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Chi è Lamberto Frescobaldi Presidente UIV

Eletto all’unanimità, guiderà l’Unione Italiana Vini per i prossimi 3 anni. Il Marchese fiorentino, capo di una delle più prestigiose griffe del vino italiano

 

LambertoFrescobaldi-GuidoFolonari,-SilvanaBallotta

LambertoFrescobaldi-GuidoFolonari,-SilvanaBallotta

di Donatella Cinelli Colombini

A prima vista sembra un lord inglese ma se parla viene fuori l’accento americano perché ha studiato a Davis in California, l’università più famosa del mondo per il wine business dove ha mandato anche suo figlio. L’aspetto anglofilo è abbastanza comune a tutta l’aristocrazia fiorentina che, anche nell’abbigliamento, sembra sempre reduce da un soggiorno al castello di Balmoral in Scozia. Ma pochi hanno l’orgoglio di dire, come i genitori di Lamberto, di essere stati invitati al matrimonio di William e Kate – e non sedendo in fondo all’abbazia di Abbazia di Westminster ma nelle prime file, fra quelli che hanno solo sangue blu nelle vene.

 

FRESCOBALDI NOBILI, BANCHIERI, VIGNAIOLI FIORENTINI

In effetti Lamberto ha 30 generazioni di Frescobaldi alle spalle con una storia familiare di banchieri e vignaioli. La produzione di vino fu iniziata nel Trecento da Berto Frescobaldi che lasciò ai figli terre e vigneti.

WINE2WINE 2021 E IL FUTURO DEL VINO E’ DONNA

A Wine2wine, super forum di Stevie Kim, la prima indagine sul gender gap nel vino italiano: scopriamo che comunicazione, marketing e turismo si sono femminilizzati

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Vigna e cantina ancora feudi maschili ma le cantine italiane si stanno lentamente aprendo ai talenti femminili. Nei marketing, nella comunicazione e nelle attività turistiche il numero di donne, anche in posizioni di vertice, sovrasta nettamente quella degli uomini. Accanto a questi segnali positivi, nelle cantine italiane permangono dati poco incoraggianti sul precariato che riguarda maggiormente le donne e soprattutto gli abusi in ambiente di lavoro.

WINE2WINE FORUM DEL WINE BUSINESS ALL’INTERNO DI VINITALY SPECIAL EDITION

La prima indagine sul gender gap nel vino italiano realizzata dallUniversità di Siena in collaborazione con Donne del Vino e Unione Italiana Vini è stata presentata a Verona a Wine2wine con Laura Donadoni ItalianWineGirl in veste di “madrina”.

Wine2wine-2021-Il-futuro-del-vino-è-donna-Laura-Donadoni

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Il maggior forum italiano sul wine business, creato dalla vulcanica Stevie Kim, si è svolto quest’anno all’interno di Vinitaly Special edition una fiera a cui hanno partecipato 400 aziende e operatori di 35 Paesi che ha voluto dare un segnale di ripartenza per le attività B2B in presenza.

COME IL VINO ITALIANO SI STA FEMMINILIZZANDO

Donne sempre più ai vertici delle aziende vitivinicole nei ruoli della comunicazione, marketing e accoglienza, ma se nasce un figlio, sono costrette a chiedere il part time perché nei distretti viticoli mancano gli asili nido che consentano di conciliare il lavoro con le esigenze della famiglia. Sono ancora numerosi gli episodi di intimidazioni e abusi sul luogo di lavoro; manca una politica che aiuti le donne a denunciare anche perché sono, più degli uomini, con contratti a termine.

«Negli ultimi anni, il settore del vino italiano registra una progressiva “femminilizzazione” dei vertici aziendali, ma volendo rispondere alla domanda se persiste in Italia un problema di “gender gap” emerge che c’è ancora molta strada da fare» ha introdotto Elena Casprini, ricercatrice dell’Università di Siena che ha condotto l’indagine, sotto la direzione del Professor Lorenzo Zanni.

PRIMA INDAGINE SUL GENDER GAP NELLE CANTINE ITALIANE

Lo studio riguardava un panel di imprese selezionate su base nazionale che, in sintesi, fa emergere almeno tre risultati principali.
«Il primo – ha detto Casprini – riguarda le competenze e i ruoli svolti in azienda: mentre solo il 10% delle donne è occupata nella produzione e nei vigneti, quasi l’80% è coinvolta in funzioni commerciale-comunicazione-marketing e agriturismo-ristorazione. In altre parole, le donne sono protagoniste dell’attuale fase di “terziarizzazione” del mondo del vino che oggi appare critica di fronte alle nuove sfide del mercato. Perché? Le donne sono più empatiche e collaborano di più rispetto agli uomini: sono creative e cercano di creare rapporti di fiducia, anche se non sempre è facile, specie nei confronti di dipendenti di generazioni diverse».

Il secondo risultato riguarda il rapporto vita privata-lavoro: «Negli ultimi 3 anni (2018-2020), il 7,6% delle donne ha abbandonato o ha richiesto il part-time a seguito della nascita di un figlio. Questo dato si associa a diversità nei contratti (nelle donne c’è più precariato) e a difformità salariali penalizzanti con la progressione della carriera. L’indagine rivela altresì che mancano asili nido e scuole dell’infanzia, sia pubblici che privati, nei pressi delle aziende e come il costo di tali servizi non sia compatibile coi redditi agricoli. Infine, un dato riguarda gli episodi di intimidazioni, abusi e violenze che hanno avuto come protagoniste le donne. Negli ultimi 3 anni, nel 6,9% delle aziende intervistate, si sono registrati episodi di intimidazioni e abusi: un dato sicuramente sottostimato considerando che molti episodi non vengono segnalati ai vertici dell’azienda».

IL “SUPER MASTER” PER MANAGER DELL’ENOTURISMO

2021 24Ore Business School con Assoenologi, Città del Vino, Federvini, Movimento Turismo del Vino e Unione Italiana Vini presentano il “Super Master” dell’Enoturismo

master-in-wine-hospitality-I°-corso-a-Firenze-nel 2019

master-in-wine-hospitality-I°-corso-a-Firenze-nel 2019

2 Febbraio 2021 La 24Ore Business School con il patrocinio di Assoenologi, Città del Vino, Federvini, Movimento Turismo del Vino e Unione Italiana Vini presentano il “Super Master” per Manager dell’Enoturismo e firmano un accordo su un progetto di formazione enoturistica nazionale coordinato dall’Avvocato Marco Giuri e diretto da Donatella Cinelli Colombini
Un corpo docente interdisciplinare di altissimo livello formato da professionisti, accademici e esperti di provenienza aziendale con l’obiettivo di creare i manager delle cantine turistiche e dei territori -wine destination di tutta Italia

DAI PRIMI MASTER ENOTURISTICI IN TOSCANA AL PROGETTO NAZIONALE

<<L’obiettivo è di innalzare velocemente la qualità dell’offerta turistica di cantine e territori del vino per trasformarli in locomotori di sviluppo per le loro aziende, i loro territori e tutto turismo italiano>> ha detto il coordinatore del progetto Avvocato Marco Giuri che da 22 anni si occupa di diritto vitivinicolo e consulenza legale per cantine di tutta Italia.

Fattoria-del-Colle-staff-del-turismo-2020

Fattoria-del-Colle-staff-del-turismo-2020

Dal 2016 Giuri segue la formazione del settore wine per la 24OreBusiness School e in questa veste ha guidato il primo Master in Wine Hospitality nel 2019 a Firenze. Nel 2020 ha dato vita al primo Corso online per il Consorzio di Bolgheri-Sassicaia. Quest’ultimo con oltre 200 partecipanti fra Aziende e professionisti del settore ed in partenza da febbraio 2021 una nuova edizione che vede 4 Consorzi come protagonisti: Consorzio del Vino Chianti, Maremma, Montecucco, Morellino di Scanzano e Movimento Turismo del Vino Toscana

I MOTIVI DI UN MASTER PER MANAGER E ADDETTI ALLA WINE HOSPITALITY

Un’esperienza che ha messo in luce i bisogni formativi anche degli addetti alla wine hospitality e di quanti pensano al settore enoturistico per il loro futuro.
Un settore cresciuto in poco più di vent’anni, che riguarda in Italia, dalle 25 alle 30.000 cantine aperte al pubblico e almeno 200 distretti enologici a forte vocazione turistica per i quali non esistono ancora figure professionali specifiche. <<Si tratta di un comparto da oltre 2,5 miliardi di business, strategico per il nostro Paese, soprattutto con l’attuale crisi del turismo causata dal covid>> ha spiegato Giuri sottolineando che << l’enogastronomia è la prima attrattiva verso l’Italia per i viaggiatori stranieri e i luoghi del vino sono gli unici immediatamente pronti a trasformarsi in destinations>>.

Decreto Ministeriale sull’enoturismo: regole e commenti

Simbolo delle cantine turistiche, apertura obbligatoria, sistema di prenotazione, formazione per gli addetti, ecco il Decreto Ministeriale dell’enoturismo del Ministro Centinaio

standard minimi dell'accoglienza in cantina Donatella Cinelli Colombini - cantina storica - Fattoria del Colle

standard minimi dell’accoglienza in cantina Donatella Cinelli Colombini – cantina storica – Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne 

Il Decreto del Ministero dell’Agricoltura sugli standard minimi dell’accoglienza turistica in cantina è stato discusso per mesi anche nella scorsa legislatura. Non contiene agevolazioni ma solo qualche regola poco stringente. La sola grande novità introdotta da Gianmarco Centinaio è il simbolo nazionale “cantine turistiche” che, i ben informati, dicono essere stato oggetto di uno scontro con le Regioni. Bravo Ministro! Questo il logo uguale in tutta Italia è il primo passo verso l’introduzione di un simbolo nella segnaletica stradale, qualcosa che le cantine chiedono con forza e che può dare un’aiuto enorme alle wine destination rendendole visibili .

Nell’insieme tuttavia il decreto delude le attese delle 20.000 cantine turistiche che volevano un innalzamento degli standard di accoglienza anche per alzare la soglia rispetto a chi si improvvisa.  C’è chi sta sul pezzo e cercherà di ottenere di più nel futuro: il Movimento Turismo del Vino e l’Unione Italiana Vini che hanno seguito lo sviluppo normativo dell’enoturismo con tenacia  e continueranno a farlo.

Quattro articoli di cui il primo serve a precisare il collegamento con la Legge Finanziaria 2018 (27 dicembre 2017, n° 205 art.1 com 504) che, nel dare un inquadramento amministrativo e fiscale alle attività enoturistiche delle cantine prevedeva appunto la pubblicazione di un decreto sui requisiti dell’accoglienza, la formazione degli addetti, la cartellonistica e la creazione di una cabina di regia nazionale.

standard minimi dell'accoglienza in cantina- Casato Prime Donne- Montalcino

standard minimi dell’accoglienza in cantina- Casato Prime Donne- Montalcino

Il periodo elettorale  in cui è avvenuta la gestazione del decreto e forse il tentativo di arrivare sulla Gazzetta Ufficiale prima del cambio di Governo hanno fortemente condizionato il testo, limitandolo alle norme “senza spese”, cioè a quelle che non configurano la necessità di investimenti. Cancellati dunque la creazione di un osservatorio e di un portale web che avrebbero dato spessore all’azione pubblica sul turismo del vino. Cancellate anche le norme sulla cartellonistica, altro grande problema delle cantine aperte al pubblico. Defiscalizzare i cartelli o aumentarne il numero oltre i due incroci attualmente autorizzati, è apparso troppo complicato e troppo oneroso.

Nonostante questa partenza veloce, il Decreto non fu approvato nella scorsa legislatura e arrivò sul tavolo del nuovo Ministro Gianmarco Centinaio che l’ha migliorato nei limiti in cui poteva operare su qualcosa di già confezionato.

Ecco che, nel decreto, l’unico accenno ad azioni di marketing è proprio in fondo e appare piccolissimo in rapporto a quello che fanno in Francia, Germania o Spagna.  << Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in collaborazione con i Comuni che ricevono la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, possono altresì istituire, provvedendo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, elenchi regionali degli operatori che svolgono attività enoturistiche>>.

Vita da produttrice, tanti Km, tanti vini, tanti amici

Donatella Cinelli Colombini racconta una settimana da produttrice  davvero piena: Roma, Alessandria, Gavi, Pisa, Siena con tanti incontri anche sorprendenti

Donatella-CinelliColombini-all'UIV-con-Donne-del-vino-Presidente-Abbona-Direttore-Castelletti

Donatella-CinelliColombini-all’UIV-con-Donne-del-vino-Presidente-Abbona-Direttore-Castelletti

Lunedì rientro dalla Svizzera, dove ho partecipato a “Matter of Taste” grandiosa degustazione mondiale di Wine Advocate-Robert Parker. Mio marito Carlo Gardini non ha più febbre ma tossisce come un cane con il cimurro. Poverino ha stretto i denti ma è provato.

DOC ORCIA CONSIGLIO ALLA FATTORIA DEL COLLE

Martedì alla Fattoria del Colle di Trequanda. Consiglio di Amministrazione della DOC Orcia con approvazione del bilancio 2018 che porta un piccolissimo attivo. Uno dei consiglieri mi dice <<ho sempre partecipato a B2B di BuyWine ma dieci anni fa nessuno chiedeva la Doc Orcia, invece quest’anno c’erano 40 buyer esteri interessati alla nostra denominazione>> alla fine del mio secondo mandato da Presidente è un bellissimo risultato. La nostra DOC è considerata fra le emergenti in Italia.

ROMA UIV INCONTRO COL SOTTOSEGRETARIO ALL’AGRICOLTURA MANZANO

Mercoledì a Roma con mia figlia Violante, vado all’Unione Italiana Vini per il consiglio nazionale a cui prende parte il Sottosegretario

Alessandria-Vineria-Mezzo-Litro-Fiammetta-Mussio-Piercarla-Negro-Michela-Marenco

Alessandria-Vineria-Mezzo-Litro-Fiammetta-Mussio-Piercarla-Negro-Michela-Marenco

Franco Manzato e il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera Filippo Gallinella. Insieme al Consiglio di Amministrazione delle Donne del Vino consegno all’Onorevole Manzato la richiesta di tenere a battesimo, al Ministero Agricoltura, i due progetti formativi su cui stiamo lavorando: Future e e-lerning sul marketing del vino. Dobbiamo molto all’amicizia e al sostegno del Presidente UIV Ernesto Abbona e del Direttore Paolo Castelletti due veri amici!

ALESSANDRIA CON MICHELA MARENCO PER UNA LEZIONE E UNA STRAORDINARIA VINERIA

Giovedì mi alzo con il mal di testa e la gola in fiamme. Mi dico <<ho beccato il cimurro anch’io >> ma parto con mio marito Carlo per Alessandria dove mi aspetta Michela Marenco Presidente delle Donne di Confagricoltura per una lezione sul turismo del vino.

A Nipozzano nel castello dei Frescobaldi

Il castello di Nipozzano fa da cornice alla tavola rotonda dell’UIV sui mercati internazionali e sulla necessità di più “tricolore” per vincere all’estero

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell'Unione Italiana Vini

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell’Unione Italiana Vini

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

Avete presente la serie televisiva I Medici? Quella che raccontava dello scontro feroce, avvenuto nel primo Quattrocento, fra le famiglie Medici e Albizzi per la supremazia su Firenze e probabilmente su enormi flussi finanziari in tutta Europa. Ecco, il castello degli Albizzi è Nipozzano. Oggi non ci sono più i banchieri armati di pugnale ma il fascino di questo luogo è intatto anche perché non è mai stato venduto ma è passato per via ereditaria per circa un millennio arrivando, nel 1877 ai Frescobaldi grazie al matrimonio di Leonia Albizzi. Ecco che dalla storia antica si arriva alla storia recente forse persino più intrigante. Fa un certo effetto mangiare alla stessa tavola dove i Frescobaldi siedono con il Principe di Galles Carlo oppure vedere le foto di una giornata di relax dei marchesi fiorentini insieme a Bill Clinton. Tessere di un mosaico affascinante con saloni pieni di arredi di grande antiquariato e, nelle

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell'Unione Italiana Vini

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell’Unione Italiana Vini

cantine, oltre alle botti anche una grotta segreta con le bottiglie confezionate nel giorno di nascita di ogni membro del nobile casato: qualche centinaio per i maschi e qualche decina per le femmine…
Sono andata a Nipozzano per la tavola rotonda dell’Unione Italiana Vini presieduta da Ernesto Abbona che ha esortato all’unità di intenti affinché le grandi cantine uniscano la loro azione a quella delle denominazioni consolidando i risultati commerciali nei mercati esteri. Un appello che Andrea Rea SDA Bocconi Wine Lab ha ribadito con accenti più tecnici proponendo la sua divisione dei consumatori in 3 tipologie: “Trendy” legati alle mode e alla convivialità, “Fine” interessati all’esperienza e alla scoperta dei territori, “Icon” desiderosi di simboli, lusso e esclusività.

AGIVI: Violante Gardini Cinellicolombini Jr vicepresidente

Dopo i consigli di amministrazione vanno a ballare, sono amici al punto da scambiarsi importatori e opportunità di lavoro questi sono i produttori di vino AGIVI

AGIVI-nuovo-consiglio

AGIVI-nuovo-consiglio

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani AGIVI come dire il futuro delle nostre cantine. Alla fine di novembre è stato eletto il nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Federico Terenzi un milanese con master NBA in Wine Business del Mib di Trieste dove ho insegnato anch’io per qualche anno. Dirige la tenuta toscana della sua famiglia dove produce Morellino di Scansano e, nel 2012, ha ottenuto il titolo di cantina emergente dell’anno del Gambero Rosso. Accanto a Federico 4 vicepresidenti di Francesca Argiolas e Stefano Ricagno ( Ca dei Mandorli) forti di una lunga

AGIVI-in-Sardegna

AGIVI-in-Sardegna

esperienza AGIVI e di importanti ruoli nelle rispettive aziende e due esordienti Silvia Franco e Violante Gardini. Gli altri consiglieri sono Giulia Alleva, Ernesto Rocca, Emanuela Tamburini, Marzia Varvaglione, Gianluca Garofoli ed Enrico Gobino.
Violante è la vulcanica e irrefrenabile Cinellicolombini Jr che già presiede il Movimento turismo del Vino in Toscana. Viaggia in tutto il mondo per vendere i nostri vini. Ne ha venduti così tanti da lasciare quasi a secco la cantina ma indubbiamente è un’ottima export manager.

Mentre il vino espugna i pub io vi ci porto

Cala la birra aumenta il vino nei pub inglesi, cambio di stile ma nessun danno al loro fascino ed allora ecco quelli che bisogna vedere assolutamente

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Peter-Kavanagh-Liverpool-Inghilterra

Peter-Kavanagh-Liverpool-Inghilterra

Il regno della birra, i pub dove tradizionalmente i sudditi di Sua Maestà vanno da soli per trascorrere le serate davanti a boccali di bionda giocando a freccette e guardano la partita. Ebbene nei pub il monopolio della birra è finito e il vino ha un ruolo sempre più importante, specialmente nei locali di nuova apertura. Una ricerca CGA Strategy divulgata dall’Unione Italiana Vini fotografa la situazione attuale dell’HORECA britannica : birra 47%, vino 18%, superalcolici 22%. Come si vede la bionda è sempre molto forte ma le cose stanno cambiando, perché mentre questa cala il vino aumenta.
Qualche calice accanto ai boccali ma questo non toglie niente al fascino di questi luoghi molto british. L’elenco che segue è dei locali must, se torni dall’UK e non ci sei stato vuol dire che hai visto un altro Paese. La scelta è di “visit Britain” 

Mentre il vino espugna i pub inglesi io vi ci porto

Cala la birra aumenta il vino nei pub inglesi, cambio di stile ma nessun danno al loro fascino ed allora ecco quelli che bisogna vedere assolutamente

Peter Kavanagh, Liverpool, Inghilterra

Peter Kavanagh, Liverpool, Inghilterra

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il regno della birra, i pub dove tradizionalmente i sudditi di Sua Maestà vanno da soli per trascorrere le serate davanti a boccali di bionda giocando a freccette e guardano la partita. Ebbene nei pub il monopolio della birra è finito e il vino ha un ruolo sempre più importante, specialmente nei locali di nuova apertura. Una ricerca CGA Strategy divulgata dall’Unione Italiana Vini fotografa la situazione attuale dell’HORECA britannica : birra 47%, vino 18%, superalcolici 22%. Come si vede la bionda è sempre molto forte ma le cose stanno cambiando, perché mentre questa cala il vino aumenta.
Qualche calice accanto ai boccali ma questo non toglie niente al fascino di questi luoghi molto british. L’elenco che segue è dei locali must, se torni dall’UK e non ci sei stato vuol dire che hai visto un altro Paese. La scelta è di “visit Britain

Cos’è il vino sostenibile?

L’obiettivo del vino sostenibile va raggiunto presto ed è ambientale, sociale ed economico. Complesso, va dalla biodiversità all’uso corretto delle risorse

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Domenico Zonin

Domenico Zonin

<<Il vino può diventare la nuova frontiera della sostenibilità perché ce lo chiede il consumatore e il nostro senso di responsabilità verso le nuove generazioni>> dice Domenico Zonin Presidente di Unione Italiana Vini. Ma com’è la vigna sostenibile? Le risposte dei legislatori e soprattutto della scienza sono vaghe e purtroppo, come spesso avviene, in ritardo. Quello che esce fuori dall’ultimo SIMEIdi Milano, dove l’argomento sostenibilità ha avuto un ruolo centrale, è che la riduzione dei fitofarmaci e indispensabile ma non sufficiente. L’obiettivo rendere sostenibile la maggior parte, se non tutta, la produzione enologica richiede, inoltre, dalla sua condivisione da parte della rete commerciale. In altre parole, l’aggravio di costi e la riduzione delle rese ricade sul prezzo dei vini e ha bisogno di

Magis-i-vini-sostenibili-degustati-

Magis-i-vini-sostenibili-degustati-

rivendite specializzate come le americane BEVmax oppure Whole foods. Un vero paladino della sostenibilità enologica è Ettore Capri, professore ordinario di Chimica agraria all’Università di Piacenza alla guida del VIVA Sustainable Wine <<i consumatori chiedono prodotti sostenibili che testimonino il rispetto, ad esempio, del lavoro minorile, della salute dei lavoratori e degli astanti, dell’economia locale e delle tradizioni>> (Corriere Vinicolo 2013 n°46)
In un argomento così interdisciplinare i contributi sono i più diversi ma purtroppo vanno avanti senza nessun coordinamento: Julien Blanc con il Carbon4 e il calcolo delle emissioni, Joel Rochard punta l’indice sull’acqua e la biodiversità, Lucrezia Lamastra critica gli indicatori in uso nella viticultura, VIVA parte da aria, acqua, vigneto e territorio per definire le buone pratiche con particolare attenzione agli agrofarmaci. .

Le 327 piccole denominazioni di vino devono sparire?

76 denominazioni imbottigliano il 92% del vino DOC-DOCG e c’è chi chiede di concentrare gli sforzi promozionali su queste e sui mercati maggiori

 

Carlo Flamini

Carlo Flamini

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Carlo Flamini, direttore de “Il Corriere vinicolo” organo di stampa dell’Unione Italiana Vini maggiore confederazione degli industriali del vino ci propone un articolo intitolato “Tempo di scegliere” con un duro attacco alle piccole denominazioni. Il punto di partenza è il resoconto di Valoritalia più importante ente certificatore dei vini italiani, sull’attività 2012-13. Proiettati su scala nazionale i dati Valoritalia ci mostrano una

Riccardo Ricci Curbastro

Riccardo Ricci Curbastro

concentrazione del 92% delle bottiglie Dop in 76 denominazioni mentre alle restanti 327 sarebbe riferibile solo l’8% dell’imbottigliato con una media di 3.000 hl pari a 40.000 bottiglie ciascuna. Questi numeri conducono il direttore del “Corriere vinicolo” a una riflessione sulle 10 denominazioni –vitigni maggiori << che hanno bucato i mercati, consentendo la sostenibilità dell’intero settore. E’ tempo di riconoscere laicamente la situazione e di mettere in grado le aziende che li producono di avere strumenti di promozione efficaci e mirati>> In altre parole si chiede di concentrare le risorse OCM secondo un nuovo criterio che privilegi le regioni, le denominazioni e i vitigni più forti: Prosecco, i due Chianti, Montepulciano, Asti, Moscato, Soave, Valpolicella e Toscana IGT, Sicilia, Terre di Sicilia, vini a base di Negroamaro e Primitivo.

Donne, donne, W le donne e il vino

A Milano per il consiglio delle Donne del vino presieduto da Elena Martuscello: gli eventi per i 25 anni dell’associazione e il premio “Uomo dell’anno”

Donne del Vino Consiglio

Donne del Vino Consiglio

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Sveglia alle 5 con un marito premuroso che si alza a farmi il caffè. In auto fino ad Arezzo e poi in treno verso Firenze. Sosta con passeggiata in Piazza Santa Maria Novella, preghierina e ammirazione per un capolavoro gotico – rinascimentale di Leon Battista Alberti. Ancora in treno fino a Milano passando per la nuova stazione sotterranea di Bologna. Francamente preferisco quella di Milano, mastodontica ma solenne, è del primo Novecento, quando pensavano in grande e credevano in un futuro tutto in crescita, beati loro!
Il Consiglio delle Donne del vino è nella sede dell’Unione Italiana Vini, in pieno centro. La riunione è serena e effervescente: tanto entusiasmo e tanta voglia di fare, in certi casi persino troppa.

Complimenti e auguri di buon lavoro Domenico!

Domenico Zonin eletto all’unanimità Presidente dell’Unione Italiana Vini succede a Lucio Mastroberardino scomparso il 29 gennaio scorso[caption id="attachment_11600" align="alignleft" width="300" caption="Domenico Zonin Presidente UIV"][/caption]Lo conosco fin da quando era un ragazzino e ho sempre avuto un’ottima opinione di lui: serio, tenace, riflessivo, capace di valutare situazioni anche molto complesse, parla poco e ascolta parecchio, specialmente quando è presente il padre Gianni. Si è preparato tanto e nei luoghi in cui si impara meglio come le Università di Davis e di Bordeaux. Ricordo anzi di averlo incontrato proprio nel celebre ateneo francese dove ero andata a fare un corso di una settimana...

Addio Lucio, grazie per quello che ci hai dato

Con Lucio Mastroberardino muore uno dei giovani più capaci e coraggiosi dell’enologia italiana e dell’imprenditoria meridionale[caption id="attachment_11349" align="alignleft" width="300" caption="Lucio_Mastroberardino"][/caption]Visto per voi da Donatella Cinelli ColombiniIl mio rapporto con Lucio passa attraverso sua sorella Daniela Mastroberardino con cui condivido l’appartenenza alle Donne del Vino e la convinzione nel turismo del vino come motore di sviluppo economico dei territori vitati. Lo prendevo in giro <<cosa faresti senza Daniela>> oppure <<tu sei in gamba ma Daniela è un fenomeno>>.  Lui  stava al gioco e anzi rincarava la dose pur sapendo di essere il pilastro della famiglia e dell’azienda con la sua mente[caption id="attachment_11350"...