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LE DONNE NUOVE PROTAGONISTE DEL TURISMO DEL VINO 2

In Italia le donne sono la maggioranza dei consumatori abituali di vino, di chi prenota winery tours ma anche di chi accoglie i turisti in cantina

 

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di Donatella Cinelli Colombini

La grande novità è che le donne hanno superato gli uomini fra i consumatori abituali di vino italiani con il 55% sul totale. La notizia è arrivata durante Vinitaly Special Edition 2021 (FONTE Wine Intelligence per Osservatorio Uiv) e costituisce una vera rivoluzione. Fin ora le donne italiane erano aumentate fra i consumatori saltuari preferendo l’uso del vino fuori casa, in situazioni conviviali e quindi concentrate negli appuntamenti del fine settimana.

 

COSA CAMBIA CON LE DONNE PRINCIPALI CONSUMATRICI DI VINO

La nuova prevalenza femminile avrà sicuramente effetti sugli scaffali di vendita e persino sui ristoranti. Infatti la donna è più propensa a farsi guidare dalle persone a cui attribuisce competenza enoica come il personale addetto alla vendita oppure il sommelier che spiega la carta dei vini, ma è poco influenzata dalle Guide e poco interessata da denominazioni, vitigni, ecc.

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E’ tendenzialmente esplorativa e infedele alla marca ma molto attenta a l’uso che deve fare della bottiglia. In futuro quindi gli scaffali del vino dovranno essere organizzati in base all’abbinamento e non per regioni come adesso: per antipasti, pranzi informali, pranzi importanti, dessert, brindisi …. Un pragmatismo che è stato notato per la prima volta da Leslie Sbrocco nel 2003 quando pubblicò “Wine for Women: A Guide to Buying, Pairing, and Sharing Wine” è stato sempre confermato dalle indagini successive.
Anche le cantine dovranno riorganizzare il loro punto vendita e il loro listino al pubblico evidenziando maggiormente abbinamenti e situazioni di consumo. Questo perché da anni le donne stanno aumentando anche fra i turisti del vino.

 

SONO LE DONNE A PRENOTARE LE VISITE IN CANTINA

Erano già la prevalenza in Spagna e in California. Chi ha visto il film “Sideway in viaggio con Jack” (2004) e quella che potremo definire la sua continuazione “Wine Country” (2019) avrà sicuramente notato come i protagonisti siano uomini nel primo e donne nel secondo.

TURISMO DEL VINO IN CANTINA POST COVID 1

Undertourism come parola chiave. L’enoturista diventa viaggiatore e chiede esperienze vere e diversificate col vino

 

Turismo-del-vino-post-covid

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Di Donatella Cinelli Colombini

La parola per capirlo è Undertourism, cioè viaggiare underground – fuori dai circuiti dei grandi flussi alla scoperta di ciò che è autentico, sconosciuto, rispettoso verso l’ambiente e le culture locali.
Questo è il sentiment che sta crescendo a livello mondiale. Il progressivo rifiuto del souvenir tarocco, dei luoghi fatti per i turisti, del finto “tipico rivisitato” …..

 

IL TURISTA DEL VINO POST COVID

I dati sui flussi in Provincia di Siena sembrano confermarlo: negli ultimi 10 anni i posti letto turistici sono aumentati del 6,7% ma spostandosi da quelli alberghieri, che sono scesi dell’11,5%, a quelli extralberghieri cresciuti del 23,4%. In questo segmento c’è il B&B e tutto il comparto dell’ospitalità di turisti nel proprio alloggio. In pratica il turista ha preferito, al confort dell’albergo, il contatto con la popolazione locale.

Turismo-del-vino-post-covid

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Il primo punto del nostro ragionamento è il contraccolpo del Covid sul turismo che appare il settore economico più colpito dalla pandemia: prima contribuiva al PIL mondiale del 10,4%, nel 2020 il suo apporto si è dimezzato. Ovviamente non tutte le zone sono state ugualmente colpite. Chi aveva una bella quota di stranieri ha avuto un autentico tracollo (secondo l’Osservatorio del turismo della Provincia di Siena la spesa dei turisti esteri nel senese è passata dai 339 milioni del 2019 agli 88 del 2020) e non sempre è riuscito a colmarla con i visitatori italiani.
Il completo recupero sulle rotte aeree intercontinentali è previsto nel 2024 se i vaccini e i farmaci riusciranno a vincere la battaglia contro il virus. Questo non significa che le cose torneranno come prima, anzi le destination che non cavalcano il cambiamento, rimettendosi in gioco, rischiano di scendere molti scalini.
Ecco perché è importante capire come stanno cambiando i turisti del vino e come riorganizzare la propria offerta enoturistica.

 

Cresce il prezzo delle visite in cantina

In Italia la visita guidata della cantina con assaggio e spuntino costa spesso più di 20€ a persona quasi come in USA dove la media nazionale è di 25$

 

Visite-in-cantina-Casato-Prime-Donne

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Di Donatella Cinelli Colombini

58 Dollari a Napa, 30 a Sonoma e una media nazionale di 25$ per una visita della cantina con degustazione. Nelle 460 cantine intervistate per il rapporto 2021 della Silicon Valley Bank è avvenuto un incremento di quasi il 100% in soli cinque anni. Le cantine dove l’assaggio costa meno sono nello stato di Washington dove bastano 15-20$.

 

I PREZZI DELLE VISITE IN CANTINA SALGONO E I VISITATORI DIMINUISCONO IN USA

Nella maggior parte delle aziende l’ingresso era libero finché le norme sanitarie del covid hanno imposto la prenotazione e il contingentamento degli accessi. Tuttavia i flussi enoturistici USA hanno risentito del coronavirus e solo la contea di Santa Barbara, ha avuto, fin ora, un numero di visitatori mensili superiori al 2019 mentre Napa e Sonoma hanno una media di accessi mensili dimezzata rispetto a due anni fa. Va tuttavia sottolineato che i visitatori spendono molto più di prima: in Oregon, che è la zona con i maggiori incrementi, il prezzo della degustazione è salito del 66%.

 

Visite-in-cantina-Casato-Prime-Donne

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MANDARE E-MAIL A CHI E’ VENUTO A VISITARE LA CANTINA E’ MOLTO APPREZZATO

Qualche notizia curiosa riguarda le mail mandate dalle cantine ai loro clienti: prima di tutto ai consumatori fanno piacere. Il 37% di questi messaggi viene aperto e nel 14% dei casi conduce a un clic nel sito web della cantina. Più piccola è la cantina, più è probabile che i clienti aprano la posta elettronica che ricevono dai clienti: vengono aperte il 40% delle e-mail inviate da aziende vinicole che producono meno di 120.000 bottiglie all’anno, rispetto al 30% circa delle e-mail mandate da aziende più grandi.