche e circa altrettanti escursionisti cioè di visitatori giornalieri. Inoltre molti stranieri hanno una seconda casa di proprietà nella zona. Il turismo è insomma un’economia forte, in quest’area. Un’economia che si intrecciata al vino perché l’offerta enogastronomica viene percepita come una compone integrante dell’esperienza culturale. In altre parole la degustazione del vino, al pari della visita di un’abbazia, arricchisce di emozioni e conoscenze i visitatori ed è vissuta con uguale interesse.