Vino, studi, news, gossip

Foodcations Cibi e vini 1/3 del business turistico estero

Un terzo della spesa dei turisti stranieri in Italia è cibo e vino. il foodcations vale 12 miliardi di Euro ed è in crescita verticale

di Donatella Cinelli Colombini

foodcantions-Ristoranti-di-Roma-e del-Lazio

Ristoranti-di-Roma-e del-Lazio

Foodcations cioè food – vacations: il cibo come esperienza partecipata, il cibo come piacere, il cibo come chiave per capire la cultura dei territori visitati. Coldiretti ha indagato questo segmento scoprendo che la tendenza è forte indipendentemente dall’età: 67% dei Baby boomers e 59% dei Millennials. Se messi a scelta su cosa preferiscono fra una camera d’albergo lussuosa e un’esperienza che arricchisce, scelgono quest’ultima così come di fronte all’alternativa fra il relax e la partecipazione a un evento unico e capace di emozionare. La spesa legata al cibo è aumentata del 61% in un solo anno (2017-2018) e si è trasformata in una componente della scoperta dei territori visitati.

FOODCATIONS VIAGGIARE METTENDO IL CIBO AL PRIMO POSTO

La sua importanza è talmente aumentata da far coniare il termine FOODCATIOS che significa viaggiare mettendo il cibo al centro della propria esperienza includendo la visita dei luoghi di produzione, i minicorsi durante i quali imparare a cucinare ricette tipiche o i segreti di una DOC, l’incontro con gli chef e gli artigiani oppure enologi che spiegano la

foodcations-Giovanni-Rallo-chef-Ristorante-Fattoria-del-Colle

Foodcations-Giovanni-Rallo-chef-Ristorante-Fattoria-del-Colle

storia e le motivazioni di un determinato salume, formaggio o vino.
Una di queste esperienze è l’home restaurant cioè il cuoco a domicilio che arriva nella cucina del cliente e gli prepara il pasto collaborando con i clienti oppure le cesarine che

ospitano i turisti alla tavola di casa loro. Queste ultime sono circa 600 e trasformano la loro passione per i fornelli in una piccola integrazione del reddito familiare.

CESARINE, HOME CHEF E ALTRE ESPERIENZE CON IL CIBO

Dei 36,4 miliardi di spesa dei turisti esteri in Italia 12 solo destinati al cibo e al vino. Fra questi 3 riguardano esperienze “non tradizionali” cioè lezioni di cucina, degustazioni guidate, home dining come quelli offerti dalle Cesarine. I visitatori più attratti da quest’ultimo tipo di proposta sono statunitensi, seguiti da tedeschi, svizzeri e francesi. La maggior parte di loro fanno parte da gruppi familiari adulti provenienti da grandi città. Il 60% delle prenotazioni proviene da donne con elevato grado di istruzione e buona capacità di spesa.
L’offerta di pranzi a domicilio si concentra nelle città: Roma, Firenze Venezia, Napoli, Bologna e Milano a cui si sono aggiunte, le mete di viaggio estive come Sorrento, Como e Siena.

BUSINESS TURISTICO DI CIBO E VINO

L’importanza del cibo nella spesa dei turisti esteri è confermato dalle analisi pubblicate dalla Banca d’Italia che tuttavia, partendo da dati diversi giungono a esiti percentualmente diversi.

Abbinamento cibo vino, la chiave dei pasti cool

Sempre più vini al bicchiere e sempre più menù con vini diversi per ogni piatto. Gli abbinamenti  più  coraggiosi trasformano i pasti in esperienze memorabili

abbinamento cibo-vino-Terrina di Chianina - Prime Donne (3)

abbinamento cibo-vino-Terrina di Chianina – Prime Donne (3)

Di Donatella Cinelli Colombini

L’abbinamento cibo-vino è ormai la cosa più richiesta: è importante descriverla nella retro etichetta delle bottiglie, diventa un incentivo all’acquisto quando lo scaffale di vendita dei vini divide le etichette in base all’uso da farne a tavola, permette di costruire esperienze gastronomiche uniche, spericolate ed eccitanti a casa, e speriamo di nuovo nei ristoranti…. È insomma la nuova frontiera del gusto perché trasforma l’assaggio in un’esperienza partecipata e in certi casi in una vera e propria avventura.
Per questo nei ristoranti nordamericani e, negli ultimi tempi, anche in molti locali nostrani, il sommelier organizza con lo chef la proposta gastronomica creando menù a tema dove ogni piatto viene preparato appositamente per

abbinamento-cibo-vino-Ravioli con ripieno di pecorino Leone Rosso (11)

abbinamento-cibo-vino-Ravioli con ripieno di pecorino Leone Rosso (11)

essere abbinato in modo inconsueto e appagante. Il vino prende una nuova dimensione e ogni pasto diventa un evento memorabile grazie alle emozioni che suscita.

ABBINAMENTO CIBO-VINO: GIOCO DI SAPORI E SPERIMENTAZIONI

Un gioco dove trovano sempre più spazio i vini rari con forte personalità. Ovviamente per il sommelier che lavora dove c’è un grande chef si aprono opportunità meravigliose per mettere alla prova il proprio istinto da talent scout andando a cercare cantine nuove e denominazioni ancora sconosciute ma anche per aprire bottiglie rare e costose che difficilmente verrebbero ordinate e invece, servendole al bicchiere, diventano più abbordabili.

Biologico: per forza o per amore il vino BIO

Produrre vino biologico sta diventando obbligatorio per i produttori di vino. La spinta del web, l’entusiasmo dei millennials e dei buyer nord europei

cornoletame-viticultura-biodinamica

biologico-biodinamico-naturale- produzione-di-vino- cornoletame-viticultura-biodinamica

Di Donatella Cinelli Colombini

Per sei mesi, da settembre 2018 a febbraio 2019, sono stati pubblicati 3.500 articoli web in italiano dedicati al vino biologico, biodinamico e naturale. Anzi è proprio il vino naturale l’argomento più trattato on line e i tre termini, benché abbiano significati diversi, vengono spesso usati come sinonimi. 1.500 siti attivi su questo tema, un piccolo esercito. Tra i siti più attivi ci sono: progettodivino.it, italiaperme.com, diwinetast.com, cittadelvino.it, newsloker.com, winemeridian.com. I dati sono dettagliatissimi e arrivano da Mexofone prima azienda italiana con brevetto Big Data Analysis.

109,9% CRESCITA DEI CONSUMI DI VINO BIO

uva-organica-biologica-Montalcino-Casato-Prime-Donne

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Il mercato ha comportamenti molto simili dal dialogo attraverso il digitale: + 109,9% di aumento dei consumi dal 2017 gli incrementi sono fortissimi da anni, basta notare che nel 2013 solo il 2% delle famiglie italiane aveva comprato del vino biologico e oggi sono il 41% del totale. I consumi sono trascinati dai Millennials, dai 22 ai 38 anni, cioè dai giovani che costituiscono il segmento più attivo on line e che consultano blog e portali per scegliere le bottiglie da comprare. Il consumo è vissuto come un momento sociale, è avviene preferibilmente a casa. Nel giudizio di questi consumatori contano la difesa ambientale, il packaging che deve essere ecocompatibile, la salute e quindi il contenuto d’alcol.

MILLENNIAS E VINO INFLUENZATI DAL WEB

I giovani consumatori sono sensibili ai social influencer, l’e-commerce e le app come quelle che forniscono giudizi, prezzi e profili dei vini. Ma anche le esperienze condivise come quella, appunto, di gustare  il vino a casa con gli amici, sono le situazioni predilette dal 62% dei millennials.

I distillati più cari del mondo

Hennessy Beaute de Siecle Grande Champagne Cognac prodotto in 100 bottiglie costa 264,944 Dollari. Seguono 7 Whiskey Macallan, 1 Chivas e 1 Glenfarclas

 

Distillati-più-cari-del-mondo-hennessy-prestige-cognac-beaute-du-siecle

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Di Donatella Cinelli Colombini

Sono cifre da capogiro ma la cosa ancora più stupefacente è che c’è chi è disposto a pagarle per poi mettere le bottiglie nelle casseforti per poi rivenderle a prezzo ancora più alto.
La classifica dei distillati super cari arriva da Wine Searcher il portale che pubblica i listini delle rivendite di tutto il modo. Quindi sono prezzi di bottiglie in commercio sullo scaffale e non di pezzi unici che raggiungono cifre ancora più fantasmagoriche. Per questo, se confrontate con le quotazioni d’asta appaiono meno stupefacenti ma nelle aste c’è anche la ricerca del prezzo clamoroso che serve per ottenere un ritorno di immagine sul brand e sul compratore.

 

WINE SEARCHER E I DISTILLATI PIU’ CARI NORMALMENTE IN VENDITA

Distillati-più-cari-del-mondo-Macallan Lalique 50-Year-Old Single Malt .

Distillati-più-cari-del-mondo-Macallan Lalique 50-Year-Old Single Malt .

Wine Searcher ha cercato nel suo database degli ultimi 20 anni le quotazioni medie (non le più alte) delle bottiglie più care fra quelle “normalmente in vendita” e alla fine risulta evidente che il mercato di questi distillati  tocca vertici molto superiori a quelli del vino.
<< Spirits, where the notion of a maximum ceiling for pricing simply doesn’t exist>> alcolici, dove la nozione del massimo prezzo richiesto semplicemente non esiste ha commentato Don Kavanagh all’inizio del suo articolo.
Domina la scena la distilleria scozzese Macallan con 7 etichette fra le prime 10. E’ la distilleria che lavora con gli alambicchi di rame visibili persino nelle monete in uso a Edimburgo. Un simbolo per il popolo col gonnellino come per noi il Colosseo o il David di Michelangelo. Nonostante questo la numero uno nella lista di Wine Searcher è un Cognac.

 

Scegliere il vino col telefono, una tendenza dilagante

E’ cool e lo fanno quasi tutti i wine lover del mondo: inquadrano l’etichetta col telefonino e ecco prezzi, giudizi e profilo. Vivino e WineSearcher

Scelta-del-vino-con-il-telefonino

Scelta-del-vino-con-il-telefonino

Di Donatella Cinelli Colombini

Il telefonino permette di confrontare i prezzi di ogni etichetta in tutte le rivendite di vino del mondo. Se c’è un sistema per creare concorrenza è questo, altro che antitrust!
Basta una foto dell’etichetta e arrivano sul telefono i giudizi dei consumatori, il profilo gustativo e anche il prezzo nelle rivendite di ogni angolo del globo. E se per i vini normali, quelli sotto i 50€, il sistema ha livellato i listini al pubblico partendo dal punto vendita della cantina fino all’enorme store di Zachys a News York, sulle bottiglie “da investimento” ha dato grosse opportunità ai talent scout che sanno comprare bene le ottime bottiglie dei “saranno famosi” e dopo qualche anno le rivendono con buoni guadagni proprio grazie ai grandi portali del vino.

VIVINO IDEATORE DELLA RICERCA DEL VINO CON IL TELEFONO

Vivino-app-scelta-del-vino-col-telefono

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L’invenzione della app che fornisce i dati sul vino usando l’immagine dell’etichetta è il danese Heini Zachariassen nato nelle Isole Faroe sperdute nei mari freddi, Heini era un imprenditore di sicurezza informatica senza un grande interesse sul vino. Un giorno entra in un supermercato per comprare una buona bottiglia e rimane bloccato davanti allo scaffale pieno di vini. E’ a quel punto che gli viene l’idea di replicare nel vino i sistemi che, già a quell’epoca, permettevano di scegliere i ristoranti, i film … usando il telefonino. Era il 2009 e Zachariassen insieme al suo socio Theis Sondergaard creano Vivino un portale che oggi contiene 11 milioni di etichette con le descrizioni di ciascuna, il prezzo dichiarato dal produttore e le valutazioni di chi lo assaggia. Per consultarlo serve uno smartphone Android e iOS, le cose più cercate sono << il voto della community, il prezzo e il gusto del vino>>. Gli utenti di Vivino sono 36 milioni di cui 3 in Italia.

Quando i prezzi dei vini vanno alle stelle

51 Dollari a bottiglia il prezzo medio mondiale dei fine wines venduti in enoteca. Rialzi record in UK, Hong Kong il mercato dove il vino costa di più 165$

Hong Kong-MERCATO-DOVE-IL-PREZZO-DEL-VINO-E'-PIU'-ALTOT

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Di Donatella Cinelli Colombini

Le vendite en primeur dei vini di Bordeaux, dell’inizio di giugno fanno venire l’acquolina in bocca ai produttori italiani: Mouton Rothschild, Margaux, Haut-Brion e Pavie hanno accettato le prenotazioni sui loro vini al prezzo di € 408,00 a bottiglia vale a dire 5.112 Sterline, 5.840 Dollari per dozzina visto che i vini verranno consegnati ai négociant in casse di legno da 12 pezzi. E hanno anche limitato le quantità: Mouton ha diminuito le allocazioni del 35/40% rispetto al 2017! Poverino, forse il prezzo gli sembrava basso e incassare i soldi subito per vini prodotti otto mesi fa e da consegnare fra due anni, non gli faceva poi così gola.

EN PRIMEUR E I PREZZI DA CAPOGIRO DI BORDEAUX

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Bordeaux-en-primeur

Il mercato cinese continua a comprare e la stampa più influente sostiene i vini bordolesi. La vendemmia 2018 di Mouton ha ricevuto un giudizio di 100 punti da James Suckling, 97-99 + da Lisa Perrotti-Brown MW del Wine Advocate-Robert Parker, 94-97 da Antonio Galloni che lo ha definito “radioso e sensuale”.

PREZZI MEDI MONDIALI DEI VINI IN CRESCITA

Nessun territorio italiano riesce a fare la stessa cosa, neanche con i vini di punta. Lo strapotere francese, nel paradiso del mercato, è fortissimo. Ma qualche luce si accende per tutti e i dati di Wine Searcher lo dimostrano.
Il prezzo medio a bottiglia delle etichette censite nell’enorme portale che raccoglie i listini delle maggiori rivendite di tutto il mondo, è di 51Dollari a bottiglia. Era 35$ nel 20114 ed ha fatto un autentico balzo in avanti. Wine Searcher non attribuisce questa crescita all’inflazione nell’enorme mercato USA che c’è, ma inciderebbe solo dell’8%. L’accelerazione impressionante avvenuta negli ultimi 12 mesi sembra , a mio avviso, l’effetto degli investitori che hanno cominciato a annusare l’odore della speculazione. In questo senso Wine Searcher proseguirà l’indagine concentrandosi sui vini più cari come Romanée-Conti Grand Cru or Leroy Musigny per vedere quanto hanno influito sulla media totale.

DAZI SULLE ESPORTAZIONI IN USA

Fra i prodotti UE che vanno tassati in USA per 11 miliardi, c’è il vino. La lite Trump – Macron sulla tassa sulle attività digitali è l’ultima goccia

Washington-Casa-Bianca-Dazi-USA-UE

Washington-Casa-Bianca-Dazi-USA-UE

Di Donatella Cinelli Colombini

L’ultimo atto di questo tormentone  è del 4 luglio. La Francia decide di mettere una tassa sulle attività digitali in base a un accordo di massima raggiunto fra i Paesi del G7 quindi anche con il Ministro del Tesoro USA Mnuchin. Ma a Trump questo accordo non va bene e quindi scrive un Tweet promettendo una <<importante ritorsione contro la stupidità di Macron>> e aggiungendo <<ho sempre detto che il vino americano è migliore di quello francese>>. Visto che anche il presidente USA ha una cantina e produce vino il commento è in pieno conflitto di interessi. Ma questo è il minore dei problemi.

La parola d’ordine per le cantine italiane è “spedire” prima possibile cercando di anticipare i dazi. Ancora non è chiaro quando arriveranno e l’entità della tassa che verrà applicata ma, soprattutto per le bottiglie più economiche, potrebbe avere un effetto devastante. Se infatti  il Barolo, il Brunello e soprattutto il Pinot Noir della Borgogna hanno una clientela ricca e un’identità forte e quindi dovrebbero avere un modesto contraccolpo sulle vendite, per i vini da tavola che partono dalle cantine italiane, spagnole…. sotto i 3 € a bottiglia i dazi potrebbero avere effetti disastrosi  avvantaggiando i concorrenti vini argentini, cileni e persino sudafricani che queste tasse non le hanno.

Airbus contro Boeing –  Unione Europea contro USA

Dazi-USA-UE-causati-dallo-scontro-Boeing-Airbus

Dazi-USA-UE-causati-dallo-scontro-Boeing-Airbus

Lo scontro tariffario parte dalla vertenza  sui sussidi europei  ad Airbus  che avrebbero  causato danni alle imprese americane e soprattutto a Boeing, maggiore industria aeronautica  USA che è stata recentemente sorpassata proprio da Airbus. E’ dunque uno scontro fra Unione Europea e Stati Uniti che si articola su vari fronti.

L’aprile scorso il governo di Washington ha redatto una lunga lista di prodotti europei da tassare, vino compreso, per incassare 11 miliardi di Dollari. Da parte sua il governo di Bruxelles si prepara a rispondere con dazi per un valore di 17,4 miliardi di Euro sui beni che arrivano in Europa provenienti dagli States.

Forme nel verde 2019 a San Quirico d’Orcia

Forme nel verde, mostra di sculture negli Horti Leonini ideata da Mario Guidotti nel 1971 è la 2°più antica rassegna d’arte dopo la Biennale di Venezia

Forme-nel-verde-2019-"Antifragile"

Forme-nel-verde-2019-“Antifragile”

di Donatella Cinelli Colombini

Quest’anno dal 27 luglio al 30 settembre la manifestazione intitolata “Antifragile” propone una riflessione sul Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto ricomposto nel chiostro di Palazzo Chigi di San Quirico dove sono esposte le opere lasciate dagli artisti protagonisti delle passate edizioni di Forme nel Verde e una selezione di dipinti realizzati dagli allievi dei corsi di pittura dell’Accademia di Firenze (30 km dalla Fattoria del Colle).

FORME NEL VERDE 2019 ANTIFRAGILE

Negli Horti Leonini ci sono invece le istallazioni realizzate da 50 studenti under 35 provenienti delle Accademie Toscane di Firenze e Carrara. Una proposta corale che da voce ai nuovi talenti artistici e scaturisce dai workshop coordinati da Francesco Saverio Teruzzi e Sebastiano Pelli.

FORME NEL VERDE E GLI  HORTI LEONINI

Forme-nel-verde-2019-San-Quirico-d'Orcia

Forme-nel-verde-2019-San-Quirico-d’Orcia

Gli Horti Leonini e Forme nel Verde, due cose che si combinano e si compenetrano in modo quasi magico. Gli Horti furono costruiti intorno al 1581 accanto alle mura cittadine e alla pieve di Santa Maria Assunta, già nota come Santa Maria ad hortos, con annesso lo Spedale della Scala in cui venivano ospitati i pellegrini che passavano sulla Via Francigena. San Quirico sorge infatti lungo l’importante asse viario che congiungeva Canterbury a Roma e compare fra le località citate dal Vescovo Sigerico nel 990, nel suo celebre viaggio. Dalla Francigena transitavano soldati, mercanti, sovrani -come Federico Barbarossa – pellegrini e santi come Caterina da Siena. San Quirico era dunque un posto tutt’altro che isolato e periferico.

HORTI LEONINI PRIMO GIARDINO PUBBLICO

Gli Horti leonini sono uno dei primi esempi di “giardino pubblico” costruito per dare ristoro e”… qualche comodità ancora delli viandanti…” come scrisse il suo creatore Diomede Leoni in una lettera al Granduca Ferdinando dè Medici. Uno spezio architettonico pensato per trasmettere un senso di armonia e benessere a chi percorre i suoi vialetti di bosso e concluso in un boschetto con una sensibilità tutta rinascimentale.

Woofing viaggiare nella campagna dei grandi ideali

In Africa per costruire le capanne di terra, in Piemonte per recuperare vecchi sentieri … Woofing viaggiare per diventare contadini amanti della natura

Woofing-esperienze-nella-campagna-bio

Woofing-esperienze-nella-campagna-bio-di-tutto-il-mondo

Di Donatella Cinelli Colombini

Woofing è il viaggio esperienza nella campagna più rispettosa dell’ambiente. Consente di abitare e lavorare in aziende agricole biologiche per pagarsi le spese. La parola è l’acronimo inglese di World Wide Opportunities on Organic Farms ed è nato intorno al 1970 da Sue Coppard quando gli agricoltori biologici proposero a giovani desiderosi di viaggiare e amanti della natura, di lavorare da loro 4-6 ore al giorno in cambio di vitto e alloggio. Inizialmente l’idea dei farmer era quella di farsi conoscere e soprattutto far capire la realtà dell’agricoltura biologica.

WOOFING IL VIAGGIO ESPERIENZA NELLA CAMPAGNA BIO

Woofing-esperienze-nella-campagna-bio-di-tutto-il-mondo

Woofing-esperienze-nella-campagna-bio-di-tutto-il-mondo

A questo si è aggiunta, in modo crescente, la voglia dei turisti di entrare in contatto con la natura e gli animali, anche con piccole attività molto semplici che, tuttavia, nelle grandi città sono impossibili da realizzare. Attrae il cambio di stile di vita, la possibilità di imparare e vivere in un ambiente autentico non “fatto per i turisti”.
Woofing è diventata un’organizzazione internazionale in cui è possibile iscriversi on line pagando 35 Euro. Il numero dei volontari desiderosi di entrare in contatto con culture diverse, anche molto lontane è altissimo e ormai bisogna prenotare il soggiorno nelle farm ospitanti con almeno un mese d’anticipo.

Esiste un sito WWOOF Italia e un altro WWOOFing in Europe perché non tutti i Paesi offrono le stesse possibilità di soggiorno lavoro in fattoria e bisogna far rifermento all’organizzazione della nazione ospitante, quindi per andare in Cina è necessario iscriversi a WWOOF China. Anche il numero delle proposte è molto diverso ed è molto più alto in Australia che in Europa dove le leggi sul lavoro e le assicurazioni obbligatorie sono più rigide.

I Paesi dove si bevono Premium Wine

I mercati dei premium wines dove i consumatori comprano soprattutto bottiglie sopra i 10€ sono Irlanda, Hong Kong e New Zeland. Ma è sempre troppo poco

 

Brunello - seminario di Berlino tenuto da C. Eder- aprile 2012

Premium-Wines-Brunello – seminario di Berlino tenuto da C. Eder

Di Donatella Cinelli Colombini

Il nome è altisonante: premium wines, ma la cifra è piccola (10€) e per arrivare in mano del consumatore a questo prezzo le bottiglie devono uscire dalla cantina a un prezzo davvero basso.
Solo i super premium cioè i vini fini, che hanno in etichetta il nome di una denominazione prestigiosa e ottengono buoni giudizi da parte dei wine critics permettono di puntare in alto nella qualità dell’uva, del vino e quindi del prezzo. Per tutti gli altri è davvero dura, anche se i consumatori non se ne accorgono. Infatti il grosso del valore finale delle bottiglie rimane nella rete commerciale.

 

 

 

Premium-Wines-Canada-Toronto ristorante Terroni bar con Drago e le 8 colombe IGT

Premium-Wines-Canada-Toronto ristorante Terroni bar con Drago e le 8 colombe IGT

COME SI FORMA IL PREZZO DEL VINO

Se infatti andiamo a vedere il prezzo medio di un litro di vino esportato dall’Italia viene da piangere: circa 3€ e ci sono mercati, anche importanti come la Germania, dove questa cifra scende a 2€.
Vini che escono dalla cantina a un Euro e mezzo compreso il vetro, il tappo, l’etichetta …. E per effetto dei costi di trasporto, le tasse e il ricarico dell’importatore arrivano al dettagliante a 4€, sullo scaffale a 9€ e in tavola a 14€. A conti fatti il valore del liquido che arriva nel bicchiere è meno del 10% del totale.

Lo chef Jamie Oliver in tribunale per fallimento

Jamie Oliver lo chef idealista, salutista e innamorato dell’Italia, il divo TV dei fornelli fra i più pagati al mondo sull’orlo della bancarotta

Jamie-Oliver-chef-più-ricchi-del-mondo

Jamie-Oliver-chef-più-ricchi-del-mondo

Di Donatella Cinelli Colombini

Mi è sempre piaciuto per il suo aspetto anticonformista e scanzonato ma anche per la sua battaglia in favore dell’alimentazione sana dei bambini junk food = Junk kids, che tradotto in italiano significa cibi spazzatura uguale bambini spazzatura. Grazie a lui molte scuole in UK e in USA hanno migliorato le mense. Una battaglia di cui è stato portavoce anche al Salone del Gusto di qualche anno fa.

JAMIE OLIVER DA SECONDO CUOCO PIU’ PAGATO DEL MONDO AL FALLIMENTO

Al culmine del successo aveva 40 ristoranti in Gran Bretagna e quasi altrettanti in giro per il mondo. E’ arrivato ad essere il secondo chef più pagato del mondo … Poi,  soprattutto in UK, le cose hanno cominciato ad andare male e sono cresciuti i debiti stimati dal Sun, all’inizio del 2018, in oltre 70 milioni di Sterline.

Jamie Oliver ha provato a rifinanziare la società con 3 milioni di sterline dal suo patrimonio personale, ma non è bastato, così come non è bastata la chiusura di alcune sedi della catena Jamie’s Italian.

Jamie Oliver

Jamie Oliver

Ora arriva la domanda di insolvenza – che corrisponde al nostro “portare i libri in tribunale”-  che riguarda 23 ristoranti dove lavoravano 1.300 persone sotto le insegne Jamie’s Italian, Barbecoa e Fifteen.  Un disastro che segue il fallimento di altre catene britanniche come Carluccio’s, Prezzo, Giraffe e Ed’s Easy Diner. Secondo The Drinks Business quello di Jamie Oliver non è da ricondurre alla Brexit, come ha dichiarato il celebre chef, quanto piuttosto a un cambio di gusto degli inglesi che si orientano sui locali di consumi esperienziali invece che sui ristoranti classici.

Preparazione e follow up di fiere, workshop, B2B

Fiere, borse, workshop sul turismo fanno incontrare operatori turistici con le cantine aperte al pubblico:  ecco come usarle al meglio

di Donatella Cinelli Colombini

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BIT Borsa Italiana del turismo fiera

Sono meno importanti di un tempo ma comunque servono a incrementare i contatti, a confrontarsi con la concorrenza e a scoprire le nuove tendenze del mercato.
Ci sono fiere del turismo di tutti i tipi e in ogni le parti del mondo, scegliere quelle giuste è difficile e conviene sempre consigliarsi con chi ci è già stato puntando sul target e sui mercati di origine dei turisti che si intendono intercettare. L’elenco è su internet e spesso la partecipazione viene coordinata da Enit o Amministrazioni regionali, Camere di Commercio o associazioni di categoria.
Più della partecipazione in sé conta quello che viene fatto prima e dopo la fiera o il workshop.

Fiere-del-turismo-ITB

Fiere-del-turismo-ITB

COME PREPARARE LE NUOVE PROPOSTE ENOTURISTICHE

La preparazione della nuova offerta turistica deve iniziare molti mesi prima con l’ideazione dei progetti e soprattutto con la realizzazione delle foto e dei video che serviranno a divulgarli. Infatti è opportuno che le immagini ritraggano le vigne nel periodo di piena vegetazione o durante la vendemmia. Anche la documentazione visiva delle cantine e dei produttori deve essere rinnovata periodicamente e diventare un messaggio convincente, quasi una narrazione dell’identità aziendale. In questo senso sconsiglio l’uso di modelli e di effetti che abbelliscano la realtà privandola dell’autenticità e della capacità di racconto. E’ molto meglio che il produttore “ci metta la faccia” anche quando è brutta.

COME PREPARARE LA PARTECIPAZIONE ALLA FIERA

Subito prima delle fiere è opportuno contattarle i buyer presenti nel workshop o nel borsino, mandando le ultime proposte e tastando il loro interesse. Quando gli organizzatori non forniscono in anticipo l’elenco degli operatori partecipanti l’unica soluzione è usare il catalogo e selezionare sul momento quelli con cui dialogare.

I vini coraggiosi piacciono a giovani e donne

I millennials e fra loro soprattutto le donne amano i vini coraggiosi come quelli naturali, prodotti in anfora e ottenuti da viticultura eroica

Tannico-indagine-sui-vini-coraggiosi-e-chi-li-compra

Tannico-indagine-sui-vini-coraggiosi-e-chi-li-compra

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ un momento in cui “famolo strano” sembra la parola d’ordine. Il vino classico, quello delle denominazioni storiche e dei marchi celebri sembra attrarre solo le persone più attempate. Per colpire i consumatori più giovani servono scelte estreme o sperimentazioni al limite della corretta tecnica enologica.

DAL VINO OMOLOGATO AL “FAMOLO STRANO”

Ecco che quelli come me, fanatici dell’armonia come metro di eleganza nel vino, si sentono vecchi e noiosi. Ma forse questi sentimenti non sono giusti e serve una riflessione. Il “famolo strano” è probabilmente una reazione all’eccesso di omologazione della fine del Novecento e come tutte le reazioni tende a esagerare. Trent’anni fa Cabernet-Merlot-Cardonnay dominavano l’orizzonte e la surmaturazione dell’uva così come l’abbondante uso di legno completavano la ricerca di potenza e morbidezza.

tannico-selezioni-vini

tannico-selezioni-vini

Oggi sono la diversità e il carattere identitario a vincere. Elementi su cui i vignaioli appassionati hanno sempre puntato anche a costo di grandi sforzi, come è successo a me con il vitigno foglia tonda.

INDAGINE TANNICO SUI VINI CORAGGIOSI

In quest’ottica le nuove tendenze diventano persino condivisibili. E vediamo quali sono. Tempo fa Tannico, il portale leader dell’e-commerce del vino italiano, ha condotto una indagine che ha riguardato 100.000 consumatori tra il 2015 e il 2018.
I vini “coraggiosi” sono cresciuti dall’8 al 15% del mercato in soli tre anni. Sotto questo nome Tannico riunisce i vini biodinamici certificati, quelli vegani, i vini naturali, quelli da viticultura eroica e quelli macerati. Quasi la metà delle etichette sono straniere.

Prezzi dei vigneti alle stelle in Italia e in Francia

Sopra i 14 milioni l’ettaro in Borgogna fino a 3 milioni nel Barolo e uno per quelli di Brunello e di Bordeaux

Di Donatella Cinelli Colombini

Prezzi-vigneti-alle-stelle-in-Italia-e-in-Francia-Brunello Poggio Antico

Prezzi-vigneti-alle-stelle-in-Italia-e-in-Francia-Brunello Poggio Antico

Arrivano da Vinexpo gli ultimi dati sulla corsa all’acquisto dei vigneti che sembrano quelli della corsa all’oro, con investitori di tutto il mondo che si contendono le terre da vino a suon di milioni. Puntano sulle zone più prestigiose pronti a spendere cifre astronomiche quasi fossero piene di pepite. Cifre che la produzione del vino non ripagherà mai e sono giustificate solo all’interno di una spirale speculativa che fa aumentare i prezzi e promette di rivendere gli stessi terreni a prezzi ancora più alti. Le denominazioni top hanno infatti dimensioni limitate, non espandibili per cui costituiscono, per gli investitori, un “bene rifugio” simile alle opere d’arte e alla pietre preziose. La differenza è che le vigne e le cantine devono essere gestite ogni giorno e non possono essere messe in cassaforte. Sono quindi più impegnative ma anche più ricche di soddisfazioni, per chi riesce a creare un gioiello enologico. Per questo l’attenzione dei super ricchi si concentra sulle denominazioni e i cru più prestigiosi, solo a Montalcino hanno investito tre degli uomini nella classifica Forbes dei 1.000 uomini più ricchi del mondo.

PREZZI DEI VIGNETI FRANCESI

WI&NE e Safer società specializzate in consulenze e cessione di aziende danno alcuni numeri del fenomeno e vengono analizzate da WineNews sempre molto attenta alla quotazione dei terreni vitati.
La stima delle compravendite di vigneti e cantine francesi, nel 2017, ha toccato l’astronomica cifra di 1,3 miliardi di Euro e promette di crescere.

Vendita-di-cantine-Vietti

Prezzi-vigneti-alle-stelle-in-Italia-e-in-Francia-cantine-Vietti

La zona viticola più cara è la Borgogna dove si toccano punte di 14 milioni l’ettaro anche se le quotazioni normali sono di 5. Altre zone celebri hanno valori minori: lo Champagne, i vigneti di Bordeaux oppure della Côtes du Rhône permettono di acquistare intorno a un milione l’ettaro anche se a Pauillac e nella Gironda i prezzi raddoppiano.
Ma in Francia ci sono anche zone del vino a prezzi molto più abbordabili: in Alsazia le quotazioni vanno da 50 a 300.000€ e in Provenza i valori partono da 25.000 Euro ad ettaro e sono in crescita perché c’è stato anche chi ha pagato 160.000 € l’ettaro come per i vigneti più importanti della Loira. Nella Languedoc-Roussillon scendono ancora a 10 a 40.000€ e la maggior parte del vigneto francese costa proprio 10.000€ l’ettaro.

PREZZI DEI VIGNETI ITALIANI

In Italia l’area dove l’impennata dei prezzi è stata maggiore è sicuramente il Barolo dove, in alcuni casi, sono stati superati i 3 milioni di Euro l’ettaro. A Montalcino la quotazione di 700.000€ sale spesso fino a sfiorare il milione mentre Bolgheri e la Valpolicella oscillano fra 500 e 600.000€.

I ristoranti e la ristorazione a casa: chi vincerà?

Home restaurant, take away, street food …. Sopravviveranno i ristoranti? FIPE chiede regole uguali per tutti ma il vero nemico dei ristoranti è l’home delivery

Di Donatella Cinelli Colombini

Giovanni-Rallo-Nicola-Minunno-Fattoria-del-Colle-Ristorante

Giovanni-Rallo-Nicola-Minunno-Fattoria-del-Colle-Ristorante

Il problema non è solo italiano: << restaurant sector is undergoing a period of sustained metamorphosis>>, leggo in un interessantissimo articolo di The Drinks Business 

che spiega come, a fronte di un forte aumento della spesa alimentare, la ristorazione tradizionale sia in affanno a causa della crescita degli home delivery che portano, sempre più velocemente  a casa, pranzi sempre più competitivi rispetto a quelli cucinati dagli chef. E’ una sfida che si gioca sull’uso di internet e sulla velocità delle consegne, ma anche sull’innalzamento della qualità dei preparati. Una sfida che ha modificato persino la dimensioni delle cucine domestiche.

Se gli inglesi hanno messo gli occhi sul problema a seguito dello choc del fallimento dei ristoranti di Jamie Oliver, anche da noi in Italia 80 chef stellati sono scesi in campo con una lettera manifesto diretta ai due vicepremier e al Ministro dell’agricoltura-turismo Gian Marco Centinaio. La partita riguarda un comparto di 300.000 imprese, 85 miliardi di fatturato e 43 miliardi di valore aggiunto all’anno per 1 milione di occupati.

PER NON MANGIARSI IL FUTURO – PETIZIONE DI 80 CHEF STELLATI

La richiesta è di dare regole uguali a tutti e il titolo sembra quello di un film horror “ Per non mangiarsi il futuro”.  Sul banco degli imputati le <<scelte politiche incentivano settori che effettuano di fatto somministrazione, senza essere sottoposti alle stesse regole che si applicano alla ristorazione e ai pubblici esercizi in generale. Ci riferiamo agli operatori del settore agricolo, ai circoli privati, al terzo settore, ai negozi di vicinato, agli home restaurant, allo street food etc. >>

La Pineta di Zazzeri- conle-Donne-del-Vino

La Pineta di Zazzeri- conle-Donne-del-Vino

A loro avviso chi non è un pubblico esercizio sfugge a una griglia di regole che fanno lievitare i costi: corsi di formazione, dimensioni dei locali, servizi igienici …. Una situazione che ingenera concorrenza sleale che impoverisce le attività di ristorazione costringendole a chiudere per poi, in certi casi, riaprire magari reinventandosi come street food o home restaurant.

I RISTORANTI CHIEDONO REGOLE UGUALI PER TUTTI QUELLI CHE FANNO SOMMINISTRAZIONE

Alla fine la richiesta è <<non chiediamo meno regole: chiediamo che vengano applicate le stesse regole per la stessa professione, anche a tutela e a salvaguardia dei 10 milioni di clienti che ogni giorno frequentano i Pubblici Esercizi>>.

Non si sta ripetendo, in altra forma, lo scontro fra Taxi e NCC che ha poi penalizzato i servizi offerti ai clienti con danni rilevanti alle prospettive turistiche di tutto il Paese. In questo caso c’è la volontà di salvaguardare la concorrenza a vantaggio della clientela ma con regole del gioco uguali per tutti.

                                                                       
Cinelli Colombini
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